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Tutti gli articoli con tag Giorgio Chiellini

Italia, buone notizie dall'infermeria: Chiellini e Montolivo pronti per la Spagna

pubblicato da Cesare Rinaldi

giorgio chiellini, riccardo montolivo

All’indomani della conferenza stampa di Cesare Prandelli con la quale si è dato ufficialmente il via all’avventura azzurra in vista di Euro 2012, Enrico Castellacci, medico dell’Italia, si dice ottimista sui recuperi dei due infortunati più seri del gruppo: Giorgio Chiellini e Riccardo Montolivo. Entrambi hanno riportato una lesione di primo grado all’adduttore, il nuovo giocatore del Milan si era fermato durante la partita contro il Lecce, mentre il bianconero ha subito un beffardo infortunio a pochi minuti dalla fine della partita tra Juventus e Atalanta, ultima di campionato nel giorno della festa bianconera.

I due giocatori sono fondamentali nell’economia tattica di Cesare Prandelli, il centrocampista è il più accreditato candidato a coprire il ruolo di centrocampista altro dietro le punte, mentre il difensore dovrebbe fare coppia con il compagno di squadra Barzagli nel reparto arretrato. Il ct ieri aveva detto che i 23 che porterà in Polonia dovranno essere tutti arruolabili, nessuno spazio per gli acciaccati dal momento che la competizione è molto corta e ogni passo falso potrebbe essere fatale. In questo senso arrivano le rassicurazione di Castellacci che, pur non potendo garantire la certezza matematica dei recuperi dei due giocatori, si dice molto ottimista:

“Posso solo ripetere ciò che ho detto alla stampa e a voi ieri, nel senso che ho alcuni infortunati, forse quelli che destano un po’ di preoccupazione sono Montolivo e Chiellini perchè hanno un problema muscolare, però siamo ottimisti di poter recuperare anche loro nel prossimo futuro. I tempi di recupero? L’anatomia umana non è matematica ma dovrebbe volerci una settimana per Montolivo e due per Chiellini”.

Dunque calendario alla mano entrambi dovrebbero essere pronti per la sfida inaugurale contro i campioni del mondo della Spagna. Sicuramente buone invece le notizie che riguardano gli altri infortunati: Giovinco ha quasi recuperato il problema al ginocchio (distrazione di primo grado al collaterale) e in un paio di giorni dovrebbe rientrare in gruppo, mentre continuano ad allenarsi in palestra Nocerino e De Rossi, il romanista, che aveva subito una frattura scomposta a un dito, non è stato operato e giocherà quindi con un tutore, la scelta di farlo allenare a parte è dettata solo dalla cautela. Fra pochi giorni si conoscerà la lista definitiva dei 23 convocati, Prandelli ha detto di avere già le idee chiare e queste notizie non possono che rendere più semplice il suo lavoro.

Foto | © TMNews

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Italia, Prandelli spiega le sue scelte: "Premiato il merito"

pubblicato da Cesare Rinaldi

cesare prandelli

Ieri sera il ct dell’Italia ha reso noti i nomi dei 32 prescelti per il prossimo Europeo, in realtà la lista deve ancora essere sfoltita dal momento che potranno staccare il biglietto per Polonia e Ucraina solo in 23. Non sono mancate le sorprese e, come sempre accade in un paese composto da 60 milioni di commissari tecnici, le critiche per alcune scelte. Cesare Prandelli ha tenuto oggi a Coverciano la prima conferenza stampa di quest’avventura che tutti speriamo essere più fortunata dell’ultima in Sudafrica, ha risposto pazientemente alle domande di tutti provando a spiegare i motivi che lo hanno portato alle sue decisioni.

Il primo reparto ad essere sottoposto ad un’attenta analisi è quello offensivo, è composto da sei attaccanti, ma a far parlare sono anche i nomi che nella lista non sono compresi come quelli di Osvaldo e Matri. C’è invece Balotelli, per lui è stato chiuso un occhio rispetto a famoso “codice etico”, e pare proprio che il ct speri tanto nelle sue giocate. E’ tornato Totò Di Natale, ci sono i due giovani Destro e Borini così come le conferme per Cassano e Giovinco:

“”I sei portati qua sono un numero più che sufficiente per come vogliamo giocare. Deciderò in seguito se rimarranno tutti o scenderanno a 5. Abbiamo visionato le loro prestazioni ed i convocati rientrano in coloro che possono esprimersi al 100%. Gli esclusi si sentiranno vittima di qualche torto, è normale, ma la mia è esclusivamente una scelta tecnica. Ricordo che nella prima conferenza stampa parlai di scelte meritocratiche. Sfido chiunque a dire che Di Natale e Giovinco non dovrebbero essere qui. Destro? È un giovane attaccante moderno, non una classica punta centrale che dà riferimenti”.

Un capitolo a parte lo meritano Cassano, protagonista in queste ultime settimane al Milane, e Mario Balotelli, fresco campione d’Inghilterra con il suo Manchester City anche se reduce da un periodo non felicissimo:

“Antonio ha giocato nell’ultimo mese, sta bene ed è pieno di entusiasmo. Mi aspetto che lo mantenga, ha fatto capire quanto ama questa maglia ed il messaggio è fondamentale. L’amore per la maglia azzurra deve essere in cima ad ogni cosa. Preferisco un giocatore così ad uno al 100% fisicamente senza questo sentimento. Balotelli ultimamente è stato poco impiegato, ma ha vinto un titolo in modo meritato, a proposito, complimenti a Mancini. È un talento che vogliamo aiutare ad esplodere, speriamo possa farlo durante questi Europei. L’ambiente lo aiuterà a pensare soltanto alla Nazionale, sono convinto di trovare un ragazzo determinato a mostrare le grandi qualità in suo possesso”.

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Juve Campione d'Italia 2011/2012: le parole dei protagonisti

pubblicato da vieni_127


Basta tatticismi verbali, dichiarazioni di rito e scaramanzie di sorta: la Juve è campione d’Italia e i protagonisti dell’esaltante cavalcata possono dare libero sfogo a parole e pensieri. Tutti ebbri di gioia, riportiamo di seguito i virgolettati degli eroi juventini presi dalle loro esternazioni a Sky Sport.

Antonio Conte: “Che scudetto è? Per me il numero uno, il primo che vinco da allenatore. Sono sensazioni fantastiche siamo veramente contenti, merito dei ragazzi ma onore anche ai vinti: il Milan e’ stato un avversario fortissimo. A -1 ho capito che la mia squadra aveva ancora birra, mentre loro erano un po’ stanchi. Finire il campionato imbattuti sarebbe qualcosa di storico“.

Alessandro Del Piero: “Oggi festeggiamo uno scudetto che tutti abbiamo meritato e io sono felice di aver dato il mio contributo. Io comincio ogni anno per vincere, a volte non capita, ma quello che è successo oggi mi ripaga di tanti anni, a cominciare dal 2006. Fra 15 giorni abbiamo un’altra partita che vogliamo vincere (la finale di Coppa Italia ndr). La mia storia l’ho vissuta benissimo con grande entusiasmo e felicità ed e’ un epilogo strano. Da parte mia c’è la volontà di sorridere e basta. Per il resto ci sarà modo e tempo di parlarne. E’ anche per l’anno vissuto in B che questo scudetto ha ancora più valore. Esulterò in maniera totale perché ogni vittoria ha un sapore speciale“.

Gianluigi Buffon: “Dopo il Mondiale vinto nel 2006, questa è la gioia più bella. Per tre giorni ho convissuto con il senso di colpa per l’errore col Lecce. Non posso nascondere che mi ha pesato, ho temuto che qualcuno nella squadra si lasciasse intimidire. Dediche? Alla mia famiglia, ma anche a Del Piero, a Camoranesi, a Trezeguet, a Nedved. E un grazie ai ragazzi dell’Inter. Conosco Javier Zanetti, ogni tanto gli mando dei messaggi e stavolta gli avevo chiesto aiuto dicendogli di non fare scherzi“.

Andrea Pirlo: “E’ uno scudetto meritato e voluto fin dall’inizio. Nessuna rivincita. Credo che sia un risultato che tutto il gruppo ha guadagnato sul campo. Ho sempre fatto il mio, sono sempre stato bene e avevo voglia di vincere e ci sono riuscito. Io sono andato via dal Milan perché avevo bisogno di altre motivazioni e ho scelto la Juve e il suo progetto per poter vincere e ci sono riuscito subito. Ero convinto di essere il numero uno e credo di averlo dimostrato. Eredi? Spero di poter giocare ancora tanti anni, perché mi diverto e ho ancora tanta voglia“.

Mirko Vucinic: “Ci sono andato vicino con la Roma, ma arrivare qui e vincere lo scudetto è una sensazione indescrivibile. È un sogno, una cosa unica, manco mi sono reso conto di aver segnato oggi. È il primo anno che sono qui e abbiamo vinto subito lo scudetto è questa è una cosa bellissima. Siamo stati bravi a mascherare di crederci fin dall’inizio e anche nei momenti difficili. Il mister mi ha dato grande fiducia e io ho provato sempre a dare il massimo per ripagarlo, anche se a volte non ci sono riuscito. Quando la Juve mi ha contattato è stato fondamentale il mister assieme a Paratici che mi hanno convinto a venire qui. A Roma ho fatto più gol rispetto alla Juve, ma l’importante è che abbiamo vinto lo scudetto“.

Giorgio Chiellini: “Tutta la squadra ha fatto bene. Se la difesa prende pochi gol è merito di tutti. Dopo tanti anni di sacrifici questa vittoria ci ripaga di tutti gli sforzi. Festeggeremo stasera, poi un paio di giorni liberi. Vogliamo finire imbattuti, poi vincere la Coppa Italia e gli Europei“.

Leonardo Bonucci: “Abbiamo conquistato lo scudetto nelle partite che contavano e abbiamo dimostrato che questo 30° titolo è meritato e che la Juventus è tornata. E’ bellissimo, sono sensazioni bellissime. E’ qualcosa di stupendo e meraviglioso. E’ uno scudetto da veri juventini. Quando tutti ci davano per sconfitti abbiamo lottato e vinto anche per i tifosi. La Juve sul campo ne ha conquistati 30, poi lasciamo stare tutto il resto perché a me interessa solo quello che succede sul campo e non altrove. Festeggiamenti? Stiamo festeggiando nello spogliatoio con lo champagne. Vincere a 25 anni uno scudetto con la Juve è bellissimo. Sono cresciuto tantissimo e devo ringraziare Conte per l’aiuto che mi ha dato nella crescita come giocatore“.

Giuseppe Marotta: “E’ lo scudetto numero 30, assolutamente. Lo abbiamo scritto anche sull’etichetta delle bottiglie, perché 30 sono quelli che abbiamo vinto“.

Juve campione d’Italia: le foto da Trieste
Juve campione d'Italia: le foto da TriestaJuve campione d'Italia: le foto da TriestaJuve campione d'Italia: le foto da TriestaJuve campione d'Italia: le foto da Triesta

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Juve, difesa titolare ko: si fermano Barzagli e Chiellini

pubblicato da vieni_127


Nessuno in casa Juve avrebbe mai immaginato che l’anticipo serale contro il Chievo di sabato scorso sarebbe stato così negativo in tutti i sensi; oltre i consueti due punti lasciati per strada, per di più nello Juventus Stadium, i bianconeri hanno pagato anche con due infortuni che, il caso ha voluto, riguardano l’asse centrale di una difesa fino a questo momento del campionato la meno perforata. Andrea Barzagli, sostituito al 41esimo del primo tempo, e Giorgio Chiellini, che stoicamente è rimasto in campo con una gamba sola, hanno effettuato gli esami strumentali del caso e per entrambi si prospetta un breve periodo ai box: per Barzagli lesione muscolare al gemello mediale del polpaccio destro, venti giorni di stop e almeno 5 partite out, per Chiellini invece elongazione al soleo del polpaccio sinistro, con prognosi valutata in dieci giorni.

Bega non da poco per Antonio Conte che dunque dovrà fare a meno della coppia di difesa titolare sicuramente nel recupero contro il Bologna di mercoledì prossimo (ore 18.30), ma anche negli impegni seguenti al Ferraris contro il Genoa e al Franchi contro la Fiorentina; per Barzagli quasi certa l’assenza anche contro il Milan in Coppa Italia e poi in casa contro l’Inter. Scaldano i motori dunque Martin Caceres e Leonardo Bonucci: il primo, arrivato a gennaio dal Siviglia, lo abbiamo conosciuto per le sue sgroppate sulla fascia ma non ha mai nascosto di amare molto il centro della difesa, il secondo, seppur fischiato da alcuni tifosi bianconeri, è ben inserito negli schemi della Juve e la sua presenza non fa certo notizia, pur non garantendo la solidità di un Barzagli o di un Chiellini.

Il problema principale per Conte, però, è che non ci sono alternative in caso di espulsioni o altri infortuni, a meno che non si peschi dalla Primavera: ceduti Motta e Sorensen nel mercato invernale, l’unico giocatore che potrebbe arretrare sacrificandosi in difesa è Arturo Vidal, fermo restando che Fabio Grosso è ancora un giocatore della Juve anche se impiegabile solo come terzino. Dunque per almeno tre partite, per di più tre trasferte, la Juve avrà la difesa obbligata: in porta Gianluigi Buffon, quindi da destra verso sinistra Stephan Lichtsteiner, Martin Caceres, Leonardo Bonucci e Paolo De Ceglie. Già dopodomani capiremo quanto potrà tenere questo quintetto inedito, fermo restando che sia Caceres che Bonucci sono dei rimpiazzi di lusso e hanno l’esperienza necessaria per farsi trovare pronti.

Foto | © TMNews

Galliani su Chiellini: "Non ci si comporta così" - Marotta: "Non ha fatto la spia"

pubblicato da Antonio D'Avanzo


Fa ancora discutere il caso Ibrahimovic-Storari-Chiellini. Se Ambrosini e Amelia avevano bacchettato Giorgio Chiellini, reo, a loro modo, di “aver fatto la spia”, oggi Galliani ha rincarato la dose parlando espressamente di esagerazione nelle parole di Chiellini.

Il dirigente rossonero già in occasione del ceffone che Ibrahimovic rifilò ad Aronica minimizzò l’accaduto precisando che quello dello svedese era al massimo un buffetto. E il pensiero di Galliani non si discosta molto quando si tratta di commentare l’intervista post partita in cui Chiellini condannò il gesto di Ibra nei confronti di Storari:

“Mi dispiace molto per quello che è successo. Giorgio Chiellini lo conosco bene, è un bravissimo ragazzo, ma non mi è proprio piaciuto il suo comportamento. Ho riguardato molte volte le immagini e non mi sembra sia successo niente di grave”

In difesa di Chiellini è intervenuto Giuseppe Marotta, intervistato prima dell’Assemblea di Serie A:

“Nessuna spia, Chiellini è un ottimo calciatore e un uomo di grandi valori. Non ha fatto altro che rispondere alle domande dei cronisti, secondo il protocollo. Non si è messo a fare il giudice. Né lui, né noi della Juventus vogliamo entrare nella valutazione di cosa è accaduto. La polemica è lontana da noi. Il Milan è il Milan con o senza Ibra. La prova tv? Siamo indifferenti. Il ricorso? Sono valutazioni che non spettano a noi”.

Foto | © TMNews

Ibra, Storari e il buffetto: Ambrosini e Amelia contro Chiellini "la spia"

pubblicato da vieni_127


Si può discutere quanto si vuole sulla qualità del buffetto che Zlatan Ibrahimovic ha rifilato a Marco Storari alla fine della partita di ieri tra Milan e Juve (1-2 e finale di Coppa Italia ipotecata), ossia su quanto possano far male questi gesti dello svedese al malcapitato di turno. D’altra parte Giorgio Chiellini ieri lo aveva detto ai microfoni di Sky Sport (”Non uccide le persone ma il gesto è lo stesso di domenica“), anche se lo stesso difensore bianconero aveva aggiunto: “Con Storari è successa la stessa cosa di Aronica, spero che qualcuno abbia visto con le immagini; ci sta quando si è nervosi però è anche giusto che chi sbagli sia punito: non so perchè sia successo dato che stavamo solo discutendo“. Insomma, che ognuno possa avere la sua opinione è assodato, molto meno che i compagni di Ibra e i tesserati del Milan in generale debbano passare parte del loro tempo a difendere le marachelle del forte centravanti.

Oggi sia Massimo Ambrosini che Marco Amelia sono ritornati sull’episodio. Il capitano milanista, che tra l’altro andava espulso per un intervento molto duro su Marcelo Estigarribia (sarebbe stato il secondo giallo), non solo ha difeso il compagno ma anche accusato Chiellini di essere tra virgolette una spia:

“Chiellini penso debba evitare di avere queste prese di posizione. Sono cose antipatiche, fuori luogo, dispiace perché poi si cerca di attenuare certi toni, ci diciamo che sia giusto abbassarli, ma non mi sembra simpatico andare in sala stampa e invocare una prova tv. Se c’è accanimento contro Ibra? Se uno sbaglia deve pagare, ma andare a fare la spia tra virgolette o cercare forzatamente un colpevole o andare in sala stampa a dire certe cose è una cosa che non va fatta”.

Gli fa l’eco il portiere Amelia:

“Ho visto gente che discuteva per un presunto schiaffo di Ibrahimovic a Storari. Mi son fatto l´idea andando a rivederlo che più che uno schiaffo Ibra stesse dicendo a Storari non ha fatto un bel gesto perché sulla palla che aveva toccato ed era andata in angolo, l´arbitro aveva chiesto se l´aveva toccata invece a fine gara ha ammesso di averla toccata. Così gli ha messo solo un dito per dirgli hai sbagliato, ma è venuto fuori un casino enorme per nulla, seguito dalla reazione infantile della Juve”.

Milan - Juventus 1-2: le foto della vittoria bianconera
Milan - Juventus 1-2: le foto della vittoria bianconeraMilan - Juventus 1-2: le foto della vittoria bianconeraMilan - Juventus 1-2: le foto della vittoria bianconeraMilan - Juventus 1-2: le foto della vittoria bianconera

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Juve, Barzagli mai ammonito e sempre presente: "Importante essere concentrati"

pubblicato da vieni_127


La Juve, oggi vittoriosa a Lecce e ancora imbattuta in stagione, non subisce gol da più di 300 minuti (l’ultima rete subita quella di De Rossi della Roma del 12 dicembre scorso) e ha ribadito una volta di più le proprie velleità di vertice; nel rodato undici assemblato da Antonio Conte spicca la puntualità di Andrea Barzagli, difensore imprescindibile per la retroguardia bianconera (11 reti subite, seconda miglior difesa del campionato dopo l’Udinese, che di gol ne ha presi 10) che ad oggi è sempre stato impiegato: 1617 minuti in campo, neanche un secondo saltato, a cui si devono aggiungere i 120 minuti di Coppa Italia contro il Bologna. Uno stakanovista, ma non solo; il centrale fiorentino ha anche un rendimento altissimo con chiusure precise e pulite, ottima tecnica e senso della posizione, il tutto condito da zero cartellini gialli (l’ultima ammonizione il 22 maggio scorso contro il Napoli):

“Stiamo facendo bene, abbiamo un grande centrocampo e un grande attacco. Noi dietro dobbiamo solo cercare di non subire reti perché i nostri attaccanti la palla prima o poi la buttano dentro. Attaccanti e difensori ci aiutiamo a vicenda, noi dobbiamo anche accompagnare la squadra e allo stesso tempo i nostri centravanti corrono per pressare. Lo stiamo facendo benissimo”.

Come detto la Juve non ha mai conosciuto sconfitta; per Barzagli questa cosa diventerà un fardello man mano che si andrà avanti:

“Man mano che si va avanti diventa sempre più difficile perché tutti vogliono vincere contro di noi e toglierci l’imbattibilità. Noi però lavoriamo tanto e vogliamo far proseguire questa striscia positiva il più a lungo possibile. Il campionato è ancora abbastanza aperto, ma noi per adesso guardiamo poco agli altri e pensiamo soprattutto a migliorarci”.

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La Juventus ringrazia Dubai, Conte dà il benvenuto a Borriello

pubblicato da Cesare Rinaldi

antonio conte

La Juventus continua il suo ritiro invernale al caldo di Dubai, la squadra di Conte resterà lontana dall’Italia ancora per un paio di giorni prima di far ritorno a Torino e rituffarsi con la testa nel campionato. Oggi presso l’Hotel Meydan che ospita la squadra si è tenuta una conferenza stampa con la quale la società ha voluto fare il punto su questa nuova esperienza, erano presenti, oltre al direttore commerciale Francesco Calvo, anche Antonio Conte e Giorgio Chiellini. Calvo in prima persona ha voluto ringraziare per l’ospitalità ricevuta e per la professionalità con la quale la squadra è stata trattata, sottolineando come in questo periodo nel ricco emirato siano presenti ben quattro top team europei.

Lo stesso tipo di riconoscenza espressa dall’allenatore salentino che grazie ai favori del clima ha potuto torchiare i suoi ragazzi come se si trattasse di un ritiro estivo. Antonio Conte si è detto particolarmente meravigliato, e al tempo stesso orgoglioso, della grande presenza di tifosi bianconeri che non hanno fatto mancare il loro supporto in questi giorni:

“Abbiamo trovato il clima adatto e strutture adeguate per lavorare. Da parte mia devo sottolineare la splendida ospitalità ricevuta e la sorpresa nel vedere tanti tifosi juventini anche così lontano. Tutto questo ci riempie di orgoglio e soddisfazione, ci fa capire che la Juventus è seguita non solo in Italia ma anche all’estero e deve esse per noi uno stimolo ulteriore”.

E a proposito di stimoli oggi non potevano mancare le sue parole sul campionato, sul testa a testa con il Milan, ma anche sul neo acquisto Marco Borriello, già a Torino in attesa dei suoi nuovi compagni:

“Speriamo che Borriello faccia come Pirlo, lo abbiamo scelto di comune accordo con la società. E non capisco chi parla di problemi di abbondanza. La Juve deve ragionare da grande squadra. I giocatori non devono temere la concorrenza. Il Milan faovirot? Hanno qualcosa in più, un organico superiore e sono abituati a lottare per il campionato. Ma ci sono anche Inter, Udinese, Napoli e Lazio. Sappiamo che c’è una strada lunga da percorrere, ci sono ancora cinque mesi importanti, cercheremo di smentire un pronostico che in questo momento vede il Milan favorito. Sette mesi fa siamo partiti da zero, quindi ritrovarci imbattuti in cima alla classifica ci riempe di orgoglio, ma sappiamo che c’è ancora molto da lavorare”.

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Luis Enrique: "Ho visto il carattere della Roma" - Conte: "Juve poco lucida"

pubblicato da Antonio D'Avanzo


Roma e Juventus si sono affrontate a viso aperto in una partita abbastanza vibrante e, soprattutto nella parte finale, con molti capovolgimenti. Entrambe le formazioni, però, hanno peccato spesso di scarsa precisione e i due portieri, alla fine dell’incontro, sono risultati tra i migliori in campo. Video Roma-Juventus 1-1

Troppo alta la posta in palio per vedere il bel calcio, soprattutto per la Roma e il suo allenatore, a rischio esonero (o dimissioni?) in caso di sconfitta in questa sfida. Il pubblico giallorosso ha assistito, ad ogni modo, ad una prova gagliarda della propria squadra priva di molti giocatori e con un De Rossi sacrificato in difesa. Luis Enrique, a fine partita dai microfoni di Sky Sport, è moderatamente soddisfatto della prova dei suoi giocatori:

“Il rigore sbagliato da Totti? Io sentivo che era gol. Ma pensavo anche che poteva colpire il palo e che subivamo gol in contropiede. La grande qualità di Francesco non si discute, ma davanti c’è sempre un portiere come Buffon. Divertito? I primi cinque minuti sì. Poi ho visto che la Juve è veramente uno squadrone, e Conte un ottimo allenatore. L’atteggiamento della Roma, come già a Firenze, comunque, è stato buonissimo. Carattere e voglia di fare si sono visti. Sono contento anche per aver ritrovato l’appoggio del pubblico. La Juve ha fatto pressing, e non era facile tenere il pallone. Ma siamo riusciti a creare diverse occasioni da gol. Credo che la squadra oggi abbia fatto uno sforzo in più e dobbiamo continuare così. Pirlo? Lo conosciamo tutti. Era uno dei nostri obiettivi non fargli prendere la palla. Pjanic ha fatto un bel lavoro, e credo che tutto il centrocampo lo abbia fatto”.

Lo spagnolo, però, non scioglie del tutto i dubbi sul suo futuro:

“Dimissioni? Gli ultimi due allenatori che sono stato qui alla Roma (Spallett e Ranieri ndr), erano due grandi allenatori che si sono dimessi. Questo significa qualcosa. Io ho detto che nel calcio non si sa mai. Ma oggi ho visto un pubblico fedele, e la società mi dimostra fiducia. Poi, ripeto, nel calcio non si sa mai. Ma io continuerò a lavorare fino a quando non sarò un problema per la società”.

Roma-Juventus 1-1 | Le Foto
Roma-Juventus 1-1 | Le FotoRoma-Juventus 1-1 | Le FotoRoma-Juventus 1-1 | Le FotoRoma-Juventus 1-1 | Le Foto

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Chiellini si racconta a Sky: "Juve a vita, sogno il Mondiale"

pubblicato da vieni_127


Duecentoquindici gettoni di presenza in bianconero e 21 gol, alla Juve dal 2005 Giorgio Chiellini è indubbiamente un uomo simbolo della Vecchia Signora; laureato, gran chiacchierone, livornese nato a Pisa, c’è poco di banale nel difensore juventino che quando si tratta di raccontarsi non si nasconde dietro le ovvietà da “intervista tipo del calciatore“. Protagonista di una puntata de “I signori del calcio” (questa sera su Sky sport 1 alle 19), il Chiello risponde sul suo futuro, e lo fa con un ragionamento che non fa una piega:

“Devo essere sincero. In un’altra vita mi piacerebbe girare, andare all’estero, conoscere culture calcistiche e di vita diverse dalle nostre. Provare altri campionati per confrontarmi. Ma penso che in questa vita sia difficile. Ho avuto la fortuna di arrivare alla Juventus giovane e di rimanerci per tanti anni. La mia speranza, con tutto il cuore, è di tornare ai massimi livelli con questa squadra e di rimanere qui. Poi, purtroppo, una delle cose brutte del calciatore è che ogni sei mesi, ogni volta che riapre il mercato, hai un punto interrogativo sulla testa che può dipendere da mille variabili”.

Ma è interessante anche la disamina che fa sugli allenatori che ha avuto, dando una menzione d’onore a Osvaldo Jaconi, un mito della panchina delle serie inferiori (storiche promozioni in B allenando Castel Di Sangro, Savoia e Livorno):

“Tanti allenatori sono stati importanti nella mia carriera. Deschamps è stato il primo a rimettermi nel ruolo che poi mi ha consacrato. Ranieri mi ha dato fiducia e con lui sono cresciuto tanto. Donadoni mi ha lanciato all’Europeo, Lippi ha fatto di me un titolare inamovibile, Prandelli mi sta dando ancora più fiducia nel gruppo. Devo nominare, però, due allenatori che ho avuto a Livorno: Mazzarri perché è stato il primo a insegnarmi tante cose del calcio e del ruolo del difensore che mi hanno aiutato tanto. E poi Osvaldo Iaconi, il mio primo allenatore a Livorno. Lui è la persona che prima di ogni altra mi ha insegnato le regole di vita del calcio che ora mi sembrano scontate ma che a 16 anni mi sembravano cose fuori dal mondo. Devo tanto a lui e a quel gruppo di Livorno”.

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