Si avvicina la definitiva cessione della Roma da parte della famiglia Sensi. In un comunicato ufficiale rilasciato oggi dalla Italpetroli si leggeva infatti: Per l’acquisizione della A.S. Roma sono pervenute alcune offerte non vincolanti, attualmente oggetto di una prima valutazione da parte della Società e dei suoi advisor. Come d’uso in procedure di questo genere tutte tali offerte sono oggetto di accordi di confidenzialità nel rispetto dei quali, in questa fase, la Società intende mantenere il più stretto riserbo in relazione al numero e al contenuto delle offerte ed alla identità degli offerenti.
Secondo le indiscrezioni circolate sarebbero almeno sei le offerte pervenute all’advisor Rothschild: due dall’Italia, due dagli Emirati Arabi e due dagli Stati Uniti. Per quanto riguarda quelle pervenute dal nostro paese la principale rimarrebbe sempre quella di Giampaolo Angelucci, oltre a quella di una non meglio precisata cordata di imprenditori. Dal Golfo Persico quelle dei fondi Aabar e Mubadala, il primo tra i favoriti, vista la consistente partecipazione azionaria in Unicredit. Dagli Usa infine l’interessamento della New England Sport Ventures, che ha appena acquistato anche il Liverpool oltre a quella di Fisher, proprietario dei marchi Gap e Banana Republic.

La Roma è sempre più vicina al cambio di proprietà, Rotschild, l’advisor incaricato da Unicredit alla vendita del club, ha quasi pronto il dossier che sarà consegnato nelle mani degli interessati al rilevamento della società da Italpetroli. In questi mesi molti hanno manifestato in modo più o meno esplicito la volontà di acquisire le azioni della società, in questi giorni ci saranno quindi dei progressi decisivi in questa direzione. Tutti gli interessati riceveranno questo dossier e potranno fare un’offerta non vincolante. L’istituto di credito è fiducioso che tutte le operazioni possano concludersi entro la fine dell’anno.
Non mancherebbero i compratori. Rotschild comunicherà a Unicredit una “short list” dei soggetti interessati, la trattativa sarà però poi tra il compratore e Italpetroli, questo è quanto hanno fatto sapere i vertici dell’istituto bancario. Tra gli interessati ci sarebbero il fondo di risparmio Clessidra, ma anche gli imprenditori Angelucci, che convince poco, e Francesco Angelini, proprietario della nota casa farmaceutica. Ma i giallorossi fanno gola anche all’estero, un’offerta interessante potrebbe arrivare dall’Egitto, il tycoon Naguib Sawiris, Wind Italia, o da un fondo di investimenti di Abu Dabhi.
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Nella serata di ieri il gruppo bancario Unicredit e Italpetroli hanno siglato l’accordo che prevedere l’azzeramento del debito del gruppo di proprietà della famiglia Sensi. Per quanto riguarda la componente calcistica, rappresentata dall’As Roma è prevista la costruzione di una nuova società, denominata Newco Roma, della quale i Sensi saranno proprietari del 51% della azioni e la banca del restante 49%, in vista della definitiva cessione affidata all’advisor Rothschild. Questo il testo del comunicato ufficiale rilasciato da Italpetroli a questo proposito:
Compagnia Italpetroli comunica, su richiesta della Consob che, in conformità alla Puntuazione dell’8 luglio scorso, è intervenuto tra le parti un accordo, previsto dalla Puntuazione stessa, avente ad oggetto la definitiva sistemazione dell’indebitamento finanziario complessivo del Gruppo Italpetroli. L’accordo prevede, con riguardo ad A.S. Roma S.p.A., il conferimento di mandato esclusivo all’advisor Rothschild S.p.A. per l’assistenza ai fini dell’avvio del processo di cessione del pacchetto di controllo della stessa A.S. Roma S.p.A.. Ciò nelle more della riorganizzazione del Gruppo Italpetroli, che comporta tra l’altro la costituzione, tramite scissione di Compagnia Italpetroli, di una società (”Newco Roma”) partecipata dalla Famiglia Sensi e da UniCredit, secondo le attuali quote azionarie detenute in Compagnia Italpetroli, rispettivamente, pari al 51% e al 49%. A tale società verrà assegnato il pacchetto azionario di controllo di A.S. Roma, con l’obiettivo di procedere alla valorizzazione e alla vendita dello stesso.
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Accordo raggiunto tra Unicredit e As Roma per il rientro del debito e il passaggio di proprietà della società giallorossa: «Le parti sono soddisfatte - ha dichiarato al termine dell’incontro davanti al collegio arbitrale Paolo Fiorentino, viceamministratore delegato di Unicredit Group -. Tutti abbiamo voglia di valorizzare gli asset, compresa la Roma che è quello di maggiore interesse». La società, ha continuato Fiorentino, «sarà gestita da Rosella Sensi». «Quest’accordo - ha detto Rosella Sensi al termine dell’incontro a Roma davanti al collegio arbitrale - è stato raggiunto con il consenso delle parti, ma soprattutto nell’interesse di salvaguardare l’As Roma, che è un qualcosa che appartiene alla città e a cui noi tutti teniamo molto». (Il Comunicato di Italpetroli)
Nodo cruciale è l’azzeramento del debito da 325 milioni di euro della Italpetroli. Dopo una lunga giornata di incontri, le parti hanno raggiunto l’intesa che sancisce la nascita di un nuova società di controllo dell’As Roma, Newco Roma, in cui verrà trasferito il 67% posseduto dai Sensi nell’As Roma e che avrà come obiettivo prioritario la vendita della quota nel club calcistico. In base alla bozza dell’accordo, che verrà chiuso entro dieci giorni, Rosella Sensi continuerà a mantenere la guida della società di Trigoria, almeno fino a quando non arriverà il nuovo compratore.
Sembrava ormai in dirittura d’arrivo l’accordo tra Rosella Sensi e Unicredit. La Roma aveva espresso parere favorevole all’accordo a sottoscrivere le condizioni della banca per la ristrutturazione del debito da 325 milioni di euro che Italpetroli, la holding proprietaria della Roma e di cui la Sensi è azionista di maggioranza, ha con UniCredit. Ma la riunione si è conclusa con un nulla di fatto ed ogni decisione è slittata ad un nuovo incontro che si terrà giovedì. Secondo Cesare Ruperto, presidente del Collegio arbitrale chiamato a dirimere la questione legata ai debiti contratti dalla Compagnia della famiglia Sensi con l’istituto di credito, è solo questione di ore:
“Ci aggiorniamo a giovedì perchè a quest’ora ci sono altri impegni. Pensavamo di finire, e invece non è stato così, ma questo non è un rinvio, solo una sospensione. Non ci sono dissensi, si sta solo puntualizzando tutto - ha quindi aggiunto il presidente del collegio arbitrale - Questa fase è definita ‘puntuazione’. Credevamo di chiudere in mezz’ora, e invece non è stato così ma ho fiducia che si possa chiudere“. Non esclude però il possibile ricorso al lodo arbitrale: “Finchè io non firmo non escludo nulla, ma c’è comunque una piena collaborazione tra le parti“.
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Sembra avviata al fallimento la mediazione tentata ieri dal sindaco di Roma, Gianni Alemanno, tra la dirigenza di Italpetroli e Unicredit al fine si sbloccare la tensione tra il gruppo petrolifero di proprietà della famiglia Sensi e l’istituto bancario che vanta nei confronti della stessa Italpetroli un credito di circa 325 milioni di euro. In seguito all’incontro a cinque avvenuto ieri al Campidoglio, al quale hanno partecipato oltre al sindaco della Capitale, Rosella Sensi, il rappresentante di Adnkronos Pippo Marra, Paolo Fiorentino, numero due di Unicredit e Maurizio Cereda, direttore generale di Mediobanca, il primo cittadino romano ha infatti dichiarato:
Abbiamo programmato di sentirci tra qualche giorno quando la situazione sarà più chiara, quando ci sarà un riavvicinamento delle posizioni tra Unicredit e la società. Al momento c’è un clima gelido. Serve una intesa di fondo tra tutti. Richiederò un altro incontro.
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Sembra farsi sempre più critica la situazione di Italpetroli, guidata dalla famiglia Sensi, proprietaria anche della Roma. Per l’azienda petrolifera, debitrice per 325 miloni di euro nei confronti del gruppo bancario Unicredit, potrebbe avvicinarsi infatti il pignoramento degli asset richiesto da parte dell’istituto creditore, che vanta attualmente un credito già scaduto di oltre 150 milioni di euro. Dopo le prime sei richieste di pignoramento rigettate per il momento dal Tribunale di Roma, ne sono arrivate infatti altre sette e nonostante la Sensi abbia ripeturamente dichiarato di voler onorare il debito, l’istituto bancario diretto da Alessandro Profumo sembra non essere più disposto a fare sconti. La presidente del club giallorosso ha cercato di tranquillizare il tifosi dichiarando:
Vorrei tranquillizzare i tifosi, non siamo un gruppo in liquidazione, la Roma è una società sana e solida. Chiedo ai tifosi di stare vicini alla squadra. I contratti tra Italpetroli e Unicredit prevedono che i crediti della banca non sono oggi esigibili, ogni controversia è sottoposta ad arbitrato. Il tribunale di Roma ha già rigettato le prime sei richieste quindi appare incredibile che lo stesso Tribunale assuma decisioni contraddittorie per le ulteriori sette richieste.
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Non c’è pace per l’As Roma. La telenovela infinita sul mancato passaggio di proprietà potrebbe avere un risvolto giudiziario. Il caos borsistico generato dalle continue voci sull’acquisizione del gruppo Fioranelli e la punta di mistero che avvolge tutta la vicenda hanno scatenato la protesta di un gruppo di tifosi sotto la sede di Unicredit. Ma hanno soprattutto risvegliato la Procura di Roma che a questo punto vuole vederci chiaro.
“Ad oggi, nonostante gli sforzi profusi non si sono realizzate le condizioni per proseguire nella valutazione di un’eventuale operazione”, spiega una nota di Italpetroli che chiude quasi definitivamente le trattative con Vinicio Fioranelli. Il titolo, nelle ultime settimane, è stato sospeso più volte per eccesso di rialzo: aumenti che hanno insospettito le autorità giudiziarie.
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La giornata appena conclusasi è stata di grande tensione per i tifosi della Roma. I sostenitori della squadra giallorossa, dopo aver assistito agli ultimi, infruttuosi, sviluppi delle vicende societarie con l’ennesima fumata nera nei confronti del gruppo guidato dall’agente Fifa Vinicio Fioranelli, hanno deciso di scendere in piazza per far sentire la loro voce. Nelle ultime 24 ore nella città serpeggiava questa idea di contestazione e alla fine oggi si è arrivati alla protesta vera e propria (Fotogallery).
Un gruppo di circa 500 romanisti si è ritrovato sotto la sede della banca Unicredit intorno alle 15 del pomeriggio di oggi. La protesta si è svolta in maniera del tutto pacifica, solo in qualche momento la tensione è salita ma senza mai creare problemi di sorta. L’istituto di credito, secondo i sostenitori della Roma, è il vero responsabile della mancata vendita della società in quanto sta facendo un gioco d’ostruzione. Non è mancato quindi uno striscione contro l’amministratore delegato di Unicredit Alessandro Profumo: “Profumo, se non vendi puoi dire addio al conto di due milioni di romanisti”.
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Sembrava tutto fatto: Vinicio Fioranelli, l’agente Fifa che sta curando gli interessi degli acquirenti della Roma, aveva raggiunto un accordo con la famiglia Sensi per l’acquisto della società. L’annuncio era atteso per questa settimana, ma tutto si è bloccato al momento delle verifiche sulle garanzie bancarie del sempre più fantomatico gruppo svizzero-tedesco che Fioranelli rappresenta.
In sostanza non c’è la certezza che questa società anonima svizzera abbia dietro degli azionisti (ancora misteriosi nella loro identità) in grado di lanciare l’Opa sulla Roma e di liquidare i Sensi.
Per questa ragione Italpetroli ha annunciato ieri in un comunicato: “riteniamo la trattativa chiusa“. Nello stesso comunicato i Sensi rendono chiaro che da parte loro sia stato fatto di tutto per arrivare ad una conclusione. Unicredit, la banca verso la quale Italpetroli è maggiormente esposta, vuole la cessione della Roma in tempi brevi e la famiglia ha assicurato di non aver tergiversato, ma Fioranelli non è ritenuto un interlocutore credibile.
La circostanza rende la situazione attorno alla Roma ancora più caotica con la prospettiva, sempre più concreta, di una vendita al ribasso con la formula dell’asta (200 milioni la base di partenza) dopo la messa in mora da parte di Unicredit. Fioranelli però non ci sta e rilancia dichiarando di voler chiudere l’affare entro 4-5 giorni, in tempo per l’inizio del ritiro della squadra in vista della prossima stagione. In un’intervista al Corriere dello Sport il misterioso intermediario insiste.