
Il Milan alza la cresta, si ringalluzzisce e sfodera la dialettica dei tempi belli: non è più questione di 180 minuti giocati a distanza tra Milano, Trieste e Torino, a questo punto dei giochi, e con un solo punto di distacco tra rossoneri e Juventus, lo scudetto si vince anche con le dichiarazioni. Oggi hanno parlato tutti i vertici milanisti e tutti si sono mostrati ben felici di rispondere alle domande dei cronisti; Silvio Berlusconi per esempio che da Monza, dove si trovava per un appuntamento elettorale, ha rilasciato un paio di battute veloci: un laconico “speriamo” quando gli è stato chiesto se il campionato è di nuovo riaperto, un attestato di stima per Allegri quando la domanda verteva sulla fiducia per il tecnico livornese (”Gliel’ho già confermata“).
Diplomatico Silvio, più velenoso Piersilvio: il giovane figlio del Cavaliere ha asserito che “se lo scudetto lo vince la Juventus è uno scudetto perso dal Milan“. Ma il vero protagonista di giornata è stato Adriano Galliani che prima dello Sponsor Day del Milan si è intrattenuto con i cronisti regalando perle alla sua maniera. Si parte dalla sfida scudetto:
“Non ho mai capito la differenza fra giocare prima o dopo: alla fine bisogna vincere e basta. Non conosco il futuro. Di rimpianti e di rimorsi ne parleremo alla fine, se ne avremo o meno, se qualcuno ne avrà. A due giornate dalla fine del campionato, siamo stati bravi a non mollare. Non so cosa succederà, proviamo a vincere le ultime due partite e poi vedremo Il gol di Muntari contro la Juve? Ce l’ho sul cellulare, sempre, per non dimenticare; io vado in giro con il mio telefonino, guardo e vedo gol”.
Interpellato se avesse sentito il Presidente, ha scherzato di averlo fatto perché Berlusconi gli aveva chiesto a che punto fossero le trattative per Guardiola, salvo poi concedere una sviolinata a Massimiliano Allegri:
“Da quando è sulla panchina del Milan, siamo primissimi. Non siamo primi, di più. Con Allegri, il Milan ha fatto due campionati straordinari: quest’anno non stiamo faticando, abbiamo fatto 77 punti e mancano due partite. Un anno fa abbiamo fatto 82 punti: non capisco dove sia il problema”.
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Highlights Real Madrid - Siviglia 3-0 | Video Gol Liga Spagnola
29 Aprile 2012 - La festa per la Liga numero 32 è rimandata almeno fino a mercoledì prossimo. Il Real Madrid ha vinto l’anticipo delle 12:00 della 35esima giornata ed ha sperato in un mezzo passo falso del Barcellona in serata contro il Rayo Vallecano per festeggiare subito la vittoria della Liga. I blaugrana però hanno omaggiato nel migliore dei modi Pep Guardiola che in settimana ha annunciato che lascerà il club a fine anno, segnando ben sette gol alla terza società di Madrid. La squadra di Mourinho non si è fatta influenzare dalla cocente eliminazione in Champions League contro il Bayern Monaco di mercoledì scorso, e neanche dalla fatica per aver disputato i tempi supplementari.
Contro il Siviglia le merengues hanno giocato una partita di alto livello, battendo 3-0 gli andalusi in modo piuttosto agevole grazie ai gol di Cristiano Ronaldo e Karim Benzema autore di una doppietta. Ormai per la Liga al Real è solo questione di tempo. C’è solo un’ultima battaglia ancora interessante; quella tra Cristiano Ronaldo e Lionel Messi entrambi a quota 43 gol in questa stagione di Liga. Chi segnerà di più nelle ultime tre partite si aggiudicherà il titolo di Pichichi e la Scarpa d’Oro 2012.

Il lupo perde il pelo, ma non il vizio. José Mourinho, nonostante sia primo in Liga Spagnola (con merito ed ampio vantaggio), passeggi in Champions League e abbia a disposizione una squadra di fenomeni non riesce a fare a meno di parlare di arbitri e di “squadre forti a livello istituzionale”. Malignità, riferimenti ambigui, tutti sempre tesi a scaricare da qualsiasi responsabilità (anche eventuale) i suoi giocatori. Se si perde è sempre colpa degli arbitri e della “politica” che ce l’ha con la sua squadra, anche quando si tratta del prestigiosissimo Real Madrid. Roba da farsi delle gran risate (in Spagna infatti se ne fanno parecchie).
Queste le sue parole al termine della partita vinta 5-2 contro l’Apoel al Santiago Bernabeu:
Contro l’Apoel il passaggio del turno è stato deciso nella gara di andata, il ritorno è stato semplice per entrambe le squadre. Ora abbiamo di fronte il Bayern Monaco: loro sono una squadra forte, anche a livello istituzionale, e in più hanno la motivazione di poter giocare la finale in casa. Sarà una bella semifinale.
Insomma, i tedeschi sono forti “a livello istituzionale”, che chissà poi cosa vorrà dire. L’arbitro impedirà a Cristiano Ronaldo di segnare punizioni come quella vista stasera? Il giudice di porta si metterà sul palo ad aiutare il portiere del Bayern a respingerle? Chissà. Come ovvio gli viene chiesto anche di mandare un messaggio ad Ibrahimovic che ieri, dopo la sfida persa del Milan contro il Barcellona, aveva detto “capisco perché Mourinho s’incazza quando gioca qui al Camp Nou” riferendosi al secondo rigore concesso ieri per la trattenuta di Nesta (ignorando quella di Puyol al difensore italiano).
La risposta è sibillina:
Lo ha capito solo adesso? Ibra è un ragazzo intelligente, secondo me lo ha capito da un po’.
La finalissima della Champions League annunciata fra Real Madrid - Barcellona si fa sempre più probabile, ma anche lì Mourinho ha da mettere zizzania: “Per me il Barcellona è già in finale…” e via di sorrisino malizioso prima di allontanarsi dal microfono. Sarà un po’ di paura di non centrare l’obiettivo, il vero obiettivo, per cui è seduto sulla panchina dei blancos per mettere in campo 11 fenomeni?
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José Mourinho la prossima stagione allenerà il Manchester City, è questa la notizia bomba che è iniziata a circolare da qualche ora in Spagna, a diffonderla alcune radio tra cui Punto Radio e Radio Abc. Secondo i media del paese iberico il portoghese avrebbe già trovato l’accordo con il club di Premier League e avrebbe comunicato la sua intenzione di lasciare il Real Madrid al presidente delle Merengues Florentino Perez. Questa notizia fa il paio con una dei giorni scorsi che parlava di un assalto deciso da parte dei Citizen a Cristiano Ronaldo, per arrivare alla stella ex United gli sceicchi avrebbero messo sul piatto una cifra pari a 100 milioni di euro per il suo cartellino, corredati da uno stipendio faraonico per lui.
Torniamo però alla questione Mourinho. Sulla vicenda sono stati forniti molti dettagli, pare che alla base della decisione dello Special One di lasciare Madrid ci sia il difficile rapporto con lo spogliatoio, in particolare con il capitano Iker Casillas. Oggi in conferenza stampa l’allenatore ha voluto precisare di non aver nessun problema con i suoi giocatori, né tanto meno con il portiere, ma è di pochi giorni fa l’altra indiscrezione a proposito del rifiuto di protestare contro le decisioni arbitrali da parte della sua squadra. Non sappiamo quanto c’è di vero dietro le notizie sensazionalistiche di cui si parla in queste ore, di sicuro l’atmosfera dalle parti del Santiago Bernabeu non è tranquillissima.
I media spagnoli hanno addirittura riferito che Florentino Perez è già alla caccia di un nuovo allenatore, sono stati fatti i nomi di Rafa Benitez e di Joachim Löw come possibili successore del lusitano. Se a queste voci aggiungiamo quelle che provengono dall’Inghilterra a proposito della panchina del City e cioè, come ha riportato il Daily Mail, che dalle parti di Manchester sia già stato deciso l’esonero di Roberto Mancini a fine stagione, allora si iniziano a raccogliere tanti piccoli indizi che con il tempo potrebbero diventare una prova. In fondo non c’è da aspettare così tanto, la stagione è quasi finita e fra qualche mese potremo verificare se si trattava di semplici pettegolezzi giornalistici o se questo vociare nasconde davvero più di un fondo di verità.
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Quest’anno José Mourinho spesso lo fa partire dalla panchina, ma quando entra in campo Marcelo risulta quasi sempre decisivo: così è stato anche martedì scorso quando sul campo dell’Apoel Nicosia il laterale brasiliano, subentrato a gara in corso sullo 0-0, ha dato il là per il gol dello 0-1 di Karim Benzema fornendo poi l’assist a Ricardo Kakà per lo 0-2 (il Real Madrid vincerà 0-3 con doppietta di Benzema). L’ennesima bella prestazione del terzino sinistro delle merengues, numero 12 appiccicato sulle spalle e capelli da ridere, ha riportato in auge un dibattito che in Spagna pare essere comune: Marcelo è ad oggi il miglior terzino (sinistro) del mondo? A vedere i numeri, gli attestati di stima e la concorrenza non certo agguerrita, secondo Marca pare proprio di sì.
Partiamo dunque dall’inizio della sua storia in blanco, arrivato nella capitale spagnola dalla Fluminense a soli 18 anni (era il gennaio del 2007) per 6 milioni di euro; il presidente di allora Ramon Calderon così commentò l’acquisizione del giovane giocatore: “Si tratta di un acquisto importante: è giovane e porterà una ventata di freschezza, risultando funzionale al nostro piano di immettere giocatori giovani in rosa. Siamo felici, inoltre, perché è un autentico gioiello conteso da mezza Europa“. Insomma a sentire Calderon, già all’epoca la dirigenza madridista era consapevole di aver fatto una spesa azzeccata. Con la camiseta blanca, nel frattempo, Marcelo ha macinato chilometri sulla sinistra totalizzando 199 presenze impreziosiste da 16 gol e 17 assist.
Si tratta di un giocatore molto propositivo e che riesce molto bene nella fase offensiva grazie alla sua tecnica, una buona visione di gioco e tanta velocità, non disdegnando però la fase difensiva. In Spagna si sottolinea come la dote principale di Marcelo sia quella di saper sfruttare a perfezione i piccoli spazi grazie alla rapidità di esecuzione, caratteristiche rivelatesi poi indispensabili anche contro i ciprioti due giorni fa: catenaccio e organizzazione, l’entrata in campo sua e di Kakà ha leso in maniera decisiva la solidità della squadra di Nicosia. Così ci riponiamo la domanda: può considerarsi, attualmente, il terzino (diciamo sinistro) più forte del globo? Le referenze non gli mancano e sono pure prestigiose.
Per esempio Diego Armando Maradona nel febbraio 2011 dichiarò che “esclusi Messi e Cristiano Ronaldo, Marcelo ad oggi è il miglior giocatore della Liga“, mentre Paolo Maldini, uno che di fascia sinistra se ne intende, nel commentare le prestazioni di Gareth Bale lo scorso dicembre (”è bravo solo nella fase offensiva“) aggiunse: “La regola è che se non ce la fai a tornare, allora non puoi spingerti in avanti. Oggigiorno c’è solo un giocatore capace di fare bene entrambi le fasi, e cioè Marcelo“. C’è poi Roberto Carlos, il predecessore di Marcelo sull’out sinistro del Santiago Bernabeu: secondo il brasiliano stanziatosi in Russia da alcuni anni, il connazionale ed erede è senza ombra di dubbi il migliore nel suo ruolo, citando i vari Bale, Evra, Ashley Cole, Jordi Alba, Coentrão, Bastos, Clychy, Kolarov e Criscito, tutti bravi ma non al livello di Marcelo.
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C’è tensione in casa del Real Madrid, e la colpa è di José Mourinho. Lo testimoniano i media spagnoli che raccontano come lo spogliatoio non abbia digerito il silenzio stampa imposto dal portoghese dopo il pareggio della settimana scorsa contro il Villarreal, silenzio che verrà interrotto per imposizione della Uefa in occasione del quarto di finale contro l’Apoel Nicosia. Dopo la partita finita 1-1 al Madrigal, caratterizzata dalle espulsioni nel finale di Sergio Ramos, Ozil e dello stesso Mourinho, l’allenatore avrebbe chiesto ai suoi giocatori di lamentarsi con i giornalisti della direzione arbitrale. La risposta però sarebbe stata un secco no e le fonti spagnole raccontano anche che qualcuno avrebbe risposto: “Ancora la stessa storia, noi dobbiamo solamente giocare a calcio”.
Con lo Special One si sarebbero schierati soltanto Cristiano Ronaldo e Pepe, guarda caso i due suoi connazionali, a testimonianza che lo spogliatoio delle Merengues è tutt’altro che tranquillo. A questo si aggiunge una presunta riunione tecnica dei giocatori convocata la scorsa settimana da Iker Casillas e Sergio Ramos dalla quale sarebbero stati esclusi l’allenatore e il suo staff tecnico. Nel corso di questo incontro sarebbero state mosse delle critiche alle scelte tecniche operate dal lusitano contro il Villarreal, in particolare è stato accusato di aver schierato un centrocampo troppo difensivo composto dal terzetto Diarra, Xabi Alonso e Khedira. Nella partita successiva, vinta 5-1 contro il Real Sociedad, al posto di di Diarra è sceso in campo Kakà, segno che le lamentele dei giocatori sono state ascoltate.
La storia è piena di condizionali, come è normale che sia quando si riportano voci non meglio identificate vicine all’ambiente di un club. Ma il messaggio è chiaro, i giocatori del Real Madrid sono esasperati dagli atteggiamenti del loro allenatore e per concludere nel migliore dei modi questa stagione vorrebbero potersi esprimere in campo con maggiore tranquillità. Il Barcellona inizia a riavvicinarsi, i punti di distacco in classifica ora sono solo sei, e la Champions League entra nel vivo, le tensioni che si stanno respirando in questi giorni potrebbero essere fatali per le Merengues. I giocatori lo hanno capito, ci riuscirà anche Mourinho?
Highlights Villarreal - Real Madrid 1-1 | Video Gol Liga Spagnola
21 Marzo 2012 - Secondo pareggio consecutivo in tre giorni per il Real Madrid di Mourinho che riesce a bruciare 4 dei 10 punti di vantaggio accumulati sul Barcellona nella prima parte del torneo. Le merengues dopo essere stati fermati dal Malaga allo scadere per via di una punizione di Santi Cazorla subiscono lo stesso identico destino anche a Villarreal (l’ex squadra del marcatore di tre giorni fa), ma questa volta l’autore della rete è il brasiliano naturalizzato spagnolo Marcos Senna.
I madridisti non riescono a sfondare se non dopo un’ora di gioco quando la combinazione Ozil - Ronaldo consente al portoghese di saltare il portiere e depositare in rete. Il Villarreal sbanda, rischia di prendere il secondo gol, ma si salva con una respinta sulla linea di porta. Il Real cerca di gestire, ma la punizione perfetta di Senna rovina i piani di Mourinho che perde la calma e insulta l’arbitro (reo di aver fischiato il calcio di punizione). La cacciata del portoghese fa innervosire anche i giocatori in campo e così Sergio Ramos prende il secondo giallo ed Ozil protesta ricevendo un rosso diretto. I 6 punti di vantaggio sul Barca (con lo scontro diretto da giocare al Camp Nou) non sono poi così tanti nella testa dei madridisti per stare tranquilli?

A poco meno di due mesi dalla fine della stagione, l’unica cosa certa in casa Inter è che Claudio Ranieri il prossimo anno non siederà sulla panchina nerazzurra. Il tecnico romano ha sempre avuto poche chance di aprire un ciclo con l’Inter, fin dai primi giorni quando subentrò al posto di Gasperini. Probabilmente l’unico motivo per cui Moratti gli fece firmare un contratto fino al 2013 era per non farlo sentire fuori dal progetto. All’Inter c’è bisogno di un tecnico coraggioso, in grado di motivare l’ambiente e prendere decisioni importanti anche per il prossimo mercato nel quale ci saranno tante necessità da soddisfare avendo però pochi soldi a disposizioni.
Nonostante in Francia siano convinti che Laurent Blanc andrà all’Inter dopo l’Europeo con la Francia, dall’Inghilterra oggi è arrivata una clamorosa indiscrezione. Massimo Moratti avrebbe incontrato nei giorni di scorsi Villas Boas, fresco di esonero dal Chelsea, per sondare la disponibilità del tecnico portoghese ad allenare l’Inter nella prossima stagione. L’ex Porto è già stato alla Pinetina nel 2008/2009 come collaboratore di Mourinho prima di andare al Porto e vincere nella passata stagione Supercoppa di Portogallo, Coppa di Portogallo, Primeira Liga ed Europa League.
Moratti ha smentito seccamente di aver contattato alcun allenatore per questa o la prossima stagione, ma basta sforzare un po’ la memoria e ricordarsi che disse lo stesso ad aprile 2008 quando era ai ferri corti con Roberto Mancini ed incontrò José Mourinho che era stato esonerato proprio dal Chelsea. A quattro anni di distanza vedremo lo stesso copione?
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Poco prima dell’allenamento di rifinitura del Real Madrid, organizzato per la partita poi pareggiata 1-1 contro il Cska Mosca, le telecamere della rete televisiva “Cuatro” hanno pizzicato José Mourinho mentre parlava con i suoi collaboratori. L’allenatore ha chiesto al suo staff se la Uefa aveva già comunicato quale pallone sarebbe stato utilizzato nella partita contro i russi, usando un espressione però molto colorita che non è passata inosservata ai colleghi di Queerblog.it:
“Sono tutti finocchi qui. Non dicono con quale pallone si gioca?”
Non è la prima volta che il tecnico lusitano viene accusato di essere un omofobo, sempre a causa di un’altra battuta da caserma. L’episodio risale all’estate 2009, quando Mourinho era ancora l’allenatore dell’Inter. Per alcuni giorni nel mese di luglio Mino Raiola provò in tutti modi a convincere Pavel Nedved, che si era appena ritirato, a giocare un’altra stagione con la maglia dell’Inter, per tentare di vincere la Champions League che mancava nella sua bacheca e che poi in effetti alla fine di quell’anno i nerazzurri vinsero nella magica notte di Madrid.
Un giornalista presente in conferenza stampa chiese con insistenza a Mourinho se c’era qualche possibilità di vedere arrivare all’Inter un giocatore biondo, facendo un chiaro riferimento a Nedved. La risposta di Mourinho fu schietta e diretta:
“Se mi piace un giocatore biondo? Questa mi sembra una conversazione un po’ gay”.
Certamente in queste due circostanze il tecnico portoghese è stato poco corretto politicamente oltreché inelegante, ma altrettanto sicuramente l’accusa di omofobia per due episodi del genere sembra quantomeno esagerata. Sfortunatamente non sono queste le gravi discriminazioni che sono costretti a subire gli omosessuali, anche se non sarebbe sbagliato incominciare ad evitare certe “battutacce” da terza media.

Diego Armando Maradona non ha mai avuto peli sulla lingua, è sempre stato uno a cui piace dire quello che pensa senza preoccuparsi dell’effetto che possono sorbire le sue parole sugli altri. Ha confermato questa sua attitudine anche nell’ultima, lunga, intervista concessa in esclusiva a Sport360, dove si è divertito ad analizzare il calcio europeo e i suoi personaggi principali, soprattutto suoi colleghi ma non solo. Ci sono parole di stima per Pep Guardiola, niente a che vedere però con José Mourinho che non esita a definire il migliore, sicuramente più severo è il suo giudizio su Roberto Mancini. Il tecnico portoghese è il vero pupillo del Pibe de Oro e non lo nasconde minimamente, anche se non mancano i complimenti per il tecnico del Barcellona:
“Adoro Mourinho. Come uomo, come allenatore e come psicologo. Per me è il migliore. Mourinho può trasformare una moneta in una rosa ed questa la ragione del mio affetto per lui. Non sono innamorato di lui o roba del genere, ma è un ragazzo eccezionale. Pep è altrettanto eccezionale come persona. Conosco molto bene Guardiola, ma forse non gli vengono riconosciuti molti meriti perché ha dei giocatori incredibili. Ma non dimentichiamo che è molto giovane è ha una grande carriera di fronte a sé”.
Sicuramente più chiare sono invece le idee su come si concluderà il confronto tra Real Madrid e Barcellona in questa stagione, con i Blancos ormai destinati a vincere “facilmente” il campionato e i Blaugrana che si concentreranno sulla Champions League, anche se quest’anno non sarà facile vincerla come in passato. Con chi non si mostra invece tenero, sempre restando in tema di calcio spagnolo, è il portiere spagnolo del Barça, Victor Valdes, che definisce lapidariamente “scarso”, la cui sola fortuna è stata quella di finire in una squadra che maschera i suoi limiti con i tanti campioni in campo.