
Lilian Thuram, in procinto di firmare il contratto che avrebbe sancito il suo trasferimento al Paris Saint Germain, scoprì di essere affetto da una malformazione cardiaca che avrebbe potuto ucciderlo e decise di dare il suo addio al calcio. Dopo pochi mesi ecco un altro Thuram irrompere nella scena del calcio professionistico: si tratta del cugino Yohann, ha iniziato la carriera come il suo predecessore nel Monaco, e ieri ha fatto il suo esordio tra i pali della formazione monegasca.
Non un difensore dunque ma comunque uno a cui spetta il compito di non far subire gol alla squadra. Ha appena vent’anni, classe 1988, e come ovvio per il momento è solo il terzo portiere, ma a causa della sfortuna dei suoi colleghi o della sua fortuna, dipende dai punti di vista, ora è titolare. Il primo portiere, Ruffier, è infatti infortunato e il suo sostituto, l’italiano Roma, si è procurato una lesione al quadricipite destro proprio sabato scorso. Così l’allenatore Ricardo ha fatto ricorso a lui al 37° minuto della partita contro l’Auxerre.
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Questa volta è ufficiale. L’ex difensore di Parma, Juventus e Barcellona, Campione del Mondo a Francia 98, Lilian Thuram, appenderà le scarpette al chiodo all’età di 36 anni. Il giocatore, che dopo aver lasciato i bianconeri torinesi in seguito alle vicende di Calciopoli, aveva visto, con la maglia blaugrana, un rapido declino della sua carriera, era intenzionato a rilanciarsi, tornando nella Ligue 1 con la casacca del Paris Saint Germain, squadra con ambiziosi piani di rilancio, dopo una stagione fallimentare che l’ha vista arrivare ad un passo dalla retrocessione.
Durante le visite mediche con il club della capitale gli era stata però riscontrata una grave malformazione cardiaca, simile a quella del fratello cestista, che alcuni anni fa aveva perso la vita sui cambi da gioco proprio a causa della rara malattia. La notizia aveva scioccato un po’ tutto il mondo del calcio, incredulo per il fatto che la patologia non fosse stata individuata prima, durante le numerose visite mediche a cui il giocatore si era sottoposto nel corso della sua lunga carriera.
Peccato. Peccato che quel piccolo bambino, dieci anni appena compiuti proprio ieri, ha smesso di vivere mentre stava andando a Parigi a vedere la generazione d’oro del calcio francese, quella che alzò la Coppa del Mondo al cielo la sera stessa in cui lui veniva al mondo. Beffardo il destino, il bus che lo trasportava è uscito fuori strada: un morto e 29 feriti. E da questa tragedia è iniziata la “festa” al St.Denis, dove 80mila francesi sono accorsi per vedere gli eroi di Parigi, a 10 anni esatti dalla conquista del primo Mondiale della storia transalpina.
Tutti presenti tranne tre: non c’era Petit, autore del terzo gol nella finalissima contro il Brasile, perché ha litigato un po’ con tutti dopo l’uscita della sua autobiografia, non c’erano Vieira e Henry impossibilitati per impegni personali. In compenso si è unito alla banda Giuly, il romanista in procinto di passare al PSG per 2 milioni di euro. Contro Zidane e soci una rappresentativa internazionale molto variegata: da Boban e Suker, da Butragueno a Zola, da Karpin a Davids. Dopo il minuto di silenzio in memoria del piccolo tifoso scomparso, è iniziata la partita che ha mostrato ottimi spunti e campioni ancora validissimi (Fotogallery).
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Oggi alle ore 15 doveva essere il momento tanto atteso dai tifosi del Paris Saint-Germain: nella sala stampa del Parco dei Principi sarebbe avvenuta la presentazione del nuovo acquisto dei parigini, il difensore ex Parma, Juve e Barcellona Lilian Thuram. Reduce da due anni in chiaroscuro nella città catalana, l’irreprensibile centrale transalpino non aveva sfigurato nel disastroso Europeo dei galletti, tanto da convincere la dirigenza parigina ad offrirgli un contratto annuale con opzione sul secondo.
Ma un’ora fa la conferenza stampa s’è trasformata in un annuncio sui generis, quantomeno inaspettato da parte di tutti i giornalisti presenti: Thuram questa mattina non ha superato le visite mediche e il trasferimento è saltato per ovvi motivi. Il problema fisico pare sia a livello cardiaco; una malformazione al cuore che suona alquanto strana dopo tutti questi anni di professionismo ad alti livelli. Ma tant’è, Lilian dovrà stare fermo e nei prossimi giorni si sottoporrà ad accertamenti per appurare le possibilità di continuare a fare il suo mestiere. Queste le parole del difensore:
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La sconfitta mondiale ancora brucia negli occhi e nei cuori francesi e soprattutto in quelli del ct transalpino Raymond Domenech. Persona di grande carattere, sicuro di se, tanto da essersi conquistato antipatie dentro e fuori la sua natia patria. Era un arcigno difensore del Lione e per caricarsi aveva uno strano rituale: “Quando giocavo con il Lione il derby con l’AS Saint-Etienne, mi piaceva riscaldarmi da solo vicino ai tifosi che mi fischiavano. Mi avvicinavo ai cartelloni pubblicitari e loro mi fischiavano semrpe di più. Ne avevo bisogno”. Forse questo spiega molte cose. Le convocazioni non sono state scontate: a Mexes è stato preferito Boumsong e a David Trezeguet è stato preferito Gomis, per non parlare di Flamini che è nel gruppo ma solo per le paure riguardo la salute di Vieira.
La strada verso l’europeo svizzero-austriaco è stata un po movimentata a causa delle due sconfitte rimediate con la nazionale scozzese, così i galletti hanno concluso al secondo posto dietro i campioni del mondo dell’Italia. La Francia ha partecipato a tutti i campionati continentali finora disputati ospitando addirittura il primo, a quattro squadre, nel 1960. I blues hanno vinto due volte l’europeo, nel 1984, al Parco dei Principi e nel 2000 in Olanda proprio contro i nostri azzurri. La nazionale è nutrita ancora da alcuni pezzi del double mondiale-europeo di fine millennio ma ha saputo ringiovanirsi con le nuove stelle, fenomeni che tutti i grandi club hanno e vorrebbero avere, parliamo di Ribery, Nasri e Benzema. (Fotogallery)
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Il 2007 che si va chiudendo è un’autentica scorpacciata per Ricardo Kakà: non gli fossero bastate la Champions League vinta ad Atene, il Pallone d’Oro di France Football e il Mondiale per club conquistato nella notte magica di Yokohama (con la ciliegina sulla torta per lui del premio come “Man of the Match”) arriva anche la comunicazione ufficiale del primato conquistato nel Fifa World Player 2007.
L’asso brasialiano è il numero uno incontrastato del 2007, il più forte e decisivo giocatore al mondo di questo anno solare, così come Fabio Cannavaro lo era stato nel 2006 da Capitano dell’Italia Campione del Mondo. Kakà riceverà oggi alle 20 a Zurigo, in un’autentico tour de force di premiazioni, l’ambito riconoscimento assegnato dal voto di Ct e dei Capitani di tutte le squadre nazionali affiliate alla Fifa, andandosi ad aggiungere alla lista dei campioni che l’hanno ricevuto nel recente passato. (Fotogallery - Albo d’Oro e candidati)
Così trova la sua logica e più degna conclusione, limitandosi a ratificare doverosamente il dominio di Kakà in tutte i premi individuali, il premio che tante polemiche aveva scatenato quando erano ne erano state comunicate le nomination agli inizi di Ottobre che vedevano tanti illustri esclusi come Francesco Totti e Zlatan Ibrahimovic.
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La Fifa si copre di ridicolo: anche questa volta la lista dei 30 nominati per il Fifa World Player 2007 lascia sconcertati gli amanti del calcio di mezzo mondo.
Manca Zlatan Ibrahimovic, unanimemente considerato fra i 10 calciatori più forti del mondo e non c’è nemmeno l’ombra di Francesco Totti, Scarpa d’Oro in carica, 24 reti all’attivo nella scorsa stagione, nonostante siano stati entrambi autori di un inizio di stagione 2007/08 scoppiettante. (Clicca qui per la Gallery, Qui per la lista completa dei 30 nominati)
Si dice spesso “in questi premi vengono considerati di più i giocatori che fanno bene in Champions o che vincono qualcosa d’importante“, bene, allora bisognerebbe spiegare cosa ci fanno nella fatidica lista dei 30 ben 7 giocatori del Barcellona. Lo svedese e il Capitano della Roma non sono gli unici assenti illustri e gran parte dei giocatori entrati in nomination paiono essere lì più per un’investitura legata alla loro fama mondiale, al campionato e alla squadra per la quale militano. La Fifa è rimasta indietro di un anno: ben 23 calciatori sui 30 selezionati erano presenti anche nella lista del Fifa World Player 2006 che finì a Fabio Cannavaro.
A guardare bene sono 23 su 29, considerando che uno di questi, Zinedine Zidane, nel 2007 non ha giocato a calcio.
Ovviamente ci sono i nominati forti, quelli che sono lì per vincere il premio assegnato dal voto dei CT e dai Capitani delle nazionali di tutto il mondo: Ricardo Kakà, Lionel Messi e Cristiano Ronaldo, ma non manca il solito Ronaldinho.
Nella lista dei “misteriosamente nominati” troviamo Thierry Henry, totale desaparecido nel 2007, Juninho Pernambucano, Carlitos Tevez, Essien, Eto’o, Lilian Thuram, Patrick Vieira e perfino il terzino del Bayern Philipp Lahm.
Tanto per far un altro esempio di che tipo di valutazioni sballate siano state fatte Fernando Torres (14 gol, nell’Atletico Madrid) è presente nella top 30, Frederic Kanouté (21 gol in Liga, 4 in Uefa fra cui quello della vittoria in finale) non c’è.
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Seconda incursione nella storia del Derby della Mole per il nostro spazio dedicato all’Amarcord. Ieri vi abbiamo raccontato l’impresa di un Torino, molto operaio e poco Grande, che nel Campionato 1982/83 conquistò una vittoria incredibile contro i cugini imbottiti di Campioni del Mondo e fuoriclasse ribaltando il risultato dallo 0-2 al 3-2 in poco più di tre minuti.
Oggi vogliamo ricordare il Derby di Torino del Campionato 2001/02, girone di ritorno. Alla 24esima giornata la Juventus di Marcello Lippi, la prima del post Ancelotti senza Zidane e Inzaghi ma con il terzetto Pavel Nedved, Gigi Buffon, Lilian Thuram al loro posto, si presenta al derby con l’esigenza di non perdere colpi. Dopo 23 giornate i bianconeri guidano la classifica con un solo punto di vantaggio su Inter e Roma.
Il Torino di quell’anno non è impegnato nella lotta per non retrocedere, al contrario la squadra di Giancarlo Camolese culla il sogno di un piazzamento in Europa e già all’andata era riuscita a bloccare la Juventus con un’altra tipica rimonta da derby dal 3 a 0 al 3 a 3, in una partita che resterà alla storia per il “buco” di Maspero che impedisce a Salas di trasformare il rigore del 4 a 3 all’87esimo.
La Juventus sa che anche al ritorno non sarà una passeggiata ma sembra commettere gli stessi errori. Dopo l’iniziale vantaggio di David Trezeguet si fa raggiungere e superare prima da un gol di Ferrante poi da uno di Benoit Cauet.
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L’anno scorso se lo aggiudicò Liliam Thuram, ma nel prestigioso albo d’oro, oltre che campioni del calibro di J. Zanetti, Damiano Tommasi e Ivan Zamorano, troviamo anche personaggi estranei al mondo del calcio.
Dal 1997 ad oggi infatti, oltre ai già citati, hanno ricevuto il prestigioso riconoscimento anche personaggi quali Paolo Rossi (l’attore), Gianni Mura e Gino Strada.
Come avreete capito non stiamo parlando di un premio parallelo al Pallone d’Oro appena assegnato al nostro Fabio Cannavaro, bensì, come ci segnalano gli amici di 02blog, di un’encomiabile iniziativa di una società onlus milanese, l’AltroPallone appunto.