
Luca Toni è stato protagonista di una brutta avventura questa notte, l’attaccante del Genoa è rimasto coinvolto in un incidente stradale nei pressi del capoluogo ligure, fortunatamente tutto si è risolto con un grande spavento e niente più. Il giocatore era a bordo della sua Audi Q7 con targa tedesca mentre percorreva la A7, all’altezza di Bolzaneto, per motivi ancora da accertare, ha perso il controllo della vettura andando a sbattere sul guard rail, il tutto è avvenuto poco dopo la mezzanotte.
Sul posto è intervenuta la Polizia Stradale di Sampierdarena e una ambulanza del 118, Toni non ha però avuto bisogno di nessuna cura medica, la sua auto ha riportato invece dei danni sulla fiancata. Secondo le prime ricostruzioni il giocatore era stato a cena fuori con alcuni compagni di squadra, tornando a casa avrebbe perso il controllo della macchina in un tratto non rettilineo, forse per schivare un oggetto metallico sulla carreggiata. Il test dell’etilometro a cui è stato sottoposto, come da prassi in queste circostanze, ha dato esito negativo.
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La famiglia Preziosi col fido scudiero Stefano Capozucca zitta zitta sta mettendo su una squadra capace di far sognare i propri tifosi: il Genoa, reduce da un campionato non brillantissimo, senza isterismi e con pochi proclami sta puntellando una rosa comunque competitiva assicurandosi le prestazioni di giocatori di fama internazionale. Non convinceva Marco Amelia? Poco male, hanno piazzato tra i pali il portiere titolare della Nazionale portoghese, Eduardo, reduce da un’annata super con lo Sporting Braga. Mancava la prima punta di peso? Zac, ecco Luca Toni, non più giovanissimo ma in grado di buttarla dentro sempre e comunque con regolarità (vedasi i 6 mesi alla Roma).
Poi hanno puntellato la corsia di destra con lo spagnolo Chico, quindi si sono concentrati sul centrocampo: Franco Zuculini è un giovane che in prospettiva potrà diventare davvero molto forte, accanto a lui ecco Miguel Veloso. Sirene dal Real Madrid e dal Manchester United, il centrocampista dello Sporting Lisbona alla fine ha abbracciato la causa rossoblu, come confermato da Enrico Preziosi: “Veloso? Stiamo lavorando, occorre qualche ora o qualche giorno, dovremmo riuscire a prenderlo. Manca poco per annunciarlo, quasi niente. Acquisto caro? Noi l’anno scorso abbiamo sofferto a centrocampo, non facciamo altro che rimediare a qualcosa che non è stato fatto e non vorremmo trovarci impreparati in quel ruolo. Eduardo determinante? Non è intervenuto, abbiamo parlato direttamente con il suo agente Mendez“.
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“Questa piazza vive di passione, di entusiasmo, perciò servirebbe iniziare forte in campionato, affinché i risultati facciano da traino“. E’ fiducioso Luca Toni e non disdegna parole di elogio verso il suo nuovo club e nei confronti della tifoseria genoana. “Il lavoro? Stiamo faticando davvero, però i risultati di tanto lavoro sono sicuro che si vedranno”.
Ad averlo colpito, il gruppo: “Io non lo chiamerei così…il Genoa è una bella famiglia. Anche la stessa società è molto familiare, c’è sempre qualcuno a darti una mano, è facile in questo ambiente creare rapporti diretti. La squadra mi ha accolto benissimo, sono contento della scelta fatta, di essere venuto qui, ora tocca a me ripagare l’investimento fatto dal presidente. Sento fiducia, e per me questo è importantissimo”.




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Il Genoa oggi ricomincia a sudare: oggi è tempo di ritrovarsi nel capoluogo ligure, da domani tutti in Austria per fare davvero sul serio. Il Grifone sosterà a Neustift dal 18 al 31 luglio agli ordini diligenti di mister Gian Piero Gasperini, al quinto anno sulla panchina dei rossoblu, carico e voglioso di riscattare una stagione, quella passata, con un pelino di ombre in più rispetto alle luci. Enrico Preziosi e i suoi collaboratori non hanno stravolto la rosa, ad oggi poco mercato ma ben mirato, coi soliti colpi assestati: i volti nuovi rispondono al nome di Eduardo per la porta (è stato il portiere titolare del Portogallo ai Mondiali, prelevato dallo Sporting Braga), Andrea Ranocchia e Chico (Almeria) per la difesa, Luca Toni in avanti.
“Abbiamo centrato alcuni ruoli importanti, come il portiere e l’attaccante. Poi c’è Ranocchia che ha fatto bene, in fondo non servono mille giocatori ma quelli giusti, a parte i nuovi poi ci sono giocatori come Kharja, Dainelli, Palladino. Un tassello a centrocampo? Tanti nomi ma non è facile, l’importante è non avere fretta. Boateng? Per me non è il primo nella lista. Veloso? Vedremo, per il centrocampo non c’è fretta. E poi se contiamo per quel ruolo adesso abbiamo quattro giocatori: Milanetto, Zapater, Kharja e Rossi. Quest’ultimo ha fatto molto bene nel ruolo di interno, ormai potrebbe essere la sua posizione, come vedete abbiamo gli uomini giusti. Papastathopoulos? Adesso aspettiamo Chico che dovrebbe arrivare questa sera” ha commentato Gasperini, nel suo stile pacato.
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Luca Toni cerca il grande rilancio nel Genoa di Preziosi. L’attaccante ex Bayern Monaco, reduce dai sei mesi in prestito alla Roma che non l’hanno riportato in Nazionale (dove Cannavaro l’avrebbe voluto), è stato presentato in pompa magna ai tifosi del grifone, entusiasti del suo arrivo.
Se sono qua è perché il presidente, l’allenatore e tutto lo staff mi hanno voluto fortemente, adesso tocca a me ripagare questa fiducia. Voglio cercare di aiutare la squadra, di raggiungere gli obbiettivi e di fare più gol possibili. Dovremo cercare, prima di tutto, di fare un bel campionato, ci sono alcune squadre più forti ma noi siamo subito dietro, dobbiamo cercare di migliorare il risultato dell’anno scorso e stare dietro alle grandi. Il mio obiettivo è di fare gol e vincere la classifica marcatori che mi manca, ma viene prima sempre la squadra.
L’attaccante è convinto che il Genoa di Gasperini è la squadra ideale per esaltare le sue caratteristiche:
È una squadra che va all’attacco, che crea tanto e per me che sono un attaccante d’area è la cosa migliore. Ho parlato con il mister, ci siamo visti di nascosto, ma le mie caratteristiche le conosce. Il presidente mi ha trasmesso il suo entusiasmo e voglio ripagare la sua fiducia, il presidente è un matto che mi piace…. Il derby? Quello di Genova è un po’ particolare e non vedo l’ora di giocarlo. Mi piace l’adrenalina che da. Pazzini? È un amico ci incontriamo spesso, facciamo le vacanze insieme, ma in campo sarà una bella battaglia, voglio fare più gol di lui. A 15 reti scatta un premio? Non lo so ma spero di farne di più.
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Fabio Cannavaro, ormai ex capitano della Nazionale italiana, si affida ad un’intervista sulla Gazzetta dello Sport per raccontare la sua verità sulla cocente delusione dell’ultimo Mondiale. Il suo punto di vista è vagamente anacronistico, con un romantico riferimento a Luca Toni e Fabio Grosso, esclusi da Lippi, e secondo Cannavaro due giocatori che avrebbero potuto dare qualcosa in più alla Nazionale.
Cannavaro: rivista oggi la sua affermazione alla vigilia del Mondiale («Nessuno difende come noi») sembra quasi una barzelletta.
“Ma non fa ridere. Perché prendere gol in certimodi, fallo laterale compreso, significa che è crollato un nostro cardine storico. Bisogna tornare a insegnare la marcatura a uomo nelle scuole calcio. A parte che se ripenso a come abbiamo perso lucidità in campo…”.Come mai Lippi era partito dall’idea di Chiellini a sinistra e Iaquinta avanti a destra e poi invece non ne ha fatto nulla?
“Voleva cambiare qualcosa, perché sapeva che la squadra era meno forte ed era convinto che una scossa del genere potesse stimolarla. Ma poi sono emersi problemi. Prima ancora aveva pensato, puntando al recupero di Nesta, alla difesa a tre. Ma è saltato tutto».Tornando indietro cosa cambierebbe?
“Non cerco alibi. Giocarmela di nuovo con Buffon e Pirlo. E anche con Grosso e Toni nonostante le difficoltà incontrate nella stagione”
Cannavaro parla anche dei problemi di un’altra sua ex squadra, quella Juventus che ha lasciato per andare a svernare dagli sceicchi a Dubai. Spunta anche un riferimento velenoso a Ciro Ferrara, suo ex compagno e allenatore nella prima parte della stagione scorsa dei bianconeri.




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A Palermo già lo chiamano Mister 12 milioni, si tratta del capitano della squadra rosanero Fabrizio Miccoli che in settimana ha tenuto una conferenza stampa per annunciare che ha rifiutato l’offerta del Birmingham per rimanere in Sicilia. Gli inglesi, che militano in Premier League, avevano proposto al salentino un contratto quadriennale a 3 milioni di euro netti a stagione, molti soldi, ma lui dopo aver parlato con la famiglia e col presidente palermitano Maurizio Zamparini alla fine ha scelto di rimanere in Italia. Nel corso dell’annuncio dato alla stampa, il Romario del Salento si è lasciato scappare una frase sibillina: “Io non sono come gli altri” e nel capoluogo siculo sono sicuri il riferimento sia a Luca Toni e ad Amauri.
Entrambi attaccanti ed amati dal pubblico del Barbera, entrambi lasciarono la città per andare rispettivamente a Firenze e Torino (sponda juventina), guadagnando anche più soldi. Oggi Luca Toni, che di recente ha rescisso col Bayern Monaco e l’anno prossimo vestirà la maglia del Genoa, ha risposto a Miccoli mostrandosi abbastanza seccato per la stoccata riservatagli dal giocatore palermitano: “Non so se Miccoli con questa dichiarazione si riferisse a me, ma se cosi fosse allora mi dispiacerebbe molto, perché ha giudicato senza sapere come in effetti sono andate allora le cose tra me ed il Palermo” ha esordito il bomber emiliano, che ha rilasciato queste dichiarazioni alla testata giornalistica sportiva reterete24.
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Dopo le ultime stagioni di mercati estivi sonnacchiosi, la Roma mette la freccia in grande anticipo e già ai principi di giugno risulta la compagine più attiva in quanto a calciomercato: è quasi già storia il passaggio di Adriano dal Flamengo alla squadra della Sensi, oggi un’altra transazione è andata in porto e anche questa volta a costi contenuti. Arriva nella capitale a parametro zero il centrocampista ormai ex del Palermo Fabio Simplicio, giocatore atipico capace di grandi exploit in alcune partite quanto di match clamorosamente giocati a nascondino. Tant’è, buon acquisto tutto sommato per i giallorossi che hanno fatto firmare al brasiliano un triennale da 1,1 milioni netti a stagione.
Non si vive di solo mercato in entrata, anche in uscita il ds Pradé è per forza di cose molto impegnato. In concerto col tecnico Claudio Ranieri, potare la rosa romanista non è compito facile a cominciare dai portieri. “Doni ha fatto il suo tempo a Roma” ha dichiarato di recente l’allenatore giallorosso, con Alexander Doni che da Johannesburg non ha particolarmente apprezzato ma che forte dell’ingaggio di 2,5 milioni a stagione non ha poi tanta fretta di fare le valigie. Quasi certi invece l’addio dell’altro portiere Artur (Germania o Spagna), con Taddei che invece è bloccato sulla questione rinnovo (lui vuole un quadriennale, la società non va oltre i tre anni) ed è tentato dalle sirene juventine.
Far scorrere fiumi di birra in occasione di ogni festa scudetto è un rito tedesco che coinvolge non solo i tifosi, ma anche giocatori, allenatori e staff tecnico della squadra vincitrice del titolo. Non mancano ovviamente scherzi e gavettoni e stavolta, a farne le spese, è stato Louis Van Gaal. L’allenatore del Bayern Monaco è stato preso di mira dai suoi giocatori che gli hanno versato litri di birra in testa davanti al pubblico in visibilio. Nel secondo video Van Gaal si improvvisa oratore da un palco e, barcollando leggermente, pronuncia frasi in tedesco lasciando trasparire un tono di voce…leggermente alticcio.



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Era solo una formalità, e lo sapevano tutti: il Bayern Monaco, dopo il regalo del Werder Brema che era andato a vincere a Gelsenkirchen la settimana scorsa, aveva tre punti di vantaggio sullo Schalke. Ok, matematicamente ancora nulla di deciso, se non fosse che la differenza reti, il parametro che in Germania conta in caso di arrivo a pari punti, era +39 per i bavaresi contro un +22 della squadra di Magath. Come a dire, il Bayern doveva perdere 10-0 a Berlino e stesso risultato doveva fare lo Schalke a Magonza; alla fine 1-3 di Van Bommel e soci all’Olympiastadion di Berlino, e 0-0 dei blu della Westfalia allo Stadion am Bruchweg. Sotto gli occhi di Mourinho, i biancorossi hanno alla fine dominato il match: in vantaggio col solito Olic, aveva pareggiato per i già retrocessi capitolini Adrian Ramos. Poi due volte Robben, in splendida forma, ha chiuso trionfalmente i giochi (Le Foto del trionfo del Bayern Monaco in Bundesliga).
Un trionfo, quello dei bavaresi, che in pochi avrebbero creduto possibile a fine novembre, quando la vetta distava ben sette lunghezze, quando la Champions pareva ormai perduta dopo la doppia sconfitta col Bordeaux e quando, insomma, lo stesso Louis Van Gaal iniziava a vacillare insieme alla sua panchina. Poi però è accaduto qualcosa: metti una Juve all’inizio di una epocale crisi che si lascia trafiggere 4 volte in casa e che da morale alla truppa tedesca, metti una lenta risalita in Bundesliga complici battute d’arresto delle compagini rivali, e poi un Robben che lascia alle spalle i problemi fisici e trascina i suoi tanto in Germania quanto in Europa, un paio di aiuti arbitrali, la fioritura completa di gente come Muller, Badstuber, Olic e la sorpresa Butt tra i pali, insomma questo e tanto altro per metter su una stagione da ricordare con Meisterschale numero ventidue in bacheca.
Le foto del trionfo in Bundesliga del Bayern Monaco




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