Highlights Benfica - Zenit St. Pietroburgo 2-0 | Video Gol Champions League
6 Marzo 2012 - Serata amara per Luciano Spalletti. L’obiettivo minimo dell’ambiziosissimo club russo era quello di approdare ai quarti di Champions League, ma l’impresa è fallita. Lo Zenit ha pagato la partita d’andata dominata in lungo ed in largo, ma vinta solo 3-2 a causa di due papere del secondo portiere Zhevnov che aveva sostituito il titolare Malafeev out per un problema al polpaccio. In questa gara di ritorno invece è stato il Benfica a fare la partita, legittimando il passaggio del turno con una prestazione autoritaria, in modo particolare nel primo tempo.
La rete del vantaggio è arrivata solo al 46′ minuto quando Maxi Pereira ha raccolto una palla vagante in area di rigore, dopo un intervento provvidenziale in uscita di Malafeev, ed l’ha piazzata all’angolino. Nel secondo tempo i russi hanno tentato di reagire, mentre il Benfica forte del vantaggio si è limitato ad attaccare in contropiede trovando anche il raddoppio al 93′ con Nelson Oliveira. Un bel segnale da parte dei lusitani anche per il proseguo della stagione. Proprio nelle ultime due settimane la squadra di Jorge Jesus ha vissuto il momento più difficile della sua gestione. Nelle ultime quattro partite giocate prima di stasera ben tre volte avevano perso ed una era finita in parità, dopo aver vinto tutte le gare disputate dal 7 dicembre in avanti.
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Highlights Zenit St.Pietroburgo - Benfica 3-2 | Video Gol Champions League
15 Febbraio 2012 - Ancora una partita spettacolare in questi ottavi d’andata di Champions League. A parte il noiosissimo confronto tra Lione e Apoel Nicosia di ieri, nelle altre tre partite giocate in questi giorni sono stati segnati almeno 4 gol. La partita tra lo Zenit ed il Benfica è stata veramente un bel vedere, anche se il ritmo si è incominciato ad alzare solo al 20′ minuto, forse anche per per il freddo intenso che c’era a San Pietroburgo questa sera. La partita è stata sbloccata dagli ospiti con Maxi Pereira, il più lesto a ribadire in rete un calcio di punizione di Cardozo respinto corto da Zhevnov.
Lo Zenit ha reagito subito allo svantaggio trovando immediatamente il pareggio. Cross di Hubocan e perfetto tiro al volo con il piatto di Shirokov, imprendibile per l’ex romanista Artur. Nell’ultimo quarto d’ora del primo tempo le due squadre hanno cercato ripetutamente la via del gol, ma non sono riuscite a segnare. Al 70esimo minuto lo Zenit ha finalizzato un’azione spettacolare; Kerzhakov con il tacco ha tenuto in gioco il pallone che stava scivolando sul fondo ed ha servito Bystrov che ha subito crossato al centro dove c’era appostato Semak che sempre con un colpo di tacco alla Crespo, o alla Bettega se si preferisce, è riuscito a beffare Artur.
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Alexis Sanchez
Secondo Gianluca Di Marzio per Alexis Sanchez il futuro sarà in Spagna, niente Juventus ma soprattutto niente Inter:
“Per Inter e Juve ormai è troppo tardi, il futuro di Sanchez è a Barcellona: l’arrivo in Spagna del gioiellino cileno é previsto per martedì, quando firmerà il contratto e l’affare potrà essere ufficializzato. Emergono le prime cifre dell’accordo tra Barcellona e Udinese: 28 milioni di euro più addirittura 10/11 di bonus legati a obiettivi vari di squadra e del giocatore. La somma complessiva potrebbe dunque raggiungere in futuro anche i 40 milioni. Di rimpianti per il calcio italiano…”
Fabio Capello, Guus Hiddink, Luciano Spalletti
La Gazzetta dello Sport in edicola tra poche ore, approfondisce l’argomento panchina dell’Inter. Out Villas Boas, visto che l’Inter non ha intenzione di pagare clausole, restano tre le candidature forti, anche perché Moratti ha detto di volere un allenatore di esperienza: si tratta di Fabio Capello, già l’anno scorso vicino alla panchina dei nerazzurri, di Guus Hiddink e di Luciano Spalletti.
L’avvocato Dario Canovi, noto procuratore tra gli altri di Thiago Motta, a Ilsussidiario.net ha detto la sua su quella che è la situazione per il prossimo tecnico dell’Inter: “Spalletti? “La società russa non darà il via libera al tecnico toscano e inoltre non penso che i nerazzurri abbiano mai pensato a lui per la panchina. L’Inter ha due alternative e mezzo, Gasperini e Mihajlovic, ma quest’ultimo sarà difficile da strappare alla Fiorentina. C’è anche Delio Rossi che non è del tutto fuori dalla corsa”, secondo Canovi. (fonte Tuttomercato)
Gianfranco Zola
Fulvio Marruocco, agente di Gianfranco Zola, ha dichiarato a ilsussidiario.net: “Al momento non abbiamo ricevuto nessuna telefonata, ma la voce di un interessamento dell’Inter per Zola è attendibile. Possiamo dire che l’idea Zola è stata presa in considerazione dall’Inter dopo tutte le difficoltà incontrate dalla dirigenza nerazzurra. Gianfranco è lusingato e direbbe certamente di sì“.
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Video: Luciano Spalletti s’incazza in diretta tv
Luciano Spalletti, allenatore noto per il suo fair play e poco avvezzo alle polemiche arbitrali, perde la calma nel post partita di Dinamo Mosca - Zenit San Pietroburgo. Motivo del contenere l’extra recupero concesso dall’arbitro Igor Egorov che ha consentito ai padroni di casa di pareggiare con Samedov (clicca qui per il video) il gol di Lazovich che aveva portato in vantaggio lo Zenit nella delicata trasferta. Egorov aveva concesso 4 minuti di recupero e ha espulso Faizullin, giocatore di Spalletti, per doppia ammonizione. Costretto al cambio l’allenatore italiano si aspettava 30 secondi in più di recupero, ma l’arbitro ha fatto proseguire il gioco fino al 94′ e 50 secondi. Il gol segnato proprio in quel momento non è andato giù a Spalletti che ha detto chiaramente di “non essere simpatico” ad Egorov. Poco dopo attraverso il sito ufficiale dello Zenit l’ex tecnico della Roma ha ribadito il concetto salvo ammettere che il pareggio, sul piano delle occasioni, era il risultato più giusto.
Dopo la sfuriata Spalletti è consapevole di avere esagerato, ma anche a Sky Sport 24 insiste nel criticare Egorov:
Sono uno che sta alle regole e mi avrebbe fatto piacere che anche gli altri lo facessero. Adesso sarò giustamente punito perchè sono andato al di sopra di quello che è consentito, sarò multato e magari anche squalificato, però è successo e mi dispiace. La mia squadra aveva già vinto una partita importante che valeva il primato, l’arbitro dà 4′ di recupero e poi allunga ancora il tempo nonostante non fosse successo niente in quei 4 minuti, anzi mi ha pure penalizzato buttandomi fuori un giocatore. Questo direttore di gara è uno dei più bravi della federazione russa, è la quarta volta che ci viene ad arbitrare; nelle precedenti tre occasioni ho tenuto un comportamento corretto pur non avendo avuto buoni risultati. Alla vigilia mi avevano chiesto se non era strano che veniva per la quarta volta. Io ho risposto che ci può stare e avevo promesso di fare il bravo perché ho l’impressione di non essergli simpatico.
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Di errori ne sono stati fatti, ma anche la cabala ci si è messa, così non ci è stato davvero nulla da fare: la Sampdoria è retrocessa in Serie B per la quarta volta nella sua storia e nella Genova di fede blucerchiata ancora ci si chiede come sia potuto accadere. Il becco di 10 punti in 18 partite nel girone di ritorno, una discesa verticale che pochi ricordavano, almeno nella storia recente del calcio; eppure c’è chi non si è disperato più di tanto, si fa per dire, perché oltre alle scelte della dirigenza e la poca lucidità del calciatori, oltre alla sfilza di numeri negativi per gli amanti delle statistiche, oltre a tutto a questo c’era un disegno. Implacabile.
La storia del 22 maggio è ormai nota: la Samp è scesa in B nel 1966 e nel 1977, in entrambe le occasioni l’ultima gara fu giocata contro la Juve e in entrambi i casi arrivò terz’ultima (ne scendevano proprio tre), entrambe le volte fu un 22 maggio. Nel ‘99 invece era il 23 di maggio la domenica dell’ultima giornata, quest’anno sarà di nuovo il 22 maggio, data da cerchiare in nero ormai per gli amanti della Sampdoria. Ma è curiosa anche la storia degli anni gemelli: ‘66, ‘77, ‘99 e ora ‘11, solo l’88 i liguri se la cavarono, ma il campionato finiva il 15 maggio e addirittura la squadra si aggiudicò oltre a un brillante 4° posto, anche la Coppa Italia.
Chissà cosa accadrà nel 2022, in ogni modo da oggi la famiglia Garrone e chi verrà in futuro dovrà stare molto molto attento a scegliere gli allenatori. O meglio, lo stato tricologico degli stessi. Ebbene sì, in ognuna delle quattro retrocessioni alla guida della squadra c’era un “pelato“: Fulvio Bernardini e Eugenio Bersellini, rispettivamente allenatori nel ‘66 e nel ‘77, erano scarsocriniti, e che dire di Luciano Spalletti e il suo sostituto Giampiero Ventura a fine millennio? Velo pietroso sulle scelte di quest’anno: Mimmo Di Carlo e Alberto Cavasin. Infine il colletto: quest’anno la Kappa aveva proposto un collo a V, bianco; non ne veniva usato uno così da 11 anni. Correva la stagione 1998/99: terz’ultima allora, terz’ultima oggi.
Si fa sempre più lunga la lista dei pretendenti che ambiscono a sostituire l’ormai quasi certamente partente Carlo Ancelotti sulla panchina del Chelsea. Dopo le dichiarazioni di qualche giorno fa dell’ex commissario tecnico della nazionale, Marcello Lippi, la stampa britannica ha fatto i nomi dei tecnici di mezza Europa. In pole position sembra esserci Guus Hiddink, già protagonista di una breve ed apprezzata parentesi alla guida dei Blues due stagioni fa, ma attualmente impegnato nelle qualificazioni a Euro 2012 con la Turchia.
Sembrano invece al momento complicate le trattative per portare a Stamford Bridge l’attuale tecnico del Barcellona, Pep Guardiola, o per organizzare un clamoroso ritorno di José Murinho, mentre potrebbe rivelarsi più agevole il tentativo di ingaggiare il suo giovanissimo erede Villas Boas, che sta stupendo un po’ tutti con il suo Porto vincente e spettacolare.
Altri nomi fatti nei giorni scorsi sono quelli dei due olandesi ex milanisti Frank Rijkaard e Marco Van Basten, ma anche l’ex bianconero Didier Deschamps, Mark Hughes e Rafa Benitez. Nelle ultimissime ore è spuntata poi a quanto pare anche un’ipotesi Luciano Spalletti, seguito come ricordiamo anche dalla Juventus.

Aggiornamento: La penalizzazione inflitta allo Zenit San Pietroburgo è interamente dipendente dal non aver schierato nessun giocatore under 21, nato cioè dopo il 1 gennaio 1990. Non è vero invece che nell’undici di Spalletti non fossero presenti calciatori di nazionalità russa, lo dimostra il fatto che il gol del pareggio è stato siglato da Zyryanov assistito dal suo connazionale Anyukov.
Luciano Spalletti paga caramente una leggerezza commessa in occasione dell’ultima giornata del campionato russo che vedeva impegnato il suo Zenit contro il CSKA Mosca. L’allenatore toscano contro il club della capitale non ha schierato nessun giocatore di nazionalità russa, per questo la federazione ha invalidato il risultato di 1-1 ottenuto dai campioni di Russia assegnando la vittoria a tavolino per 3-0 ai moscoviti. A causa di questa penalizzazione lo Zenit perde il secondo posto in classifica e scivola fino al quinto, raggiunto proprio dal CSKA che in virtù dello scontro diretto si piazza in quarta posizione.
Come se non bastasse la Federazione russa ha anche inflitto al club di San Pietroburgo una multa di 200 mila rubli, circa 5 mila euro, per non aver fatto scendere in campo, nella stessa partita, nessun giocatore di età inferiore ai 21 anni. La leggerezza è già costata il posto a Vladislav Radimov, responsabile della compilazione della lista di convocati. Intanto Spalletti, che assolve i suoi collaboratori, si è giustificato dicendo di non sapere che la sua scelta avrebbe fatto incorrere il club in una penalizzazione, pensando, erroneamente, che tale violazione avrebbe portato soltanto ad una sanzione pecuniaria.
Video Gol Europa League: Zenit - Twente 2-0 - Spalletti eliminato
17 Marzo 2011 - Lo Zenit San Pietroburgo è fuori dall’Europa League. Il secondo tecnico italiano su una panchina straniera su due è costretto ad abbandonare anzitempo la competizione Uefa. Shirokov e Kerzhakov nel primo tempo danno l’illusione ai russi di poter ribaltare il pesantissimo 3 a 0 dell’andata, ma proprio sul più bello lo Zenit esaurisce la spinta offensiva e la serata diventa il trionfo del Twente che approda a sorpresa ai quarti di finale.
Il momento nero dell’Italia nelle coppe europee continua con le sconfitte di due squadre allenate da due tecnici italiani. Il Manchester City di Mancini e lo Zenit San Pietroburgo di Spalletti perdono rispettivamente 2-0 e 3-0 le gare di andata degli ottavi di finale di Europa League, contro Dinamo Kiev e Twente. Bene, anzi, benissimo il Villareal di Giuseppe Rossi che sbanca Leverkusen: apre le marcature degli spagnoli proprio il l’italo americano. Il commento di Roberto Mancini a fine partita:
“Peccato per la sconfitta: purtroppo sull’1 a 0 forse abbiamo spinto troppo e invece dovevamo essere più cauti perché recuperare un gol è meglio di recuperarne due. Il giallo di Balotelli? Non mi sono accorto di nulla: potrebbe essere un’allergia, perché quando è rientrato dagli spogliatoi per il secondo tempo si stava gonfiando sul viso, ma non so cosa sia.”
E quello di Spalletti: “Abbiamo ancora delle possibilità, nonostante recuperare un 3 a 0 sia difficile: sono fiducioso e scommetterei sulla mia squadra. In Italia si parla di me alla Juventus? Prima si parlava della Fiorentina, poi dell’Inter, ora della Juventus: io rimango allo Zenit perché sto bene, è una bella società.”
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Luciano Spalletti non si ferma più: dopo aver vinto la Coppa di Russia e la Premier League russa, il tecnico di Certaldo guida lo Zenit San Pietroburgo anche al successo in Supercoppa di Russia. Partita bella e combattuta quella giocata oggi a Krasnodar contro il CSKA Mosca, secondo nello scorso campionato, che avrebbe sicuramente meritato di più, per lo meno di segnare un gol. Per fortuna di Spalletti e della sua squadra, però, Vagner Love e Doumbia sono stati sciuponi e poco assistiti dalla buona sorte nella prima frazione, con lo Zenit che nella ripresa è venuto fuori aiutato anche dal vento a favore.
Il gol vittoria lo sigla Alexei Ionov (subentrato a partita in corso al posto dell’infortunato Lazovic) che batte Igor Akinfeev da pochi passi, nonostante il buon portiere dei moscoviti avesse anche toccato la sfera; la reazione del CSKA non è furente come ci si aspettava, al triplice fischio dell’arbitro può esultare, per la terza volta da quando è approdato nella città di Dostoevskij, il pelato tecnico toscano, ormai amatissimo sulle rive della Neva e nell’intera Russia. Ora però ci sarà da rimboccarsi subito le maniche: giovedì i russi andranno a Enschede per gli ottavi di finale di Europa League contro il Twente, nel weekend poi ricomincia il campionato, quest’anno particolarissimo.
Per adattarsi al ritmo autunno-primavera, in Russia la stagione che è alle porte durerà ben 16 mesi: si comincia come di consueto a marzo, però questa volta finirà nel maggio del 2012; dopo le solite trenta partite, le prime otto della graduatoria si affronteranno ancora in un ulteriore girone all’italiana, con dunque altre 14 partite; stessa sorte per le ultime otto, per decretare le retrocessioni. Ma torniamo a Spalletti e alla vittoria in Supercoppa; queste le sue dichiarazioni a caldo:
“E’ stata una partita veramente importante per noi, perché giocavamo contro avversari molto forti; penso sia stato un bel match, divertente da vedere per i tifosi. Le squadre hanno attaccato molto e mostrato cose interessantissime. Abbiamo avuto difficoltà nel primo tempo, e non possiamo permetterci di dare tutto quello spazio a giocatori come Vagner Love e Doumbia. I nostri avversari avrebbero potuto segnare e andare in vantaggio. Ma anche noi abbiamo avuto buone occasioni, e avremmo potuto fare tranquillamente tre gol. E poi il fattore vento è stato determinante: nel secondo tempo non è stato facile per il CSKA giocare contro vento, anche per questo sono stati bravi i miei giocatori a giocare nelle stesse condizioni nella prima frazione”.