
“Esclusiva! Il City dovrà sborsare oltre 200 mila sterline a settimana se vorrà accaparrarsi l’acquisto del miglior portiere del mondo!”. L’articolo bomba apparso stamane sul Daily Mail è sicuramente da leggere con le dovute precauzioni del caso, in attesa di una probabile smentita dello stesso calciatore.
Secondo la testata inglese Gianluigi Buffon sarebbe disposto a lasciare la Juventus solo nel caso in cui il Manchester City della ricchissima famiglia di sceicchi arabi di Abu Dhabi offrisse al portiere della nazionale italiana 13 milioni di euro a stagione.

Lo avevamo già annunciato, pur senza i crismi dell’ufficialità e del resto, non poteva essere altrimenti: Cristiano Ronaldo, fenomeno portoghese del Manchester United è il Miglior Giocatore d’Europa dell’anno 2008.
Con i suoi 42 goal distribuiti tra Premier League e coppe varie, ha contribuito pesantemente alla conquista del Campionato e della Champions League da parte dei Red Devils. Oggi però, ci sarà la consegna del Pallone d’Oro, massimo riconoscimento individuale per un calciatore militante nel Vecchio Continente.
“E’ incredibile, ho soltanto 23 anni, ed è fantastico perché quest’anno c’erano grandi nomi nella lista”
ha dichiarato a caldo il neo Mister Europa, quasi da persona normale. Poi però, riemersa la sua spavalderia che lo ha reso celebre, insieme alle sue giocate:
Continua a leggere: Pallone d'Oro 2008, la classifica finale: dopo Ronaldo il vuoto

La trasferta di due giorni fa nel gelo di San Pietroburgo rimarrà sicuramente uno degli episodi più curiosi di molti giocatori della Juve: l’andata non è stata piacevolissima con partenza da Caselle lunedì mattina e arrivo all’aeroporto Pulkovo con un’ora di ritardo per un atterraggio difficoltoso, con annesse raffiche di vento, neve in caduta libera e -5 gradi di temperatura alla discesa dal velivolo. Nonostante i rigori del freddo, la truppa bianconera ha svolto tutti i riti del caso, con allenamento sul terreno del Petrovskiy e conferenza stampa annessa.
Martedì la notizia dello scoppio dell’ordigno, le notizie incerte sui motivi dell’esplosione, addirittura l’ipotesi del rinvio del match. Ma la partita s’è giocata ed è andata come è noto, con un buon 0-0 contro uno Zenit tonico e bello spettacolo anche sulle tribune. Senza sfidare la notte, la partenza è stata rimandata a mercoledì mattina, con una seconda notte passata in albergo a San Pietroburgo. Ma al risveglio non è andata molto meglio rispetto a 48 ore prima: controlli doganali infiniti, ritardo del velivolo da Milano e numerosi vuoti d’aria durante il volo.

Buffon in questi giorni s’è dato molto da fare per pubblicizzare la sua autobiografia: il suo volto è apparso su giornali e televisioni, in cui ha parlato non solo della sua “fatica” letteraria, ma inevitabilmente anche di calcio e della sua Juve. Nel 2006 prima che scoppiasse la bufera di Calciopoli era pressocché vicinissimo al Milan, poi nelle difficoltà della Vecchia Signora ha deciso di non abbandonarla sposando il progetto bianconero a vita. E’ la sua squadra, quella per cui ormai fa il tifo, quella con cui vorrebbe chiudere la carriera: le vuole così bene che, parole sue, la lascerebbe solo se si presentasse un’occasione economicamente irrinunciabile per le casse del club più che per il suo portafoglio.
Ma ha dettato anche un’altra condizione: no ai soldi di Moratti o Berlusconi, se proprio dovesse svestire i colori bianconeri, allora andrebbe all’estero. Il Manchester City del ricchissimo Mansour bin Zayed, sceicco arabo che s’è messo in testa di rendere i Citizens più forti dei rivali dello United, ha così fatto sapere che per il portierone della Nazionale è disposto a spendere fino a 150 miloni di euro. Settantacinque per il suo cartellino, settantacinque per il suo ingaggio: sarebbe pronto, infatti, un contratto quinquennale da 15 milioni a stagione per cinque anni.
Continua a leggere: Buffon e la Juve tentati dai milioni del Manchester City

Nel tardo pomeriggio di oggi, Marcello Lippi ha diramato la lista dei convocati per l’amichevole del prossimo Mercoledì ad Atene contro la Grecia. Il CT ha confermato la ventilata esclusione di Alex Del Piero alla quale si aggiunge quella di Antonio Cassano, autore di una rete strepitosa contro il Lecce.
Oltre gli infortunati noti, Buffon e Pirlo su tutti, il mister viareggino ha dato spazio ad alcuni nomi nuovi tra cui il numero uno del Siena Curci ma anche D’Agostino dell’Udinese e Maggio del Napoli. Di seguito la lista completa.
Portieri: Curci (Siena), De Sanctis (Galatasaray)
Difensori: Bonera (Milan), Cannavaro (Real Madrid), Chiellini (Juventus), Dossena (Liverpool), Gamberini (Fiorentina), Grosso (Lione), Legrottaglie (Juventus)Continua a leggere: I convocati di Lippi per Grecia-Italia: no a Cassano

In Inghilterra le biografie dei calciatori sono molto diffuse e alcune sono anche diventate dei veri e propri best seller: basti pensare ad “Addicted”, l’autobiografia dell’ex difensore dell’Arsenal Tony Adams che è diventata un vero e proprio caso letterario. A quanto pare anche in Italia lentamente questa tendenza si sta diffondendo e dopo l’opera dedicata a Cassano di cui abbiamo parlato negli scorsi giorni, ecco che arriva un altro volume sugli scaffali delle librerie. Si chiama “Numero 1” e ovviamente è l’autobiografia di Gigi Buffon, scritta a quattro mani con il giornalista del Corriere della Sera Carlo Perrone.
Il portierone della Nazionale e della Juventus si racconta in un volume di 200 pagine edito da Rizzoli e il ritratto che ne esce fuori è pieno di dettagli. Buffon parla della sua infanzia, della sua famiglia di sportivi e dei primi calci al pallone. Poi la scena si sposta sull’inizio della sua carriera da professionista e sull’esordio al Tardini contro il Milan quando ancora non era diciassettenne: curioso a tal riguardo l’aneddoto che racconta, con lui che dorme sul bus che sta portandolo verso l’impianto parmigiano e i compagni che lo osservano “sbigottiti” notando la sua serenità a soli 17 anni.

L’avvento degli sceicchi di Abu Dhabi nella Premier League inglese sta oscurando la stella multimilionaria di Roman Abramovich, fino ad oggi considerato quasi onnipotente nel mondo del Calciomercato. Ma i nuovi padroni del Manchester City, dopo il colpo Robinho di questa estate, non si sono risparmiati in proclami e promesse.
Negli ultimi mesi si sono fatti i nomi di Kakà, Cristiano Ronaldo, Gigi Buffon, lo stesso Ronaldo, c’è stata la trattativa estiva con il Barcellona per Ronaldinho e si è parlato anche di panchina. L’attuale Mister Mark Hughes non convince e il management del club inglese ha, dopo i nomi noti di Roberto Mancini, l’omonimo Donadoni, ha ora puntato il mirino verso, udite udite, the Special One, Mr Josè Mourinho.
Continua a leggere: Dall'Inghilterra pronti 18 milioni per Mourinho
Si avvicina la fine dell’anno solare e, come di consueto, si cominicia a parlare di Pallone d’Oro. Chi sarà il successore di Ricardo Kakà? Il grande favorito è il fuoriclasse portoghese del Manchester United, Cristiano Ronaldo, che con i Red Devils ha trionfato sia in Premier League che in Europa, alzando al cielo la Champions League ai danni del Chelsea.
Ronaldo è stato il grande protagonista della stagione dello United, e della Nazionale del suo paese, mettendo a segno qualcosa come 42 goal tra campionato e coppe. E senza essere una prima punta. Difficile strappargli il trofeo quest’anno anche se qualcuno ci sta provando e ce la metterà tutta da qui all’assegnazione del titolo, Zlatan Ibrahimovic su tutti.
Quello che spicca dalla lettura della lista dei candidati (dopo il salto) è la presenza di soli due giocatori italiani: Gigi Buffon e Luca Toni, per altro senza possibilità, lo juventino per i risultati della sua Juventus e della Nazionale e il secondo per il pessimo Europeo. Una lista povera di talenti nostrani quindi, che dovrebbe fare riflettere sul un certo declino del nostro calcio negli ultimi tempi, dopo anni di domino.
Continua a leggere: Pallone d'Oro 2008: la lista dei candidati

E’ di oggi la notizia che accertamenti più accurati hanno sancito uno stop più lungo del previsto per Gigi Buffon: non uno ma ben due mesi lontano dai campi da gioco, con Manninger e Amelia che dovranno prenderne l’eredità nella Juve e nella Nazionale. Il solito adduttore, quello di Cagliari, quello per cui il portierone ha accelerato i tempi di recupero giocando con troppa fretta la partita col Palermo: il problema è serio perché Buffon è il portiere più forte del mondo e due mesi possono essere decisivi soprattutto per la Juve. Ma se Amelia predica ottimismo in quanto alla nuova scuola italiana di estremi difensori, elogiando il cagliaritano Marchetti, ma anche portieri di Serie B come De Lucia, Acerbis e Zotti, Peruzzi non è dello stesso avviso.
L’ex giocatore di Roma, Juve, Inter e Lazio, di recente facente parte dello staff della Nazionale lippiana, ha preso spunto da questo infortunio muscolare di Super Gigi per tracciare un po’ il bilancio della situazione portieri nel nostro Paese, non lesinando critiche ad allenatori, genitori e osservatori, per giustificare a suo modo una carenza lampante. D’altra parte lo stesso Amelia non offre garanzie (si veda punizione di Del Piero di domenica scorsa) e il suo secondo è De Sanctis, panchinaro al Siviglia e non brillantissimo in Turchia: “Di sicuro gli stranieri tolgono spazio ai giovani ma se un ragazzo di qualità come Fiorillo a 18 anni costa tre o quattro milioni capisco che un club corra in Sudamerica e prenda a un milione un portiere già formato. Basta farlo ambientare un po’, come ha fatto l’Inter con Julio Cesar, e si sistema” ha detto Peruzzi.

La gara col Palermo è stata emblematica per la Juventus: al triplice fischio di Tagliavento, oltre alla sconfitta, i tifosi bianconeri hanno visto il dente di Grygera saltato, simbolo di un 5 ottobre decisamente storto. Ma i più attenti hanno notato anche che dopo una mezz’oretta di placido trotterellare Camoranesi s’era accasciato sulle sue cosce dopo uno scatto e un Buffon quanto mai insicuro soprattutto nei rinvii (l’ultima rimessa dal fondo effettuata proprio dal ceco e non dal portiere). Sul sito della Vecchia Signora già domenica sera si parlava di problemini muscolari per i due campioni del mondo, che avevano risposto alla chiamata di Lippi in Nazionale salvo poi farsi visitare dallo staff medico azzurro.
Ebbene, oggi il professor Castellacci ha emesso la sua diagnosi, responso che non rende felice Lippi ma soprattutto Ranieri, che vede riempirsi l’infermeria della sua Juve in modo esasperante: più grave l’infortunio all’adduttore destro di Buffon, lo stesso di Cagliari, che ne avrà per un mese. Lesione di primo grado al bicipite femorale destro per Camoranesi, non disponibile per almeno tre settimane. Anche Mellberg è uscito malconcio dalla sfida coi rosanero: per lui un’infiammazione acuta all’adduttore lungo della coscia destra, senza lesioni muscolari, probabile il recupero per la gara di Napoli di sabato 18.
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