
Il portiere bianconero, dopo la partita di Cagliari che gli aveva visto abbandonare il campo prematuramente per un fastidio muscolare, aveva azzardato una previsione sull’entità dell’infortunio. Spiegando di aver sentito una fitta dopo un rinvio svirgolato aveva pronosticato circa una settimana di stop. I tempi di recupero sono leggermente più lunghi, si parla di una decina di giorni di stop; Buffon dopo aver visto all’opera Manninger può però stare tranquillo.
Gli esami effettuati oggi hanno messo in risalto un’elongazione muscolare a livello del lungo adduttore della coscia destra, fortunatamente non ci sono lesioni, tuttavia le sue condizioni saranno verificate mercoledì con una nuova ecografia. Se tutto va bene salterà la partita casalinga contro il Catania e la trasferta di Genova contro la Sampdoria. Non dovrebbe essere a rischio la sfida di Champions League contro il Bate Borisov.
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La Juve balza prepotentemente in vetta alla classifica, benché in coabitazione con l’Inter, grazie a un prezioso successo al Sant’Elia di Cagliari, uno 0-1 firmato ancora dal brasiliano Amauri, capace in sette giorni di regalare sei punti alla Vecchia Signora. L’impressione è che l’ex palermitano stia rispettando le attese di società e tifosi, dimostrandosi ad oggi il miglior colpo di mercato delle “grandi“, un attaccante capace di metterla dentro ma, al contempo, di tenere palla, fornire assist e in generale combattere su ogni pallone. Il Cagliari ha dato forse un po’ troppo l’iniziativa agli ospiti, svegliandosi solo nel finale ma, evidentemente, troppo tardi (Fotogallery).
Ranieri sbarca sull’isola con una rosa afflitta da defezioni importanti; non solo, un po’ ci mette anche del suo per scegliere una formazione originale eppure granitica con Mellberg e Chiellini centrali, Salihamidzic e Molinaro sugli out, Marchionni a destra al posto di Camoranesi e Marchisio con Sissoko senza l’affaticato Poulsen; Nedved, Iaquinta e Amauri le bocche di fuoco offensive. Allegri deve fare a meno di Conti, scegliendo Parola come suo vice, Biondini e Fini a supporto di Cossu, Larrivey e Matri in avanti, dietro capitan Lopez fa coppia con Bianco, ai loro lati i cursori Pisano e Agostini. Marchetti e Buffon i due portieri.
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Brutta e fortunata. La prima uscita ufficiale del Lippi 2 inizia affannosamente, tra un sospiro di sollievo e un altro, graziati più volte da un Cipro che correva a velocità doppia e contrastava ogni pallone. I tre punti arrivano ugualmente, all’ultimo sussulto e sono manna dal cielo di questi tempi e considerando anche la vittoria dell’Irlanda del Trap. (fotogallery)
Di Natale è l’eroe della serata, Buffon fa il solito salvatore della patria parando anche l’imparabile. Il resto è un po’ tutto da rivedere dando però il giusto peso all’handicap della condizione fisica che in questo periodo è una spada di Damocle per i giocatori italiani (e non solo, la Francia ne ha beccati 3 dall’Austria).
Al terzo minuto c’è la prima defezione: si fa male Gamberini (sospetta lussazione alla spalla) che viene sostituito da Barzagli.
Il vantaggio arriva all’ottavo minuto del primo tempo grazie ad una sortita offensiva di Di Natale che, accentrandosi, lascia partire un gran tiro da fuori area. Poi sempre e solo Cipro con Buffon che fa da muro e gli azzurri pronti (ma nemmeno troppo) a ripartire alla ricerca del raddoppio. Al 17esimo Grosso è costretto a uscire prima del tempo (per lui frattura di due costole), entra Cassetti. Al 29esimo arriva il meritato pareggio cipriota ad opera di Aloneftis, dopo l’ennesima dormita della difesa italiana.
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Abbiamo già parlato dei megalomani propositi della proprietà del Manchester City, decisa a fare del piccolo (fino ad oggi) club inglese, la squadra pi forte del pianeta. Quest’estate la dirigenza del City aveva provato a soffiare Ronaldinho al Milan e, qualche giorno fa ha beffato il ben più quotato Chelsea di Abramovich, il brasiliano Robinho dal Real Madrid.
Pare che i magnati alla guida del club abbiano preparato una lista della spesa fatta di nomi di grande fascino: da Ronaldo (forse più un’operazione di marketing) fino alla panchina, dove si è prima parlato di un interessamento per il pluridecorato Roberto Mancini e, nelle ultime ore, si è spostato il mirino sull’ex CT della Nazionale, Roberto Donadoni.
Ma la bomba è esplosa quando su tutti i giornali si è gridato della folle offerta che la società d’Oltremanica sarebbe disposta a versare nelle casse della Juventus per acquistare il cartellino del portiere più forte del mondo, Gigi Buffon. La cifra? 70 milioni di euro! Se ci fosse ancora Moggi in bianconero, avremmo pochi dubbi su come si sarebbe conclusa la trattativa. Ma ora? Voi cosa fareste?
Il copione si ripete: esattamente come un anno fa la Fiorentina ha acciuffato nel finale il pareggio contro una Juve generosa ma incapace di chiudere il match. E’ Gilardino l’eroe della Fiesole, autore di un gol di pregevolissima fattura al minuto 89, gol arrivato in inferiorità numerica per l’espulsione di Felipe Melo e con i viola sotto per opera del gol di Pavel Nedved: finisce dunque 1-1 il big-match del Franchi, con le cinque sorelle tutte incapaci di partire coi tre punti. Sinonimo che questo campionato sarà equilibrato e molto molto bello (Fotogallery).
In campo s’è visto uno spettacolo più che accettabile, coi 22 che non si sono risparmiati offrendo al pubblico presente a Firenze agonismo ed emozioni a iosa. Brava la Juve che ha affrontato il match senza timori di nessuna sorta, brava la Fiorentina che non s’è sfilacciata dopo lo svantaggio e non è risultata isterica dopo l’espulsione del suo centrocampista di riferimento, l’ex Almeria Felipe. L’attacco viola, certo, ha risentito dell’assenza di Mutu con Osvaldo abbastanza evanescente e Santana bloccato egregiamente da Molinaro; ma il Gila (e anche il subentrante Pazzini) non hanno fatto rimpiangere il rumeno offrendo una gara di grande generosità.
La Juve ha mostrato, dal canto suo, un’ottima struttura di gioco, col duo di centrocampo Marchisio-Poulsen promosso a pieni voti; forse ha stonato la voglia di strafare della coppia offensiva con Del Piero spesso bravo fino al momento di calciare verso Frey e Amauri indomito ma spesso vacuo. Un plauso speciale va fatto a Nedved che a 36 anni ancora corre come un ragazzino: suo il gol nel cuore del primo tempo, piattone a porta semi-vuota dopo un assist delizioso del connazionale Grygera. La Juve poi avrebbe potuto raddoppiare ma Del Piero prima (tiro debole in bocca a Frey) e Amauri poi (colpo di testa fuori di poco) hanno mancato il bersaglio.
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L’ultima volta si erano incrociati venerdì 13 giugno in occasione di Italia-Romania, a Zurigo: croce e delizia per Mutu che portò in vantaggio i rumeni salvo poi farsi parare un rigore da Buffon, exploit inatteso per Chiellini che offrì l’assist dell’1-1 a Panucci e si guadagnò un posto da titolare nella retroguardia azzurra. Doveva essere ancora Adrian contro Giorgio, il fuoriclasse di Călineşti contro il tignoso difensore livornese: l’appuntamento era fissato al Franchi il 31 agosto prossimo, alle 20 e 30. Così, purtroppo, non sarà.
Prima il ginocchio sinistro di Chiellini ha tirato un brutto scherzo a Ranieri e al ct Lippi: contrasto con Paloschi e Gattuso e piccolo crack al collaterale mediale. Si temeva un lungo stop, gli esami svolti ieri hanno evidenziato la “bontà” della lesione; Giorgio tornerà sui campi da calcio a fine settembre, abbastanza però per saltare l’avvio del campionato e il battesimo di fuoco della sua Juve a Firenze. Oggi poi la brutta notizia anche per i tifosi viola: dopo la maxi-multa inflittagli per i trascorsi poco ortodossi quando vestiva la maglia del Chelsea, Mutu in questi giorni dovrà pensare pure al suo gomito.
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E’ una Juve da subito convincente, quella vista ieri sera a Copenhagen: contro il Brondby, formazione chiaramente più in forma per via di una preparazione iniziata settimane prima, la truppa di Ranieri non lesina impegno, espugnando l’impianto della capitale danese con una prestazione di muscoli e fosforo. Uno a due il risultato finale con la coppia offensiva Iaquinta-Amauri ancora più affinata, entrambi autori di un gol, nel primo tempo: il brasiliano ha aperto le marcature con un buon colpo di testa su cross di Molinaro, l’ex Udinese ha invece battuto il portiere avversario un uscita con un tiro velenoso al termine di un’azione personale mix di potenza e velocità.
La prima frazione, infatti, ha visto una Juve più che discreta; a parte i primi 10 minuti in cui i danesi sono partiti davvero forti, per il resto i bianconeri hanno tenuto bene il campo con Buffon tra i pali, Molinaro e Zebina sulle corsie e la coppia Mellberg-Legrottaglie al centro; Ekdal e Zanetti in cabina di regia, Salihamidzic e Nedved larghi e il succitato duo del gol a sgomitare lì davanti. Nella ripresa poi le mille sostituzioni, da Chiellini a Sissoko, da Trezeguet fino ai tre Primavera Esposito, Rossi e Ariaudo.
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In una lunga intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport, il numero uno della Juventus e della Nazionale, Gianluigi Buffon, si dichiara soddisfatto della campagna acquisti del club torinese e ottimista in vista della prossima stagione, dichiarando:
Ora Inter e Roma non sono più sole. Non c’è stato il colpo ad effetto, ma sono arrivati i giocatori giusti per migliorare il terzo posto dell’ultimo campionato.
Il portiere vede però il Milan come la più grande favorita per lo scudetto in quanto “non avrà la Champions ed ha Ronaldinho“, ma dà buone possibilità anche ai suoi.
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E’ Xavi Hernández il miglior giocatore dei campionati europei. L’Uefa, da quanto si apprende sul sito ufficiale, ha scelto il 28enne centrocampista spagnolo dopo aver considerato i voti dei tifosi. Xavi, oltre ad un rendimento impressionante, ha segnato al 50esimo minuto il goal che ha aperto il sonoro 3-0 contro la Russia e ha fornito a Torres l’assist vincente per il goal vittoria in finale.
Nella lista dei 23 giocatori scelti dall’Uefa che formano la squadra ideale del torneo figurano ben nove spagnoli. C’è anche Gianluigi Buffon (unico italiano) tra i tre portieri selezionati:
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Eurobet non si sbilancia più di tanto e considera il quarto di finale tra Italia e Spagna come uno dei più equilibrati. La vittoria degli spagnoli entro i novanta minuti è quotata 2.65, il pareggio a 3.00 mentre una vittoria italiana è pagata 2.75 volte la posta. La Snai non concede nessun margine di differenza tanto da quotare a 2.60 sia la vittoria della Spagna che l’affermazione dell’Italia (interessante la quota del pareggio, a 3.20).
Facendo un raffronto tra i singoli giocatori delle due squadre e ragionando prendendo in esame le partite dei due gironi, gli iberici risultano sicuramente favoriti. In Spagna giornalisti e tifosi si celano dietro uno scaramantico timore; preoccupazione giustificata dai precedenti in competizioni ufficiali, quasi tutti sfavorevoli agli spagnoli. In Italia si fa appello alla solita compattezza tattica nei momenti che contano, allo spirito di gruppo, alle parate di Buffon, ad un primo acuto di Luca Toni… (clicca per il sondaggio)
Attacco super con Torres e Villa e centrocampo impressionante (Aragones può permettersi di tenere Fabregas in panchina) Ancelotti indica in Capdevila, terzino sinistro delle furie rosse, il punto debole della Spagna. Ma è l’intera difesa spagnola a mostrare qualche crepa quando viene attaccata. Per l’Italia, orfana di Pirlo e Gattuso, le parole chiave saranno pressing sul portatore di palla e cinismo in avanti: sfruttare subito le opportunità davanti alla porta di Casillas sarà di fondamentale importanza, difficilmente capiterà un altro rigore con annessa espulsione per sbloccare il risultato…