
A distanza di quattro giorni dall’incredibile trionfo del Manchester City in Premier League (terzo titolo a 44 anni di distanza dall’ultimo e, soprattutto, vittoria all’ultimo respiro ai danni degli arcirivali dello United) non si placano le punzecchiature e, perché no, le polemiche, coi tabloid d’Oltremanica mai come in questi giorni attivissimi nel riportare qualsiasi dichiarazione dei protagonisti. In queste ore sta tenendo banco quanto asserito alla BBC da Carlos Tevez, in passato ai Red Devils e ora protagonista nella vittoria dei Citizens: l’Apache argentino, che ha saputo scusarsi con Roberto Mancini e che è stato perdonato nel momento chiave della stagione, ha criticato aspramente il suo ex allenatore Sir Alex Ferguson, già irriso alla fine della partita contro il QPR con uno striscione che recitava esplicitamente “R.I.P. Fergie“.
Il riferimento, come ovvio, era a Ferguson che nel 2009 aveva detto che i cugini del City non avrebbero mai vinto la Premier, “non almeno fino a quando sarò vivo“, non fidandosi dunque della nuova dirigenza araba. Dopo tre anni però la vendetta dei Citizens, lo striscione ironico consegnato da un tifoso nelle mani di Tevez, quindi le polemiche e le iniziali scuse del centravanti: “Mi sono fatto trascinare dall’emozione del momento. Non volevo mancare di rispetto a Sir Alex Ferguson, che ammiro come uomo e come tecnico“. Pace, per così dire, fatta? Neanche per sogno, perché oggi il giocatore ha rettificato esternando tutti i suoi sentimenti verso il manager scozzese:
“Quando lui parla male di un giocatore, nessuno si permette di dire che deve scusarsi. Ma se qualcuno scherza su di lui è costretto a farlo. Sembra che Ferguson sia il presidente dell’Inghilterra. Ma io non dico ’sorry’. Inoltre in passato egli stesso avevo detto il peggio su di me e del resto non c’è nessun tipo di rapporto fra me e lui”.
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Raiola ha fatto visita alla sede del Milan. Tanto è bastato a dare il via alla ridda di voci su fantasiosi inizi di trattativa tra il club rossonero e il procuratore che assiste calciatori di un certo livello. Siamo solo all’inizio perché, come ogni estate di calciomercato, se ne sentiranno delle belle. “Domenica Ibrahimovic ha parlato con Galliani ed è rimasto soddisfatto dell’incontro. Sono sicuro che è contento. Zlatan non ha mai chiesto garanzie. Lui ha sempre pensato a giocare e a vincere. Se resterà al Milan avrà possibilità di farlo e lui resterà al Milan“, ha detto il procuratore spegnendo subito le voci di mercato.
Più di qualcuno aveva ipotizzato uno scambio galattico tra il Milan e il Manchester City. Due nomi grossi in attacco, Ibra e Balotelli. Raiola ha smentito, almeno per ora, anche questa ipotesi: “Mario non vuole andare via dal Manchester City e non è sul mercato. Ha avuto un finale di stagione turbolento, ma aveva iniziato bene l’anno. L’obiettivo per il prossimo anno è restare al Manchester City e diventare titolare. Con il Milan abbiamo parlato di tante cose, ma non di Ibrahimovic e Balotelli. Il mercato è giovane. Ho parlato con Galliani di come rinnovare il tipo di mercato che viene fatto in Italia, pensando a svecchiare“.
Lo svedese ha poi confessato al quotidiano SportBladet le proprie emozioni al termine della stagione.
“E’ stato un momento molto triste l’addio al Milan di alcuni calciatori. I miei compagni mi mancheranno. Si tratta di uomini che hanno fatto la storia del Milan e di persone con le quali mi sono trovato veramente bene. Anche io ho avuto le lacrime agli occhi, il pubblico ha mostrato quanto tenesse a loro. Mi fa piacere per Inzaghi che è riuscito ancora una volta a fare quello che gli riesce meglio, segnare”.
(Fonte Italpress)
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Meglio di un romanzo, più avvincente ed emozionante di un thriller. Il titolo nazionale vinto dal City, il terzo nella storia delle aquile di Manchester a 44 anni di distanza dall’ultima affermazione, resterà un evento memorabile che ogni tifoso vorrebbe vivere. Le lacrime di disperazione, le scene isteriche di alcuni tifosi inquadrati dalle telecamere, hanno lasciato il posto nei 4 minuti finali ad un’esplosione di gioia incontrollata.
- Il Video di Manchester City - QPR 3-2 -
Gli steward non sono riusciti a frenare l’impeto dei tifosi festanti che hanno invaso il campo, una scena difficilmente ripetibile in un impianto inglese. Un importante pezzetto d’Italia ha contribuito alla vittoria dei Citizens: Roberto Mancini e Mario Balotelli hanno celebrato la vittoria finale portando sulle spalle un tricolore a fine partita.
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Highlights Manchester City - QPR 3-2 | Video Gol Premier League
13 Maggio 2012 - Delirio City. All’Etihad Stadium va in scena una vittoria che definire “incredibile” è poco. Il Manchester City al 92′ era sotto di due gol contro il QPR (”salvato” dalla gara terminata 2-2 fra Stoke City e Bolton) e aveva assoluto bisogno di vincere per poter riagganciare il Manchester United in testa e far valere la differenza reti. Si stava consumando un autentico dramma sportivo perché la squadra londinese era riuscita a ribaltare l’iniziale rete di Zabaleta con le reti di Cisse e Mackie nonostante fosse rimasta in 10 per l’espulsione di Barton al minuto 55.
Tutti i tentativi di raddrizzare la partita sembravano inutili, Mancini manda in campo tutti i suoi attaccanti per tentare il tutto per tutto e al 92′ Dzeko pareggia di testa sugli sviluppi di un calcio d’angolo. Non basta, 70 secondi dopo Aguero riesce in una percussione centrale che brucia tutta la difesa del QPR e realizza la fantastica rete che vale il titolo. Scene d’isteria sugli spalti e al fischio finale un’invasione di campo incontenibile, roba mai vista in Inghilterra.
Highlights Manchester City - Manchester United 1-0 | Video Gol Premier League
30 Aprile 2012 - Chi se lo sarebbe mai aspettato? Il Manchester City che soltanto un paio di settimane fa era a pezzi con uno dei suoi giocatori simbolo additato come “mostro” (Mario Balotelli) per i continui falli e le scorrettezze e con una distanza che sembrava incolmabile dai cugini dello United questa sera ha conquistato il derby e ora è primo in classifica grazie alla migliore differenza reti (+61 contro +53, troppo da recuperare in due partite). La sfida dell’Etihad Stadium era un’occasione unica: cambiare la storia del club, battere lo United e conquistare un titolo che non arriva dal 1968, un’era fa.
La squadra di Roberto Mancini non si fa intimorire e riesce finalmente a mostrare la sua netta superiorità tecnica e di forza complessiva del suo 11 + panchinari rispetto ad uno degli United che sulla carta è fra i meno temibili degli ultimi anni. La gara è di fatto dominata dai Citizens, apparsi superiori in tutto, e vinta di misura soltanto grazie alla determinazione dei Red Devils che provano in tutti i modi a restare in partita e devono arrendersi al colpo di testa sugli sviluppi di un calcio d’angolo di Kompany nel recupero del primo tempo. Sarebbe bastato un pareggio per tenere la conquista del titolo in Premier dalla loro parte, ma Rooney e compagni non riescono in nessuna occasione ad impensierire Hart e devono affidarsi alla buona guardia di De Gea per non subire la seconda rete. Ora mancano soltanto 180 minuti con un calendario che sulla carta favorisce lo United, ma sono davvero pochi quelli che stavolta pensano ad un City in grado di farsi sfuggire la vittoria.
Highlights Wolverhampton - Manchester C. 0-2 | Video Gol Premier League
22 Aprile 2012 - Il City approfitta del pareggio dello United e si riporta a -3 dal primo posto ora che mancano pochi giorni al derby di Manchester che potrebbe valere l’aggancio. La squadra di Mancini vince 2 a 0 contro il Wolverhampton e condanna la squadra di casa alla Serie B anche matematicamente. Segnano Aguero e Nasri e sotto una pioggia scrosciante a fine partita i tifosi dei Wolves applaudono la loro squadra incitando i giocatori: una lezione indiretta al nostro paese proprio nel giorno della follia di Genova.
Highlights Norwich - Manchester City 1-6 | Video Gol Premier League
14 Aprile 2012 - Fuori Balotelli dentro Carlitos Tevez il City torna a vincere e a dominare anche in trasferta. L’argentino è una furia, ha voglia di dimostrare l’errore commesso da Mancini che l’ha emarginato preferendogli altri attaccanti salvo poi cambiare idea nelle ultime settimane dopo che in gennaio era sfumato (per volontà della società, il trasferimento al Milan). Contro il Norwich già nel primo tempo Tevez segna e offre l’assist ad Aguero per il parziale 0-2. I padroni di casa giocano una buona gara, tant’è che nella ripresa accorciano con Surman, ma negli ultimi 20 minuti si scatena ancora Tevez.
L’Apache approfitta al meglio degli errori dell’imbarazzante retroguardia del Norwich per segnare il suo secondo gol e firmare poco prima di uscire dal campo una tripletta. In mezzo alle sue reti Aguero incanta con un tiro a giro splendido e nel finale c’è gloria anche per Johnson che rende tennistico il punteggio. Lo United è costretto a vincere per mantenere i 5 punti di vantaggio sui cugini.
Highlights Manchester City - West Bromwich 4-0 | Video Gol Premier League
11 Aprile 2012 - Privo di Balotelli, in tribuna ad assistere alla gara dei compagni dopo la squalifica di tre giornate per l’espulsione nella gara contro l’Arsenal, il Manchester City ritrova una vittoria convincente in casa senza manifestare i (tanti) problemi di concretezza dell’ultimo periodo in Premier League. Torna al gol Sergio Aguero, una doppietta per lui, ma soprattutto torna a segnare Carlitos Tevez, l’argentino che torna di grande attualità a maggior ragione ora che Mancini ha messo “fuori rosa” Balotelli e ha dichiarato di non volerlo più schierare. A chiudere le marcature lo spagnolo David Silva, anche lui uno dei protagonisti dell’ottima prima parte di stagione del City che da qualche settimana si era perso di vista. Ora la distanza dalla vetta è di 5 punti, bisogna sperare che lo United ceda come stasera e poi batterlo nello scontro diretto. Mancini può ancora salvare la panchina.
Highlights Arsenal - Manchester City 1-0 | Video Gol Premier League
8 Aprile 2012 - Il Manchester City doveva assolutamente vincere per rimanere agganciato allo United dopo il passo falso della scorsa settimana con il Sunderland, invece all’Emirates arriva una sconfitta meritata e fin troppo generosa nel punteggio. Il gol partita è di Arteta a 4 dalla fine, ma l’Arsenal domina tutto il match e soltanto per sfortuna e per imprecisione degli attaccanti non riesce a segnare molto prima e a terminare il punteggio con 2 o più reti di vantaggio.
Ora fra lo United e il City ci sono ben 8 punti, un distacco che appare incolmabile nonostante si debba ancora giocare lo scontro diretto e che rischia di far saltare la panchina di Mancini. Il match è segnato dalle incredibili intemperanze di Mario Balotelli che riesce a farsi espellere soltanto al 90° in una partita giocata a calci più che a calcio. Dopo l’ennesimo rosso rimediato l’attaccante italiano è stato scaricato persino dal suo allenatore che ne ha annunciato la cessione nel mercato estivo: tornerà in Italia?

Il Manchester City con molta probabilità mette la parola fine a qualsivoglia velleità stagionale all’Emirates Stadium contro l’Arsenal: era rimasta solo la Premier League alla squadra di Roberto Mancini, ma il gol di Arteta nel finale (e la contemporanea vittoria dello United sul QPR) ha tagliato le gambe ai Citizens. Che, frustrati per la sconfitta di Londra, devono fare i conti con l’ennesima giornata bizzosa di Mario Balotelli, espulso all’89° dopo una partita in cui ha fatto ben poco, eccetto i mille falli ingiustificati. Mai avevamo visto un Mancini così arrabbiato col suo “pupillo”, con i nervi a fior di pelle quando SuperMario abbandonava il campo dopo il rosso con una flemma olimpica, nonostante lo svantaggio e i pochi secondi che rimanevano per raddrizzare il risultato. Balotelli neanche camminava, andava letteralmente a rallentatore, così il Mancio è sbottato ormai al limite della sopportazione e ai microfoni nel post-partita ha ammesso:
“Sarà ceduto al termine della stagione. Non giocherà più con il City perché non possiamo permetterci di finire le partite in 10 uomini. Se Mario non cambia, tra due o tre anni rischia di buttare al vento la sua carriera e il suo talento”.
Poi l’allenatore jesino ammorbidisce il tiro, rimanendo comunque sul severo andante:
“Lo difendo sempre, perché Mario è un bravo ragazzo. Ma se non cambia in futuro potrebbbe perdere tutto il suo talento. Se non capisce questo, tra due anni non sarà in grado di fare niente. Un attaccante non può essere espulso quattro o cinque volte a stagione. Gli voglio bene, e spero che possa migliorare, che possa capire che non può continuare in questo modo. Lo dico per il suo futuro e per il suo talennto. Sono veramente dispiaciuto per lui”.
Amara ammissione di un uomo che aveva tentato disperatamente di accollarsi le bizze di un ragazzo dall’inspiegabile temperamento, un attaccante che guadagna milioni di euro all’anno poco più che ventenne e che nella partita più importante della stagione “meritava il rosso dopo dieci minuti” (parole del tecnico marchigiano). Perché a questo punto Mancini non ha paura a sottolineare che insieme alle cinque competizioni a cui il suo City ha preso parte, quest’anno ha perso anche la partita a cui forse teneva di più. Quella con Mario Balotelli.