
Bella partita al Tardini di Parma dove ieri sera i padroni di casa allenati da Marino hanno affrontato la Fiorentina di Mihajlovic, gara secca degli ottavi di finale di Coppa Italia, l’unica delle otto sfide in programma disputatasi nel 2010. Ebbene, dopo 90 minuti intensi e con non poche occasioni, ci vogliono i tempi supplementari per decretare il vincitore con l’apparente messa in ghiaccio del match ad opera di Santana, in gol al 112°.
Partita finita? Neanche per sogno, perché Crespo è giocatore tosto e ultimamente è pure in grande forma; Valdanito prima pareggia i conti (erano passati appena 3 minuti) sfruttando al meglio un assist al bacio di Lucarelli, poi porta in vantaggio i ducali al 118° con un tap-in letale su corta respinta di Avramov. E’ un momento d’oro per l’argentino che nell’ultimo mese ha segnato a raffica e ha regalato punti pesanti alla sua squadra del cuore.
Eppure la Fiorentina non aveva demeritato, anzi forse ai punti i toscani avrebbero vinto. A parte un primo tempo grigio in cui comunque Giovinco da una parte e Babacar dall’altro avevano colpito i legni, nella ripresa si è erto a protagonista Pavarini che ha negato il gol in più di una occasione ai vari Marchionni, Cerci e Babacar. Poi è entrato Crespo al posto di Bojinov, reti bianche al 90° e tempi supplementari; gol argentini, con l’illusione viola e la gioia crociata. Ai quarti il Parma affronterà una tra Chievo e Palermo.
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Il Palermo non si ferma più: rifila tre sberle alla miglior difesa del campionato e conferma un momento più che positivo, sette partite senza sconfitte e quarta vittoria consecutiva al Barbera. Oggi la vittima sacrificale si è chiamata Fiorentina, mai con un passivo così pesante contro i rosanero, squadra che in campionato dimostra andamento altalenante e che in Sicilia, oggi, non ha mai davvero impensierito gli avversari. Almeno non nel primo tempo, quando i padroni di casa hanno costruito la vittoria grazie alla doppietta di Abel Hernandez, classe ‘90 dall’Uruguay, che già quest’anno aveva segnato a San Siro contro l’Inter. Sostituito da Igor Budan nella ripresa, è stato proprio il croato ad arrotondare il punteggio che fa gongolare Delio Rossi, ora quinto in solitaria con i suoi ragazzi (Tabellino di Palermo-Fiorentina 3-0 - Foto di Palermo-Fiorentina 3-0 - Video di Palermo-Fiorentina 3-0).
Senza Cavani e Simplicio, il Palermo si affida ad Hernandez, supportato dal genio di Miccoli e Pastore; i viola hanno gli uomini di maggior importanza in campo, da Mutu a Gilardino, ma nonostante la buona volontà, soprattutto nella prima frazione non ne azzeccano una. Merito, c’è da dirlo, degli avversari, pimpanti e in buona condizione fisica, supportati dalla freschezza atletica dei tre attaccanti e da un Liverani, ex di turno, solito geometra di centrocampo. Dopo un avvio di studio in cui però i rosanero guadagnano inesorabilmente metri, arriva il gol che spezza l’equilibrio: tiro da cineteca di Miccoli dal limite, traversa e tuffo di testa di Hernandez sulla ribattuta. Gol. E ne arriva un altro a ridosso del riposo: stavolta è Pastore ad accendere la lampadina, lancio filtrante e ancora rete del giovane uruguaiano con Frey in uscita.




Il grave infortunio in cui è incappato Robin Van Persie durante l’incontro amichevole tra Italia e Olanda, disputato il 14 novembre scorso a Pescara, ha fatto inviperire i vertici dell’Arsenal. L’intervento (prima sul pallone e poi, sullo slancio, colpisce l’olandese) di Chiellini, dopo una dozzina di minuti, è costato caro a Van Persie: infortunio (Guarda il Video) alla caviglia destra, con rottura dei legamenti. L’attaccante sarà costretto a rimanere fermo fino ad aprile. L’Arsenal sembra seriamente intenzionato ad inoltrare una richiesta di risarcimento alla Federazione olandese. Arsene Wenger spiega come si muoverà il club:
“Stiamo lavorando con i nostri avvocati e senz’altro ci rivolgeremo ai tribunali. Mi aspetto un risarcimento per il danno subito e per l’ingaggio che, come club, dovremo comunque pagare al calciatore. È frustrante perdere giocatori per una stagione a causa di un’amichevole. Vogliamo tutelarci perché inizialmente la federazione olandese ci aveva fatto sapere che si trattava di un problema di lieve entità e Robin mi ha chiamato per sapere se poteva andare a farsi curare da questa dottoressa dei miracoli che, in Serbia, lavora usando la placenta dei cavalli. Ho dato il mio okay, ma quando Robin è tornato qui abbiamo capito che il problema era molto serio, mentre in Olanda litigavano il medico della nazionale e quello che poi ha operato Robin”.




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Dieci anni dopo l’impresa di Wembley contro l’Arsenal (0-1 della Fiorentina, gol di Batistuta), i viola si ripetono in terra d’Albione: tra fallimenti, Serie C2 e una lenta risalita, in due lustri sono cambiate tante cose. Tante, non tutte: è rimasta la passione dei tifosi fiorentini, calorosissimi nel Merseyside, la grinta della viola, la presenza di un bomber assoluto. A fine millennio c’era Gabriel Omar Batistuta, dopo un anno e mezzo in Toscana Alberto Gilardino ha già raggiunto l’argentino in quanto a gol europei con la maglia della Fiorentina. Dieci centri, stasera assist per la rete del pari di Jorgensen e poi piattone del definitivo 1-2 al 92°, il centravanti di Biella è maturo più che mai. E con lui la Fiorentina, capace di fare la propria partita a Liverpool e di rimontare il gol di Benayoun.
Eppure nella prima frazione i ragazzi di Cesare Prandelli, un nugolo di giocatori spesso relegati in panchina ma che stasera hanno giocato una partita commovente, non meritavano di andare sotto: De Silvestri e Montolivo mettono più di un brivido a Cavalieri (qui le foto della bella moglie Daniela), portiere brasiliano da due anni in Inghilterra dopo tanti anni al Palmeiras.; ma in generale tutta la Fiorentina gira bene, nonostante Benitez non avesse risparmiato nessuno mandando al diavolo il turn-over. Anche Aquilani in campo, titolare in una partita ufficiale dopo un anno, ma tutte le belle cose fatte vedere dagli ospiti nel primo tempo non portano a niente. Anzi, Benayoun gela Frey: punizione di Gerrard, cross e spizzata di testa dell’israeliano su cui nulla può il portiere francese.




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Faccia da bravo ragazzo, Mario Ferri, con tutta probabilità inconsapevole che il suo gesto provocatorio durante Italia - Olanda di sabato avrebbe provocato tutto questo clamore, chiede scusa. Entrato in campo con una maglia azzurra, “S” di Superman sul petto e doppio invito “Cassano in nazionale” stampato anche sulla schiena, ha creato un certo scompiglio non riuscendo a passare inosservato. Il suo è stato un gesto goliardico, una “cassanata” la definisce lui in un’intervista al Tg1.
L’invasore (che durante la sua passeggiatina in campo è stato scherzosamente rimbrottato da Fabio Cannavaro con un “Tu sì pazz”) ha approfittato della possibilità di stare a bordo campo concessagli in quanto accompagnatore di un amico costretto per un breve periodo ad usare la sedia a rotelle dopo un incidente in moto. Le sue scuse vanno principalmente al Presidente della Federcalcio Giancarlo Abete visto che Mario pare consapevole di aver fatto fare una brutta figura al calcio italiano. Marcello Lippi non è stato certamente convinto dall’invasione di campo, in compenso i genitori del ragazzo si sono arrabbiati un po’ per la pazzia del figlio. Insomma, se per miracolo Cassano dovesse andare al Mondiale chissà che non decida di portarsi dietro il suo giovane e spericolato fan…


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Il ct dell’Italia ha diramato le convocazioni per le due amichevoli che gli azzurri disputeranno sabato prossimo e quattro giorni dopo, il 18 novembre: Lippi ha più o meno stupito, chiamando due esordienti e riproponendo due ragazzi che a Genova stanno facendo molto bene e che meritavano la chiamata. Si tratta di Antonio Candreva, centrocampista offensivo del Livorno, e Davide Biondini, polmone del Cagliari; i ritorni invece rispondono ai nomi di Giampaolo Pazzini, puntero implacabile della Sampdoria, e Raffaele Palladino, redivivo con la maglia del Genoa (Elenco dei convocati).
Ricordiamo che l’Italia giocherà sabato a Pescara contro l’Olanda: raduno martedì alla Borghesiana, giovedì gita a L’Aquila in sostegno della gente vittima del terremoto di sette mesi fa, due giorni dopo alle 20 e 50 fischio d’inizio contro la temibile selezione arancione. La truppa azzurra si sposterà di qualche chilometro a nord per preparare poi la seconda amichevole, che si giocherà il mercoledì dopo in quel di Cesena: avversaria di turno la Svezia che ha di recente cambiato allenatore e che è ancora delusa per la mancata convocazione ai prossimi mondiali sudafricani.
Una Fiorentina esplosiva rifila altri 5 goal al malcapitato Debrecen che con i 4 segnati in terra ungherese, due settimane fa, fanno 9 in tutto. Il passaggio del turno non è più una chimera per i viola: i nove punti conquistati, uno solo in meno rispetto al Lione (reduce dal pareggio interno contro il Liverpool), rappresentano un rassicurante bottino in vista del match contro i francesi. Il Liverpool è staccatissimo in classifica, fermo a quota quattro punti; ma c’è poco da fidarsi e non bisogna allentare la tensione, soprattutto alla luce del famigerato spirito combattivo che il club inglese infonde anche in situazioni disperate. (Fotogallery - Video)
Prandelli si affida al trio Marchionni-Mutu-Vargas alle spalle di Gilardino, mentre Avramov sostituisce Frey in porta. Zanetti e Donadel costituiscono la diga di centrocampo. E al 14esimo i viola sono già in vantaggio: Marchionni serve a Mutu un assist perfetto che il rumeno sfrutta alla perfezione. Gamberini si infortuna dopo circa trenta minuti (entra Kroldrup). Qualche istante dopo Gilardino scheggia la traversa; sembra un ottimo momento per la Fiorentina che però è costretta a capitolare al 38esimo per merito di Rudolf.