
Nonostante il Palermo abbia raccolto la miseria di una vittoria nelle ultime dodici uscite stagionali (il blitz esterno a Bologna del primo aprile), questa sera per gli uomini di Bortolo Mutti potrebbe arrivare la matematica salvezza: la sconfitta di ieri sera a Napoli non ha smosso la classifica dei rosanero, fermi a quota 42 punti, ma se il Lecce dovesse perdere o pareggiare a Torino contro la Juve allora a 2 giornate dalla fine i punti tra le due squadre sarebbero incolmabili. Insomma, stagione travagliata e a tratti deludente per i siciliani, ma comunque un altro anno in Serie A senza patemi di sorta e con molti soldi intascati dalle innumerevoli cessioni della scorsa estate; nulla per cui non dormire la notte, ma Maurizio Zamparini all’indomani del ko del San Paolo è furente con l’arbitro De Marco. Il fischietto ligure durante il primo tempo ha concesso un rigore ai partenopei per fallo di mano di Milanovic su cross di Pandev, peccato che la palla prima sbatte sulla coscia del serbo e poi sul suo braccio.
Insistite le proteste degli ospiti, con l’allenatore Mutti che dalla panchina ha ripetutamente urlato “è uno schifo, vergogna“; non solo il Palermo si è lamentato in generale durante la partita dal modo in cui De Marco ha diretto la gara. Così a fine gara l’esuberante Zamparini ha usato toni duri per attaccare i piani alti del calcio italiano:
“Dopo la gara di ieri sera ero avvilito. Farò certificare da un ex arbitro nazionale e internazionale tutte le partite del Palermo dell’anno scorso e di questa stagione e vedrete cosa è successo. Quest’anno ci hanno stroncato nuovamente l’ascesa in campionato con qualcosa di inverosimile. Ieri sera abbiamo visto un arbitro che condiziona la partita in maniera inverosimile e io penso che ce l’abbiano con me perché dico troppa verità. Gli arbitraggi e la squalifica (di 12 mesi per operazioni di mercato legate a Pastore ndr) sono la conseguenza di uno che dà fastidio ad un’istituzione che funziona male. Ci mandino arbitri giovani che non hanno la malizia di condizionare un risultato. Invece vengono designati fischietti come Gava o De Marco. Sono avvilito per il calcio perché quando si condiziona così non è calcio. Hanno messo quasi in galera Moggi ma quando mai. Sono le istituzioni che non funzionano. Poi quando un presidente copre gli arbitri su qualsiasi errori dicendo “hanno fatto bene” cosa vuoi dire. Vengo dipinto come un matto ma non sono matto. Medito di lasciare se non fosse per l’affetto dei palermitani. C’è bisogno di qualcun altro al Palermo perché penso ce l’abbiano con me”.
E’ un fiume in piena l’imprenditore friulano ai microfoni di Radio Radio, arrivando a parlare anche di Calciopoli:
“Sono vent’anni che combatto e mi becco le squalifiche di 12 mesi. Questo è il sistema ma ai grandi club va bene così perché certe squadre ci sguazzano. Poi quando qualcuno diventa grande lo diventa anche perché riceve certi favori arbitrali. Il rigore di Cannavaro su Ilicic era più grosso rispetto a quello del Napoli. Quello che è grave che condizionando questa partita si condiziona il campionato e questo è brutto. Calciopoli? La situazione è peggiorata. Quando c’era Calciopoli le istituzioni controllavano il sistema arbitrale. Oggi invece il sistema arbitrale è indipendente da qualsiasi controllo. Nicchi controlla se stesso e questo non va bene. Il sistema è sbagliato. Loro invece di pensare a questo vanno a vedere in società come la nostra delle cazzate per darci 12 mesi di squalifica. Braschi nel nostro spogliatoio? Non è mai entrato, quando ho saputo questa cosa sono inorridito. Se io facessi una cosa del genere Palazzi mi avrebbe già deferito. Però come stiamo combattendo per cambiare l’Italia, cambieremo anche il calcio. Io sono sulla riva del fiume ad aspettare che passino quelli che fanno male al calcio”.
Alla fine però precisa che non ha niente contro il Napoli, l’avversario di ieri: “Detto questo io fra tutte quelle che lottano per la Champions faccio il tifo per il Napoli perché sono amico di Aurelio De Laurentiis“.
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Tutto merito di Massimiliano Grilli, l’assistente di linea della sezione di Gubbio che ieri sera ha visto il fallo di mani di Amauri: durante Fiorentina - Palermo il centravanti italo-brasiliano aveva portato in vantaggio i gigliati in modo irregolare, infrazione vistosa tuttavia non notata dall’arbitro dell’incontro Daniele Doveri, di Roma. L’intervento provvidenziale di Grilli ha evitato che si ripetesse un ingiustizia del genere ai danni del Palermo, che proprio contro la Fiorentina al Barbera nel 2008 portò a casa la partita grazie a un gol di Alberto Gilardino con il braccio (dopo il salto il video del gol del Gila di tre anni e mezzo fa). Amauri, subito dopo il gol leggermente imbarazzato (qui le immagini della partita), alla fine aveva rotto gli indugi e aveva esultato, atteggiamento che gli ha fatto guadagnare un sacrosanto cartellino giallo e che ha deluso molto il suo ex presidente Maurizio Zamparini:
“Questo episodio l’ho visto nei replay trasmessi dalle televisioni e mi ha un po’ stupito. Dico che Amauri con questo gesto si è fatto male da solo, distruggendo in due secondi e in questo modo il grande affetto di tutti i palermitani nei suoi confronti. Ha fatto un qualcosa che non mi aspettavo davvero da lui. Ci sono rimasto male”.
Il Palermo ha racimolato un punticino che fa classifica ma che comunque non salva definitivamente i rosanero, anche se Zamparini è comunque soddisfatto della prestazione offerta dai ragazzi allenati da Bortolo Mutti al Franchi:
“In realtà non ho visto la partita di ieri però lo definisco comunque uno 0-0 positivo, anche perché i miei collaboratori mi hanno riferito della buona prestazione che ha fatto la squadra in trasferta in un campo difficile come quello di Firenze. Quindi va bene così”.
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L’ottimismo dalle parti di Palermo c’è sempre. Soprattutto quando al Barbera arriva la Juve, allora i rosanero affilano i coltelli e pensano a come mettere uno sgambetto alla Vecchia Signora: da quando i siciliani sono tornati in Serie A hanno vinto tra le mura amiche per ben 4 volte (2 le affermazioni bianconere) non disdegnando blitz succulenti anche dalle parti di Torino. Insomma, alla partita di sabato (ore 18.30) ci si sarebbe arrivati con le solite dichiarazioni al vetriolo da parte della banda di Zamparini, se non fosse che quest’anno le cose stanno in maniera diversa dal solito. Prima di tutto la squadra di Mutti è in piena emergenza: fuori per infortunio Balzaretti, Silvestre e Aguirregaray, il giudice sportivo ha fermato anche Bertolo, Donati, Hernandez e Mantovani. Praticamente mezza squadra (e quasi tutta la difesa). In più la Juve quest’anno fa più paura del solito, imbattuta e cinica, difesa imperforabile e l’obiettivo scudetto avanti ai suoi occhi; Fabrizio Miccoli è meno combattivo del solito:
“Un gol alla Juve? Spero di sì, ce la metterò tutta, ma è difficile. Forse è la prima volta che tre giorni prima di affrontare la Juve, non dico che ho sensazioni buone; in ogni modo dobbiamo essere concentrati giò da oggi perché incontreremo una squadra pari al Milan che ha dimostrato di essere grandissima. Loro la miglior difesa? Sono solo 30 gol in meno! Scherzo… Ci sono altre differenze, non hanno mai perso e sono più forti di noi. La partita comunque la dobbiamo giocare. Quello che chiedo è la massima concentrazione, è la partita più difficile di questo campionato, la Juve mi ha impressionato. Non ho voglia di fare figuracce”.
Maurizio Zamparini è meno caustico e la mette sulla legge dei grandi numeri:
“Il Palermo affronterà la sfida di sabato in maniera serena, la Juventus no. Noi non abbiamo nulla da perdere, loro invece tantissimo. E in ogni caso la Juventus una partita dovrà pur perderla in questa stagione. O no?”
Per Bortolo Mutti sonni tranquilli: comunque vada non sarà quella di sabato la partita della vita, in più la formazione sarà quasi scontata, viste le tante defezioni. In particolare è la difesa a tre che fa venire i brividi ai tifosi palermitani: contro le bocche di fuoco juventine si opporranno Munoz, Milanovic e Labrin, 65 anni in tre. E al centro del campo dovranno fare gli straordinari Migliaccio, per altro non al meglio, Della Rocca e Barreto. Non c’è che dire, la Juve ha davvero la grandissima opportunità, per una volta, di espugnare il Barbera senza troppi patemi. Ma non ditelo a Conte e ai suoi giocatori: guai ad abbassare la guardia.
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Il Palermo aspetta il finale di campionato, le dieci partite che mancano prima di mandare in archivio questa strampalata stagione; lo fa vivacchiando, ma sia in campo che fuori la società rosanero non ha certo messo i remi in barca. Ieri pur senza molto titolare, la squadra di Mutti ha pareggiato sul campo di un agguerritissimo Lecce e il presidente Maurizio Zamparini, che insieme al ds Luca Cattani ha rivisto la gara oggi a pranzo nella sua residenza di Vergiate, su Radio Uno ha mostrato un moderato interesse: “Potevamo perdere 3-0 dopo pochi minuti, continuiamo ad essere scarsi in difesa. Però considerando che ieri sono scesi in campo degli esordiente la prestazione può essere considerata positiva“. In realtà Zamparini non vede l’ora di poter ripartire l’anno venturo e a tal proposito sta pianificando già da subito.
Il primo tassello si chiama Christian Panucci che già domani sarà presentato alla stampa: l’ex terzino di Milan, Inter e Roma arriverà nel capoluogo siciliano in qualità di collaboratore dell’area tecnica, una sorte di collante tra società e squadra: “L’ho scelto per la sua esperienza, la sua competenza e lucidità come opinionista a Sky. Lui ha accettato subito e collaborerà come Team Manager. Cattani (Luca ndr.) rimarrà l’uomo mercato del Palermo“. Panucci, in sostanza, sarà un interlocutore privilegiato che quando occorrerà dovrà metterci la faccia, come faceva Antonio Schio qualche anno fa. E intanto pare certo l’arrivo in Via del Fante, ma chiaramente per l’anno prossimo, dell’attuale ds del Siena Giorgio Perinetti: a lui è stata promessa la poltrona del vice-presidente per il Palermo del futuro.
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Terza sconfitta di fila, il Palermo si è fermato al roboante successo sulla Lazio: dopo aver strapazzato i biancocelesti, la squadra di Bortolo Mutti ha perso contro Siena, Milan e Roma subendo 9 gol e segnandone appena uno. Ci sarebbero tutti i crismi del caso per far balenare nella mente del presidente Maurizio Zamparini l’ennesimo esonero ai danni di un suo allenatore, quel Mutti che altro non è che il diciassettesimo tecnico della gestione rosanero del vulcanico imprenditore friulano. Zamparini invece pare rassegnato (e non potrebbe essere altrimenti dato che nel solo anno solare 2011 ha avuto alle sue dipendenze ben cinque allenatori) e due giorni dopo la sconfitta del Barbera contro la Roma analizza così la situazione a Radio Anch’io lo Sport:
“Se avessimo segnato per primi contro la Roma, probabilmente avremmo strapazzato i giallorossi. Anche la Roma è una squadra in costruzione, il tecnico Luis Enrique sta facendo molto bene, sta costruendo un piccolo Barcellona e avrà bisogno di 3 anni. Lo vorrei con me. Ora pensiamo al Lecce, sappiamo che per loro è la partita della vita, io voglio arrivare in fretta a 40 punti per dare spazio ai giovani che abbiamo in rosa. Penso che Mutti rimanga fino alla fine dell’anno, tranquillamente”.
Insomma, in un paio di periodi ha fatto la corte a Luis Enrique pur concedendo al suo attuale “mister” la fiducia per altri tre mesi; ma sempre nel corso della stessa intervista ha anche parlato di Stefano Pioli che tanto bene sta facendo sulla panchina del Bologna e che proprio Zamparini aveva silurato ad agosto dopo appena due partite ufficiali, quelle contro il Thun nei preliminari di Europa League: “L’esonero di Pioli? Mi sto mangiando il secondo testicolo, il primo me lo sono già mangiato“. Espressione colorita ma efficace, la realtà è che Zamparini non sa che pesci prendere. E allora, pur rassegnatosi per questa stagione, la sua diabolica mente è già proiettata a quella successiva dove cercherà di mettere a libro paga il suo 18esimo allenatore.
I nomi sono quattro, l’impressione è che alla fine sarà uno di questi ad arrivare nel capoluogo siciliano. Partiamo dal meno probabile per svelare poi il nome di colui che con più probabilità sarà il successore di Mutti:
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Da Champions tra le mura amiche del Barbera, marcia da retrocessione lontano dalla Sicilia, il Palermo del padre-padrone Maurizio Zamparini guarda al 2012 col solito instancabile rinnovato ottimismo del suo patron che dopo Pioli e Mangia ha scelto di puntare sull’usato sicuro per cominciare la seconda parte di stagione; dunque Bortolo Mutti sarà il nuovo direttore d’orchestra dei rosanero, attivissimi come pochi sul mercato nonostante di fatto non abbiano un direttore sportivo ufficiale (niente, il rapporto tra Zamparini e Sean Sogliano non si è più ricucito). In principio, si parla di inizio dicembre, fu Agon Mehmeti, attaccante 22enne di origini kosovare già del Malmoe che andrà a rimpolpare un reparto, quello offensivo, falcidiato fin ad ora da infortuni e prove opache); poi fu la volta di Franco Vazquez, trequartista proveniente dal Belgrano (la squadra che ha condannato alla Serie B il River Plate) in Argentina che è stato addirittura paragonato a Pastore.
Oggi è la volta di Egidio Arévalo Rios, centrocampista uruguayano ben noto agli esperti di calcio internazionale dal momento che giocò tutte e sette le partite della Celeste ai Mondiali sudafricani del 2010 e buona parte di quelle della Coppa America scorsa, due competizioni in cui l’Uruguay si è classificato rispettivamente quarto e primo. Un colpo niente male quest’ultimo essendo Arévalo Rios un giocatore molto dinamico, capace di ricoprire diversi ruoli del centrocampo (regista basso, interno) e, per di più, è dotato di piedi non da buttare. Nato nel 1982, proviene dal Tijuana, Messico, anche se l’anno passato giocava nel Penarol in patria; è costato circa 4 milioni di euro e di lui spende ottime parole il connazionale ex Cagliari Nelson Abeijon (fonte, calciomercato.it):
“Arévalo Rios è in questo momento il centrocampista uruguaiano più forte in circolazione. E’ dotato di una grande esperienza e nell’ultimo edizione della Coppa America è stato determinante ai fini della vittoria finale della selezione di Tabarez. Rios è un calciatore minuto, dotato di grandi capacità nella fase di interdizione, in grado di amministrare il pallone con una discreta qualità. In merito a queste sue caratteristiche possiamo paragonarlo in Italia a Gattuso e Migliaccio, dotato però di maggiori capacità tecniche. Non è sicuramente un regista classico, ma può ricoprire più posizioni nel settore di centrocampo. E’ un giocatore molto carismatico, lo avrei visto bene al Cagliari e sono convinto che potrebbe fare delle grandi cose al Palermo”.
Intanto oggi il Palermo ha ricominciato ad allenarsi sul terreno del campo militare Tenente Carmelo Onorato, a Boccadifalco.

Primo allenamento per il Palermo agli ordini di Bortolo Mutti sul terreno di gioco dello stadio “Silvio Piola” di Vercelli. In vista della sfida di domani sera contro il Novara i rosanero hanno svolto lavoro atletico, esercitazioni tecnico-tattiche e una partita finale in porzione ridotta del campo. Il tecnico lombardo, che sostituisce Devis Mangia, si è presentato alla stampa nel tardo pomeriggio promettendo impegno e umiltà. Mutti afferma di non essere preoccupato del contratto a termine propostogli da Maurizio Zamparini:
“Il contratto scade a giugno? Con Zamparini non ho parlato di contratto. Io parlo di lavoro, parlo di progetto. A me non preoccupa assolutamente la durata del contratto. Ho una certa età, non corro dietro al contratto, allo stesso tempo penso di avere una possibilità importante con una squadra da plasmare. Obiettivi? Per ora bisogna tenere i piedi per terra. Dobbiamo fare bene, costruire un campionato di tranquillità e qualità, riuscire a valorizzare elementi che sono in fase di maturazione e trovare la conferma per i giocatori già fatti. Barreto e Alvarez? Nei ragazzi che conoscevo ho riscontrato una crescita da quando allenavo il Bari”.
L’impegno imminente si chiama Novara. Un’altra trasferta per i rosanero, un’altra opportunità per smuovere la casella dei zero gol segnati lontano dal Barbera in questo campionato:
“Vogliamo rompere questo andamento negativo e portare a casa un risultato positivo. Miccoli, non al meglio, spero di recuperarlo per la panchina, davanti faremo ricorso a Igor Budan. Il Novara sta facendo un campionato da provinciale, è una neopromossa che si batte con qualità e ha il potenziale tecnico per giocarsi la salvezza. Però noi dobbiamo portare a casa un risultato positivo.“
L’ex tecnico aveva cercato di esorcizzare le voci di un suo possibile licenziamento prima del derby perso con il Catania portando un panettone in sala stampa. Tutto inutile perché Maurizio Zamparini gli ha impedito di arrivare alla fatidica data del Natale da allenatore del Palermo esonerandolo all’indomani dello 0-2 del Massimino. Devis Mangia diventa così il 15° allenatore a salutare anzitempo la panchina del Palermo.
- Leggi la lista di tutti gli esoneri di Zamparini -
“Zamparini? So che stima il mio lavoro. Mi sento un pezzo di carne con gli avvoltoi che girano attorno, ma dall’esterno, non dall’interno della società. Io comunque resto sereno, per il culo che mi faccio ogni giorno ad allenare questi ragazzi…”, disse Mangia nel dopo partita. Ma il pessimo ruolino di marcia in trasferta con otto trasferte senza segnare nemmeno un gol, ha convinto (semmai ce ne fosse stato il bisogno) Zamparini a cacciare il giovane tecnico.
Continua a leggere: Prima dell'esonero: Devis Mangia e il panettone in sala stampa | Video

Gli ingredienti c’erano tutti, la ricetta era scritta, la partita di Catania l’infornata letale: il Palermo esonera Devis Mangia dopo otto trasferte senza reti, un punto nelle ultime tre giornate e un impianto di gioco che confusionario è di poco; non solo, i siciliani sono stati eliminati dalla Coppa Italia dal Siena (l’anno scorso furono i finalisti), Maurizio Zamparini è un noto mangia-allenatori e si avvicina il mercato di gennaio. Come poteva questa mattina Mangia salire sull’aereo che lo avrebbe condotto in Piemonte per affrontare coi suoi (ormai ex) ragazzi la sfida col Novara? Era nell’aria tanto che il tecnico lombardo venerdì si era presentato ai microfoni dei cronisti nella conferenza stampa pre-derby con una fetta di panettone tra le mani, un modo per fare autoironia e prenderla alla leggera; d’altra parte il buon Devis si è fatto apprezzare ad oggi per la sua spiccata simpatia.
Ma ancora è giovane e dopo aver allenato solo la Primavera del Varese era davvero difficile gestire una piazza esigente come quella di Palermo, con un presidente spietato che solo qualche settimane fa giurava il suo solito e falso amore eterno per il giovane allenatore. Sterzata netta, dunque, affidata come si sente dire in giro (ma ci sono i crismi dell’ufficiosità) a Bortolo Mutti, la stagione scorsa a Bari nel disperato tentativo di salvare i galletti pugliesi; operazione non riuscita, ma l’esperto tecnico bergamasco col materiale umano che troverà nel capoluogo siculo (in cui è già stato per una stagione 10 anni fa in B) potrà sicuramente fare meglio sia di dodici mesi fa sulla panchina del Bari e che di quanto fatto vedere da Mangia lontano dal Barbera e, ultimamente, anche in casa (Cesena e Siena). E sul ritorno di Sean Sogliano come ds (eventualità ventilata nei giorni scorsi perché Zamparini ha esigenza di rivoluzionare la squadra a gennaio con un mercato importante), pare la cosa si sia raffreddata proprio per questa scelta drastica dopo il ko nel derby.

Maurizio Zamparini è una persona che non bada alle mezze misure, dice sempre quello che pensa e non ha paura di risultare impopolare, si vedano ad esempio le ultime dichiarazioni di sostegno a Luciano Moggi. Spesso però calibra poco le sue parole e quello che ne risulta sono feroci polemiche. Il presidente del Palermo ci è ricascato, questa volta ha fatto arrabbiare la comunità ebraica italiana, tanto che il Procuratore federale Stefano Palazzi ha aperto un’inchiesta. In un’intervista rilasciata a Sport Mediaset, commentando la partenza di Javier Pastore, ha paragonato il lavoro e la condotta degli agenti del giocatore a quello di non meglio specificati “avvocati di estrazione ebraica” che operano negli Stati Uniti:
“Una cosa simile in un ambito diverso accade in America dove ci sono avvocati per la maggior parte di estrazione ebraica che aspettano i propri futuri clienti fuori dai tribunali e ospedali, promettendo consulenze gratuite che poi si rivelano invece con percentuali di provvigioni altissime, anche del 50%”.
Insomma siamo di fronte al solito luogo comune che vuole gli ebrei avidi di ricchezza e pronti a sfruttare le sventure del prossimo. Un messaggio che nel passato ha portato alle drammatiche aberrazioni che sappiamo. La frase ha suscitato l’indignazione della comunità ebraica italiana e in particolare di Vittorio Pavoncello, presidente dell’Associazione Maccabi Italia, un’associazione che si occupa proprio della promozione dello sport all’interno delle comunità ebraiche. Pavoncello ha puntato il dito contro il presidente del Palermo, definendo l’episodio molto grave, tanto più perché arriva da un uomo di sport:
“Non c’è quasi commento da fare. Ci si indigna giustamente per i cori della curva, non è accettabile che certe parole vengano da un tesserato, per di più presidente di una squadra di serie A. Anche se quella di Zamparini è stata soltanto una battuta infelice, non per questo è meno grave. Il pregiudizio si nutre proprio di luoghi comuni, di stereotipi adatti ad ogni circostanza, soprattutto quelli più grossolani. Zamparini ha ritirato fuori la vecchia storia degli ebrei avidi e senza scrupoli: una favola che il fascismo e il nazismo hanno tramutato in una tragica e devastante realtà fatta di persecuzione e di morte”.