
Niente da fare, Michael Ballack proprio non riesce a venir su dopo il lungo periodo negativo che sta vivendo: carriera prestigiosa ma falcidiata da infortuni e brucianti sconfitte al fotofinish (leggasi anche, finali), il centrocampista teutonico s’era convinto che a 34 anni era ora di ritornare a casa, a Leverkusen, per riprendersi la Nazionale (con annessa fascia da capitano), le emozioni dei novanta minuti e togliersi qualche soddisfazione con le sue amate “aspirine“. Ma questo 2010 evidentemente non sarà da ricordare e a questo punto, per lui, è meglio che finisca in fretta.
Alla vigilia dei Mondiali, durante la sua ultima partita con la maglia del Chelsea (finale di FA Cup contro il Portsmouth), Boateng (il ghanese ora al Milan) gli piomba sulla caviglia, costringendolo a saltare la rassegna iridata in Sudafrica. Tegola pesante, boccone di difficile digestione, ma poi di nuovo Bayer, entusiasmo e il desiderio di guardare avanti: ebbene, sabato scorso contro l’Hannover ancora uno scontro di gioco “fatale“. Sergio Pinto in tackle, per Ballack microfrattura alla testa della tibia sinistra. Gli accertamente diagnostici hanno evidenziato la gravità dell’infortunio, con prognosi che parla, con un po’ di ottimismo, di sei settimane di stop.
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La carriera di Michael Ballack sembra ormai destinata ad avviarsi al tramonto. Gli ultimi mesi non sono stati da incorniciare per quello che possiamo definire ormai l’ex capitano della Germania, il centrocampista ha saltato il mondiale per infortunio e ha dovuto ammirare in tv una delle migliori nazionali tedesche di sempre, come per confermare la sua fama di porta sfortuna. Poi l’addio al Chelsea con l’approdo al Bayer Leverkusen, squadra che lo aveva lanciato, per provare a risalire la china, l’esito di questo ritorno alle origini è tutto da verificare. Intanto uno scandalo sexy è pronto a scoppiare, anzi già fa parlare molto i tedeschi che commentano indignati lo scoop della Bild.
Proprio come il suo ex compagno di Stamford Bridge, John Terry, è stato protagonista di una tresca con la moglie di un suo ex compagno al Bayern Monaco, Christian Lell, che dopo una stagione disastrosa si è trasferito nel retrocesso Hertha Berlino. Pare che proprio le scappatelle di Daniela Aumann, moglie del difensore laterale, siano state una delle cause principali delle sue prestazioni che lo hanno portato infine a cercare il rilancio in Bundescliga 2: “Adesso con Daniela va bene, ma Ballack ha fatto la sua parte nei miei guai. Non voglio parlare di uno che entra nella vita degli altri e fa danni con tanta leggerezza”.
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Tre volte giocatore tedesco dell’anno, una fama di “eterno secondo“, centrocampista moderno come pochi, nato nella cittadina più ad est di tutta la Germania: stiamo parlando di Micheal Ballack che dopo otto stagioni tra Bayern Monaco e Chelsea torna lì dove era esploso, e cioè a Leverkusen. Firma su un contratto biennale che il Bayer gli aveva proposto, i tedeschi se lo sono accaparrato a parametro zero visto che non aveva rinnovato coi Blues: un ritorno clamoroso, dopo quell’addio nel 2002 in cui Ballack perse finale di Champions proprio con le aspirine (contro il Real Madrid) e finale mondiale contro il Brasile (ma per una goffa squalifica per un giallo contro la Corea del Sud saltò l’evento).
Non solo quell’anno perse anche la finale di Coppa di lega e lo sprint scudetto (vinsero Schalke e Borussia Dortmund), poi col Chelsea si dovette accontentare della medaglia d’argento nella finale di Coppa Campioni a Mosca contro il Manchester United (e fu sconfitto anche in finale di Fa Cup contro il Tottenham), oltre ad essere in campo nella sconfitta nella finale di Euro 2008 contro la Spagna. Quest’anno niente Mondiali per un rude fallo di Boateng del Portsmouth, caviglia fuori uso e Germania senza capitano. Ora un nuovo capitolo, anche se è un ritorno al passato: “Tornando al Leverkusen, chiudo un cerchio” le prime parole del giocatore, ora 33enne.
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La lista degli infortunati eccellenti si fa sempre più larga e questo sicuramente non è un bene per gli imminenti Mondiali sudafricani: dopo le defezioni di lungo corso inerenti i vari Ballack, Essien e Beckham, durante la preparazione per la rassegna iridata anche Ferdinand, Drogba, Pirlo e Mikel hanno alzato bandiera bianca, sebbene alcuni di loro cercheranno di recuperare almeno per la terza partita del girone (al pari del bomber cileno Humberto Suazo). Bene, oggi nuova tegola, questa volta per il Portogallo che perde la stella del Manchester United Nani, attaccante versatile che si è infortunato in allenamento.
Il suo acciacco alla clavicola non è notizia da ultima ora, se l’era procurato qualche giorno fa, ma la prognosi era incerta e i sanitari lusitani avevano chiesto tempo per cercare di recuperare il talentuoso giocatore; oggi però l’ultimo test prima dell’ok definitivo ha dato esiti negativi e il ct del Portogallo Carlos Queiroz si è visto costretto a salutare la punta. Al suo posto un debuttante assoluto, il centrocampista 25enne del Benfica Ruben Amorim, fresco di titolo nel campionato portoghese. Simile a Tiago per caratteristiche tecniche, ma forse ancor più versatile, di certo non è un giocatore che assomiglia a Nani la cui perdita è dunque molto grave.
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Pesantissima tegola, non solo sui diretti interessati, ma anche sulle loro squadre e sull’economia del Mondiale tutta: non faranno parte di Sudafrica 2010 due grandissimi giocatori come Didier Drogba e Rio Ferdinand, due capitani per di più, il primo della Costa d’Avorio il secondo dell’Inghilterra. Partiamo dall’ivoriano che ieri a Sion stava disputando una soleggiata amichevole contro il Giappone quando in uno scontro di gioco col nippo-brasiliano Tanaka è andato a sbattere con l’avambraccio destro sul ginocchio dell’avversario; uscito dolorante, gli accertamenti all’ospedale della cittadina svizzera hanno confermato le paure del ct degli africani, Sven Goran Eriksson.
Frattura di radio e ulna, lo stesso attaccante del Chelsea all’uscita dal nosocomio ha laconicamente informato i cronisti che non potrà disputare i campionati del mondo; è curioso come anche altri due top-player dei Blues di Ancelotti sono risultati indisponibili: non saranno in Sudafrica, come molti sanno, neanche Michael Ballack e Michael Essien. Brutta notizia, in ogni modo, per Eriksson che puntava se non tutto almeno molto su Drogba, l’anima di una Costa d’Avorio che ora ha richiamato il grande escluso tra i 23, cioè l’attaccante dell’Olympique Marsiglia Bakari Koné. E ora spostiamoci in Inghilterra, dove Fabio Capello ha dovuto fronteggiare l’ennesimo grattacapo dovuto agli infortuni.
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Michael Ballack salterà i mondiali. Il capitano della Germania è costretto a dare forfait a causa di un infortunio che lo terrà fermo per almeno due mesi. A dare l’annuncio è stata la stessa federazione di calcio tedesca. Il centrocampista tedesco è stato messo ko in un contrasto con Kevin Prince-Boateng durante la finale di FA Cup di sabato scorso, che ha visto il Chelsea battere il Portsmouth per 1 a 0. Ballack è stato costretto a uscire dal campo prima dell’intervallo. “Avere una notizia del genere due o tre settimane prima del Mondiale è terribile”, ha detto amareggiato Michael Ballack, che l’ha definita una “situazione frustrante”.
Il capitano della Germania è stato sottoposto ad alcuni controlli. Secondo il responso del dott. Hans-Wilhelm Mueller-Wohlfahrt, medico del Bayern ed ex della nazionale, si tratterebbe di una lesione del legamento collaterale mediale e di una lesione parziale anteriore ai legamenti della caviglia destra. Inevitabile uno stop di almeno un paio di mesi. Resta ottimista il commissario tecnico della Germania. “Non possiamo cedere alla rassegnazione. Siamo scioccati, non si discute - ha detto Joachim Loew - ma possiamo giocare comunque un buon Mondiale“. (Fonte: repubblica.it)



Germania e Inghilterra non hanno mai avuto ottimi rapporti, la loro rivalità è emersa in episodi passati tristemente alla storia, ma anche in ambito sportivo. In questi giorni si sta consumando l’ennesimo scontro fra i due paesi, la colpa è di un articolo apparso sul Daily Star scritto da Tom Savage. Il giornalista ha commentato la nuova seconda maglia della nazionale tedesca presentata dal capitano Michael Ballack, questa uniforme, che sarà utilizzata ai prossimi mondiali, ha la caratteristica di essere nera, colore colpevole di ricordare quello delle divise delle SS di Hitler.
L’Adidas, sponsor tecnico della Germania, nel corso della presentazione ha spiegato che la scelta dei designer è caduta su questo colore per rendere omaggio alla prima maglia indossata in assoluto dalla nazionale tedesca nel 1898. Secondo il Daily Star invece ricorderebbe molto di più il colore delle squadre di Adolf Hitler durante la seconda guerra mondiale. Come se non bastassero le parole, il tabloid ha concluso l’opera affiancando una foto del dittatore tedesco al giocatore del Chelsea, sarebbe proprio questo dettaglio ad aver fatto infuriare i tedeschi.





Uno dei temi di cui sentiremo parlare in occasione dei prossimi mondiali sarà sicuramente quello della sicurezza delle squadre che si recheranno in Sudafrica. Già in occasione della Confederations Cup le autorità sudafricane presero importanti iniziative, basti pensare che per garantire la sicurezza degli Azzurri furono impiegati ben 70 agenti e l’albergo dove il gruppo risiedeva, l’Irene Country Lodge, era recintato con un alto muro dotato di ferro spinato, precauzione comune per le ville delle famiglie ricche.
La federazione tedesca, secondo quanto riportato dalla Bild, sta pensando seriamente alla questione tanto da aver affidato ad un’agenzia privata l’organizzazione della trasferta del prossimo giugno. Il delicato compito sarà degli uomini della BaySecur, conosciuta società di Leverkusen. E proprio un dirigente della BaySecur ha rilasciato alcune dichiarazioni in merito dopo che alcuni suoi uomini sono stati a Pretoria, città dove risiederà la Germania, per un sopralluogo. La sua raccomandazione per giocatori e dirigenti tedeschi è quello di limitare al massimo le libere uscite, è più sicuro restare nel residence.
Termina a reti inviolate la prima semifinale di andata della Champions League 2008/09. E’ stata una partita non certo entusiasmante per pathos e conclusioni in porta, con un tema tattico che si delineava già dai primi minuti di gioco: il Barcellona tessitore instancabile di trame di gioco ben controllate da un Chelsea, a sua volta, estremamente rinunciatario. Le intenzioni di Hiddink erano chiare fin da subito e il risultato conseguito dai blues lascia vive tutte le speranze di qualificazione. Tutto ciò a discapito dello spettacolo, preteso come d’abitudine dall’esigente pubblico catalano che ha fischiato ripetutamente i londinesi, salvo poi ripiegare, con il proprio dissenso sonoro, neanche troppo timidamente verso la squadra di casa dopo il 90esimo. (Fotogallery)
A regalare qualche sussulto in questo match, oltre ad un paio di ottimi interventi di Cech e ad un miracoloso salvataggio del suo collega, Valdes, su Drogba, ci pensa l’incerto e contraddittorio arbitro Stark, dispensatore confuso di ammonizioni e poco attento ad un probabile fallo in area di rigore su Henry. Nella prima mezz’ora di gioco il Barcellona, nonostante un possesso palla quasi totale, è costretto a rifugiarsi nei tiri da fuori con Xavi ed Henry, entrambi infruttuosi. Al 39esimo un pasticcio di Marquez regala la palla a Drogba che si invola tutto solo verso la porta avversaria: potrebbe rivelarsi letale l’errore difensivo del Barcellona, ma Valdes si supera prima sul tiro violento dell’attaccante ivoriano e poi sul tentativo di tap-in. Si va all’intervallo con un nulla di fatto.
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