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Tutti gli articoli con tag Michel Platini

Platini mantiene la promessa: assisterà a Novara - Juve dagli spalti del Piola

pubblicato da vieni_127


Michel Platini è una leggenda del calcio: nato a Joeuf, un paesino della Lorena (Francia nord-orientale), ma con ben quattro (cioè tutti) nonni italiani, l’attuale presidente dell’Uefa, nonché ex stella indiscussa di Nancy, St.Etienne e Juve (oltre che della Nazionale Francese, del quale è stato anche Commissario Tecnico), nell’ottobre del 2010 stupì tutti quando notando l’ottimo momento del Novara in Serie B annunciò il suo tifo per gli azzurri piemontesi. I suoi genitori erano originari di un borgo a due passi dal Lago Maggiore, più precisamente del comune di Agrate Conturbia, 1500 abitanti tra le colline 40 chilometri a nord di Novara: “I miei genitori parlavano il dialetto novarese, anche se io non l’ho mai imparato; ricordo le vacanze giovanili, l’odore del fieno, il carretto trainato dall’asinello e poi il Novara, la prima squadra italiana di cui ho ricordi da bambino” dichiarò Le Roi qualche tempo fa.

La dirigenza novarese allora pensò bene di inviare una lettera a Platini: Acconero e De Salvo invitarono il tre volte (consecutive) Pallone d’Oro al Silvio Piola per assistere a una partita del Novara, invito a cui a gran sorpresa il fuoriclasse francese rispose dicendo che sarebbe venuto volentieri all’esordio in Serie A, in maniera beneaugurante. D’altra parte i mille impegni di Platini con la Uefa non gli impedirono in passato di inaugurare il campo dell’oratorio ad Agrate, di fare una visitina al green Castelconturbia per una partita a golf e di mantenere i contatti con la cugina Stefania; di Platini però neanche l’ombra, fino all’annuncio di qualche giorno fa: per la partita del suo cuore, quella tra Novara e Juve il prossimo 29 aprile alle 15, sarà sugli spalti del Piola. Da segnalare, nella circostanza, il tutto esaurito dell’impianto novarese: il direttore operativo del club Faccioli ha sottolineato la correttezza della società nel mantenere i soliti prezzi (a differenza di Cellino per Cagliari-Juve), con una curva che costerà solo 16 euro.

Foto | © TMNews

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Agnelli rompe il silenzio stampa: "La Juve andrà avanti contro tutto e tutti"

pubblicato da Panda


A poco più di 24 ore dal silenzio stampa indetto al termine di Genoa - Juventus di ieri pomeriggio, il presidente Andrea Agnelli ha deciso di parlare alla stampa, spiegando la decisione presa ieri dalla società. Insieme a lui c’era anche Michel Platini che ha visitato il nuovo impianto della Juventus che secondo diverse indiscrezioni giornalistiche dovrebbe ospitare la Finale di Europa League nel 2014. Andrea Agnelli ha ridimensionato in qualche modo il silenzio stampa, definendolo come “un momento di riflessione”, anche se nella sostanza i tesserati non saranno autorizzati a parlare con i giornalisti fino a sabato prossimo, quando Antonio Conte romperà il silenzio per la consueta conferenza stampa alla vigilia della gara con la Fiorentina:

“Ieri abbiamo avuto un momento di riflessione che reputo assolutamente corretto. Non potendo nuovamente esprimere alcuni pensieri che nel passato recente hanno provocato così tanta attenzione, abbiamo ritenuto che un giorno in silenzio avrebbe potuto fare bene. I nostri pensieri non cambiano. Stamani abbiamo fatto il punto della situazione: il percorso intrapreso due anni fa sta dando i suoi frutti. A marzo siamo ancora in corsa su due fronti, e di questo va dato grandissimo merito in primis allo staff tecnico, che ha costruito una squadra competitiva, e poi ad Antonio Conte e ai suoi ragazzi che stanno disputando una stagione veramente importante. Ci mancano undici partite in campionato e possibilmente due in Coppa Italia. Abbiamo la possibilità di ottenere i risultati che ci siamo prefissati a inizio anno”.

Il presidente della Juve non è dunque entrato nel merito parlando degli episodi arbitrali che hanno indispettito i bianconeri al punto da non voler rilasciare dichiarazioni a fine partita, ma ha promesso che la società e la squadra non smetteranno di lottare per riportate la Juventus alla vittoria. Nessun messaggio al Milan che è un alleato troppo importante della Juventus per quanto riguarda gli aspetti “politici” del calcio ed soprattutto economici.

“Il clima è pesante? Sapevamo che riportare la Juventus al successo sarebbe stata un’operazione molto impegnativa. Lo stiamo facendo, consapevoli che la nostra forza è sufficiente per ottenere dei risultati. Siamo in grado di lottare contro tutto e contro tutti. Ci mancano undici o tredici partite, i conti li faremo soltanto alla fine. La Juve è tornata a dare fastidio? No, la Juve diverte e ci rende orgogliosi. La squadra sta facendo il suo mestiere: competere per vincere. Non penso che la squadra stia pagando le nostre recenti lamentele verso la classe arbitrale: abbiamo analizzato la nostra permanenza in area e i falli che ci hanno fischiato a favore, è dalla prima giornata di campionato che notiamo certe cose. I rapporti tra la Juve e il Milan? Con i rossoneri c’è una sana rivalità sportiva e un’enorme convergenza politica”.

Buffon e il gol-fantasma: attacco di Zeman, Prandelli lo difende, l'opinione di Platini

pubblicato da vieni_127


A distanza di quasi 48 ore dal big-match tra Milan e Juve, finita in parità, non si placano le furenti polemiche che hanno contraddistinto sia i 90 minuti che il dopo gara, a causa di un arbitraggio macchiato da due sviste clamorose. Dopo i commenti di ieri incentrati più che altro sulla prestazione di Tagliavento e dell’assistente Romagnoli, oggi l’attenzione si è spostata sulle parole di Gianluigi Buffon che a fine partita aveva ammesso che “non aveva visto se la palla fosse entrata, ma comunque non avrebbe aiutato l’arbitro in caso contrario“. Il portiere e capitano della Nazionale è stato duramente criticato dal presidente dell’Associazione Italiana Arbitri Marcello Nicchi per vie di queste dichiarazioni (”il capitano della mia nazionale dice delle cose che si poteva risparmiare perché diseducative per i giovani“), ma altri esponenti del mondo del calcio hanno voluto dire la loro in merito a questo episodio.

Incassata la comprensione di Thiago Silva, Buffon riceve solidarietà anche dal ct dell’Italia Cesare Prandelli che dalla conferenza stampa di Genova (dopodomani gli azzurri incontrano in amichevole gli Stati Uniti) difende il proprio portiere:

“Non ho mai pensato di togliere la fascia di capitano a Buffon. Le sue parole nel dopopartita? Gigi non ha bisogno di qualcuno che lo difenda. Nel post partita i giocatori sono ancora tesi, e in occasione di un episodio in cui c’è un dubbio è difficile pensare che un giocatore, in campo, già non avendo la certezza personale, possa aiutare l’arbitro. Chi ha giocato a pallone sa che non è facile andare dall’arbitro e denunciare che un pallone è entrato in porta. Bisogna evitare ipocrisie. Poi a mente fredda Gigi può anche modificare quello che ha detto a caldo”.

Zdenek Zeman, storico detrattore della Juventus, questa volta ammorbidisce la sua posizione non disdegnando però la solita stoccatina:

“Di solito durante una partita nessuno direbbe se il pallone è entrato in porta o no, dopo la gara però si deve ammetterlo. E chi lo fa è solo onesto. Buffon è anche capitano e portiere della Nazionale: credo che debba dare l’esempio e dimostrare onestà”.

Le Foto del gol fantasma
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Platini: "L'esposto della Juve? Potevano risparmiare i soldi del francobollo"

pubblicato da Antonio D'Avanzo


Due giorni fa la Gazzetta dello Sport ha pubblicato un’intervista esclusiva a Michel Platini. La rosea ha interpellato il presidente dell’Uefa su varie questioni, tra cui l’esposto mandato dalla Juventus al massimo organo calcistico europeo sui fatti di Calciopoli e nel quale si chiede, tra le altre cose, l’esclusione dell’Inter dalla Champions League.

Platini non ha dubbi a riguardo e pensa che la richiesta cadrà nel vuoto: “Beh, Andrea Agnelli avrebbe fatto meglio a risparmiare i soldi del francobollo. Mai Uefa e Fifa diranno una parola sulle questioni interne, non abbiamo niente da dire, nè da fare”.Le Roi ha poi aggiunto: “Conosco Adrea Agnelli, simpatico e semplice. Conosco Domenico, l’autista da 35 anni. Poco altro“.

Secondo la Gazzetta dello Sport, l’ufficio legale dell’Uefa, nei prossimi giorni prenderà una decisione sull’esposto fatto dalla società bianconera. L’Uefa, prima di decidere (o di non decidere), sentirà il parere della FIGC e difficilmente muoverà parole significative in merito perché, come già ha anticipato Platini, si tratta di un problema interno.

Platini: "Mourinho mi piace, ma ha detto sciocchezze"

pubblicato da Antonio D'Avanzo


Michel Platini bacchetta Josè Mourinho qualche mese dopo le frasi sull’arbitraggio della semifinale di Champions League> contro il Barcellona che sono costate cinque giornate di squalifica al portoghese. Il francese, presidente dell’Uefa, in un’intervista a Marca, dice di apprezzare sia l’uomo che l’allenatore, ma non i suoi sospetti sugli arbitri:

“Mi piace Mourinho, ma ha detto sciocchezze. Lo apprezzo come uomo e allenatore. Questo non significa che gli organi disciplinari della Uefa non si occuperanno di lui. E ‘un’altra cosa che non ha nulla a che fare con questo. La Commissione disciplinare ha deciso di sanzionarlo, lui ha esercitato il suo diritto di appello e vedremo cosa succederà”.

Platini difende l’organo calcistico più importante del continente:

“La Uefa non parteggia per nessuno, né va contro qualcuno, è neutrale e rispetta tutti, poi ci sono gli organi disciplinari che fanno il loro lavoro. Gli arbitri non favoriscono il Barcellona piuttosto che il Real Madrid, la Juve o il Milan. Sono io che mi chiedo “por que’?” il Real non vinca. E’ difficile costruire una squadra di soli “galacticos”, va bene per lo spettacolo ma non per vincere, per quello servono le stelle, ma anche i gregari e i buoni giocatori. I grandi nomi vendono magliette, ma non vincono le partite”.

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Svolta epocale nel calcio: la FIFA introduce cartellino arancione e tempo effettivo

pubblicato da vieni_127


Quella di ieri è stata una giornata che a posteriori verrà ricordata come quella della svolta: il calcio cambia, e tanto. Riunitasi a Ginevra, la FIFA ha deliberato alcune modifiche al regolamento (è l’ultimo mandato di Blatter che vuole lasciare il segno) col placet di Michel Platini, presidente UEFA, e degli altri massimi esponenti delle varie federazioni continentali: queste modifiche, incredibilmente sostanziali, avranno tutto il tempo di essere metabolizzate ma, assicurano i vertici calcistici, saranno operative sicuramente ai Mondiali russi del 2018.

Due le nuove regole destinate per sempre a cambiare la fisionomia di questo sport centenario. Partiamo dalla più succulenta, cioè dal cartellino arancione: verrà usato per falli al limite tra il giallo e il rosso, o al secondo giallo (ma l’arbitro potrà anche passare, come succede già ora, direttamente al rosso), chi se lo vedrà sventolare in faccia resterà in panchina per 10 minuti, salvo poi poter fare rientro in campo. Come gestiranno l’inferiorità numerica a tempo gli allenatori?

E la seconda rivoluzione appare ancora più clamorosa: basta 90 minuti, tempi di recupero e simulazioni, fra pochi anni si giocherà col tempo effettivo con due tempi di 30 minuti l’uno. Roba forte ma che ha già suscitato più di una perplessità, soprattutto quest’ultima innovazione che a detta di molti (l’Inghilterra, l’Olanda e il Sudamerica hanno ufficialmente protestato) snatura profondamente il senso di questo sport. Il dado pare tratto: si proverà nel calcio minore a partire dal 2012/13, poi dopo i Mondiali brasiliani diverrà obbligatorio, gradualmente, per tutti.

La Bosnia rifiuta le modifiche allo statuto, ora rischia l'esclusione dalle competizioni internazionali

pubblicato da Cesare Rinaldi

bosnia-erzegovina

La Uefa era stata abbastanza con la federazione della Bosnia-Erzegovina (NFSBiH), lo statuto federale andava cambiato entro la fine di marzo, pena l’esclusione tanto dall’organismo continentale quanto dalla Fifa di Blatter. Il punto della discordia riguardava il numero dei presidenti della stessa NFSBiH, attualmente il regolamento ne prevede tre, un bosniaco, un croato e un serbo, in rappresentanza di tutte le etnie del paese dell’ex Jugoslavia. Per la Uefa sono decisamente troppi, da qui l’imposizione di varare un nuovo statuto che prevedesse la presenza di un solo uomo al vertice.

Si è tenuta ieri a Sarajevo la riunione straordinaria per discutere le modifiche suggerite, per non dire imposte da Michel Platini, ma dopo una regolare votazione non si è riusciti ad arrivare all’attesa fumata bianca. All’incontro erano presenti 54 delegati, 28 dei quali hanno votato contro le modifiche, soltanto 22 si sono detti favorevoli, a cui si aggiungono tre schede bianche e un astenuto. Saranno questi i numeri che probabilmente condanneranno il calcio bosniaco all’espulsione da Uefa e Fifa: la sanzione, se saranno rispettati i termini definiti fino ad ora, dovrà partire dal prossimo primo aprile.

Mircea Sandu, presidente della federazione romena, aveva incontrato i rappresentanti bosniaci alla vigilia della sfida tra le due nazionali, tentando la mediazione e invitandoli ad accettare le modifiche proposte dalla Uefa, così come in passato era toccato alla Romania. L’appello è evidentemente caduto nel vuoto. Per la cronaca, quello che può essere l’ultimo impegno internazionale della Bosnia per lungo tempo, la sfida con la Romania, si è concluso con una vittoria per 2-1. La nazionale allenata da Safet Susic occupa al momento la quarta posizione nel Gruppo D, quello della Francia, ad un solo punto di distanza, e con una partita disputata in meno, dalla coppia composta da Bielorussia e Albania che al momento divide la seconda posizione.

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Uefa, Platini confermato presidente fino al 2015

pubblicato da vieni_127


Se nel gennaio 2007 aveva dovuto soffrire, per modo di dire, per avere la meglio di Lennart Johansson (all’epoca presidente uscente) con 27 voti contro 23, questa volta è stato tutto facile per Michel Platini, rieletto alla guida del massimo organismo calcistico europeo prolungando così il suo mandato al vertice del calcio continentale fino al 2015. Quattro anni fa il teatro della vittoria fu Dusseldorf, quest’anno la sua amata Parigi dove a dire il vero Le Roi correva contro se stesso. Nessun candidato avversario, la riconferma dell’ex idolo di Francia e Juve è avvenuta grazie a uno scontato plebiscito in cui i rappresentanti delle 53 federazioni che compongono l’Uefa gli hanno ribadito la fiducia.

Comunque sia, evidente è stata la soddisfazione del 55enne nativo di Jœuf, nord-est della Francia, che ha così commentato la rielezione: “Dopo la mia elezione di quattro anni fa, i miei ringraziamenti erano stati indirizzati soprattutto ai vecchi amici: pieno di emozioni e nostalgia, avevo ringraziato tutti coloro che mi erano stati accanto nelle diverse fasi della mia vita. Oggi, invece, i miei ringraziamenti vanno a tutti i nuovi amici che hanno dimostrato di essere dalla mia parte. Vi ringrazio, amici delle federazioni nazionali. Grazie dal profondo del mio cuore per la fiducia che avete mostrato in me“.

Non solo, Platini ci ha tenuto a ringraziare un po’ tutti i protagonisti del mondo del calcio del Vecchio Continente come “le migliaia di tecnici e volontari del calcio di base di tutta Europa che dedicano la loro passione e il loro amore al calcio. Insegnare ai nostri figli e ai nostri nipoti i valori dello sport significa donare loro una vera e propria scuola di vita e rendere migliore la società“; non solo, menzione anche i primi attori di questo amatissimo sport, i calciatorifonte di gioia ed emozione per tutti. Senza di loro, il calcio non esisterebbe“. Prossimo, imminente obiettivo: una buona organizzazione degli Europei che si svolgeranno in Ucraina e Polonia fra un anno e mezzo. Platini è pronto.

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L'Uefa avverte i club spendaccioni: "Occhio al fair play finanziario"

pubblicato da Gabriele Capasso


L’Uefa ha pubblicato sul suo sito in serata un comunicato che risponde “indirettamente” all’ultimo calciomercato invernale. Erano stati in molti ad interpretare le spese folli dei club inglesi come l’ennesima dimostrazione che il Fair Play finanziario non è percepito come una minaccia “reale” dalle società. Come noto l’Uefa si prepara ad introdurre gradualmente, a partire dalla prossima stagione per andare a regime nel giro 5-6 anni, nuove regole che impongono alle squadre di regolare i costi sulla base del fatturato evitando gli indebitamenti eccessivi e i casi di perverso mecenatismo che alterano in maniera evidente le competizioni.

Chi non rientrerà nei nuovi parametri sarà escluso dalle prestigiose (e redditizie) competizioni Uefa, senza appello. Pur senza citare casi specifici come è possibile che il super indebitato Liverpool sia riuscito a spendere nelle operazioni Suarez e Carroll più delle cifra stellare spesa da Abramovich per ingaggiare Fernando Torres? In piccolo lo stesso discorso si può applicare anche alle big italiane. Senza citare la Roma, finita in mano ad Unicredit a causa dalla gestione faraonica di Sensi padre, Inter e Milan hanno entrambe situazioni debitorie preoccupanti sempre ripianate dai patron Moratti e Berlusconi, eppure si possono permettere operazioni che ingrossano a dismisura il monte ingaggi (Ibrahimovic) e dispongono di liquidità per pagare cash giocatori molto ambiti (Pazzini).

Anche la Juventus (sulla carta messa meglio delle altre), dopo la gestione di Giraudo e Moggi durante la quale riusciva ad essere di fatto “autosufficiente”, sta progressivamente dilapidando il proprio patrimonio investendo in campagne di rafforzamento che non portano risultati e finiscono per far calare il fatturato.
Insomma, la Uefa avverte tutti, pur senza puntare il dito in nessuna direzione, con un monito che suona molto severo: Platini avrà la forza per portare avanti questo progetto fino in fondo?

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Marotta: "Scudetto? Mai dire mai." E anche Platini ci crede ancora

pubblicato da Celephais


Nonostante le evidenze facciano apparire assai improbabile una rimonta dei bianconeri nei confronti della capolista Milan, che dopo gli incontri disputati in quest’ultimo weekend è distante ormai nove punti, il direttore generale della Juventus, Beppe Marotta, si dichiara ancora fiducioso nelle possibilità della squadra di tornare in corsa per il titolo: “Juventus in corsa per lo scudetto? Nel calcio mai dire mai, ma l’obiettivo principale dichiarato a inizio stagione per noi è la qualificazione alla prossima Champions League. E poi, adesso, più che dipendere da noi, dipende dal cammino delle nostre avversarie. Il campionato è ancora molto equilibrato e contraddistinto da invidualità La differenza la stanno facendo i goleador, noi putroppo abbiamo avuto degli infortuni, come quello di Quagliarella, che ci hanno penalizzato.”

Il dirigente dei torinesi ha però escluso interventi importanti sul mercato: “Intervenire sul mercato? Non faremo operazioni tanto per fare anche perchè al momento non ci sono nomi importanti, da Juventus.” Marotta è tornato a parlare anche di Calciopoli, argomento affrontato di recente anche dal patron nerazzurro Massimo Moratti: “In merito a Calciopoli, la Juventus si affida alla giustizia sportiva. Speriamo possa fare una verifica di tutto quanto è accaduto, perchè ancora ci sono delle nuvole che non ci fanno vedere chiaro. Auspichiamo poi che la soluzione sia celere.”

Dichiarazioni simili anche da parte di un illustre ex juventino, il presidente dell’Uefa, Michel Platini, il quale ha sostiene: “Matematicamente la Juventus è ancora in corsa per lo scudetto. Il campionato è molto aperto, anche se i punti di distacco dal Milan sono nove, e la formazione di Allegri sta andando molto bene. La Juventus è sempre la Juventus e io faccio il tifo per la squadra di Andrea Agnelli. Se poi non dovesse vincere, pazienza. Campionato in declino? Non credo questo, la serie A ha le sue caratteristiche, il suo modo di essere, così come altri campionati che hanno altri punti forti, ma anche altri problemi.”

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