
Alexis Sanchez
Secondo Gianluca Di Marzio per Alexis Sanchez il futuro sarà in Spagna, niente Juventus ma soprattutto niente Inter:
“Per Inter e Juve ormai è troppo tardi, il futuro di Sanchez è a Barcellona: l’arrivo in Spagna del gioiellino cileno é previsto per martedì, quando firmerà il contratto e l’affare potrà essere ufficializzato. Emergono le prime cifre dell’accordo tra Barcellona e Udinese: 28 milioni di euro più addirittura 10/11 di bonus legati a obiettivi vari di squadra e del giocatore. La somma complessiva potrebbe dunque raggiungere in futuro anche i 40 milioni. Di rimpianti per il calcio italiano…”
Fabio Capello, Guus Hiddink, Luciano Spalletti
La Gazzetta dello Sport in edicola tra poche ore, approfondisce l’argomento panchina dell’Inter. Out Villas Boas, visto che l’Inter non ha intenzione di pagare clausole, restano tre le candidature forti, anche perché Moratti ha detto di volere un allenatore di esperienza: si tratta di Fabio Capello, già l’anno scorso vicino alla panchina dei nerazzurri, di Guus Hiddink e di Luciano Spalletti.
L’avvocato Dario Canovi, noto procuratore tra gli altri di Thiago Motta, a Ilsussidiario.net ha detto la sua su quella che è la situazione per il prossimo tecnico dell’Inter: “Spalletti? “La società russa non darà il via libera al tecnico toscano e inoltre non penso che i nerazzurri abbiano mai pensato a lui per la panchina. L’Inter ha due alternative e mezzo, Gasperini e Mihajlovic, ma quest’ultimo sarà difficile da strappare alla Fiorentina. C’è anche Delio Rossi che non è del tutto fuori dalla corsa”, secondo Canovi. (fonte Tuttomercato)
Gianfranco Zola
Fulvio Marruocco, agente di Gianfranco Zola, ha dichiarato a ilsussidiario.net: “Al momento non abbiamo ricevuto nessuna telefonata, ma la voce di un interessamento dell’Inter per Zola è attendibile. Possiamo dire che l’idea Zola è stata presa in considerazione dall’Inter dopo tutte le difficoltà incontrate dalla dirigenza nerazzurra. Gianfranco è lusingato e direbbe certamente di sì“.
Continua a leggere: Calciomercato Inter - Tutte le notizie e le voci di oggi - 19 Giugno 2011

La vittoria contro l’Inter, preziosa e muscolare ma non certo esaltante in quanto a gioco, ha posto in seno al Milan delle domande a cui non possono procrastinarsi più di tanto le risposte: ad esempio, quanto serve un attaccante? In una squadra infarcita di mezze punte o mezz’ale (da Robinho a Ronaldinho, da Seedorf a Boateng), con gli infortuni recenti di Inzaghi e Pato, beh, il Diavolo si ritrova in rosa una sola punta di ruolo: Zlatan Ibrahimovic. Ieri sera alla mezz’ora della ripresa il lungagnone svedese aveva chiesto il cambio ad Allegri, sfinito e a corto di ossigeno, il suo allenatore gli ha chiesto di stringere i denti. Lui si è applicato, ma alla fine ha finito con la lingua di fuori.
Urge dunque correre ai ripari, purtroppo per Galliani e la sua crew, però, il mercato riapre a gennaio, quando Pato dovrebbe tornare benché l’ennesimo infortunio muscolare ha mostrato, una volta di più, la fragilità muscolare del Papero rossonero. Dove andare a parare? Ma semplice, si alza la cornetta e si compone il numero di Mino Raiola, sempre ben felice di collaborare con la società di Via Turati; ebbene, il corpulento Mino da qualche tempo orbita intorno a Rolando Bianchi: è il consulente esterno del fratello-procuratore del puntero torinisto, si chiama Riccardo e non disdegna l’interessamento del Milan.
“Innanzitutto, attualmente Rolando è seguito da me, posso dire che Raiola è un amico con cui mi confronto… Comunque mi sembra molto prematuro, anche perchè il mercato si apre tra un mese. Di sicuro può solo fare piacere essere accostato ad una squadra come il Milan. Se il Torino ha l’idea di cederlo? Di fronte ad un’ipotesi Milan chi non lo cederebbe? Visto che ho preso da poco la procura di mio fratello mi incontrerò con il presidente prima di Natale per parlare degli obiettivi sia del Toro che di mio fratello. Rolando è capitano del Toro e ha grosse ambizioni per il Toro, ma anche per sè. Se dovesse arrivare un’offerta dal Milan o da un’altra big italiana e non, è chiaro che si prenderebbe in considerazione, nel massimo rispetto per il club granata”.
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Signore e signori una delle possibili sorprese di questi Mondiali sudafricani: qualificatasi dopo 6 anni di assenza da manifestazioni internazionali, la Danimarca ha vinto il proprio girone per accedere alla fase finale del torneo e col decano ct Morten Olsen vuole ricucirsi un ruolo importante tra le 32 presenti nel continente nero. D’altra parte sono alla quarta apparizione in un mondiale, ma hanno sempre superato il primo turno e proprio qualche giorno fa l’attaccante dell’Arsenal Nicklas Bendtner ha asserito solenne: “Andiamo in Sudafrica per vincere“.
Gli exploit sono nel dna di questa stramba selezione: nel ‘92 addirittura vinsero un Europeo, tre anni dopo la Confederations Cup. Poi tutto ad un tratto non si qualificano nè per i Mondiali né per gli Europei (assenti nel 2006 in Germania e due anni dopo in Austria e Svizzera), con un unico filo conduttore, il già citato ct Morten Olsen: bandiera da giocatore e da dieci anni selezionatore, ha di recente allungato il contratto con la DBU, la federazione calcistica danese, fino al 2014. E’ la sua esperienza, mista a quelli di alcuni uomini chiave della rosa danese, a poter regalare emozioni ai tifosi scandinavi che hanno già potuto appurare lo stato di forma dei giocatori: di recente 2-0 secco al Senegal in amichevole ad Aalborg.
Gli uomini importanti all’interno dei 23 non sono pochi: sia contro il Senegal ma anche in match clou delle qualificazioni, lo juventino Christian Poulsen è riuscito a segnare con buona regolarità dando quantità al centrocampo e gol preziosi con ottimi inserimenti. Ci sono gli ex “italiani” Jorgensen e Tomasson, quest’ultimo ora capitano; e poi due difensori che invece ancora giocano nel nostro Paese: Kjaer, uscito malconcio dall’amichevole testé citata ma comunque inserito perché in grado di recuperare, e il fiorentino Kroldrup. Poi vecchie volpi come Rommedhal e Gronkjaer, Agger del Liverpool e Bendtner dell’Arsenal, insieme a un nugolo di giocatori meno conosciuti ma di ottimo livello: uno su tutti, Eriksen (classe ‘92), centrocampista coi fiocchi dell’Ajax.
Le Foto di Tutte le Maglie del Mondiale 2010 in Sudafrica




Le foto degli stadi sudafricani che ospiteranno il mondiale




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Arrivano buone notizie dall’Olanda, l’attaccante Robin Van Persie sta meglio di quanto si poteva immaginare sabato sera, dopo che aveva dovuto lasciare il campo durante la sfida con l’Italia per un infortunio alla caviglia. Il giocatore si era scontrato fortuitamente, come lui stesso ha ammesso, con Giorgio Chiellini ed era rimasto a terra dolorante, si è subito pensato alla rottura dei legamenti dell’articolazione, infortunio che lo avrebbe messo ko per almeno tre mesi. Gli esami sostenuti in patria hanno invece scongiurato questa ipotesi, il danno ai legamenti c’è ma probabilmente non ci sarà bisogno di ricorrere alla chirurgia, in questo modo i tempi di recupero si accorcerebbero a quattro o sei settimane.
Di questa notizia si rallegra soprattutto Arsene Wenger che dovrà rinunciare al suo attaccante più importante per un tempo tutto sommato limitato. Van Persie in questo inizio di stagione ha portato sulle sue spalle tutto il peso dell’attacco dei Gunners, in 11 partite disputare ha siglato 8 reti e confezionato sette assist, contribuendo massicciamente alle fortune del club. L’allenatore francese dovrà ora contare sul croato Eduardo, relegato in panchina fino ad ora, il giocatore è seguito con molto interesse dal Liverpool ma l’infortunio dell’olandese potrebbero rilanciare le sue quotazioni all’Emirates Stadium.
L’ossessione del Sun sono le classifiche di ogni genere, dai giocatori più brutti della storia a quelli più grassi. In questa occasione la strampalata graduatoria riguarda i giocatori colti in fragrante nello stato di ubriachezza e si presume che il criterio di classificazione del tabloid, data l’impossibilità nel reperire il tasso di alcol presente nei calciatori, si sia basato solo e soltanto sulle foto fatte dai paparazzi ai malcapitati o sui racconti dei presenti. Di sicuro un lavoro improbo se si considera che la selezione riguarda l’Inghilterra delle feste alcoliche nei dopo partita… (Fotogallery dei 10 ubriachi)
Nella top ten spiccano ben quattro giocatori del Chelsea. La squadra inglese, sfortunatissima nelle ultime due Champions League, si “consola” vincendo di diritto questo speciale torneo ben poco calcistico. Esaminiamo, ubriaco per ubriaco, quali sono i calciatori e le loro rispettive posizioni. Al primo posto troviamo lo scozzese Stuart McCall, ex giocatore di Everton, Glasgow Rangers e attuale allenatore del Bradford City. McCall è stato paparazzato sdraiato a terra mentre tenta di rialzarsi faticosamente. In seconda posizione spicca la bandiera del Chelsea, John Terry, visibilmente stralunato davanti al flash. La terza piazza è occupata da Peter Crouch del Pourtsmouth: occhi socchiusi immersi in una coltre di fumo.
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