Highlights Valencia-PSV Eindhoven 4-2 | Video Gol Europa League
Due minuti dopo, Barragán supera Atiba Hutchinson e serve l’ennesimo cross; Manolev, messo sotto pressione da Soldado, devia nella propria porta. Sul finire del primo tempo Kevin Strootman atterra Jonas in area e Soldado lo spiazza dal dischetto. All’11′ della ripresa, Piatti sfugge alla trappola del fuorigioco e raccoglie un passaggio di Daniel Parejo, firmando il 4-0 con un preciso rasoterra. Il Valencia andrà ad Eindhoven con una certa sicurezza ma priva dello squalificato Soldado, anche se il rigore di Toivonen dopo un fallo di Jérémy Mathieu su Strootman e la rete al 90′ del subentrato Wijnaldum riaccendono un barlume di speranza per il PSV.
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La rete impazzisce per questo gol di Jeremain Lens, attaccante olandese di origini surinamesi classe 1987: approdato al PSV Eindhoven nell’estate del 2010 dall’AZ Alkmaar, il giocatore ha stupito tutti nella gara di ritorno dei play-off di Europa League giocata alla Philips Arena contro gli austriaci del Ried. Dopo lo 0-0 dell’andata e sull’1-0 per i padroni di casa, al 66° minuto di gioco Lens si è inventato il raddoppio: lungo lancio sulla destra, uscita disperata del capitano degli ospiti, nonché portiere, il tedesco 29enne Gebauer, Lens dalla linea di fondo spedisce di esterno destro verso la porta dove inutile è il tentativo di Gebauer che non riesce ad evitare il gol. Bravissimo l’attaccante del PSV, ma quante responsabilità possono ascriversi al portiere avversario? Il gol rimanda alla mente la perla di Christian Vieri, sempre in Europa (Coppa Uefa 97/98 contro il Paok Salonicco), quando con l’Atletico Madrid (quell’anno pichichi della Liga con 24 gol in 24 partite) fece una rete simile, anche se di sinistro a rientrare. Dopo il “continua” anche la gemma di Vieri.
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Come se non fosse già abbastanza forte, ieri il Barcellona ha puntellato la sua rosa con l’acquisto di un giocatore di grandissima qualità e prospettiva: dal PSV ecco Ibrahim Afellay, nato 24 anni fa a Utrecht ma cresciuto calcisticamente e non solo ad Eindhoven. Coi biancorossi della Philips ha giocato un paio di centinaia di partite, andando a segno con buona regolarità pur essendo lui un esterno di centrocampo deputato più agli assist che alla finalizzazione; gli infortuni gli hanno forse impedito di diventare un “grande” ma ora questo trasferimento in Catalogna potrebbe risultare decisivo per la sua definitiva esplosione.
“E’ una cosa davvero speciale essere qui. Sono molto contento. Sono un po’ emozionato, ma è normale, sono nel miglior club del mondo, un club fantastico e voglio godermi questa occasione, anche se ancora fatico a rendermi conto di ciò che è accaduto. Per me è davvero un sogno che si realizza. Tutti i calciatori sognano di giocare nel Barça, dove si gioca il miglior calcio del mondo” sono state le prime parole del giocatore con la nuova maglia blaugrana. Una trattativa decollata in un baleno lo scorso novembre, quando la società di Rosell si affrettò subito a ufficializzare la transazione. Per buona pace di Inter e Juve, da tempo sulle sue tracce.
E così il 19 dicembre scorso i suoi ormai ex tifosi gli hanno tributato un’ovazione all’uscita dal campo: PSV contro Roda, l’ultima partita del loro beniamino alla Philips Arena, ora potranno incontrarlo solo da avversario. Afellay, ricordiamolo, è anche un nazionale oranje in pianta stabile: qualche anno fa preferì i tulipani al Marocco, di cui è originario, è con Van Marwijk ha fatto parte sia della spedizione europea del 2008 che della trasferta sudafricana ai Mondiali scorsi; tre presenze per lui da subentrante, in ogni modo ad oggi ha collezionato 30 gettoni con la maglia arancione dell’Olanda.
L’Ajax ha sospeso per due turni di campionato il proprio giocatore, Luis Suarez, come provvedimento disciplinare per il morso ad una spalla che l’attaccante ha dato ad un avversario, Otman Bakkal, del PSV Eindhoven, durante l’incontro di domenica, terminato 0-0. L’uruguaiano potrebbe essere inoltre oggetto di un’indagine avviata dalla Federcalcio olandese sull’episodio, sfuggito all’arbitro.
L’Ajax ha anche annunciato una multa, senza definirne l’entità, che sarà devoluta in beneficienza. Suarez, sette reti in campionato, salterà le partite contro VVV Venlo e NEC Nijmegen. Sarà invece a disposizione per la partita di Champions League contro il Real Madrid. “Mi dispiace, ho perso la testa“, ha commentato a fine partita l’attaccante sudamericano.

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E’ un risultato che rimarrà per molto tempo negli annali del calcio olandese. Le due squadre erano divise da ben 13 punti in classifica e se nessuno avrebbe pronosticato un passivo del genere prima del fischio di inizio, figurarsi dopo la fine del primo tempo, quando il Psv era in vantaggio di sole 2 reti, con il Feyenoord costretto a giocare in 10 dal 39esimo. In Italia l’ultima volta che si registrò uno scarto così netto tra due formazioni risale all’anno 47/48, quando il Torino vinse 10 a 0 contro l’Alessandria. Il Psv Eindhoven è andato in gol con Jonathan Reis (24′, 47′, 59′), Ibrahim Afellay (39′), Ola Toivonen (49′), Jeremain Lens (55′ e 87′), Balazs Dzsudzsak (62′ e 77′) e Orlando Engelaar (69′).
Video Europa League: PSV - Sampdoria 1-1 - 16 Settembre 2010 - Highlights HD

Seguita da oltre un migliaio di tifosi la Sampdoria sfiora la vittoria esterna sul difficile campo di Eindhoven. I blucerchiati sono stati raggiunti solamente al 90esimo da una staffilata di Dzsudzsak. Ma la partita è stata condotta quasi sempre dagli olandesi, nonostante lo svantaggio del primo tempo, quando Cacciatore al 25esimo, su assist dalla destra di Koman, insacca di testa. Il Psv continua a spingere e nella ripresa, al 25esimo c’è l’incrocio dei pali colpito da Affellay dopo una leggera deviazione di Gastaldello. E’ Dzsudzsak, il più attivo dei suoi, a siglare l’1-1 con un diagonale da fuori area che si infila nell’angolino nei minuti finali del match.




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Seguita da oltre un migliaio di tifosi la Sampdoria sfiora la vittoria esterna sul difficile campo di Eindhoven. I blucerchiati sono stati raggiunti solamente al 90esimo da una staffilata di Dzsudzsak. Ma la partita è stata condotta quasi sempre dagli olandesi, nonostante lo svantaggio del primo tempo, quando Cacciatore al 25esimo, su assist dalla destra di Koman, insacca di testa. Il Psv continua a spingere e nella ripresa, al 25esimo c’è l’incrocio dei pali colpito da Affellay dopo una leggera deviazione di Gastaldello. E’ Dzsudzsak, il più attivo dei suoi, a siglare l’1-1 con un diagonale da fuori area che si infila nell’angolino nei minuti finali del match.
Il tecnico della Sampdoria, Domenico Di Carlo, è comunque soddisfatto a fine partita: “Io faccio i complimenti alla squadra, che ha tenuto bene il campo, soprattutto nel primo tempo. Anche se ci sono stati dieci minuti del secondo caratterizzati dal predominio territoriale del PSV che hanno portato al gol beffa del finale che non premia il nostro sforzo, il pareggio è comunque un risultato positivo; del resto bisogna fare i complimenti anche agli avversari”.




Continua a leggere: PSV Eindhoven-Sampdoria 1-1: doriani raggiunti a tempo scaduto

Dopo i sorteggi di Champions League di ieri, oggi è stato il turno di quelli di Europa League. Interessate all’evento di Monaco le quattro squadre italiane che prenderanno parte alla competizione: Juventus, Napoli, Palermo, Sampdoria. L’urna non è stata particolarmente benevola per i nostri colori, in particolare i bianconeri, collocati in prima fascia, pescano il peggior avversario possibile e cioè il Manchester City di Roberto Mancini e delle sue tante stelle. Un po’ meglio è andata alle squadre di seconda fascia, mentre i partenopei, terza fascia, beccano il Liverpool per una sfida che già fa sognare il pubblico del San Paolo.
La Juventus è assegnata al Gruppo A, a farle compagnia il temibile Manchester City pescato dalle mani, poco fortunate dal punto di vista bianconero, di Giuseppe Bergomi. A completare il gruppo ci sono gli austriaci del Red Bull Salisburgo e i polacchi del Lech Poznan. La sfida per la testa del girone riguarderà prevedibilmente gli italiani e gli inglesi anche se le altre due contendenti potrebbero far perdere qualche punto importante a una delle due favorite.
Il Benfica ha presentato già da tempo la nuove maglie griffate Adidas per la stagione 2010/2011. L’emblema è costituito da un’aquila, uno scudo con i colori del club, rosso e bianco, e l’acronimo SLB che sta per “Sport Lisboa e Benfica” sopra un pallone da calcio. Il tutto è sovrapposto a una ruota di bicicletta, che è stata presa dallo stemma del Grupo Sport Benfica . Il motto del club è “E Pluribus Unum”, in latino “Da molti, uno.” Questa è la nuova maglia del PSV Eindhoven per la stagione Eredivisie 2010/2011, prodotte dalla da Nike.
La camicia è rossa e bianca a righe: una combinazione che il PSV ha adottato solo nel corso degli ultimi 20 anni, perché fino ai primi anni ‘90 il club olandese vestiva una maglia di color rosso a tinta unica o quasi. All’interno di queste strisce vi sono piccoli segni di pedine che rappresentano la bandiera del Brabante settentrionale, la zona dei Paesi Bassi di Eindhoven. All’interno del colletto si legge la scritta “macht maakt Eendracht“, che si traduce approssimativamente in italiano come “L’unione fa la forza”.




Continua a leggere: Le Nuove Maglie di Benfica e PSV Eindhoven 2010/2011

In Olanda qualcosa è cambiato: eh già, perché dopo anni di strapotere dei tre club più titolati, in ordine Ajax, PSV Eindhoven e Feyenoord, l’Eredivisie sta avendo nuovi padroni. L’anno scorso l’incredibile vittoria dell’AZ di Alkmaar ha segnato la strada, proseguita splendidamente dall’FC Twente, squadra stramba che era arrivata al secondo posto nelle ultime due stagioni; al terzo tentativo alla fine è arrivato il titolo, aspettato per 45 lunghi anni (la squadra è relativamente giovane, fu fondata infatti nel ‘65) in cui comunque il club ha assaggiato la seconda serie per una sola volta. La squadra della città di Enschede, infatti, fin dalla sua creazione (in realtà una fusione tra due altri club già esistenti) ha sempre navigato nelle zone nobili della classifica olandese.
Negli anni ‘70 si prese pure il lusso di eliminare la Juventus in una semifinale di Coppa Uefa, salvo poi perdere la finalissima contro i tedeschi del Borussia Mönchengladbach. Una capatina, come detto, in Eerste Divisie all’inizio degli anni ‘80, quindi la pronta risalita con l’assestamento in zone di classifica medio alte. Nel 2002 però qualcosa scricchiola, i risultati sono pessimi, i tifosi dei Tukkers insorgono e la situazione finanziara rischia di far fallire il club; sono giorni duri per i tifosi del Twente che però non si perdono d’animo e assistono all’ennesima risalita della loro squadra. Un quarto posto nel 2007, poi due medaglie d’argento con annessi preliminari di Champions: mai nel tabellone principale per via delle eliminazioni agostane contro Arsenal e, l’estate scorsa, lo Sporting Lisbona.
Continua a leggere: La storia del Twente, dalla quasi bancarotta al primo storico scudetto in Olanda