
Raymond Domenech proprio non ce la fa a stare lontano dai riflettori, il discusso ex allenatore della Francia ha fatto causa alla federazione per il licenziamento subito, nel frattempo però occupa il suo tempo libero inseguendo le sue passioni di sempre: il calcio e il poker. Da ieri infatti ha assunto il suo novo incarico da allenatore, anche se questa volta lontano dagli stadi colmi di gente e dalle telecamere, ha infatti iniziato una collaborazione con l’Atheltic Club de Boulogne-Billancourt, sarà il preparatore dei pulcini di questa squadra alle porte di Parigi. Nel frattempo è il testimonial di un torneo di poker organizzato da Bwin, lo spot dell’evento è trasmesso in questi giorni dalle emittenti televisive francesi (guarda il video).
La notizia del suo “ritorno” in panchina ha stupito un po’ tutti, mentre la sua Francia sfidava a Wembley l’Inghilterra, l’ex ct si presentava al centro sportivo di Marnes-la-Coquette, la città più ricca dell’intera Francia secondo l’istituto nazionale di statistica transalpino Insee. I bambini e i rispettivi genitori si sono stropicciati gli occhi quando hanno visto arrivare Domenech, lui, gentile, ha salutato tutti e ha subito iniziato il suo lavoro con i ragazzini, sono in 80, tutti nati nel 2000 e divisi in 10 differenti squadra. Il presidente del club ha fatto sapere che l’ex commissario tecnico sarà con loro tutti i mercoledì e svolgerà il suo lavoro senza pretendere, ovviamente, nessuna retribuzione.
Continua a leggere: La nuova vita di Domenech, allena i bambini e gioca a poker

Raymond Domenech, ex discusso ct della Francia, ha ottenuto ciò che chiese poco più di mese fa in una sede dell’ufficio del lavoro di Parigi. Secondo il quotidiano francese Sud-Ouest Domenech percepirà l’indennizzo di disoccupazione mensile. La cifra in questione varia dai 5.600 ai 5.900 euro al mese (con una proiezione quindi di 70-75mila all’anno). Già nei primi nove giorni Domenech riceverà circa 1.700 euro.
L’ex allenatore della nazionale transalpina si è iscritto all’ufficio collocamento francese avvalendosi della strana qualifica di allenatore capo nell’ambito dello ’sport con pallone’. In questi ultimi travagliati mesi Domenech non si è fatto mancare nulla, come la denuncia alla Federazione francese ad un tribunale del lavoro, con la richiesta del pagamento di 2,9 milioni di euro di indennità (fu licenziato a settembre anche dal suo impiego come formatore degli allenatori della FFF). Il presidente della FFF, Fernand Duchaussoy, bollò questa mossa come “un’altra provocazione”.
Continua a leggere: Domenech ottiene l'indennizzo di disoccupazione da 6000 euro al mese

L’ex ct della Francia, Raymond Domenech, avrebbe chiesto informazioni sull’indennità da disoccupazione che gli spetta. Domenech, licenziato ai primi di settembre dalla Ferdercalcio transalpina, è stato visto in una sede dell’ufficio del lavoro a Parigi. “Avevo un appuntamento al Pole emploi (agenzia del lavoro, ndr) e chi ti ti vedo arrivare? Vedo arrivare Raymond Domenech per chiedere un appuntamento con un consulente, sicuramente per aver diritto alle sue indennità” - ha raccontato un testimone a radio Europe 1, precisando che il tutto è avvenuto nel pomeriggio di giovedì scorso in un ufficio del 15° arrondissement - “I consulenti sono piombati su di lui per portarlo in un angolo riservato” ha aggiunto.
Secondo il quotidiano “Le Parisien”, l’ex ct dei Bleus, licenziato dalla Federcalcio francese (Fff) per i deludenti risultati e i contrasti con la squadra ai Mondiali in Sudafrica, può sperare in 36 mensilità di indennità di disoccupazione, avendo più di 50 anni (57, per l’esattezza). L’assegno sarà di 5600 euro netti al mese. Per l’incarico in nazionale, Domenech percepiva 12000 euro per 14 mensilità.
Continua a leggere: Domenech chiede il sussidio di disoccupazione

Puntuali sono arrivate le dichiarazioni di alcuni dei giocatori sanzionati dalla Federazione francese per l’ammutinamento di Knysna, Sudafrica, durante gli scorsi Mondiali: come tutti ormai sanno i vari Anelka (18 partite), Evra (5), Ribery (3) e Toulalan (1) sono stati allontanati momentaneamente dalla Nazionale Transalpina dopo i comportamenti tenuti durante la spedizione africana dei Bleus lo scorso giugno. Se ieri ha fatto scalpore la pesantezza delle pene, inflitta per altro solo ad alcuni giocatori, oggi fanno parlare le dichiarazioni di due dei protagonisti della vicenda, Nicolas Anelka e Franck Ribery. Va giù duro l’attaccante del Chelsea.
“Sono dei pagliacci, mi fanno ridere. Avevo già detto addio ai Bleus. La commissione disciplinare è composta da pagliacci che hanno agito solo per divertire il pubblico. Comunque io gioco ogni week-end con la maglia blu del Chelsea e sulla nazionale ci avevo già messo una pietra sopra quando ho lasciato il ritiro sudafricano, ma questo non l’hanno capito. In ogni caso spero che questa storia sia finita perché Laurent Blanc ha bisogno di lavorare serenamente” le parole del taciturno (quando vuole) attaccante francese, che dunque chiude la sua avventura coi galletti con 69 presenze e 14 reti. Più diplomatico, nelle parole, Ribery.
Continua a leggere: Francia, reazioni post-squalifiche: per Anelka una buffonata, Ribery non capisce

La Federazione francese (FFF) ha deciso di usare il pugno duro contro i ribelli del mondiale sudafricano, durissime sono infatti le sospensioni inflitte ai principali interpreti del clamoroso ammutinamento seguito all’ormai famoso “caso Anelka“. Proprio l’attaccante del Chelsea è quello che paga le conseguenze peggiori, le sue poco tenere esternazioni nei confronti del commissario tecnico Raymond Domenech gli costano infatti uno stop forzato di ben 18 partite. Si può dire che tale pena equivale all’addio del giocatore alla maglia dei Bleus, rientrerà almeno oltre gli europei del 2012 quando ormai avrà 33 anni, difficile immaginare una nuova ribalta.
Ma la mano pesante federale si è abbattuta anche su altri giocatori, il capitano della spedizione africana Patrick Evra dovrà stare lontano dalla nazionale per cinque partite, tre i turni di sospensione per Franck Ribery, uno per Jeremy Toulalan. Evra ha pagato il suo status di capitano, in particolare non avrebbe comunicato ai suoi colleghi importanti informazioni sul caso Anelka, mancanza che ha portato alle spiacevoli conseguenze che ben conosciamo. Simile la posizione di Ribery che di quella squadra era il vice capitano. Di Toulalan è invece la mano che ha redatto il famoso documento presentato dai Bleus per spiegare il loro ammutinamento.
Continua a leggere: Federazione francese dura con i ribelli: Anelka fuori per 18 partite

Laurent Blanc, nuovo commissario tecnico della Francia, si è presentato oggi al cospetto del consiglio federale della FFF. L’ex allenatore del Bordeaux ha avuto così modo di presentare quello che sarà il suo staff nel corso di questa avventura con i Bleus e ha esposto il suo progetto sportivo. Ma a destare maggior clamore è stata la richiesta di sospensione, da lui inoltrata, per i 23 giocatori che hanno preso parte alla fallimentare avventura sudafricana, il nuovo ct ha chiesto alla federazione di escluderli dalle convocazioni per una partita.
L’idea è stata approvata e così la nuova Francia di Blanc affronterà la prossima amichevole contro la Norvegia, in programma per il prossimo 11 agosto a Oslo, con un bel manipolo di facce nuove. Resteranno a casa invece tutti i protagonisti del clamoroso ammutinamento ai danni dell’odiato Raymond Domenech, colpevole di aver rispedito a casa Nicolas Anelka dopo che l’attaccante del Chelsea gli aveva rivolto parole non poco amichevoli dopo la sconfitta contro il Messico. L’unico che non risentirà di questo provvedimento sarà il portiere del Monaco Stéphane Ruffier poiché aveva raggiunto il gruppo soltanto in seguito all’infortunio di Cédric Carrasso.
Continua a leggere: Laurent Blanc punisce i 23 del mondiale, tutti sospesi per una partita

Dopo sei anni di discussa egemonia di Raymond Domenech quale selezionatore della Nazionale Francese, per ricoprire il prestigioso incarico la Federazione calcistica transalpina ha scelto Laurent Blanc, ex difensore tra gli altri di Manchester United, Napoli e Inter e nelle scorse stagioni innovativo e vincente allenatore coi girondini del Bordeaux. Blanc diventa il 20esimo ct della storia dei Blues e dopo il pesante flop del suo predecessore nella campagna mondiale sudafricana, a lui il compito di ricucire uno spogliatoio e in generale un ambiente che pare impossibile, allo stato attuale delle cose, poter risanare. Ma Blanc ha le idee chiare e già nella conferenza stampa di presentazione ha tracciato a grandi linee il suo futuro modus operandi: “Rigore, disciplina, divertimento“.
I Bleus hanno perso credibilità agli occhi dei calciofili mondiali, ma rimane pur sempre una big che appena quattro anni fa disputava una finale di Coppa del Mondo e con Jacquet prima e Lemerre poi riusciva a conquistare un decennio fa lo scettro di campione del Mondo e d’Europa. “Sono fiero di essere qui: la Nazionale per me è il top dei top, è al di sopra di tutto. Il mio legame nei confronti della Francia non deve essere dimostrato, è totale. Potevo affrontare altre sfide, ma ho scelto questa” ha precisato Blanc che poi ha sottolineato come “la Nazionale va oltre ciascuno di noi, non appartiene a nessuno. E’ di tutto il mondo, è vostra (ai giornalisti, ndr) così come è mia. Io ho piena consapevolezza di cosa rappresenti la Nazionale, so benissimo quali sono i diritti e i doveri legati a questa maglia“.
Continua a leggere: Francia, scatta l'ora di Blanc: "Poche storie, qui per vincere e basta"

Jean-Pierre Escalettes si è dimesso oggi dal ruolo di Presidente della federazione calcistica francese (FFF - Fédération Française de Football), ne ha dato notizia la stessa federazione attraverso un comunicato sul suo sito ufficiale. La notizia non ha certo colto di sorpresa i cugini transalpini, anzi in qualche modo era attesa e puntuale è arrivata alla termine del consiglio federale che si è tenuto oggi. Queste dimissioni sono una diretta conseguenza del fallimento dei Bleus ai mondiali sudafricani, un’esperienza quella dei francesi per molti versi simili alla nostra, anche se leggermente più turbolenta.
Il Presidente uscente ha così spiegato le ragioni della sua decisione che, giunta dopo alcuni giorni di riflessione, alla fine si è dimostrata ineluttabile:
“Dopo un week end di riflessione durante il quale ho consultato gli altri membri del consiglio, i miei collaboratori e i miei familiari, ho capito che è mio dovere dimettermi dalla mia funzione di Presidente della Fédération Française de Football. Mi assumo con lucidità la mia parte di responsabilità. La mia decisione è essenzialmente dettata dalla volontà di preservare e facilitare l’evoluzione di un’istituzione che servo con passione da molti decenni.
Consegnerò le mie dimissioni al termine del consiglio federale del prossimo 2 luglio. Resterò a disposizione di tutti per analizzare senza indulgenza le ragioni del fiasco della nazionale francese in Sudafrica. Svilupperò questi diversi punti venerdì di fronte ai miei colleghi del consiglio federale. Nel frattempo, non risponderò a nessuna sollecitazione da parte dei media”.

Nuova capitolo dell’interminabile saga leghista antitaliana. Dopo Radio Padania che tifa spudoratamente contro l’Italia oggi ha preso la parola il Senatùr, il sommo fondatore del movimento politico nordista/leghista/padano/federalista/celtico/?. Bossi, dalla metafisica nazione padana (o da una comoda e opulenta poltrona della Roma ladrona?) ha lanciato una delle sue accuse. Stavolta non si è trattato di fucili leghisti da imbracciare o di marce su Roma, ma di una convinzione fondata sul nulla e partorita dalla sua mente: l’Italia corromperà gli slovacchi. “Tanto la partita se la comprano: vedrete che al prossimo campionato ci saranno due o tre calciatori slovacchi che giocano nelle squadre italiane…“, avrebbe tuonato il Senatùr.
La Federcalcio Italiana non poteva esimersi ed ha risposto: “Una dichiarazione sconcertante e offensiva. Questa volta e in questo momento, il senatore Bossi ha passato il segno”. Da un personaggio con la “p” maiuscola ad un altro. Raymond Domenech, non pago del suo fallimento assoluto, ha rifiutato di stringere la mano a fine partita al ct del Sudafrica Parreira. In conferenza stampa, Domenech ha rifiutato di rispondere per ben tre volte alle domande sul motivo alla base del suo gesto. «Non rispondo a questa domanda», ha replicato al primo giornalista; «ci sono altre domande?» al secondo; «se le domande sono queste vi lascio», al terzo. C’è voluto Parreira per spiegare il perché del gesto: «Mi ha detto ‘hai parlato male della mia squadra dopo la qualificazione’, ma io non me lo ricordo…».

La Francia chiude nel peggiore dei modi questo mondiale, nella terza partita arriva la sconfitta con il Sudafrica padrone di casa. La squadra di Raymond Domenech, travolta in questi giorni da mille polemiche, va sotto dopo appena venti minuti, Hugo Lloris buca l’uscita su un cross da calcio d’angolo, sulla palla si avventa Bongani Khumalo che di testa deposita in rete. Ma le cose peggiorano dopo appena sei minuti quando Gourcuff si fa espellere per una gomitata in area di rigore ai danni di un difensore avversario lasciando la sua squadra in inferiorità numerica, il Sudafrica capisce di poter colpire ancora e ci riesce al 37′ con Katlega Mphela. Nella ripresa, quando i padroni di casa sono protesi in avanti alla ricerca dei gol necessari per la qualificazione, la Francia trova il 2-1 con Florent Malouda, servito bene da Frank Ribery. Il risultato finale non serve a nessuno, il turno lo passano Messico e Uruguay.
Domenech lascia in panchina Evra, protagonista nella settimana di un litigio con un preparatore atletico, Malouda e Henry, dentro dal primo minuto Diarra, Gourcuff e Cissé. Parreira per rendere la sua squadre offensiva al massimo delle possibilità inserisce fin dall’inizio Parker al fianco di Mphela. Tutte e due le squadre hanno bisogno di vincere e segnare molto per passare il turno, la partita è dunque vivace fin dalle prime battute. Al ventesimo si sblocca in favore dei Bafana Bafana che vanno in vantaggio con Khumalo dopo un’uscita non perfetta di Lloris, il colpo di grazia è però l’espulsione di Gourcuff che arriva sei minuti dopo a causa di una gomitata, forse non volontaria, del francese. L’impeto agonistico dei padroni di casa produce i suoi frutti, infatti a meno di dieci minuti dal termine arriva il raddoppio dai piedi di Mphela.
Le foto di Francia - Sudafrica 1-2




Continua a leggere: Francia - Sudafrica 1-2: padroni di casa fuori nonostante la vittoria