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Tutti gli articoli con tag Rino Foschi

Palermo, Sogliano si dimette: Zamparini si riscopre anche mangia-ds

pubblicato da vieni_127


Partiamo dalla cronaca: Sean Sogliano, fino a due giorni fa direttore sportivo del Palermo, si è dimesso dal suo incarico dopo pesanti e insanabili contrasti col numero uno di Via del Fante, al secolo Maurizio Zamparini. Il vulcanico patron dei rosanero è da sempre un tipetto con cui non è facile lavorare, ma se fino a qualche tempo a essergli indigesti erano soprattutto gli allenatori che perdevano due partite di fila, oggi riscopriamo uno Zamparini allergico anche ai ds, se è vero che esattamente un anno fa fece le valigie dopo i solito alterchi anche Walter Sabatini, oggi alla Roma. Ma come mai l’ex dirigente del Varese (e tanto bene aveva fatto coi biancorossi appena la stagione scorsa) ha raccolto baracca e burattini e ha lasciato la bella Sicilia?

Si vocifera che il pomo della discordia sia Josip Ilicic, dacché Zamparini avrebbe voluto maggior tutela per il gioiellino sloveno (malignando si potrebbe supporre che le ultime deludenti prestazioni del numero 27 abbiano fatto calare le quotazioni del giocatore già in rampa di vendita), la realtà è che il rapporto con Sogliano era già compromesso al via del campionato quando, il 31 agosto, il divorzio pareva già cosa fatta. Poi uno stentato ricucire, le nuove frizioni prima della partita di Udine, infine lo strappo definitivo: “Se pensa di fare il capo ha sbagliato società, a Palermo il capo sono io” aveva tuonato prima dell’incontro di ieri mattina l’imprenditore friulano, che a questo punto potrebbe fare tutto da solo come dodici mesi fa.

La notizia ha ovviamente scatenato i cronisti a caccia di dichiarazioni e dettagli, di fatto le bocche sono rimaste cucite e hanno dato corpo alla cosa i pensieri di chi con i due hanno lavorato. Per esempio Rino Foschi che a reterete24.it ha detto:

“Sappiamo tutti che persona particolare sia il presidente Zamparini. Lavorare con lui da un certo punto di vista è molto facile, ma da un altro è anche molto difficile. Il patron friulano è un dirigente che lascia ampi margini di lavoro al proprio direttore sportivo, mettendo anche a sua disposizione importanti risorse economiche. Dall’altra parte però il presidente vuole sempre per se l’ultima parola su determinate decisioni, perché è lui a comandare nella sua società. Io nel mio primo anno a Palermo avevo rassegnato le dimissioni per ben tre volte, ma per il resto ho sempre lavorato bene con il patron friulano e sarei rimasto a lungo alla corte del Palermo. Lui assume appieno la figura del capo della sua società e in certe occasioni per andare d’accordo con lui, bisogna avere una certa elasticità”.

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Clamoroso a Palermo: si dimette il ds Walter Sabatini

pubblicato da vieni_127


I ben informati assicurano fosse nell’aria, ma noi comuni mortali questa notizia pare il più classico dei fulmini a ciel sereno: il direttore sportivo del Palermo, Walter Sabatini, si è dimesso dal suo incarico, ufficialmente per motivi strettamente personali. Lo rende noto la società rosanero, che esprime “vivo rammarico per la decisione presa e convoca per venerdì 5 novembre il Cda per le valutazioni e decisioni del caso“. Quindi il club palermitano affronterà la trasferta a Mosca di giovedì senza un ds, il giorno dopo si deciderà il da farsi.

Ma cosa è successo? Da dove parte questo divorzio inatteso? Prova a spiegarlo il vice-presidente del Palermo, Guglielmo Miccichè: “È una decisione maturata sia per motivi personali che per i suoi rapporti con Zamparini. Non è in realtà una vera sorpresa perché da un pò di tempo Walter maturava questa decisione. Certo ci dispiace perchè Walter è un ottimo professionista” ha detto il numero due del club sicialiano. Ma la tempistica di queste dimissioni, rimandano anche a un litigio che Zamparini e Sabatini avrebbero consumato durante la partita casalinga contro la Lazio.

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Bari, qualcosa scricchiola: la presunta lite di Almiron e Sforzini, lo sfogo di Langella, l'addio di Perinetti

pubblicato da vieni_127


Quella che sta andando in archivio sarà di sicuro una stagione da ricordare per il Bari: gioco spumeggiante soprattutto (se non esclusivamente) in casa, giocatori esplosi e un tifo irresistibile. A salvezza ottenuta e con l’ovvio rilassamento, però, qualcosa ha iniziato a scricchiolare; sconfitte in serie (attualmente sono tre i ko di fila, e domenica c’è la trasferta contro la Juve), voci di mercato non proprio rassicuranti (ricordiamo che il Bari ha una rosa infarcita di prestiti) e un futuro che di colpo diventa abbastanza nebuloso. A partire dall’ipotesi, o forse è meglio definirla una certezza, dell’addio di Giorgio Perinetti, il lungimirante direttore sportivo che con ogni probabilità andrà al Siena.

Chi al suo posto? Si fanno tanti nomi, dall’ex leccese Guido Angelozzi a Rino Foschi, fino ad arrivare a Pierpaolo Marino. Ma a prescindere dal futuro dirigenziale, la situazione appare “in fermento” anche in seno ai giocatori con notizie che trapelano poco rassicuranti. Come quella di una lite tra Ferdinando Sforzini e Sergio Almiron, con allenamento di ieri sospeso da Ventura dopo un pesante diverbio tra i due; la notizia è stata smentita dall’agente dell’argentino e anche altre fonti hanno parlato di un malinteso dei giornalisti presenti. Sarà, ma intanto chi ne approfitta per sfogarsi è Antonio Langella: il laterale in comproprietà con l’Udinese accusa la società pugliese di averlo accantonato senza spiegazioni.

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Calciopoli 2 - Tutti gli audio delle 75 intercettazioni inedite

pubblicato da Gabriele Capasso


Un autentico fiume in piena. Le 75 intercettazioni di cui la difesa di Moggi ha chiesto la trascrizione al Processo di Napoli sono tutte online dal pomeriggio, in audio. Tante, tantissime, fra Facchetti e i designatori, ma ci sono anche quelle fra Moratti e Bergamo e la novità della telefonata fra Innocenzo Mazzini e Pradè, direttore sportivo della Roma, alla vigilia di Atalanta - Roma del 22 maggio 2005.

Online le trascrizioni non sono ancora complete, ma gli audio sono tutti reperibili. Ve li linkiamo qui nella maniera più completa possibile. Ci resta naturalmente il dubbio che abbiamo lanciato questo pomeriggio: Dove sono le intercettazioni fra Adriano Galliani e Pierluigi Collina?

Intanto, buon ascolto.

I protagonisti:

Paolo Bergamo, designatore arbitrale
Pierluigi Pairetto, designatore arbitrale
Massimo Cellino, presidente del Cagliari
Renato Cipollini, presidente del Bologna
Massimo De Santis, arbitro
Giacinto Facchetti, presidente dell’Inter
Innocenzo Mazzini, vicepresidente della Figc
Francesco Ghirelli, segretario Figc
Tullio Lanese, presidente dell’Aia
Gennaro Mazzei, designatore degli assistenti
Rino Foschi, d.s. del Palermo
Lillo Foti, presidente della Reggina
Adriano Galliani, a.d. del Milan
Leonardo Meani, addetto agli arbitri del Milan
Daniele Pradè, d.s. della Roma
Luciano Spalletti, allenatore dell’Udinese


Bergamo e Pairetto
“Ayroldi ha alterato il referto su Totti”, 24 novembre 2004


Cellino e Bergamo
12 maggio 2005

Cellino e Bergamo
“Mandami un arbitro”, 22 febbraio 2005


Cellino e Pairetto
22 febbraio 2005


Cipollini e Bergamo
7 marzo 2005


Cipollini e Bergamo
8 marzo 2005

De Santis
“Cerca biglietti e forse chiama Facchetti”, 26 febbraio 2005


Facchetti e Mazzini
“Il ragazzo domani gioca”, 26 maggio 2005

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Calciopoli 2 - Bergamo a Facchetti: "E' una situazione che vorrei aiutarvi a raddrizzare" - Ecco le 74 telefonate

pubblicato da vieni_127


Qui tutti gli audio delle intercettazioni!!!!

Se Facchetti abbia detto o meno “Collina” non può asserirsi con sicurezza, anche se pare come in alcuni audio sia più chiaro che in altri il suo pronunciare il nome dell’ex fischietto internazionale. Ma tra le 74 telefonate che saranno acquisite dal Tribunale di Napoli, ve n’è una che appare abbastanza compromettente più che per il “regalino natalizio” di Moratti a Bergamo, per la frase dell’ex designatore “è una situazione che vorrei proprio anch’io aiutarvi a raddrizzare“, in riferimento all’avvio a rallentatore dell’Inter nel campionato 2004/05 (una serie infinita di pareggi).

Facchetti: “Se tu chiami Moratti… son stato là anche ieri da lui… abbiamo parlato”.
Bergamo: “Io non ho più il suo numero, se tu me lo dai… infatti ricordi…ne avevamo parlato”.
Facchetti: “Sì dai perchè voleva…se passi di qui un giorno…”.
Bergamo: “Ma dov’è è a Forte?”
Facchetti: “In ufficio, no no a Milano se ti capita di venire giù perchè aveva là un regalino da darti”.
Bergamo: “Volevo sentirlo anche così anzi avevo piacere anche di incontrarlo, di incontrarvi, insomma per fare così qualche riflessione insieme”.
Facchetti: “E va bene”.
Bergamo: “È una situazione che vorrei proprio anch’io aiutarvi a raddrizzare…perchè insomma la squadra non merita la posizione che ha…”.
Facchetti: “Sono stati dodici pareggi incredibili…”.

Le Foto del Processo Calciopoli del 13 Aprile 2010
Le Foto del Processo Calciopoli del 13 Aprile 2010Le Foto del Processo Calciopoli del 13 Aprile 2010Le Foto del Processo Calciopoli del 13 Aprile 2010Le Foto del Processo Calciopoli del 13 Aprile 2010

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Torino, via Beretta: Cairo richiama Colantuono

pubblicato da vieni_127


Quattro punti in cinque partite, troppo pochi: il bottino raccolto da Mario Beretta nei 450 minuti trascorsi sulla panchina del Torino non erano quanto si aspettava Urbano Cairo. La squadra è una polveriera, l’ombra del calcio scommesse (sebbene la cosa sarebbe stata smentita finanche da Abete), l’agguato ad alcuni giocatori nel corso del compleanno di Di Michele, le dimissioni del ds Rino Foschi, sconfitte a raffica e un gioco che non c’è, dalle parti di Torino sono tempi cupi per entrambe le squadre cittadine. Come successo in passato, il caparbio editore e presidente del Toro Cairo, è ritornato sui suoi passi e ha richiamato il vecchio allenatore: lo fece con De Biasi e con Novellino, ora si ripete con Stefano Colantuono.

Il tecnico romano, esonerato all’indomani della sconfitta clamorosa in casa contro il Crotone, a conti fatti viaggiava con una media punti dignitosi non risultando poi così lontano dalle zone nobili della classifica (anzi, si trovava praticamente in zona playoff, a differenza di ora, a 4 punti dal sesto posto). Ma nulla è perduto e la soluzione Colantuono alla fine sembra la più saggia: conosce l’ambiente e i giocatori, non bisogna pagare un ulteriore stipendio, è un ragazzo caparbio e pieno di entusiasmo. La piazza non era certa andata in brodo di giuggiole sentendo i nomi dei possibili sostituti di Beretta: Antonino Asta, attuale trainer della Primavera granata, o addirittura Zdenek Zeman, ipotesi surreale che non aveva mai trovato reali conferme.

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Torino: Cairo pesantemente contestato da un centinaio di ultras

pubblicato da Antonio D'Avanzo


Al grido di “Te ne vai o no, te ne vai sì o no!” e “Un presidente, vogliamo un presidente!” circa un centinaio di tifosi granata ha inscenato una pesante contestazione nei confronti della presidenzadel Torino. Alla Sisport, dove la squadra ha ripreso ad allenarsi dopo la sosta per il Natale, Urbano Cairo stava presentando alla stampa il nuovo consulente di mercato, Gianluca Petrachi, quando è sopraggiunto il gruppo di ultras che ha interrotto con cori, fumogeni e grossi petardi la conferenza stampa. (Classifica serie B)

Il container nel quale erano presenti i dirigenti del Torino è stato accerchiato e preso a pugni dagli ultras. Terrorizzati, oltre al presidente Cairo, anche il ds Rino Foschi, il neo dirigente Petrachi e i giornalisti presenti, che hanno dovuto attendere alcuni minuti prima di poter uscire dalla struttura. La contestazione non ha risparmiato neppure i giocatori, bersagliati anche loro dai cori dei tifosi. I deludenti risultati della squadra, retrocessa in serie B la scorsa stagione, rappresentano motivo di malcontento per la tifoseria granata.

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Torino, finisce l'avventura di Colantuono: pronto Beretta

pubblicato da Cesare Rinaldi

mario beretta, torino

È giunta al capolinea l’avventura di Stefano Colantuono al Torino, fatale per lui è stata la sconfitta contro il Crotone rimediata ieri, la sesta stagionale nonché la terza tra le mura amiche dell’Olimpico. Il suo esonero era nell’aria già da ieri, dopo la partita l’allenatore non si era presentato in sala stampa adducendo un forte mal di testa come motivazione del forfait. Era presente invece Urbano Cairo che aveva fatto capire di non essere per niente soddisfatto e che in serata avrebbe analizzato la situazione dei granata con Rino Foschi.

Ancora non si conosce il nome del sostituto ma tutti gli indizi sembrano portare a Mario Beretta, secondo alcuni già ieri sera c’è stato un incontro a Milano per definire i punti dell’accordo. Altri candidati sono Cagni e Arrigoni, ma l’ex allenatore del Siena sembra essere in pole position e l’annuncio del suo arrivo sulla panchina granata dovrebbe arrivare a breve. Si capisce ora anche il motivo del rifiuto di Beretta quando era stato chiamato a salvare le sorti della sua ex squadra un paio di settimane fa. In Toscana avrebbe dovuto lavorare in condizioni davvero difficili e lui stesso non aveva nascosto di non riuscire a garantire la salvezza ai bianconeri.

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Torino, Foschi: "Su Dzemaili ci sono Palermo e Lazio"

pubblicato da Panda


Il centrocampista svizzero Blerim Dzemaili non ha ancora trovato una sistemazione per la stagione che è appena iniziata. La squadra di Cairo ha fatto il possibile per trattenerlo a Torino, ma il giocatore vuole restare in Serie A perché quest’anno lo aspetta un appuntamento molto importante: il Mondiale in Sudafrica. Il calciatore, nato in Macedonia con origini albanesi, ha passaporto Svizzero e gioca nel centrocampo della nazionale elvetica allenata da Ottmar Hitzfeld che conta molto su di lui, e per questo è molto interessato a conoscere quale sarà la sua nuova squadra: «Sto seguendo da vici­no gli sviluppi di mercato che riguar­dano Dzemaili. Per me è importan­te capire dove e come giocherà nella prossima stagione».

Il calciatore è da molto tempo nel mirino del Palermo che vorrebbe accontentare l’allenatore Zenga comprandogli il centrocampista che tanto ha chiesto. La richiesta del Palermo si aggira intorno ai 9 milioni di euro, ma il Palermo non è disposto a trattare su questa base d’asta perché ritiene la valutazione eccessiva. L’incertezza dimostrata DS rosanero Sabatini nel chiudere la trattativa per il mediano, sta complicando la vita a Foschi e Cairo che vorrebbe rinvestire la cifra incassata dal Palermo per acquistare un attaccante e un difensore.

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Il Torino riparte da Bianchi e Go­robsov

pubblicato da Panda


Rolando Bianchi ha rinunciato ad uno stipendio da tre milioni di euro a stagione che gli sono stati proposti da una squadra russa, lo Zenit San Pietroburgo secondo alcune indiscrezioni, per restare nel nuovo Torino di Colantuono e lottare con i suoi compagni per conquistare la promozione in Serie A. Benché l’attaccante ex Reggina non abbia avuto un rendimento continuo nella scorsa stagione, questa senz’altro e un’ottima notizia per il presidente Cairo e per tutti i tifosi granata. Bianchi con il suo fiuto del gol potrà essere molto utile in un campionato lungo e difficile come quello della serie B italiana. Questa dimostrazione d’affetto e di stima alla società, oltre a fargli onore, gli consentirà di ripartire con la giusta tranquillità nella prossima stagione. Queste le sue parole:

«Non mi interessa andare in Russia, pensare solo ai soldi. Ci tengo molto di più a riportare il Toro dove l’ho trovato. In A. Questo smacco della retrocessione mi brucia. La B me la sono meritata anch’io, purtroppo. Non mi va di scappare. Penso pure alla società, all’allenatore, ai compagni, ai tifosi. Molto più bella questa nuova sfida, vincere la B».

Il Torino ha preso atto della dichiarazione di fedeltà dell’attaccante bergamasco che gli risolve un bel problema in sede di campagna acquisti, e nel frattempo investe sul futuro acquistando per 400mila euro in comproprietà libera con il Vicenza Nicolas Go­robsov, 19enne regista argentino con passaporto italiano. Il giovane centrocampista ha firmato un contratto fino al 2014 con un ingaggio a salire che partirà da 100mila euro a stagione netti; prima di accasarsi al Torino, era anche stato nel mirino dell’Atalanta dove lo aspettava a braccia aperte il suo vecchio allenatore Gregucci e del Genoa di Preziosi agguerritissimo come sempre in sede di campagna acquisti.

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