Logo Blogo

Tutti gli articoli con tag Roberto Mancini

Maradona da i voti ai suoi colleghi: "Bene Mourinho e Guardiola, bocciato Mancini"

pubblicato da Cesare Rinaldi

diego armando maradona

Diego Armando Maradona non ha mai avuto peli sulla lingua, è sempre stato uno a cui piace dire quello che pensa senza preoccuparsi dell’effetto che possono sorbire le sue parole sugli altri. Ha confermato questa sua attitudine anche nell’ultima, lunga, intervista concessa in esclusiva a Sport360, dove si è divertito ad analizzare il calcio europeo e i suoi personaggi principali, soprattutto suoi colleghi ma non solo. Ci sono parole di stima per Pep Guardiola, niente a che vedere però con José Mourinho che non esita a definire il migliore, sicuramente più severo è il suo giudizio su Roberto Mancini. Il tecnico portoghese è il vero pupillo del Pibe de Oro e non lo nasconde minimamente, anche se non mancano i complimenti per il tecnico del Barcellona:

“Adoro Mourinho. Come uomo, come allenatore e come psicologo. Per me è il migliore. Mourinho può trasformare una moneta in una rosa ed questa la ragione del mio affetto per lui. Non sono innamorato di lui o roba del genere, ma è un ragazzo eccezionale. Pep è altrettanto eccezionale come persona. Conosco molto bene Guardiola, ma forse non gli vengono riconosciuti molti meriti perché ha dei giocatori incredibili. Ma non dimentichiamo che è molto giovane è ha una grande carriera di fronte a sé”.

Sicuramente più chiare sono invece le idee su come si concluderà il confronto tra Real Madrid e Barcellona in questa stagione, con i Blancos ormai destinati a vincere “facilmente” il campionato e i Blaugrana che si concentreranno sulla Champions League, anche se quest’anno non sarà facile vincerla come in passato. Con chi non si mostra invece tenero, sempre restando in tema di calcio spagnolo, è il portiere spagnolo del Barça, Victor Valdes, che definisce lapidariamente “scarso”, la cui sola fortuna è stata quella di finire in una squadra che maschera i suoi limiti con i tanti campioni in campo.

Continua a leggere: Maradona da i voti ai suoi colleghi: "Bene Mourinho e Guardiola, bocciato Mancini"

....
condividi 4 Commenti

Mancini cambia idea: "Tevez, ti aspettiamo"

pubblicato da Antonio D'Avanzo


Tanto, forse troppo rumore per nulla. La frattura tra Carlos Tevez e il Manchester City rimane difficilmente sanabile, tuttavia si cominciano a intravedere i primi spiragli di tregua. Fa specie che il futuro del calciatore argentino, fino a qualche settimana fa, sembrava in procinto di colorarsi prima di rossonero, poi di nerazzurro e infine con i colori rossoblu del Paris Saint Germain. Mancini, in cuor suo, vorrebbe che l’Apache torni a lottare in campo per i Citizens, come ha affermato in un’intervista al “The Observer”: “Tutti sappiamo che Carlos è un top player. Se lui fosse qui e giocasse sarebbe meglio, perchè può cambiare le partite. Se tornasse nelle prossime settimane potrebbe aiutarci in questo finale di stagione“.

Tuttavia bisognerebbe valutare le condizioni fisiche dell’attaccante che non gioca una partita ufficiale da settembre (niente di particolarmente irrecuperabile perché Tevez non è fermo per infortunio). Il City ieri, grazie al gol di Lescott, ha espugnato il campo dell’Aston Villa rispondendo ai cugini dello United che si erano momentaneamente portati in testa alla classifica. Per Mancini un eventuale rientro di Tevez porterebbe solo benefici alla squadra: “Dipende da quando vorrà tornare. Abbiamo giocato tante partite con un solo attaccante, ma Carlos conosce la situazione. Abbiamo già parlato, lo faremo ancora: io non ho alcun problema. Se lui vuole giocare, può succedere“.

Foto | © TMNews

....
condividi 2 Commenti

Genoa e Samp unite: partita di benenficenza pro-alluvionati contro il Manchester City

pubblicato da vieni_127


Genoa e Sampdoria unite per motivi benefici? Di necessità virtù, messe da parte le acredini sportive i tifosi del Grifone e quelli blucerchiati si ritroveranno mercoledì 8 febbraio insieme sulle gradinate dello Stadio Luigi Ferraris per giocare un’amichevole di lusso contro il Manchester City di Mancini. Un’iniziativa lodevole che servirà per raccogliere fondi da destinare alle zone colpite dall’alluvione lo scorso 4 febbraio; proprio Roberto Mancini, che della Samp è stato una bandiera una ventina di anni fa, racconta come sono andate le cose sul sito ufficiale dei blucerchiati:

“Qui al City siamo in tanti legati alla Sampdoria quindi per noi era scontato accettare perché possiamo fare una cosa bella per Genova, una città in cui ho vissuto per 15 anni e dunque sento anche un po’ mia. Da parte dello Sceicco Mansour e della società è stata subito data la disponibilità per quest’evento. Non era facile trovare la data perché abbiamo un calendario particolarmente fitto di appuntamenti, ma ce l’abbiamo fatta e siamo contenti di poter dare una mano”.

Alle parole del Mancio si aggiungono quelle del presidente Riccardo Garrone che giudica la cosa “molto bella, visto che normalmente le due tifoserie non hanno un rapporto idilliaco“. Saranno dunque giocatori del Genoa e della Sampdoria insieme, per un’inedita formazione rossoblucerchiata guidata da quattro bandiere del passato dei due club: Bagnoli ed Eranio da una parte, Vialli ed Eriksson dall’altra.

Foto | © TMNews

....
condividi 6 Commenti

Veron: "Una volta Mancini voleva picchiarmi nello spogliatoio"

pubblicato da Antonio D'Avanzo


Insieme hanno giocato nella Sampdoria e poi nella Lazio. Anni dopo si sono ritrovati all’Inter, ma con mansioni diverse: Mancini era l’allenatore di quella squadra che vinse lo scudetto del 2006 a tavolino in cui c’era anche Juan Sebastian Veron che indossò la maglia nerazzurra nel bienno 2004/2006. Due personalità forti e influenti nello spogliatoio. L’attuale allenatore del Manchester City più introverso e riservato, ma già capace, quando era ancora un calciatore, di impartire consigli ai compagni in campo.

Più espansivo e solare l’argentino, faro indiscusso del centrocampo quasi in tutte le formazioni in cui ha militato. Veron, intervistato da People, ha raccontato brevemente il suo rapporto con Roberto Mancini. Non è stato facile ai tempi della Sampdoria quando il Mancio, nello spogliatoio, incurante della differenza di stazza, gli avrebbe messo volentieri le mani addosso prima di fermarsi in tempo:

“Una volta alla Sampdoria ho avuto una discussione con Roberto Mancini. Non è una persona semplice, ha una personalità complessa. Adesso andiamo d’accordo e posso dire che mi ha aiutato nella mia carriera. Abbiamo giocato insieme nella Samp e nella Lazio, ed è stato anche il mio allenatore all’Inter. All’inizio il nostro rapporto è stato difficile. Stavamo giocando con la Samp e in una partita contro il Piacenza io battei un corner e lui mi disse che dovevo mettere in mezzo palloni più alti. In quel momento, non so perché, la presi male e lo insultai. Dopo, quando sono entrato nello spogliatoio, vidi che lui mi stava aspettando per picchiarmi. Si era tolto addirittura la maglia e voleva lottare come se fossimo atleti di kick-boxing. Per fortuna alcuni compagni non gli permisero di picchiarmi. Io so che non mi ero comportato bene in campo, quindi, quando poi si è calmato, mi sono scusato”.

....
condividi 5 Commenti

Sunderland - Manchester City 1-0 | Video Gol e Highlights Premier League

pubblicato da vieni_127

Ancora una sorpresa in Premier League: dopo le sconfitta di Chelsea e Manchester United, nel giorno di capodanno cade anche il Manchester City che, complice la sfortuna ma anche giocate a volte intrise di sufficienza, perde contro il Sunderland subendo all’ultimo secondo il clamoroso gol della sconfitta ad opera del sudcoreano, classe ‘91, Ji Dong-Won. Con Balotelli in tribuna, Mancini ha cercato di espugnare lo Stadium of Light con Edin Dzeko terminale offensivo supportato da Johnson, Nasri e Touré; il risultato è un dominio sterile che ha avuto il suo culmine nella traversa, scheggiata a dire il vero, che proprio Dzeko ha colpito sul finire di tempo. Nella ripresa l’artiglieria pesante (leggasi Aguero e Silva) non ha smosso il fortino eretto da Martin O’Neill (ottimo il suo approccio sulla panchina dei Black Cats, 10 punti in 5 partite) che hanno sofferto senza colpo ferire (traversa clamorosa di Richards e ottime parate dello stilisticamente bruttino, ma efficace, belga Mignolet); e al 93° il contropiede vincente con Dong (in fuorigioco ma comunque) lesto e freddo di fronte a Hart, che ha saltato depositando la palla in rete. Una beffa incredibile per i Citizens che, c’è da dirlo, nell’ultimo mese e mezzo hanno fatto più male che bene.

....
condividi 1 Commenti

Mancini e le sigarette di Balotelli: "Se fossi stato il padre lo avrei preso a calci"

pubblicato da Cesare Rinaldi

mario balotelli

Mario Balotelli non poteva non finire sulle pagine dei giornali inglesi anche l’ultimo giorno dell’anno, questa volta però non ha scatenato nessun incendio, né ha litigato con qualche compagno in allenamento. Ciò che gli ha fatto guadagnare l’onore delle cronache è il suo amore per le sigarette, a proposito del quale è stato chiesto a Roberto Mancini se intende prendere provvedimenti disciplinari nei suoi confronti così come ha fatto con quelli che hanno in passato mostrato di alzare un po’ troppo il gomito. Questa volta però il Mancio, seppur contrariato dal vizio di Super Mario, si è dimostrato più permissivo.

Pur condannando la cattiva abitudine del giocatore, Mancini crede che non è suo compito intervenire, certo se fosse stato il padre non gli avrebbe risparmiato qualche calcio nel di dietro:

“Sì lo so che fuma, sono a conoscenza di questa sua abitudine. Per me è una cosa che non va bene, ma non sono suo padre o sua madre. Se fosse stato mio figlio lo avrei preso a calci nel sedere, ma non è mio figlio. Gli ho già ripetuto più volte che sarebbe meglio se smettesse. Sono sempre stato e sarò sempre contro questo vizio. Proprio per questo mio figlio non fuma. In ogni caso credo ci sono giocatori, sia in Italia che qui in Inghilterra, che fumino regolarmente. In realtà non credo ne fumi molte, cinque o sei al giorno, ma gli ho già ripetuto che non va bene e che deve smettere”.

Poi l’allenatore italiano ha chiuso l’argomento con una battuta: “Forse usa le sigarette per accendere i fuochi d’artificio!”. Battute a parte Mancini è molto soddisfatto del rendimento di Balotelli: nei suoi 18 mesi in Inghilterra è stato molte volte protagonista di episodi censurabili, allo stesso tempo però il suo rendimento è stato straordinario e mostra ancora notevoli margini di crescita. Dopo la fase finale all’Inter con Mourinho, l’italiano sembra essere tornato quello degli esordi grazie al suo vecchio allenatore, tanto che in molti si chiedono se lo jesino non sia l’unico in grado di gestire il suo indiscutibile talento contemporaneamente con il suo difficile carattere.

I calciatori e il vizio del fumo
I calciatori e il vizio del fumoI calciatori e il vizio del fumoI calciatori e il vizio del fumoI calciatori e il vizio del fumo

Tornando al vizio del fumo Balotelli può rallegrarsi del fatto di essere in ottima compagnia, sono molti infatti i calciatori, in attività o in pensione, che nel corso della loro carriera hanno mostrato di apprezzare le bionde. Tra loro ci sono campioni assoluti come Zinedine Zidane, Diego Armando Maradona, che ha cominciato dopo aver appeso gli scarpini al chiodo, ma anche Johann Cruyff e Socrates, purtroppo di recente scomparso. Il Daily Mirror ha stilato la sua Top Ten guardando soprattutto al calcio inglese, ma anche tra gli italiani non mancano gli esempi, pensiamo ad esempio a Gianluigi Buffon, Alessandro Nesta e Vincenzo Iaquinta, tutti pizzicati con una sigaretta in mano.

....
condividi 3 Commenti

Mancini replica a De Laurentiis: "Per fortuna lo sceicco non è italiano"

pubblicato da Cesare Rinaldi

roberto mancini

Domani sarà il giorno della resa dei conti per il Napoli impegnato in Champions League, una vittoria sul campo del Villarreal significherà il passaggio del turno, altrimenti si dovrà sperare nelle buone notizie in arrivo da Manchester. Ed è ovviamente giorno di vigilia anche per il City di Roberto Mancini, la sconfitta di Napoli ha complicato maledettamente i piani degli inglesi che però possono ancora coltivare qualche piccola speranza di successo, anche per loro ci sarà da tenere gli occhi ben attaccati alle radioline. L’allenatore italiano ha tenuto nel pomeriggio l’abituale conferenza stampa del giorno prima e nel suo intervento ha voluto rispondere alle insinuazioni fatte dal patron partenopeo Aurelio De Laurentiis a proposito di un eventuale premio partita promesso dallo sceicco Mansour ai giocatori spagnoli affinché garantiscano il massimo impegno contro gli azzurri.

Lo jesino risponde sdegnato a quelle velate accuse, garantendo sulla rispettabilità e sull’onesta del suo datore di lavoro e classificando come tipicamente italiana questo tipo di strategia del sospetto: “De Laurentiis? Per fortuna lo sceicco Mansour non è italiano. È una persona rispettabile, non si preoccupa di queste sciocchezze”. A sostegno di Mancini anche le parole del suo vice, Fausto Salsano, ai microfoni di Radio Kiss Kiss. L’ex sampdoriano insiste sulla scarsa presa che hanno questi ragionamenti fuori dall’Italia assicurando che in Inghilterra le parole del produttore cinematografico non sono neanche state prese in considerazione:

“Le dichiarazioni del presidente del Napoli non ci hanno neanche minimamente toccato. Solo noi italiani abbiamo ascoltato quelle parole, gli inglesi assolutamente no. E’ un episodio che non ci tocca affatto, il problema non esiste. Se è stata una provocazione? Il presidente del Napoli ha, come si suol dire, tirato il sasso per poi nascondere la mano. Ma tutto fa parte dei giochi, la cosa più importante da parte nostra sarà giocare bene e vincere con una grande prestazione. Il Napoli? Andrà a Villareal a fare la partita, le chiacchiere le porta via il vento. Noi certamente continuiamo a coltivare il grande sogno del passaggio agli ottavi di finale di Champions League.Intanto, domani dovremo fare una grande partita e battere il Bayern Monaco, per poi sperare in un risultato importante del Villareal contro il Napoli”.

Anche Mancini in conferenza stampa si è espresso più o meno in questi termini, ha sottolineato l’importanza della vittoria contro il BayernMonaco mostrando nel contempo piena fiducia nella professionalità del club spagnolo che, seppur ancora a zero punti nel girone, di sicuro onorerà al massimo l’impegno contro il Napoli. Napoli che secondo l’ex allenatore di Lazio e Inter non è affatto superiore alla sua squadra, anche se bisogna accettare il verdetto del campo e soprattutto la sconfitta rimediata al San Paolo:

“Penso che siamo migliori rispetto al Napoli. Ma il Napoli ci ha battuto e se vince in casa del Villarreal merita di andare avanti. Il Villarreal è un club serio e in Champions League si gioca sempre per vincere. Nessuna squadra gioca per perdere in questo torneo: il Villarreal ha perso 5 partite, penso che gli spagnoli ci tengano a vincere l’ultima gara. Sappiamo che è difficile, dobbiamo solo pensare a battere il Bayern Monaco. Se arrivano buone notizie dal Villarreal… Sapevamo che questo gruppo sarebbe stato difficile. Abbiamo commesso qualche errore, una squadra come la nostra non può perdere 2 partite su 5. C’è ancora un match da giocare, mai dire mai. Se andiamo avanti, saremo un grosso problema per le altre squadre. Ma prima dobbiamo qualificarci”.

Continua a leggere: Mancini replica a De Laurentiis: "Per fortuna lo sceicco non è italiano"

....
condividi 2 Commenti

Video - Il gran gol di tacco di Bruno Mezenga della Stella Rossa

pubblicato da vieni_127

Ogni tanto è cosa buona e giusta riconciliarsi col calcio, la cui essenza indubbiamente è il gol; per questo motivo vi proponiamo la rete del brasiliano Bruno Mezenga della Stella Rossa di Belgrado, andato a rete con un pregevole tacco al volo nella gara vinta dalla squadra della capitale serba contro i malcapitati giocatori dello Smederevo (la partita è finita 4-0). Ci sono tanti modi per segnare di tacco: il più spettacolare è indubbiamente il colpo dello scorpione, mentre a nostro avviso al secondo posto c’è l’interno tacco al volo (più facili i gol alla Crespo o i gol di tacco come quelli di Roberto Mancini contro il Parma o Alessandro Del Piero contro il Torino). In questo senso il gol di Mezenga richiama alla mente la grande realizzazione di Amantino Mancini in un derby vinto dalla Roma nella stagione 2003-2004 (dopo il salto potrete ammirare anche la prodezza dell’ex romanista), ma anche quella di Gianfranco Zola (anche questo da gustarsi sotto) quando giocava nel Chelsea. Elevatissimo coefficiente di difficoltà, con necessità di coordinazione estrema.

Continua a leggere: Video - Il gran gol di tacco di Bruno Mezenga della Stella Rossa

....
condividi 0 Commenti

Roberto Mancini rammaricato ma soddisfatto dei suoi: "Non meritavamo di perdere"

pubblicato da Cesare Rinaldi

roberto mancini

Finisce male la trasferta italiana di Roberto Mancini, il suo Manchester City, che sta volando in Premier League, perde a Napoli e vede diminuire drasticamente le sue possibilità di superare il turno di Champions League. Che la partita sarebbe stata difficile lo jesino lo aveva previsto nella conferenza stampa della vigilia, ma alla fine dei novanta minuti non ha nulla da rimproverare ai suoi ragazzi se non qualche minuto di scarsa concentrazione in avvio di ripresa. Il 2-1 è un risultato a suo modo di vedere bugiardo proprio in virtù di queste considerazioni e comunque non perde le speranze di approdare agli ottavi:

“Non credo che meritassimo di perdere questa partita. Chiaramente il Napoli ha avuto occasioni dopo il 2-1 perché in contropiede sono straordinari, però noi abbiamo fatto una buonissima gara, abbiamo raggiunto il pareggio, abbiamo avuto occasioni per andare sul 2-1. Abbiamo concesso due gol stupidi secondo me, potevamo evitarli benissimo, ma non sono assolutamente arrabbiato per la prova della gara. Mi aspettavo un Napoli così. Noi abbiamo avuto occasioni per fare gol, la palla non è entrata e non finisce il mondo: abbiamo perso una partita, ora ce ne sarà un’altra, chiaramente non dipende più da noi, però noi crediamo in questo, perché è difficile finire il girone con zero punti, quindi se il Villarreal gioca la partita, non si sa mai”.

Come parziale consolazione si può comunque pensare che per il Manchester City si tratta comunque di un esordio nel massimo trofeo continentale, proprio come per il Napoli, forse questo aspetto in una competizione così dura può essere determinante. Senza nulla togliere ai partenopei, che definisce una squadra furba, l’allenatore si dice in ogni caso contento dei suoi giocatori e rifiuta di trovare facili scuse come quella della loro presunta poca esperienza su palcoscenici di questo tipo:

“Abbiamo bravi giocatori. Non è che si può sempre vincere, purtroppo, qualche volta si rischia anche di perdere. Noi abbiamo fatto la partita, siamo contenti di quello che abbiamo fatto a livello di gioco, siamo una squadra che qualche errore a volte lo fa, è un anno e mezzo che giochiamo insieme, non pensiamo di essere il Real Madrid o il Barcellona, giochiamo bene, ma qualche volta puoi anche perdere. Il Napoli è una squadra italiana, furba, sapeva che non poteva concederci tante occasioni, ci ha aspettato però io alla fine sono contento della prestazione, mi spiace solo per il risultato”.

Le Foto di Napoli - Manchester City 2-1
Le Foto di Napoli - Manchester City 2-1Le Foto di Napoli - Manchester City 2-1Le Foto di Napoli - Manchester City 2-1Le Foto di Napoli - Manchester City 2-1

Continua a leggere: Roberto Mancini rammaricato ma soddisfatto dei suoi: "Non meritavamo di perdere"

Inter, parla Lele Oriali: "Io fatto fuori da Branca"

pubblicato da vieni_127


Una vita da mediano a recuperar palloni, poi la scrivania dell’Inter a cercare la formula per dare un senso a quell’”amala!“, quindi gli studi tv di Mediaset Premium: dopo 30 anni di nerazzurro, Gabriele Oriali si è fatto da parte con gran dignità da un anno e mezzo a questa parte, senza dichiarazioni fuori dal coro, col suo solito charme e compostezza. Perché andato via il Mourinho di tripletiana memoria, si è smaterializzato anche il Lele della Pinetina, senza una spiegazione ma con molte domande dei tifosi del Biscione: perché è stato scaricato dal magnanimo Moratti? Cosa c’è dietro? Dopo più di quindici mesi, è lo stesso Oriali a rispondere dalle colonne della Gazzetta dello Sport:

“Nemmeno io conosco i veri motivi, dopo 30 anni all’Inter in cui pensavo di aver guadagnato più rispetto e credibilità. Invece sono fuori e non ne conosco il motivo. So soltanto che il presidente si è lasciato convincere da Branca e altri dirigenti che volevano un nuovo progetto senza di me e visti i risultati degli ultimi sedici mesi, sono felice di non aver fatto parte di questo progetto. Errori commessi? Di inesperienza e presunzione in fase di programmazione. Fare il dirigente all’Inter non è semplice e nessuno può pensare di avere capito tutto se manca di esperienza. Benitez era un allenatore nuovo, andava supportato da qualcuno che conoscesse bene l’ambiente. Gasperini è stato un errore. Non ho nulla contro di lui ma tutti sapevano come giocano le sue squadre. E allora perché è stato perso tempo, invece di prendere subito Ranieri che era libero anche a giugno? Evidentemente in seno alla società c’è tanta confusione”.

Stilettata a Marco Branca, ma da un certo punto di vista anche a Massimo Moratti che ha dato il benservito a quell’elegantone di Oriali senza troppi cincischi:

“Con Moratti ho parlato prima e dopo. Anche pochi giorni fa mi ha rinnovato la sua stima in tv. Forse con il tempo ha capito tante cose, ma evidentemente non poteva più tornare indietro. L’Inter è sempre nel mio cuore e un giorno chissà. Ma adesso non ci sono le condizioni e io non sono il tipo che pone ultimatum. Non sono più andato nemmeno allo stadio, anche se gentilmente Moratti mi ha lasciato le tessere, proprio per evitare di creare problemi con la mia presenza”.

Continua a leggere: Inter, parla Lele Oriali: "Io fatto fuori da Branca"