Stasera parte anche l’altra Europa, quella meno prestigiosa, quella più povera: di fascino, di appeal ma anche sul piano economico. Inutile dire che l’attrazione principale, per quanto riguarda il nostro Paese, è il Milan Campione del Mondo, tornato tra i comuni mortali e pronto (forse) a confrontarsi con una realtà poco conosciuta, su palcoscenici meno esaltanti.
Lo Zurigo, avversario dei rossoneri è secondo in classifica in Svizzera ed è reduce da un vittorioso 7-1 in trasferta. In altri tempi, in casa Milan avrebbero accolto con un sorrisoun impegno casalingo di questa portata. Ma oggi, tutto fa paura. E la sconfitta, se pur in amichevole con il Lugano che milita nella serie B svizzera, di certo non aiuta a stare tranquilli. E poi c’è la lezione della Roma, umiliata a domicilio da dei perfetti sconosciuti questo martedi.
Spazio a Dida tra i pali, ed è una scommessa. In avanti, davanti al solo Kakà, dovrebbe esserci la coppia Borriello-Pato, anche se voci di corridoio parlano di una possibile sorpresa, con Shevchenko che potrebbe partire al posto dell’ex genoano. A centro campo Flamini, Ambrosini e probabilmente Seedorf in regia, con Gattuso già in panchina. Spazio ad Antonini sulla fascia destra, al posto di Zambrotta.
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I giocatori e la società lo dicono da anni, il Milan entra nel sangue e nel cuore. Lo aveva fatto capire Rui Costa, lo ha fatto Marco Van Basten dopo la vittoria mondiale e tanti altri giocatori passati a Milanello ma in quei casi parlavamo di persone che avevano chiuso a fine carriera o quasi, questa volta no, questa volta è Alberto Gilardino a ringraziare tutti tramite una lettera pubblicata sul sito ufficiale della società rossonera. Qualcosa di speciale e bello che conferma la caratura dell’uomo, un ragazzo speciale.
Era arrivato a Milanello il 17 luglio del 2005 e ha collezionato 36 gol in 94 presenze, ha lasciato il Milan da campione d’europa e del mondo, ha lasciato i suoi tifosi che avevano addirittura aperto petizioni on-line per evitare la partenza, così, oggi, ringrazia tutti per l’affetto che ha sempre ricevuto:
“I tre anni passati al Milan sono stati anni importanti e molto formativi, il passaggio alla grande società organizzata mi ha fatto scoprire un mondo nuovo, diverso e dal quale ho avuto modo sia di imparare che di crescere. Devo essere grato a tutti coloro che hanno vissuto con me, in questi anni al Milan, momenti belli e alle volte anche difficili, ma che mi hanno visto maturare ed essere più cosciente delle mie possibilità.
Voglio ringraziare chi mi ha voluto e tutte le persone con cui ho condiviso gioie all’interno di questa società.
La decisione ormai è defintiva: Manuel Rui Costa (Fotogallery) a giugno terminerà la sua onorata carriera da calciatore. Il portoghese ne ha dato l’annuncio in questi giorni sottolineando la sua soddisfazione per essere riuscito a chiudere proprio nella squadra dalla quale era partito: il suo Benfica.
Il fantasista portoghese nella sua lunga carriera ha raccolto molti successi. Calcisticamente è cresciuto nel Benfica, società che lo ha preso a soli 9 anni su suggerimento del grandissimo Eusebio. L’esordio tra i professionisti lo ha fatto con il Fafe, le buone prestazioni lo hanno fatto ritornare alla casa madre. Nei suoi primi anni da calciatore ha vinto un mondiale Under 20 e un campionato portoghese e una coppa di Portogallo.
Poi è arrivata la Fiorentina e i magici tempi in cui faceva coppia con Gabriel Batistuta. Nel periodo in viola ha vinto due Coppe Italia e una Supercoppa Italia. Poi il passaggio al Milan per cifra record di 85 miliardi delle vecchie lire. In rossonero ha giocato con continuità nei primi tre anni per poi lasciare spazio all’emergente Kakà.

Questa sera si chiude con una settimana di anticipo il Gruppo D della Champions League con la doppia sfida tra Milan e Celtic da una parte e Shakthar Donetsk e Benfica dal’altro. La data di oggi è stata stabilita dall’UEFA per consentire ai Campioni d’Europa di volare in Giappone per il Mondiale per Club.
Al Meazza si chiude il sipario per quanto riguarda questa prima fase della manifestazione. Cominciamo con il dire che, con un pareggio sono tutti contenti, o quasi: i rossoneri, già aritmeticamente qualificati, si assicurerebbero anche il primo posto nel girone (aspetto da non sottovalutare dal momento che tutte le “big” stanno vincendo i rispettivi gruppi), gli scozzesi dal canto loro, passerebbero il turno, indipendentmente da quanto accadrà in Ucraina.
In quest’ottica va interpretata la frase di Carlo Ancelotti: “Un pareggio? Non sarebbe uno scandalo.” Detto questo, lo stesso tecnico di Reggiolo assicura come schiererà comunque la migliore formazione, senza pensare al Sol Levante. D’altra parte, i biancoverdi, che devono guardarsi le spalle, fuori casa non sono altrettanto temibili come tra le mura amiche.
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Benfica e Milan ancora di fronte nella massima competizione europea. Una sfida che si perde nella notte dei tempi, da Eusebio e Altafini fino a Rijkaard, Rui Costa e Inzaghi. L’obiettivo del Milan é chiaro: vincere per tagliare il traguardo qualificazione in anticipo e concentrarsi sul big-match con la Juventus di Sabato prossimo senza tarli fastidiosi nella testa.
La sfida rappresenta l’ultima spiaggia per il Benfica che viaggia bene nella SuperLiga Portoghese, dove é secondo in classifica con 25 punti, frutto di 7 vittorie, 4 pareggi e 0 sconfitte. La formazione di Lisbona non perde in Campionato da oltre un anno: 1-3 casalingo contro SC Braga, il 18 novembre 2006. Da allora, 22 vittorie e dieci pareggi. Non male davvero.
Numeri che fanno meno impressione se messi a confronto con il cammino europeo. L’undici dell’ex merengues Camacho chiude infatti il Gruppo D con soli tre punti frutto dell’unico successo per 1-0 contro il Celtic a fronte di tre sconfitte.

E’ tempo di Celtic-Milan. E’ tempo di Champions League. Chissà se l’atmosfera serale, l’aria europea e la musica introduttiva che caratterizzano le partite di Coppa, faranno bene a questo frastornato Milan, nell’incontro valido per la seconda giornata del girone D.
Quella di questa sera è la partita numero 200 del Milan nella storia della Coppa dei Campioni/Champions League. E scusate se è poco.
Si viaggia nella memoria dal lontano 1° novembre 1955 quando, a San Siro, arrivò ospite la formazione tedesca del Saarbrucken (il Milan pagò l’emozione perdendo 3-4 salvo poi ribaltare le sorti al ritorno, vincendo 4-1 in trasferta), fino al recentissimo incontro contro il Benfica dell’ex Rui Costa, di due settimane fa.
Per Kakà, capocannoniere della scorsa edizione della competizione, sarà invece la gara numero 50 nell’Europa che conta con la maglia rossonera: l’esordio è datato 16 settembre 2003, sempre a San Siro, ma contro l’Ajax.
L’inizio di stagione rossonero, come detto, non è stato dei più esaltanti, fatto salvo per la vittoria della Supercoppa Europea ai danni del Siviglia.
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La Champions League 2007/08 riparte questa sera e i Campioni d’Europa del Milan scendono subito in campo a San Siro contro i portoghesi del Benfica guidati dell’ex Manuel Rui Costa.
A meno di 4 mesi dal trionfo di Atene contro il Liverpool i rossoneri, forti delle 7 Coppe dei Campioni conquistate si lanciano in nuova sfida nella prima partita di un girone di qualificazione all’apparenza privo di grandi insidie. I Campioni di Scozia del Celtic e lo Shakhtar Donetsk di Cristiano Lucarelli almeno sulla carta non sembrano attrezzati per poter impensierire i rossoneri, ma per evitare problemi centrare i 3 punti nella prima partita casalinga con il Benfica rappresenta un obiettivo minimo e alla portata del Milan.
Carlo Ancelotti, fedele alla mentalità europea della società, ha risparmiato alle sue stelle Pirlo, Kakà e al terzino titolare Oddo la trasferta a Siena nella quale il Milan ha sofferto l’aggressività della provinciale toscana portando a casa un pareggio in extremis grazie al gol di Nesta.
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Rui Costa, ex Milan ed ex Fiorentina, era stato uno dei protagonisti e dei delusi della finale di Champions League del 2005 proprio contro il Liverpool.
Il portoghese era subentrato a partita in corso ma aveva visto dal campo le tre prodezze dei Reds e i rigori che hanno deciso l’incontro.
Quella ferita brucia ancora anche per lui, nonostante il cambio di maglia per approdare al Benfica.
Proprio per questo Rui Costa ha deciso di inviare una lettera di augurio al Milan, che la società ha poi pubblicato sul sito ufficiale:
L’ Inter vi aveva scatenato qui. Ora tocca al Milan.
Anche qui ho preso in considerazione un periodo ben definito, l’era Berlusconi; un periodo abbastanza lungo costellato di successi, ma anche di qualche bidone che qualcuno avrà forse dimenticato. Come per i cugini, ho eliminato coloro che sono venuti con meno ambizioni e minore esborso economico, come Bogarde, Andersson o Julio Cesar, e soprattutto coloro che ancora giocano in maglia rossonera, come Oliveira che promette molto.