Highlights Serie A Lazio - Milan 2-0 | Video Gol (Hernanes, Rocchi)
1 Febbraio 2012 - Il Milan continua il suo cammino non esaltante negli scontri diretti con le “grandi”. Non sono bastate le sconfitte con la Juve, con l’Inter e con il Napoli arrivano 0 punti anche dalla trasferta di Roma contro una Lazio in emergenza fra infortuni e mancati acquisti di un mercato di gennaio molto deludente. I rossoneri giocano con il solito piglio, aspettano che arrivi il colpo del campione, l’episodio che dà una svolta al match, ma non sono brillanti né fortunati con la terna arbitrale quando Damato concede un rigore per mani di Dias e viene indotto dal suo assistente a cambiare decisione.
Ti aspetti il colpo di Ibra, invece ecco Hernanes che sfrutta la finta di Rocchi e gira di destro beffando Abbiati al 75′. L’Olimpico infreddolito esplode, ma la vera può esplodere quando è ancora il capitano ad infilare il portiere rossonero a 5 minuti dalla fine. Il Milan si ritrova con un punto di ritardo e una partita in meno dalla capolista Juventus e ha bisogno di trovare la stessa continuità di cui gode con le piccole anche nei big match per tenere il passo dei bianconeri in questa prima parte del girone di ritorno infarcita di scontri diretti.
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Highlights Serie A Inter - Lazio 2-1 | Video Gol (Rocchi, Milito, Pazzini)
22 Gennaio 2012 - L’Inter continua la sua marcia e sale al quarto posto in classifica battendo la Lazio a San Siro. Buona partita dei biancocelesti che si trovano di fronte una squadra cinica e in grado di segnare praticamente nelle uniche due occasioni vere costruite nel match. Migliore in campo sicuramente Tommaso Rocchi, una spina nel fianco di Samuel e Lucio che fanno molta più fatica a contenere lui che Klose e Cissè. Il capitano della Lazio prima prende un palo dopo un errore di Lucio, poi sfrutta l’assist di Ledesma per portare avanti i suoi.
L’Inter va un po’ in difficoltà, ma quando la prima frazione sembrava finita Ricky Alvarez (fino a quel momento pessimo) assiste Milito in un triangolo che consente all’argentino di battere Marchetti riportando in parità il punteggio. Nella ripresa i nerazzurri faticano a costruire gioco nonostante il cambio di modulo imposto da Ranieri, ma su un colpo di testa, un rinvio, di Lucio la palla viene fatta scorrere da Biava che non si accorge di Pazzini alle sue spalle. L’attaccante parte in leggero fuorigioco e con un pallonetto mettere in rete. Sul 2 a 1 la Lazio spreca almeno due ottime occasioni, ma può recriminare per un presunto fallo di mano in area volontario di Lucio, l’arbitro concede fallo a favore per una spinta di Klose.
Foto | © TMNews
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Lazio-Verona 3-2 | Video Gol Highlights Coppa Italia
Hernanes, all’ultimo minuto, toglie la castagne dal fuoco di una squadra ancora stordita dal traumatico inizio di stagione a Siena e manda la Lazio ai quarti di finale della Coppa Italia. I biancocelesti affronteranno nel turno successivo la vincente del confronto tra Milan e Novara. Il Verona conferma tutte le cose buone fatte vedere in questa stagione, nel campionato di Serie B e riesce a rimontare i due gol di svantaggio facendo sognare gli oltre duemila tifosi scaligeri giunti sino a Roma. La Lazio sblocca con Dias al 44′ il risultato sugli sviluppi di un calcio d’angolo dove la difesa veronese si addormenta.
Nella ripresa, al 57′, Rocchi porta sul 2-0 i capitolini trovando il gol dopo una deviazione fortuita di Pugliese che beffa il portiere. La Lazio si addormenta e il Verona crede alla rimonta che comincia con Berrettoni: il gol dell’1-2 è un colpo di testa in mezzo alla difesa laziale distratta. D’Alessandro riporta il Verona in parità sfruttando un’altra disattenzione difensiva della difesa di Reja. Ma al 91′ Hernanes, con una punizione imparabile che tocca prima il palo e poi finisce in rete, regala la qualificazione ai biancocelesti.
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La Lazio torna alla vittoria dopo il passo falso casalingo contro la Juventus in campionato e il pareggio in Romania contro il Vaslui che le ha compromesso la qualificazione al turno successivo di Europa League. La doppietta di Rocchi e il gol di Biava sono un’iniezione di fiducia per i biancocelesti che tengono il passo di Juve, Milan e Udinese e mantengono i cinque punti di vantaggio sul Napoli. A fine partita Djibril Cisse è andato a salutare e a ringraziare i tifosi della Curva Nord dopo le incomprensioni nate su Twitter.
Un altro fuori programma ha riguardato l’aquila Olimpia: durante il consueto giro dello stadio prima del fischio di inizio ha deciso di non tornare dal suo addestratore e di fermarsi “a vedere” la partita sul tetto dello stadio Olimpico. La sua fuga è finita poco prima di mezzanotte. Solo a partita terminata già da un pezzo l’aquila si è posizionata nei distinti Sud prima di farsi riprendere dall’addestratore. A fine gara Edy Reja, dai microfoni di Sky, ha lasciato trapelare una certa soddisfazione dopo il risultato conseguito:
“E’ stata una prova di maturità, mi dispiace per Cisse e Klose che non hanno finalizzato. La squadra ha fatto una buona prestazione. Rocchi sempre titolare? Ci sarà spazio per tutti quando hai un gruppo come ce l’ho io non c’è problema, l’importante è che rispettino le scelte del tecnico. Sono molto soddisfatto delle scelte di Cisse. Torniamo a respirare l’aria Champions, la nostra è una squadra che merita questi risultati”.
Lazio-Novara 3-0 (Biava al 15′, Rocchi al 22′ p.t.; Rocchi al 26′ s.t.) | Le Foto




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Lazio - Novara 3-0 | Video Gol e Highlights Serie A
5 Dicembre 2011 - Eccovi il video con i gol e gli highlights di questo monday night della Serie A. La Lazio strapazza il Novara in casa in una gara praticamente senza storia segnata dalla doppietta di Tommaso Rocchi, ancora una volta preferito a quel Cissè che tante polemiche ha ingenerato con le sue uscite su Twitter dopo la partita contro il Vaslui prima di ritrattare tutto. Reja comunque continua a vederlo come riserva del capitano e stasera Rocchi ripaga in pieno la fiducia del suo mister salendo a quota 102 reti con la maglia biancoceleste.
Per raggiungere al quarto posto assoluto nella classifica dei marcatori della Lazio il grande Bruno Giordano gli mancano soltanto 6 reti, una bella soddisfazione per l’ex giocatore dell’Empoli e ora bandiera della squadra romana. A sbloccare il match stasera ci aveva pensato prima di lui Biava, il centrale difensivo in una delle più classiche azioni su calcio d’angolo: battuta perfetta di Hernanes colpo di testa ad insaccare il pallone. Dopo appena sette minuti Rocchi chiude di fatto la partita che diventa una sfida facilmente gestibile per la Lazio. Nella ripresa Klose sbaglia un gol clamoroso, non da lui, prima che Rocchi riesca ad arrotondare il punteggio. Nel finale Reja mette in campo proprio Cissé, ma l’attaccante è sfortunato e coglie soltanto un palo rimandando alla promessa di tornare al gol a meno di una settimana dalla bellicosa promessa di giovedì sera.
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Undici partite e due capoliste, così diverse eppure assimilabili in quanto a intensità, ad ardore, a concretezza: questa sera all’Olimpico di Roma la Lazio ospiterà la Juve con cui divide lo scettro del primato in classifica, seppur i bianconeri hanno una partita in meno rispetto ai capitolini. Sarà una sfida gustosissima, un match che darà importanti indicazioni per il prosieguo della stagione di entrambe le squadre; no, nessuna delle due parla e vuole parlare di scudetto, eppure le loro velleità per quest’anno non possono che essere legate a doppio filo allo scontro diretto. La Lazio vuole diventare definitivamente grande dopo anni passati a costruire, mattonella dopo mattonella, una squadra solida e affidabile; la Juve invece cerca risposte alle amletiche domande che va facendosi da un mese a questa parte: sarà questa la volta buona per riportare il tricolore a Torino dopo anni di inenarrabili sofferenze?
Per Antonio Conte, sanguigno allenatore della Vecchia Signora, la parole d’ordine è lavorare; solo a fine girone d’andata si potrà pensare a qualcos’altro:
“L’anno scorso la Lazio è arrivata davanti a noi in classifica, si è rinforzata come la Juve. Reja ha fatto un gran lavoro, nel gruppo si vede la qualità dei singoli. La Lazio lotterà fino alla fine per le prime posizioni. Ma noi andiamo a fare la partita come abbiamo sempre fatto, senza timori. Non farò calcoli: giocherà la migliore formazione possibile, non risparmierò i diffidati. Guardiamo di partita in partita, come sempre. Quando mi sentirete parlare di scudetto? Mai. Non siamo tra le favorite, la strada è ancora lunga. Stiamo lavorando per costruire qualcosa di importante, primi bilanci li possiamo fare al termine del girone di andata. Non guardiamo in là, adesso ci siamo portati avanti col lavoro nel caso in cui dovessero arrivare momenti duri. Siamo andati al di là anche delle migliori aspettative. In estate si diceva che questa Juve non si era rinforzata in modo adeguato, e che c’erano troppe incognite. E invece…”.
Unico dubbio di formazione quello inerente le condizioni di Andrea Pirlo che, nel caso non dovesse farcela, metterebbe il trainer salentino di fronte a scelte quanto meno difficili da prendere. Chi sarebbe il suo sostituto? Ci sarebbe addirittura da tornare al 4-4-2 di inizio stagione?
“C’è ancora un allenamento, valuteremo tra oggi e domani le sue condizioni, sapendo che il campionato non finisce con la Lazio o il Napoli. Parlerò con il giocatore e prenderemo la decisione più opportuna. Se non dovesse farcela in ogni caso nell’immediato il modulo non cambia. Se mai dovessi fare i conti con un’assenza prolungata di un centrocampista centrale potrò valutare qualche cambiamento di modulo. E qualche soluzione alternativa come Giaccherini, Estigarribia, Marrone o Pazienza”.
La Lazio non ha paura, confida nel calore dei propri tifosi ed è pronta alla battaglia; lo sa bene il condottiero della truppa lotitiana, un Edy Reja che seppur all’anagrafe risulta l’allenatore più anziano della Serie A, quando si parla di grinta e di motivazioni ha lo spirito di un ragazzino:
“Questa è certamente una partita importante per entrambi. Ci darà la dimensione esatta per le nostre ambizioni. Questa è la Gara con G maiuscola, considerando che in casa non abbiamo sempre espresso un gioco impeccabile. Sfida scudetto? Difficile dirlo. Il Milan resta il favorito, poi c’è la Juve, e attendiamo l’Inter. Noi potremmo essere la sorpresa. La Juventus ha trovato un equilibrio tattico con Pepe e Pirlo. Inoltre ho notato che Lichtsteiner è notevolmente migliorato nel cross rispetto a quando giocava con noi, quindi dovremo essere molto accorti. Noi oramai abbiamo affrontato diverse squadre con vari moduli e in virtù di questo siamo abituati. Siamo pronti”.
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Dal 16 settembre 2004, era un partita di Coppa Uefa contro il Metalurg in trasferta, al 30 ottobre 2011, vittoria al Sant’Elia di Cagliari: due le cose in comune, il risultato (0-3) e uno dei gol realizzato da Tommaso Rocchi. L’attaccante veneziano questa sera ha siglato il suo 100esimo gol con la maglia biancoceleste e lo ha fatto sfruttando i 7 minuti che gli ha concesso mister Reja, ad oggi troppo dipendente (e non a caso) del trio delle meraviglie Hernanes - Cissé - Klose. Ma Rocchi, al quinto posto in solitaria tra i bomber di tutti i tempi della Lazio (il primo è Piola con 150 centri, quarto Giordano a 108), non si è mai fasciato la testa, lavorando in settimana e facendosi trovare pronto quando chiamato in causa: come stasera quando a pochi minuti dal termine ha battuto Agazzi sfruttando una bella punizione di Christian Ledesma.
“l centesimo gol è arrivato oggi, quando meno te lo aspetti perché se programmi le cose non arrivano. Sono felice, adesso mi rendo conto di quello che ho fatto. Oggi speravo di giocare e invece sono entrato a poco dalla fine ed è arrivato il gol. E’ stata una gioia immensa. Sono contento per il gol e per la vittoria. Siamo un bel gruppo, tutti sapevano quanto ci tenessi a fare questo gol e col passare delle giornate mi dicevano ‘prima o poi arriva’”.
Soddisfatto, come è ovvio che sia, Rocchi che in stagione aveva già segnato 3 gol in Europa League contro il Rabotnicki; le parole testé riportate sono quelle rilasciate a Sky, mentre dal corrieredellosport.it si evincono ulteriori particolari, almeno a leggere il virgolettato dell’attaccante:
“Dopo aver mostrato la maglia con il numero 100, festeggio con un’altra maglia dedicata ai miei figli, loro sono la cosa più importante per me. Era da un po’ che inseguivo questo traguardo, sono strafelice e solo adesso mi rendo conto di quello che ho fatto. Quando ho segnato quasi non ci credevo, è stata una gioia immensa. Sono felice per la vittoria anche se pensavo di giocare dall’inizio, questi sono tre punti importanti, arrivati su un campo molto difficile. Siamo un grande gruppo. Mi hanno festeggiato tutti? Sì, perché siamo un bel gruppo, perché mi vogliono bene e poi perché,, comunque tutti sapevano quanto ci tenessi a questo gol. Anche loro, con il passare delle giornate, mi dicevano che prima o poi sarebbe arrivato. Penso siano stati contenti anche loro”

A tre giorni da uno derby più sentiti del mondo ci pensa Francesco Totti a scaldare la stracittadina. Il capitano dei giallorossi, in sala stampa, prima stuzzica Reja, definendolo un portafortuna, poi invita l’aquila Olympia a farsi un giro al mare dove ci sono i gabbiani (l’animale non effettuerà il consueto volo per evitare problemi ed eventuali lanci di oggetti da parte di qualche esagitato). “Chi sarà l’uomo derby? Reja, è un portafortuna. A parte gli scherzi, spero che non ci sia Klose, è molto forte. Comunque loro sono favoriti, come sempre“, dice Totti.
La Roma ha vinto gli ultimi cinque derby e nell’ultimo il giallorosso ha segnato una doppietta: “L’ultimo, ho segnato la prima doppietta. C’erano state tante critiche sul fatto che era meglio che non giocassi… Sono quei derby che sogni, poi gli sfottò ci stanno e i derby sono belli anche per questo“. Totti parla del suo rapporto con Luis Enrique:
“Forse all’inizio non ci siamo capiti. Non era come volevo. Volevo giocare, stavo bene e non riuscivo a capire cosa sbagliavo. Sabatini e DiBendedetto dicevano che ero al centro del progetto, poi però non giocavo o venivo sostituito. Non riuscivo proprio a capire. Poi si è risolto tutto. Con il tecnico parlo spesso e ho un buonissimo rapporto. Lo paragonerei a Spalletti: il nostro è un gioco offensivo. Ci alleniamo intensamente, due ore e mezza sono troppe! Era dai tempi di Zeman che non mi allenavo così (ride, ndr). Ma a parte gli scherzi ci fanno bene. E’ un allenatore che può fare bene in questa città. Ha un gioco spagnolo, diverso, sperando un giorno che sia come il Barcellona, anche se sappiamo che sarà difficile. Ha idee chiare, innovative. Ci insegna cose che in Italia non abbia mai fatto”.
E lo scudetto? E’ roba “da settentrionali” per il pupone: “No, non ci interessa. È una questione da zone Nord… Ci vorrà tempo prima di vincere, è una squadra ringiovanita ed in Italia serve tempo“. Quindi la stoccata sull’aquila: “Se sia giusto farla volare? Meglio non rispondere sennò mi arrestano. Se dovesse volare sarebbe una bella coreografia ma non lo farà. Andasse al mare a farsi un giro, tanto gabbiani, aquile, sono tutti uguali”.
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Seconda vittoria in due giorni per la Lazio, dopo il 4-1 rifilato al Cluj. Questa volta, nello stadio “Centro d’Italia” di Rieti, a scendere in campo sono stati i giocatori non utilizzati a Fiuggi contro la squadra rumena. Il 2-0 all’Aris Salonicco è stato firmato al 22′ Rocchi e al 33′ da Cissé. Convincente la prova di Rocchi, in gol da distanza ravvicinata su assist di Mauri, e quella di Cissè, che ha segnato con un imperioso stacco di testa, ma poi ha calciato alto un rigore ad inizio ripresa.
Il tabellino
LAZIO 4-2-3-1
1 Bizzarri; 78 Zauri, 21 Diakite, 3 Dias, 14 Garrido; 27 Cana, 24 Ledesma; 99 Cissè, 6 Mauri, 19 Lulic; 9 Rocchi
ARIS 4-3-1-2
13 Sifakis; 6 Michel, 24 Lazaridis, 4 Papazacharias, 32 Vangjeli; 8 Toja, 14 Faty, 2 Neto; 19 Kapetanos; 10 Castillo, 7 Soltani
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Ora la palla passa a Claudio Lotito: da Zarate a Reja, lo scottante assist per il presidente della Lazio lo ha fornito il tecnico goriziano. D’altra parte come avrebbe potuto farlo Maurito? Giochi di parole e scherzi a parte, la questione è seria. Senza mezzi termini: Zarate non passa la palla. E Reja dalla panchina gliene dice di tutti i colori, si imbufalisce, non capisce, quello non è il suo modo di fare calcio. E’ una bomba ad orologeria il buon vecchio Edy e negli spogliatoi se ne infischia di Lotito e del suo gioiello, pagato più di 22 milioni di euro da un non meglio precisato club arabo.
“Zarate è da una vita che fa così: sono qui da un anno, l’anno passato ho messo Rocchi e Floccari e ci siamo salvati. La palla è per undici e non per uno, se non la passa… Quando salti e vai sul fondo la devi dare. Deve correggere il suo modo di giocare, così non va bene. Altrimenti dovrò intervenire” ha tuonato spazientito il tecnico biancoceleste che ha perso il suo terzo derby di fila e in carriera non ha mai battuto la Roma. Il ko di ieri sera non gli è andato proprio giù, il suo capro espiatorio si chiama Mauro Zarate. Che in ogni modo ha conquistato il rigore trasformato da Hernanes.
Dunque ora sotto col Bologna, e per l’argentino si profila la panchina. Un brutta gatta da pelare per Lotito che ha sempre stravisto per il suo pupillo chiudendo spesso la porta in faccia ai possibili acquirenti; l’estate scorsa ci aveva provato il Tottenham di Redknapp. Picche. Ora si dice abbia fatto un sondaggio il Liverpool, ma a che cifre i Reds sono disposti ad assicurarselo? Meglio far contento Reja, il giocatore o accettare una minus-valenza? Al Dall’ara il dribblomane è destinato a veder Sculli debuttare dal primo minuto. Fra non molto torna Rocchi. Zarate inizierà a passarla o verrà ceduto?



