Curioso episodio in Pescara - Livorno. Il tecnico dei toscani, Walter Novellino, stazionava gesticolante nei pressi della linea del fallo laterale, per dare indicazioni ai suoi giocatori. Novellino, ignaro della corsa a grandi falcate del guardalinee attento alle fasi di gioco, viene travolto e cade a terra goffamente. Nessuna seria conseguenza, per fortuna, per l’allenatore dei toscani. Per la cronaca, i toscani hanno battuto in trasferta il Pescara (0-1, gol del lituano Tomas Danilevicius) e sono tornati a ridosso della zona play-off.

Dopo 24 giornate la Serie B ha visto già saltare 12 panchine, le ultime in ordine di tempo sono quelle di Padova e Reggina. I rispettivi allenatori, Carlo Sabatini e Ivo Iaconi, pagano le sconfitte rimediate nell’ultimo turno di campionato contro Piacenza e Vicenza. Entrambe le squadre sono tristemente appollaiate al penultimo posto in classifica con 26 punti, gli stessi del Mantova, dietro di loro soltanto la Salernitana che di punti è riuscita a raccoglierne soltanto 15.
La società veneta ha rilasciato un comunicato stampa con il quale ha dato notizia dell’allontanamento di Carlo Sabatini, artefice della promozione dalla Prima Divisione della passata stagione. Per il momento non è stato nominato un successore, uno dei favoriti pare essere Daniele Arrigoni che in questi giorni viene chiamato in causa anche per la panchina della Lazio. Per il momento, in attesa dell’ufficializzazione del prossimo allenatore la guida della squadra è stata affidata a Emanuele Pelizzaro e Paolo Baffoni che dirigeranno l’allenamento di oggi pomeriggio a Bresseo. La società patavina ringrazia Sabatini per quanto fatto sottolineando la gratitudine per un allenatore che resterà per sempre nella storia e nel cuore del club.
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Quattro punti in cinque partite, troppo pochi: il bottino raccolto da Mario Beretta nei 450 minuti trascorsi sulla panchina del Torino non erano quanto si aspettava Urbano Cairo. La squadra è una polveriera, l’ombra del calcio scommesse (sebbene la cosa sarebbe stata smentita finanche da Abete), l’agguato ad alcuni giocatori nel corso del compleanno di Di Michele, le dimissioni del ds Rino Foschi, sconfitte a raffica e un gioco che non c’è, dalle parti di Torino sono tempi cupi per entrambe le squadre cittadine. Come successo in passato, il caparbio editore e presidente del Toro Cairo, è ritornato sui suoi passi e ha richiamato il vecchio allenatore: lo fece con De Biasi e con Novellino, ora si ripete con Stefano Colantuono.
Il tecnico romano, esonerato all’indomani della sconfitta clamorosa in casa contro il Crotone, a conti fatti viaggiava con una media punti dignitosi non risultando poi così lontano dalle zone nobili della classifica (anzi, si trovava praticamente in zona playoff, a differenza di ora, a 4 punti dal sesto posto). Ma nulla è perduto e la soluzione Colantuono alla fine sembra la più saggia: conosce l’ambiente e i giocatori, non bisogna pagare un ulteriore stipendio, è un ragazzo caparbio e pieno di entusiasmo. La piazza non era certa andata in brodo di giuggiole sentendo i nomi dei possibili sostituti di Beretta: Antonino Asta, attuale trainer della Primavera granata, o addirittura Zdenek Zeman, ipotesi surreale che non aveva mai trovato reali conferme.

Non usa giri di parole Ivo Iaconi, nuovo tecnico della Reggina: “Il primo obiettivo è quello di uscire dalla zona retrocessione. Promozione in A? Vedremo, per ora non mi pare ci siano le condizioni“. La dichiarazione è di quelle forti, gli amaranto alla vigilia di questo campionato puntavano forte a una pronta risalita nella massima serie, il presidente Lillo Foti non aveva lesinato sforzi per allestire una rosa di prim’ordine per la categoria. Allenatore compreso: lo specialista delle promozioni Walter Novellino, incapace di dare un gioco agli amaranto. Nove punti in dieci partite, quattro ko nelle ultime cinque uscite e quart’ultimo posto in classifica.
Dopo la sconfitta di Torino, Foti non ha avuto più pazienza: via il tecnico perugino, dentro l’ex Frosinone e Pescara Ivo Iaconi, l’anno scorso per una parte di stagione a Cremona. E ieri la presentazione sullo Stretto: “La squadra è giù di morale; i ragazzi si sentono in colpa per la classifica e per l’esonero dell’allenatore. È un gruppo in difficoltà. Sono momenti difficili i cambi in corsa, ma noi siamo qui per cambiare rotta. Faremo qualcosa di diverso da subito, sin dalla gara di martedì con il Lecce. Ma per applicare le mie idee ci vorrà almeno un mesetto” ha detto il tecnico di Teramo.
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All’inizio della seconda stagione nel campionato greco, Alvaro Recoba a Radio Incontro fa un bilancio della sua carriera all’interno della trasmissione “Diario di Bordocampo”. L’Uruguayano ha trovato nuove motivazioni in Grecia, ma tornando indietro non lascerebbe più l’Inter: «Qui in Grecia mi trovo bene, dopo tanti anni ho deciso di andare via dall’Inter ma un anno qui mi è bastato. L’Inter è stata la società che mi ha dato più soddisfazioni, potevo rimanere a Milano ma ho preferito andare via per giocare di più. Ho fatto una scelta senza calcoli però potendo tornare indietro non rifarei la stessa scelta». (La Galleria Fotografica di Alvaro Recoba)
Senza considerare il legame d’affetto che si era creato tra l’attaccante e l’ambiente interista, tra le due società le differenze sono soprattutto legate all’organizzazione societaria oltre che al blasone: «Al Panionios cerco di aiutare la squadra sia in campo sia nell’organizzazione ma è dura perché non ci sono le possibilità di fare quello che vedevo all’Inter. Per un anno è andata bene ma le scelte nel calcio non hanno una marcia indietro, non posso pentirmi e guardo avanti. Io ho un ottimo rapporto con Moratti, ci sentiamo spesso e gli sono grato di quello che ha fatto per me. Di sicuro ha fatto più lui per me che io per lui. Questo rapporto non l’ho mai usato per altri scopi, specialmente per trarne vantaggi. Mi considero una persona per bene e non ho mai studiato per ricavarne qualcosa che non sia amicizia».
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Ieri si sono giocati i recuperi di Serie B della terza giornata, un trittico di partite non disputate 10 giorni fa per via dell’impegno di alcuni giocatori militanti in squadre cadette con le rispettive Nazionali; tre match e tre risultati diversi: una vittoria esterna, quella dell’ottimo Vicenza sull’irriconoscibile Reggina di Novellino, un pareggio, 0-0 tra un gagliardo Padova e un solido Piacenza, e una vittoria casalinga, ottenuta dal Sassuolo che ha letteralmente dominato la Triestina. In classifica bel balzo in avanti del Sassuolo che sale a 8 punti, ma preziosi anche i tre punti vicentini (ora a quota 6); piccolo balzo in avanti di Padova e Piacenza, come ovvio restano al palo (rispettivamente a 5 e 7 punti) la Reggina e la Triestina.
Al Granillo è Sgrigna-show: il biancorosso è ispirato e mette a ferro e fuoco la pericolante difesa amaranto. La Reggina è partita col piede sbagliato e Novellino ha ammesso le sue colpe; troppo netta la superiorità degli ospiti (un solo tiro in porta per i calabresi), capaci di vincere con un netto 0-2. Il primo gol è stato siglato proprio da Sgrigna con un perfetto tiro all’angolino su cui nulla ha potuto Cassano, il raddoppio porta la firma di Bjelanovic ben servito ancora da Sgrigna nel corso di un contropiede.
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Tempo di grandi manovre sulle panchine di Serie B: si attendono le ultime due promozioni dalla Prima Divisione, ma in ogni modo il mondo della cadetteria è in fermento e molte società hanno già annunciato il nuovo allenatore, in alcuni casi con incredibili colpi di scena. Per esempio la vicenda di Vicenza, a cui ha fatto poi il pari l’Empoli: i berici avevano confermato Gregucci che però ha lasciato i biancorossi per allenare in A, all’Atalanta, e così la società veneta alla fine ha affidato l’incarico di allenatore a Rolando Maran, brillante condottiero della Triestina nella stagione appena conclusa. Ma anche a Empoli, come si diceva, hanno voluto fare le cose in modo “particolare“.
Il giorno prima il presidente Corsi aveva confermato Baldini, nel giro di poche ore ha annunciato invece l’acquisto di Salvatore Campilongo, napoletano coach sfortunato quest’anno col suo Avellino. Il Piacenza ha salutato Stefano Pioli che s’è spostato di pochi chilometri: l’ex Modena e Salernitana sarà di casa a Sassuolo. Mentre l’Ascoli ha ringraziato Colomba ma ha scelto l’ex empolese Alessandro Pane per la prossima annata: ha ottime referenze come allenatore della Reggiana, autrice di un bel campionato in Lega Pro. E ancora il Mantova che dopo questa tribolante stagione ha scelto Michele Serena, ex interista con esperienze da allenatore al Venezia.
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Sarà Walter Novellino il nuovo tecnico della Reggina Calcio per la stagione 2010/2011. Il presidente Foti ha raggiunto l’accordo con il tecnico d’origine campana sulla base di un anno di contratto con opzione per il secondo con l’obiettivo di centrare subito la promozione, e riportare la sua Reggina in Serie A dopo la retrocessione. Il tecnico, dopo l’esperienza a Torino sponda granata non molto fortunata, cerca nuovi stimoli scendendo di categoria dopo sei anni di Serie A e ha dalla sua un curriculum di tutto rispetto in serie B. Nella categoria cadetta ha infatti conquistato ben quattro promozioni sulle panchine di Venezia (1997-98), Napoli (1999-2000), Piacenza (2000-2001) e Sampdoria (2002-2003) e adesso avrà il compito di riportarci anche la Reggina.
La squadra amaranto ha appena concluso un campionato sotto le aspettative della sua tifoseria che sperava di disputare, nella prossima stagione calcistica, il settimo campionato consecutivo nella massima serie, impresa davvero non da poco per una società con un budget “limitato” come quello del presidente Foti. Sempre in fondo alla classifica e con un tasso tecnico davvero basso, la Reggina dovrà fare passi in avanti importanti per consegnare nella mani del nuovo tecnico una squadra all’altezza di lottare per la promozione. Alla luce poi delle partenza di Bernardo Corradi acquistato dall’Udinese e quelle di Campagnolo (il prossimo anno a Catania) e Cirillo che hanno rescisso consensualmente il contratto, il lavoro da fare in sede di campagna acquisti non sarà poco.
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Alzi la mano chi era a conoscenza che Palombo in carriera ha giocato solo nella Samp (a parte 10 presenze da ventenne nella Fiorentina in via di fallimento): zitto zitto il centrocampista di Frosinone ha scalato le gerarchie del calcio azzurro tenendosi appiccicata addosso la maglia blucerchiata, crescendo con essa. Domani in Montenegro reggerà il centrocampo dell’Italia insieme a De Rossi e Pirlo, ormai il mediano dei liguri è diventato un giocatore completo. Normale quindi che radio mercato sintonizzi spesso le frequenze sul suo nome, anche se Palombo non ha intenzione di lasciare Marassi; si parla di Milan, ma anche di Fiorentina e, un po’ meno, di Inter: cosa ne pensa il diretto interessato?
“Io uomo mercato? Questa cosa mi carica di più, vuol dire che in questi anni sono cresciuto e ho lavorato bene. A Genova sto da Dio, in questo periodo stiamo parlando del rinnovo ma è chiaro che se non dovesse arrivare, sia la società che io stesso ci dobbiamo guardare intorno. Si parla di questo rinnovo da un anno e mezzo, ma non abbiamo mai avuto fretta” ha spiegato da Coverciano, dove la truppa azzurra s’è allenata in questi giorni prima di volare in Montenegro. Partito come incontrista, forte anche di presenze più che soddisfacenti con la maglia dell’Under 21, Palombo s’è affermato pian pianino partendo dalla B: primo anno a Genova e subito promozione.
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Walter Novellino, vittima dell’ennesimo esonero deciso dal Presidente Cairo per dare “una svolta” alla stagione del Toro pericolosamente vicino al ritorno in Serie B, torna a parlare. Niente veleni, nessuna recriminazione, solo la volontà di esprimere il sostegno alla squadra e di fare gli auguri a Camolese, suo successore, perchè riesca a risollevare il Torino dalla terzultima posizione in classifica.
Ho dato tutto, insieme ai miei collaboratori, per salvare il Torino. Un congedo in silenzio non è da Walter Novellino. In questi ultimi tre mesi e mezzo mi sono sempre esposto in prima persona, assumendomi ogni responsabilità. Quando sono arrivato la squadra era devastata e neppure in grado di affrontare una formazione di serie C per pubblica ammissione degli stessi giocatori.
Monzon, quindi, rivendica il buon lavoro fatto, seppur non sufficiente a far acquisire al Toro la certezza di permanere in Serie A. Nei 4 mesi sulla panchina del Torino Novellino ha conquistato appena 2 vittorie, ma ha contenuto il numero di sconfitte (6) riuscendo grazie ad altrettanti pareggi a costruire una striscia di 7 risultati utili consecutivi.
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