Logo Blogo

Tutti gli articoli con tag Zinedine Zidane

Retroscena su Zidane: "La sera della finale mondiale era nervoso per motivi personali"

pubblicato da vieni_127


Sono passati più di quattro anni e tantissima acqua sotto i ponti, eppure l’epica querelle Materazzi - Zidane torna a cicli regolari di moda: pochi ricordano (o meglio, notano) che questi due giocatori furono gli autori dei gol della finale mondiale berlinese, a sgomitare per 90 minuti, e poi i supplementari, fino alla celeberrima testata con cui Zizou mise il punto alla sua straordinaria carriera (il 10 luglio del 2006 il sottoscritto così lo salutò). Ebbene, ospite dal “solito” Chiambretti, l’autrice del libro “Zidane, una vita segreta“, ha svelato ulteriori dettagli di quell’ultima partita del franco-algerino.

Zidane il giorno prima di questa partita aveva litigato con la moglie, c’erano delle motivazioni private. Il giorno della partita non portava la fede, era molto teso, nervoso. Le cose non andavano bene nella squadra. Ha sbagliato il secondo gol, era al limite, quindi il primo che gli ha dato fastidio, in questo caso Materazzi, si è preso una testata” ha spiegato Besma Lahour, che poi ha aggiunto: “Per Zidane è stato terribile perché aveva preparato una t-shirt sotto la maglia con tutti i ringraziamenti: alla Juve, all’Italia, ai genitori, agli allenatori. Voleva fare il giro dello stadio con questa t-shirt. Invece è uscito a testa bassa e in modo veramente terribile“.

Continua a leggere: Retroscena su Zidane: "La sera della finale mondiale era nervoso per motivi personali"

Zidane si allena con la Francia, ma solo per un giorno

pubblicato da vieni_127



Zinedine Zidane torna in campo, ma solo per una mattinata: una folla curiosa ed esaltata ha salutato Zizou nel ritiro della Nazionale Francese a Clairefontaine, la sede dove i galletti si radunano prima degli impegni internazionali. Così ha voluto Laurent Blanc, ha alzato la cornetta e ha chiamato i vecchi amici (oltre all’ex juventino anche Barthez), il tutto per dare un ulteriore messaggio ai nuovi del gruppo pungolandoli sull’orgoglio e lo spirito bleu. “E’ bello, fa piacere infilarsi di nuovo i pantaloncini” le parole di Zidane.

La squadra transalpina sarà impegnata domani sera a Parigi contro la Bielorussia, la prima tappa di un percorso che dovrebbe condurla ai prossimi Europei di Ucraina e Polonia. Così tra uno schema e l’altro, il neo ct Blanc ha trovato anche il tempo per organizzare una partitella di calcio tennis: da un lato Zidane, Mexes e l’ex parmense Boghossian, dall’altro lo stesso Blanc, il vice Gasset e il pelato Barthez. Risate e scherzi, con l’immancabile bacio di Zizou al cranio lucente dell’ex portiere e amico.


Le foto di Zidane con la maglia della Nazionale Francese
Le foto di Zidane con la maglia della Nazionale FranceseLe foto di Zidane con la maglia della Nazionale FranceseLe foto di Zidane con la maglia della Nazionale FranceseLe foto di Zidane con la maglia della Nazionale Francese

Continua a leggere: Zidane si allena con la Francia, ma solo per un giorno

Zinedine Zidane nega ogni responsabilità sulla crisi francese, intanto gli sponsor se ne vanno

pubblicato da Cesare Rinaldi

zinedine zidane

La nazionale francese continua ad essere una vera e propria polveriera. Dopo l’espulsione di di Nikolas Anelka dal gruppo dei 23 e lo sciopero dei suoi compagni che si sono rifiutati di prendere parte all’allenamento, oggi la vicenda si arricchisce di un’opinione illustre, quella di Zinedine Zidane. Il fuoriclasse franco-algerino negli scorsi giorni è stato accusato dal quotidiano transalpino Liberation di essere il mandante della ribellione di parte dello spogliatoio contro il commissario tecnico, l’ex giocatore di Real Madrid e Juventus da Johannesburg smentisce seccamente un suo coinvolgimento e analizza il delicato momento dei galletti.

Zidane ammette di non essere sempre stato in ottimi rapporti con il ct, allo stesso tempo però sottolinea l’importanza delle gerarchie in una squadra di calcio:

“Non ho mai avuto feeling con Raymond Domenech, ma neanche ho mai avuto dei problemi. Quando ero un giocatore ho sempre rispettato l’allenatore e i suoi ordini. Ho sempre rispettato le regole. Sono stato capitano della Francia, mai ho avuto un comportamento falso. Quanso ero un calciatore non ho mai dato suggerimenti sulla composizione di una squadra. Quattro anni dopo il mio ritiro, pensare che io abbia potuto chiamare dei giocatori per fare pressione sul selezionatore è assolutamente grave”.


Continua a leggere: Zinedine Zidane nega ogni responsabilità sulla crisi francese, intanto gli sponsor se ne vanno

....
condividi 2 Commenti

I Goal più belli della Storia dei Mondiali

pubblicato da Antonio D'Avanzo


Si tratta di una sommaria raccolta di storici e bellissimi goal realizzati nelle fasi finali del campionato del mondo. Tra i 20 (non di più per ovvi motivi di spazio e scorrevolezza del post) video selezionati in ordine sparso non potevamo non iniziare con l’incredibile e interminabile serpentina di Diego Armando Maradona , quando il pibe de oro segnò il goal del 2-0 nel 1986 all’Inghilterra. Immancabili gli altri nomi che hanno portato in alto, con le loro gesta, il football e la competizione più importante: si va da Pelè a Zidane, da Roberto Baggio a Cruyff.

Le Foto di tutte le maglie dei Mondiali in Sudafrica
Le Foto di Tutte le Maglie del Mondiale 2010 in SudafricaLe Foto di Tutte le Maglie del Mondiale 2010 in SudafricaLe Foto di Tutte le Maglie del Mondiale 2010 in SudafricaLe Foto di Tutte le Maglie del Mondiale 2010 in Sudafrica
Gli Stadi Sudafricani
Le foto degli stadi sudafricani che ospiteranno il mondiale
Soccer City, Johannesburg (capienza 94.700 persone)Ellis Park Stadium, Johannesburg (capienza 61.000 persone)Kings Park Stadium, Durban (capienza 70.000 persone)Greenpoint Stadium, Città del Capo (capienza 70.000 persone)

Continua a leggere: I Goal più belli della Storia dei Mondiali

....
condividi 6 Commenti

Zinedine Zidane non torna indietro: preferirei morire piuttosto che chiedere scusa a Materazzi

pubblicato da Cesare Rinaldi

zinedine zidane, marco materazzi

La testata di Zinedine Zidane a Marco Materrazzi (fotogallery) durante i supplementari della finale dei mondiali del 2006 è una delle immagini più celebri del calcio, non è azzardato dire che si può affiancare al famoso salto a mano tesa di Maradona contro l’Inghilterra. Quella scena è rimasta nell’immaginario collettivo dei tifosi di tutto il mondo, emblema finale della storia sportiva di un campione irripetibile che in quel modo ha concluso una carriera straordinaria. Quel gesto simbolicamente è diventato il sinonimo del nostro trionfo in Germania, della disfatta dei cugini francesi.

A quattro anni di distanza Zinedine Zidane torna sull’argomento nel corso di un’intervista rilasciata al quotidiano spagnolo El Pais. Adesso il francese è un trentasettenne che si gode la sua pensione dorata, lavora per Florentino Perez al Real Madrid, ma preferisce dedicarsi ad attività personali come quella della sua accademia per giovani talenti del calcio o alla beneficenza in qualità di padrino della ELA, l’associazione europea contro la leucodistrofia. Nonostante ciò non ha dimenticato quello che accadde in quella notte di luglio berlinese e non sembra affatto disposto a farlo:

“Si, naturalmente non sono orgoglioso di ciò che ho fatto, ma se dicessi ‘mi dispiace’ ammetterei che ciò che ha fatto (ndr Marco Materazzi, mai citato nell’intervista) era normale. Ma per me non lo era. Sul campo succedono queste cose, mi è capitato tante volte. Ma in quella circostanza non ho potuto far finta di niente.”

Continua a leggere: Zinedine Zidane non torna indietro: preferirei morire piuttosto che chiedere scusa a Materazzi

Gli Anni Zero agli sgoccioli - Il calcio internazionale attraverso un decennio

pubblicato da vieni_127


Ogni anno che finisce, è tempo di bilanci; se a finire è però un decennio, per di più il primo del terzo millennio, allora la cosa si fa ancora più gustosa e succulenta. Insomma, questi benedetti Anni Zero stanno per andare in archivio: cosa ci hanno lasciato in consegna? Di tutto di più, in ogni ambito dello scibile. Ma è di calcio che questo blog parla ed è di calcio che ora andremo a parlare: attraverso diverse categorie, ci divertiremo a stabilire i “campioni” di questo primo decennio del 2000. Dalla partita al simbolo, dal giocatore alla squadra; iniziamo col calcio internazionale: siete pronti? Allora via… e buona lettura! (Partecipa al Sondaggio)

L’anno: ci sono anni in cui le regole del calcio paiono sovvertirsi, non esistono pronostici e i più audaci scommettitori si arricchiscono. Nel 2004 fu l’anno di due Nazioni, sorprendentemente: in Champions League trionfò il Porto di José Mourinho, già vincitore della Coppa Uefa l’anno prima, dopo una finale inedita contro il Monaco di Didier Deschamps. Sembrava che le stranezze si dovessero fermare a questo verdetto, ma negli Europei, in Portogallo guarda caso, accadde un avvenimento ancora più incredibile: in una finale inimmaginabile tra lusitani e Grecia, la nazionale ellenica trionfò nella massima competizione continentale. A un mese dalle Olimpiadi di Atene. Portogallo e Grecia: le due sorelle più povere dell’Europa dell’Euro, in un anno vinsero e ospitarono avvenimenti incredibili.

La squadra di club: non si tratta di fare classifiche o meri conti matematici; ci sono squadre che hanno vinto di più, forse meglio, ma costretti a scegliere la regina degli Anni Zero allora la scelta non può cadere che sul Real Madrid. In dieci anni ha fatto parlare di sé come nessun altra compagine nel resto del pianeta: subito due Champions all’attivo, poi acquisti milionari: da Zidane a Ronaldo, da Owen a Beckham. E nella seconda metà la colonia olandese più Cannavaro, fino ad arrivare ai botti di questa estate coi vara Kakà, Cristiano Ronaldo e Benzema. I galacticos, così sono stati soprannominati, passati attraverso allenatori controversi e presidenti spendaccioni, tra vittorie in Liga all’ultimo minuto e figuracce storiche in Europa: due lustri da protagonisti, nel bene e nel male.

Il calciatore: non facile indicare un campione che ha infuocato la passione dei tifosi per così tanto tempo. Alcuni si sono spenti a metà decennio (Ronaldo, Zidane), mentre altri stavano esplodendo (Rooney, C.Ronaldo, Messi): chi allora eleggere a giocatore simbolo di questi Anni Zero? Beh, alla fine la scelta ricade sul dentone brasiliano, al secolo Ronaldinho. Da Parigi a Barcellona, fino a Milano, un Mondiale (vinto col Brasile) da buon protagonista in Corea e Giappone, quindi Coppa Campioni al Camp Nou e Pallone d’Oro. E quando la sua fama stava per avvertire un calo forse fisiologico, la mezza rinascita col Milan, tra spot controversi e gol comunque molto importanti (uno su tutti, quello nel derby contro l’Inter vinto 1-0 dai rossoneri). Sì, non ci sono dubbi, è lui il giocatore simbolo del decennio che sta per andare in soffitta.


Le migliori immagini del calcio internazionale del decennio

Continua a leggere: Gli Anni Zero agli sgoccioli - Il calcio internazionale attraverso un decennio

....
condividi 3 Commenti

Juve, l'ombra di Mancini su Ciro Ferrara: "Io, bianconero sin da bambino"

pubblicato da vieni_127


Povero Ciro! L’allenatore della Juve Ferrara è in balia di se stesso e di una squadra che poco lo comprende e a cui, forse, poco riesce a dare; la fiducia della società pare garanzia per andare avanti senza scossoni, dichiarazioni volte ad evitare lo spettro del quarto allenatore in quattro anni dalle parti di Corso Galileo Ferraris. Ma chi conosce il calcio, l’accoppiata Blanc&Secco e il mondo del giornalismo sportivo, non può non credere al fatto che all’ex scugnizzo napoletano sia stata data una fiducia a tempo: Bari e Catania, o 6 punti per credere davvero nello scudetto o il panettone Ferrara non potrà mangiarlo.

Sul web, sulla carta stampata e nei bar, allora, si gioca al toto-allenatore: quale il prossimo accompagnatore di questa Vecchia Signora sempre più vecchia e meno signora? Con Spalletti ormai sulle rive della Neva, Hiddink che invece dalla Russia se ne scappa ma in testa ha solo Londra, Gasperini che addirittura è richiesto da Ferguson come suo vice (e poi sta al Genoa ora come ora!), beh, sfogliando la margherita rimane un solo petalo. E corrisponde al nome di uno juventino doc. Casiraghi? Gentile? Possibili traghettatori, lo juventino succitato è Roberto Mancini!

Lui che ci ha sempre messo la faccia quando era a libro paga di Massimo Moratti, nella tempesta durante Calciopoli e avallatore di scudetti altrui cuciti sui petti nerazzurri, odiato dalla tifoseria juventina, insomma proprio il Mancio che ieri a Il Giornale e a Tuttosport ha rilasciato dichiarazioni niente male: “Andate a trovare una sola dichiarazione nella quale abbia detto qualcosa di male sulla Juve; d’altra parte da bambino mi sorbivo ore di pullman dalla mia Jesi per venire al Comunale a tifare per la Juve. Successivamente sono stato un professionista, ma quei momenti della mia infanzia rimangono, nessuno può togliermeli“.

Continua a leggere: Juve, l'ombra di Mancini su Ciro Ferrara: "Io, bianconero sin da bambino"

Inter, Materazzi: "Il 5 maggio brucia ancora. Adesso gioco poco, ma stimo Mourinho"

pubblicato da Panda


Un Marco Materazzi a tutto tondo, fa un bilancio della sua vita calcistica partendo dalla nazionale per finire con la sua Inter. La polemica infinita per la famosa testata di Zidane è un argomento sempre in voga quando si parla di lui: «La gente e l’opinione pubblica vogliono fare passare la cosa per quello che non è stato, facciano pure, tanto non cambiano il risultato del campo. Ovunque vada, in qualunque continente, mi dicono che io sono quello che ha dato la testata. E questo ti fa capire bene il messaggio distorto che l’opinione pubblica ha voluto far passare, quello di far passare me come quello che ha sbagliato dimenticando che non era la prima volta che lui dava una testata, forse la quarta o la quinta. E nonostante questo, lui ne usciva pulito completamente. Questo è il messaggio che la Fifa e l’opinione pubblica hanno voluto far passare. Peggio per loro». (Le Foto più belle di Marco Materazzi)

Se per la lite con Zidane si sente con la coscienza apposto e soprattutto è riuscito a metterci una pietra sopra, lo stesso non si può dire per il ricordo del 5 maggio 2002 quando l’Inter perse 4-2 sul campo della Lazio all’ultima giornata e vide sfumare uno scudetto che sembrava già vinto. La ferita è ancora aperta: «È una data brutta. Se si guarda solo quel giorno, sbagliammo tutti. Faccio il mea culpa anch’io per quel giorno ma ricordo che a Venezia, quando pareggiammo 1-1, ci fu dato un rigore contro che lo stesso Maniero ammise che non c’era. Anche a Chievo non ci fu dato un rigore su Ronaldo, cose che alla luce di quello che poi è successo fanno ancora più male perché quello sarebbe stato lo scudetto più bello, al di là di quelli che ho vinto negli anni successivi».

Continua a leggere: Inter, Materazzi: "Il 5 maggio brucia ancora. Adesso gioco poco, ma stimo Mourinho"

....
condividi 4 Commenti

Cristiano Ronaldo è triste a Madrid: con Pellegrini e la squadra non c'è feeling

pubblicato da Panda


Non decolla, come si auguravano Florentino Perez e i tifosi del Real, l’avventura madridista di Cristiano Ronaldo. Arrivato dal Manchester United per la cifra record di 94 milioni di euro (Foto della presentazione), è apparso ancora piuttosto in ombra in questo precampionato. Non è mai riuscito ad incidere nelle partite amichevoli della squadra di Pellegrini, ed è parso spesse volte disorientato quando è sceso in campo. La sensazione è che lui non gradirebbe il ruolo in squadra che è stato pensato per lui, e che invece preferirebbe molto di più tornare a giocare come faceva in Inghilterra, cioè libero di muoversi e di stare più vicino alla porta avversaria. (La Gallery di Ronaldo)

A Ronaldo sta capitando un pò quello che successe a Zinedine Zidane nei primi mesi al Real quando arrivò dalla Juventus. Anche lui arrivò a Madrid per una cifra record, 160 miliardi delle vecchie lire, ed anche lui non riuscì ad incidere nei primi mesi. Col tempo il pallone d’oro francese, trovò la sua dimensione nella squadra all’epoca allenata dal Del Bosque e ripagò così le aspettative della società e dei tifosi. I giornali spagnoli parlano di un Cristiano triste e “imprigionato” nella sua prigione dorata che ha tanto disiderato; poco a suo agio nello spogliatoio e nella vita Madrilena. A differenza di Zizou il portoghese si deve confrontare con Kakà, l’altra superstella arrivata in questo calcio mercato, e tra le altre cose pagato ben 30 milioni in meno.

Se già prima dell’inizio della stagione c’erano delle perplessità sulla differenza di valore che il mercato aveva assegnato ai due, adesso viene da chiedersi se Ronaldo non stia patendo proprio la responsabilità di dover dimostrare di valere tutti i soldi spesi da Florentino Perez. Cristiano potrebbe non reggere la pressione e il suo stile di vita non aiuta a trovare l’equilibrio adeguato che servirebbe per rendere al meglio. Le belle donne e la vita notturna, sono da sempre stati il suo tallone d’Achille, ma finché in campo non faceva mancare assist e gol a raffica non ha avuto particolari problemi, ma adesso la musica potrebbe cambiare.

Continua a leggere: Cristiano Ronaldo è triste a Madrid: con Pellegrini e la squadra non c'è feeling

Rummenigge blinda Ribery: "Non lo cediamo"

pubblicato da Gabriele Capasso


Che Frank Ribery sia il prossimo obiettivo del Real Madrid stellare di Florentino Perez non è un mistero, che il Bayern Monaco farà di tutto per tenerlo in Germania nemmeno. A ribadire ulteriormente il concetto, tale da far intendere che dopo Ricardo Kakà e Cristiano Ronaldo, ci pensa il presidente dei bavaresi Karl-Heinz Rummenigge che ha ricostruito l’avvicinamento del Real a Ribery smentendo seccamente il dettaglio secondo il quale Zinedine Zidane sarebbe volato a Monaco per convincere l’ex compagno di nazionale a partire per la Spagna.

Siamo molto fieri di avere sotto contratto uno dei tre migliori giocatori al mondo, che suscita un tale interesse sul mercato dei trasferimenti, ma non abbiamo nessuna intenzione di venderlo…è vero che Florentino Perez e il suo consigliere Pedro Jumenez ci hanno chiesto se fossimo pronti a discutere di un trasferimento, ma noi abbiamo declinato. È falso che Zidane abbia incontrato Ribery, qualora l’avesse fatto a nome del Real Madrid sarebbe proibito dallo statuto dell’Uefa.

L’esterno della nazionale francese dovrebbe dunque rimanere ancora a lungo a Monaco, lui insieme a Toni furono i due colpi di mercato di Rummenigge per far tornare in auge il Bayern Monaco dopo un paio di stagioni sottotono. Sembrava l’inizio di un rafforzamento a lungo termine, ma ad essere sinceri lo scorso anno il Bayern si è mosso poco e male sul mercato: i risultati si sono visti quest’anno nel rendimento non esaltante in Bundesliga e nell’umiliante eliminazione patita per mano del Barcellona.

....
condividi 2 Commenti