Carles Puyol ci sta pensando da un bel pò di mesi, esattamente dallo scorso novembre. Voleva terminare la carriera in nazionale dopo il mondiale in Sudafrica e, le voci rimbalzate dalla Spagna nelle ultime ore, lasciavano presagire che l’addio alle furie rosse sarebbe stato imminente. La decisione era in standby, ma dopo un incontro con Vicente Del Bosque e Fernando Hierro il capitano della “Roja” ha lasciato intendere chiaramente al ct e al direttore sportivo della Federazione che la sua decisione è quella di lasciare la nazionale.
Puyol non si vede con la forza mentale adatta per continuare a conciliare la tensione di una stagione intensa con la maglia del Barcellona con le partite della nazionale. Il centrale difensivo aveva già chiesto di non essere convocato per la partita dell’11 agosto in Messico. In realtà As, quotidiano madrileno, scrive in queste ore che Del Bosque è riuscito a convincerlo, incoraggiandolo a continuare anche per poter raggiungere le 100 presenze in nazionale (adesso è a quota 90).




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La notizia era nell’aria da alcune ore e mancava solamente la conferma ufficiale: Christian Panucci, ex difensore della nazionale italiana, ha lasciato il Parma per “motivi strettamente personali”. Lo ha annunciato il club in una nota pubblicata sul suo sito. Il contratto del 36enne, che lo legava alla squadra fino al 30 giugno, è stato rescisso consensualmente. Panucci, che in passato ha giocato nel Milan, nel Real Madrid, nel Chelsea e nella Roma, ha smentito che alla base della decisione vi siano dissidi con l’allenatore. La versione integrale del comunicato:
“Christian Panucci rende noto che in data odierna ha risolto consensualmente, per motivi strettamente personali, il contratto che lo legava al Parma football club fino al 30 giugno 2010. Christian Panucci ringrazia la società Parma Fc, il presidente Ghirardi, l’allenatore, i compagni di squadra e tutti i tifosi, cui augura le migliori fortune. In merito ad alcune notizie comparse sugli organi di stampa nei giorni scorsi, Christian Panucci smentisce categoricamente che alcun dissidio con l’allenatore sia alla base della sua decisione”.
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“Non ho più voglia di giocare e non sono tentato nemmeno dall’estero“. Con questa coincisa frase, pronunciata davanti al Palazzo di Giustizia di Milano, dove è in corso la causa intentata contro Telecom e Inter per una presunta attività di spionaggio avvenuta ai suoi danni, il 36enne Christian Vieri appende definitivamente gli scarpini al chiodo. Una carriera intensissima quella del Bobo nazionale, iniziata nelle giovanili del Marconi Stallions e terminata a Bergamo, con la maglia nerazzurra dell’Atalanta. L’italo-australiano ha indossato, complessivamente (contando anche le esperienze nei settori giovanili), sedici maglie di società diverse. Mercenario? Opportunista? Può darsi. (Fotogallery) (Scheda Biografica)
Di sicuro Vieri ha rappresentato e incarnato molti vizi e aspetti, considerati negativi, del calciatore moderno. Dallo scarsissimo attaccamento ai colori sociali di ogni club in cui è transitato, alla predisposizione per la “velina facile“, Vieri non ha mai riscosso grosse simpatie dai tifosi che vedono e vivono il calcio in maniera (tanto per utilizzare un termine abusatissimo) romantica. Ma Bobo era anche uno di quelli, a detta di moltissimi suoi compagni, che si presentava per primo all’allenamento e usciva per ultimo dal campo di gioco, che in partita dava sempre il massimo, anche con la testa fasciata o in condizioni fisiche precarie.
Non tornerà indietro sui suoi passi Paolo Maldini. Lo ha ammesso egli stesso ai microfoni di Sky, confermando il ritiro dall’attività agonistica a fine stagione. Maldini non è però del tutto convinto della permanenza di Carlo Ancelotti a Milano. Il pluridecorato difensore rossonero (il prossimo 26 giugno compirà 41 anni) ha anche escluso un suo possibile futuro da allenatore, lasciando intendere che non ha alcuna fretta di prendere una decisione dopo aver appeso gli scarpini al chiodo e che probabilmente si concederà un lungo periodo di riposo e riflessione. (Fotogallery)
“Il mio futuro? Non lo so. So le cose che non farò. Non farò l’allenatore e farò una vacanza lunga fino a settembre. Valuterò un po’ le proposte che ci saranno. E’ una situazione che sto vivendo in maniera molto serena anche perché nessuno mi corre dietro. Avrò senza dubbio voglia di fare qualcosa di bello, che mi piaccia non dico come il calcio, perché sarà molto dura, ma che mi faccia sentire molto libero come mi ha fatto sentire questo sport”.
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La notizia, filtrata tramite amici e conoscenti, di una presunta crisi di identità di Adriano, è stata confermata dallo stesso giocatore brasiliano in una conferenza stampa all’hotel Windsor, in un quartiere di Rio de Janeiro. Adriano chiede di poter usufruire di un periodo di stop, specificando che la sua pausa di riflessione potrebbe durare 1, 2 o 3 mesi. Alla base del difficile momento psicologico ci sarebbe la gioia persa per strada, che l’attaccante brasiliano non prova più da tempo giocando a calcio e le pressioni del campionato italiano:
“Per ora smetto, ho perso la felicità di giocare. Non voglio tornare in Italia, voglio vivere in pace in Brasile. Non sono ammalato. Comunque dovrò valutare come proseguirà la mia carriera, poiché non so se resisterò una o due o tre settimane senza giocare. In Brasile mi sento felice, vicino ai miei amici, ai miei familiari. Non ho nulla contro l’Inter, però, ripeto non mi piaceva vivere in Italia, mi sentivo sempre oggetto di pressioni. Ho sopportato pressioni molto forti fin da quando avevo 18 anni”.
Adriano ha inoltre escluso ogni tipo di coinvolgimento con delinquenti della sua città, ipotizzato nei giorni scorsi e indica il Flamengo come possibile e prossimo club dove riprendere l’attività calcistica:
Continua a leggere: Adriano: "Ho bisogno di una pausa, sono pronto a rinunciare anche ai soldi"

È probabilmente il prossimo pallone d’oro, il giocatore più forte al mondo capace di vincere Premier League e Champions League in un solo anno. È stato votato miglior giocatore della Premier nel 2007 e nel 2008, ma è anche il più discusso tra i suoi colleghi sia per il suo comportamento in campo che per quello fuori dal campo (non poche sono state le notti brave accreditatogli dalle testate giornalistiche di tutto il mondo). Notizie delle ultime ore lo danno per sicuro partente: i giornali inglesi stamane hanno scritto che lascerà il Manchester e il suo allenatore Ferguson, se non quest’anno, sicuramente il prossimo. (Fotogallery di Cristiano Ronaldo 1 - 2)
Col Manchester ha vinto tutto ed ora dice che ha voglia di cambiare aria per nuove sfide. Dietro queste voci sembrano esserci offerte importanti di due squadre su tutte: Real Madrid e Barcellona. Le due squadre spagnole stanno scatenando una vera e proprio asta per l’asso portoghese, offrendo al giocatore un contratto principesco di 10-12 milioni e al Manchester ben 100 milioni d’euro.
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I giocatori e la società lo dicono da anni, il Milan entra nel sangue e nel cuore. Lo aveva fatto capire Rui Costa, lo ha fatto Marco Van Basten dopo la vittoria mondiale e tanti altri giocatori passati a Milanello ma in quei casi parlavamo di persone che avevano chiuso a fine carriera o quasi, questa volta no, questa volta è Alberto Gilardino a ringraziare tutti tramite una lettera pubblicata sul sito ufficiale della società rossonera. Qualcosa di speciale e bello che conferma la caratura dell’uomo, un ragazzo speciale.
Era arrivato a Milanello il 17 luglio del 2005 e ha collezionato 36 gol in 94 presenze, ha lasciato il Milan da campione d’europa e del mondo, ha lasciato i suoi tifosi che avevano addirittura aperto petizioni on-line per evitare la partenza, così, oggi, ringrazia tutti per l’affetto che ha sempre ricevuto:
“I tre anni passati al Milan sono stati anni importanti e molto formativi, il passaggio alla grande società organizzata mi ha fatto scoprire un mondo nuovo, diverso e dal quale ho avuto modo sia di imparare che di crescere. Devo essere grato a tutti coloro che hanno vissuto con me, in questi anni al Milan, momenti belli e alle volte anche difficili, ma che mi hanno visto maturare ed essere più cosciente delle mie possibilità.
Voglio ringraziare chi mi ha voluto e tutte le persone con cui ho condiviso gioie all’interno di questa società.

Nei giorni passati si era parlato di una possibile partenza dall’Inter di Zlatan Ibrahimovic, si era sussurrato di un probabile quanto fantasioso scambio con il camerunense Samuel Eto’o, punta di diamante della compagine blaugrana. Notizie, però, che si sono rilevate fortemente infondate in quanto indiscrezioni dell’ultima ora parlano di un contratto plurimilionario che lega a vita il nome di Ibrahimovic all’Inter. Il presidente Moratti ha voluto rompere gli indugi e ha deciso di blindare il suo campione prendendo in contropiede tutta la stampa estera che dava adito alle voci di partenza dello svedese.
Ibracadabra, come lo chiamano i suoi tifosi, è riuscito nella magia più grande: quella di farsi quasi raddoppiare il suo ingaggio. Le cifre sono da capogiro: il contratto sottoscritto parla di 11 milioni annui, rispetto ai 6 percepiti durante l’ultimo campionato. Non è tutto: l’accordo prevede un nuovo contratto da 12 milioni di euro premi esclusi da sottoscrivere il prossimo anno. Scadenza del contratto? Giugno 2013, quando Ibra avrà ormai 32 anni. Con tale remunerazione Ibra diventa così il giocatore più pagato di sempre, mettendosi alle spalle giocatori del calibro di Kakà, fermo a 9 milioni di euro e il probabile prossimo pallone d’oro Cristiano Ronaldo che guadagna “solo” 8 milioni di euro.

I tifosi viola s’erano affezionati: Fabio Liverani è un geometra di centrocampo preziosissimo, un piede delizioso e grinta da vendere. Chiunque segue il calcio sa quanto sia importante il suo apporto in una squadra di “palleggiatori“, forse non eccezionale come incontrista ma assolutamente uno dei migliori come propositore; lo stesso Kuzmanovic, suo ormai ex compagno di squadra, in una intervista lo definì “il compagno più forte” augurandosi un giorno di avere i suoi piedi. Lunedì, dal sito ufficiale della Fiorentina, l’addio definitivo dopo due stagioni, 68 presenze e 2 gol con la maglia dei toscani:
“La Fiorentina, non essendo stato raggiunto l’accordo economico con il calciatore Fabio Liverani, vuole ringraziarlo per il prezioso contributo offerto in questi due anni in maglia viola alla Società e alla Squadra. La Fiorentina inoltre augura a Fabio Liverani le migliori soddisfazioni, personali e sportive, per il suo futuro.“
Oggi però qualche frecciatina Liverani l’ha lanciata proprio verso il club gestito dai Della Valle, giusto un appunto prima di fare la valigia:
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Alessandro Birindelli ha annunciato che questo è il suo ultimo mese in bianconero, lo ha fatto tramite i microfoni di Juventus Channel. Il difensore arrivò a Torino nell’estate del 1997 proveniente da Empoli e nemmeno lui, come ha sottolineato oggi, pensava di rimanere ben undici anni alla corte della signora. Dopo tante vittorie e soddisfazioni, ma anche dopo molti momenti brutti per lui è arrivato il momento dei saluti.
Sono tanti i ricordi che attraversano la mente del terzino pisano, ce ne sono di belli e di brutti. Nonostante i tanti successi in bianconero il suo ricordo migliore non è legato ad una vittoria in particolare ma al momento della sua firma con la Juve, quando era solo un giovane difensore di belle speranze:
“Sono arrivato a Torino che avevo 22 anni, ero sposato da dieci giorni, per me iniziava un nuovo corso. Qui sono cresciuto, ho imparato valori come professionalità e attaccamento alla maglia. Qui sono diventato un uomo, sono maturato. Dopo così tanto tempo non ci sono soltanto legami calcistici, ma si creano rapporti e amicizie anche fuori dal campo”.
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