Sale la tensione tra gli ultras del Cesena, imbufaliti per il campionato deludente sin qui disputato dalla formazione bianconera. La squadra allenata da Beretta è desolatamente ultima in classifica, con 12 punti di distacco dal quartultimo posto, e a questo punto riuscire a salvarsi a fine torneo rappresenterebbe più che un miracolo. La rabbia dei tifosi nasce soprattutto, secondo il pensiero più in voga negli ambienti del tifo cesenate, dallo scarso impegno profuso dai calciatori. Mutu è stato il più beccato durante l’irruzione di trenta ultras quest’oggi al Manuzzi, insieme al direttore sportivo Maurizio Marin e al direttore tecnico Lorenzo Minotti.
La squadra stava svolgendo la rifinitura a porte chiuse in vista della partita casalinga di domani contro il Parma quando sono entrati gli ultras che hanno costretto gli addetti alla sicurezza ad aprire la curva per evitare che qualcuno si facesse male. Una volta sugli spalti gli invasori hanno iniziato a lanciare petardi e fumogeni, scandendo slogan contro giocatori e club. Sul posto sono intervenute le forze dell’ordine, ma la situazione, secondo il Corriere dello Sport, è sempre stata sotto controllo. Domani, contro il Parma, i giocatori del Cesena non avranno la curva dalla loro parte, perché l’irruzione di oggi, è stato solo un assaggio: si presenteranno regolarmente sugli spalti, ma daranno le spalle al campo. E alla squadra.
Le parole pronunciate da Mario Beretta in conferenza stampa:
“Ho scelto gli allenamenti a porte chiuse per cercare di risolvere i problemi che abbiamo. Devo cercare di non lasciare nulla al caso, devo curare tutto nei minimi dettagli, l’ho fatto per il bene della squadra.Il problema principale sono gli infortunati e gli squalificati, che mi obbligano a provare nuove soluzioni. Ho cercato di trovare delle soluzioni senza cercare di concedere vantaggi agli avversari. Parto sempre dal presupposto che ogni sfida è differente e il nostro obiettivo deve sempre essere quello di cercare di vincere la partita. Per svariati motivi fino ad adesso non ci siamo riusciti, ma dobbiamo continuare a lavorare in questa direzione. Gli obiettivi sono microbiettivi, dobbiamo cercare di arrivare più avanti possibile per la gratificazione personale dei giocatori e dimostrare il rispetto che loro hanno verso i tifosi, verso la stampa e verso se stessi.Normalmente è nei momenti di difficoltà che la squadra si unisce e tira fuori il meglio. Non sono ragazzi che si tirano in dietro dal lavoro e dalla fatica, avrebbero bisogno di un briciolo di fortuna per recuperare un po’ di autostima. In questo momento il 100% non basta.”

“So bene che quasi tutta Cesena è già proiettata all’anno prossimo, però io ho l’esigenza di portare a termine questo campionato. Per cui, fatemi partire dal presente. Non voglio che attenzione e concentrazione svaniscano nelle prossime 11 partite. Il mio pensiero ora è quello di vincere a Cagliari. Sarò pazzo, però io sento che non retrocederò” parole e musica di Igor Campedelli, presidente del Cesena, che nonostante le 14 lunghezze che dividono la sua squadra e la quartultima in classifica, ultimo posto utile per non retrocedere dalla Serie A alla Serie B, crede ancora in un miracolo. E non solo per via dell’indagine sul calcio-scommesse che non vede implicata la sua squadra. Ma se proprio dovrà essere serie cadetta, che arrivi con dignità, “per non rovinare quanto di buono fatto negli ultimi tre anni e anche per una questione economica, perché più arrivi in alto e più incassi dalla Lega. Noi oggi siamo praticamente retrocessi: quindi il fatto di poter giocare con la testa libera potrebbe farci esprimere quel potenziale che per me abbiamo ma che non abbiamo mai mostrato“.
Investimenti importanti, e non potrebbe essere altrimenti se ingaggi calciatori del calibro di Mutu, Martinez, Iaquinta e Santana, ma qualcosa non è andato per il verso giusto, come spiega al Corriere di Romagna:
“Tornassi indietro, farei tutto in modo diverso, perché mica sono masochista. La scorsa estate, però, abbiamo lavorato per consolidare il Cesena in A: abbiamo investito su giocatori e strutture, perché il nostro obiettivo era quello di creare una base per poter restare in A almeno 4 o 5 anni. I motivi del flop? La poca personalità è uno dei motivi, non l’unico. Ad esempio lo scorso anno Jimenez e Giaccherini non è che avessero questa gran personalità, però correvano e correvano ed erano d’esempio. Questo per dire che dai giocatori più rappresentativi ti aspetti sempre qualcosa in più”.
Con molta probabilità sarà dunque Serie B. E si dovrà ripartire. I contatti con Gianluca Atzori, ex Catania, Reggina e Sampdoria sono avviati, ma c’è dell’altro a cui pensare per il mai domo Igor Campedelli:
“La retrocessione ci obbligherà a fare tagli. Quando penso alla B non sono spaventato. C’è in me molta tristezza e tanta amarezza, anche perché Cesena ha dimostrato di poter stare in A meglio di tante altre piazze, però ho ancora voglia di lottare, di ripartire e di fare le cose nel modo giusto. Poi, è chiaro: io non sono uno sceicco e neppure ne conosco, di sceicchi. Sono una persona normale e mi considero più un presidente che un proprietario. In ogni caso, non sono spaventato di dover ricominciare dalla B. Mi attende una marea di lavoro, ma va fatto e mi rimboccherò le maniche come sempre successo in passato. Abbiamo 13 contratti. Vedremo chi piazzare, chi tagliare e poi chi aggiungere. In Primavera c’è poco. Dei 13 contratti in essere, molti prevedono un taglio del 40 per cento di ingaggio in caso di retrocessione, altri si snelliscono da soli perché sono legati a premi individuali e di squadra in serie A… Ad esempio quello di Mutu. Il contratto più pesante è però quello di Giampaolo: confido che ragioni e che non si rimangi le parole che disse quest’estate quando mi spinse a fargli un biennale”.
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Palermo - Cesena 0-1 | Video Gol e Highlights Serie A
10 Dicembre 2011 - Vittoria fondamentale per il Cesena di Arrigoni che riesce a grande sorpresa ad infrangere il tabù del Renzo Barbera. Prima sconfitta interna del Palermo che cercava il settimo successo casalingo in altrettante partite giocate fin qui, la missione non riesce perché i romagnoli trovano una grande prestazione con uno splendido Adrian Mutu. Il rumeno trova un gol di testa, al suo primo centro in trasferta da oltre 20 gare: fino ad ora tutti i suoi gol, anche gli ultimi con la maglia della Fiorentina erano arrivati sempre quando la sua squadra giocava in casa. Curiose coincidenze.
La partita è bella ed emozionante, con difese tutt’altro che abbottonate che concedono tantissime occasioni agli avversari, ma a sorprendere è il Cesena che dopo una prestazione davvero modesta allo Juventus Stadium sfodera una prova notevole e trova di fronte a se uno straordinario Benussi capace di parate da cineteca prima di arrendersi alla parabola impressa alla sfera dal colpo di testa di Mutu. I romagnoli avevano un gran bisogno dei tre punti, dalla parte opposta Mangia aveva fin qui contenuto i malumori di Zamparini grazie alle vittorie casalinghe, è arrivato il momento di far punti anche in trasferta prima che il presidente prenda l’ennesima decisione avventata.
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Gianpaolo Tosel, infaticabile Giudice Sportivo ormai da anni, ieri si è trovato ad esaminare due spinose questioni che ha voluto dirimere con la più classica delle mano pesanti: obbligato a giudicare le posizioni di Kakhaber Kaladze e Adrian Mutu, Tosel alla fine ha deciso per la linea di condotta decisamente dura infliggendo ben 4 turni di stop forzato al georgiano del Genoa e 3 al rumeno del Cesena. Il difensore rossoblu, in particolare, era stato espulso domenica scorsa nel corso di Genoa - Lecce, espulsione derivante da pesanti proteste del giocatore nei confronti dell’arbitro Gava; tanto è vero che nelle motivazioni della sentenza si legge: “Squalifica per doppia ammonizione per proteste nei confronti degli Ufficiali di gara, per avere inoltre, al 35′ del secondo tempo, all’atto dell’espulsione, assunto un atteggiamento intimidatorio nei confronti dell’Arbitro, rivolgendogli un epiteto ingiurioso e proferendo un’espressione blasfema“.
Enrico Preziosi e il suo staff hanno già deciso di far ricorso non appena otterranno i referti dell’arbitro veneto, certo è che se la squalifica dovesse essere confermata sarà una tegola non da poco per la retroguardia di Malesani dal momento che le prossime quattro partite dei liguri sono contro Juve, Roma, Fiorentina e Inter. Ma anche il Cesena ha poco di che rallegrarsi, con la sua stella Mutu costretto ai box per tre turni “per avere, al 28′ del secondo tempo, nel corso di un’azione di giuoco, colpito un avversario con un pugno al volto“. Anche per l’attaccante dei romagnoli è pronto un ricorso, fatto sta che nella delicatissima quanto campale trasferta di Siena di domenica prossima l’ex viola non ci sarà, e chissà contro Cagliari e Parma. Gli altri squalificati, ma solo per un turno, sono Simon Kjaer della Roma e Giampiero Pinzi dell’Udinese, entrambi espulsi nel corso delle partite domenicali.

Due gol fatti, di Guana e di Mutu, sette subiti, ma soprattutto un punto in cinque partite (e quattro sconfitte consecutive nei primi 360 minuti di campionato): basta questo per far esonerare un allenatore? Certo che no se ti chiami Igor Campedelli che l’anno scorso l’ebbe dura e la vinse con Massimo Ficcadenti; quest’anno, dopo l’ottimo mercato, il presidente del Cesena non molla la presa e si fida ancora di Marco Giampaolo. Complice la sosta di campionato, il massimo dirigente cesenate ne ha approfittato per seguire da vicino la squadra, il modo di lavorare dell’ex Catania e Siena, per parlare singolarmente coi giocatori. Oggi, poi, ha deciso di tenere una conferenza stampa per spiegare il momento della sua squadra:
“Il Cesena attuale è un brutto quadro ma con un bel pittore. E come pittore intendo sì il tecnico ma anche tutto il lavoro che c’è dietro. Tutti insieme dovremo migliorare questo dipinto e lo faremo. Ho visto la fame giusta, quelle determinazione che serve. Dopo quattro ko di fila e la gara con il Chievo ho visto che la sveglia è scattata nella testa dei giocatori e dell’allenatore. Preferisco questa brutta posizione in classifica con i segnali che sto notando che un paio di punti in più e un team mentalmente piatto. L’importante è continuare a fare passi in avanti”.
Campedelli crede nelle persone che sceglie per i suoi progetti, per cui nutre fiducia pur riponendo aspettative, non lesinando pazienza:
“Giampaolo una persona intelligente, capisce quello che si può migliorare. Ha la squadra in pugno, è sul pezzo, i ragazzi sono con lui. Penso che con qualche correttivo che porterà saremo in grado di esprimere il nostro potenziale che è da salvezza. Mutu? Sì, lui è il nostro valore aggiunto ma la squadra deve andare bene con lui o senza lui. Malonga? Ho cercato di fargli capire che lui in questo momento deve cambiare obiettivi, andare per gradi. Prima meritarsi la convocazione poi la panchina, giocare qualche minuto infine la maglia da titolare. Gli ho anche ricordato che a gennaio non lo cedo. Come va adesso fa fatica a giocare in serie C e io non svaluto un mio patrimonio. Se invece scatta la molla giusta può giocare in qualsiasi squadra di A come ha già dimostrato”.
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Adrian Mutu ne ha combinata un’altra delle sue e questa volta rischia addirittura di dover dire addio per sempre alla nazionale. Il neo acquisto del Cesena era in ritiro con la sua Romania a Rimini per preparare l’amichevole che mercoledì la nazionale allenata da Victor Piturca ha disputato contro San Marino. A quanto pare l’attaccante, in compagnia di Gabriel Tamas, due giorni prima dell’incontro (lunedì sera) ha lasciato l’albergo dove alloggiava il resto della squadra per concedersi una notte di divertimento in Romagna.
Ovviamente il ct romeno non ha gradito questa trasgressione alle sue rigide regole e in conferenza stampa ha annunciato il duro provvedimento nei confronti dei due giocatori: “I due sono stati definitivamente esclusi dalla nazionale. Con me, le regole non si infrangono e loro avrebbero dovuto saperlo. Mi dispiace perché perdiamo due giocatori di valore”. Queste parole sono arrivate dopo il fischio finale dell’amichevole giocata contro la selezione nazionale della piccola repubblica, terminata fra l’altro con un deludente 1-0 per i romeni.
Dal canto suo l’ex Fiorentina ha provato a difendersi spiegando che in realtà non si è trattato di una vera e propria notte di divertimento, quanto piuttosto di un’ora di ritardo rispetto al limite fissato da Piturca. Che si tratti di sessanta minuti o più, per il momento Mutu resta fuori dalla nazionale e non potrà aiutare i suoi compagni a settembre nelle sfide di qualificazione agli europei contro Lussemburgo e Francia. E di sicuro anche i tifosi del Cesena inizieranno a maturare qualche perplessità dopo aver constatato la rapidità con la quale il giocatore si è ambientato nelle notti della riviera romagnola.

Campedelli, Marin, Minotti: sono questi i cognomi dei tre moschettieri del Cesena, presidente, direttore sportivo e direttore tecnico che stanno lavorando alacremente per portare in Romagna buoni giocatori e tanta più tranquillità. La stagione passata non è stata tutta rose e fiori per i bianconeri, salvatisi sul filo di lana e oggetto anche di pesanti contestazioni da parte della tifoseria; merito della società quella di non scomporsi mai, tanto nel mercato estivo quanto in quello di riparazione, fino alla madre di tutte le scelte azzeccate: rimanere, fino alla fine, con Ficcadenti. Ora sulla panchina del Cesena c’è Marco Giampaolo, tipino esigente, e dalle parti del Manuzzi c’è la convinzione di fare un campionato ancor migliore del precedente.
Anche in questo senso stanno lavorando gli uomini di mercato del club romagnolo, gli acquisti di Adrian Mutu e di Eder sono molto molto esplicativi in questo senso. Se a loro due si aggiunge Giaccherini, la qualità e i piedi buoni di certo non mancano; a mancare è forse la prima punta, l’attaccante di peso: va bene Bogdani (ma occhio allo Spezia), vanno bene Malonga e il neo arrivato Vincenzo Rennella, però… In ogni modo Maurizio Marin, ds del club, è ottimista e così parla ai microfoni di tuttomercatoweb:
“Nessuno può dire quello che succederà l’anno prossimo. Vorremmo allestire una squadra per soffrire molto meno rispetto all’anno scorso. La serie A non perdona, è un campionato selettivo e noi dobbiamo farci trovare pronti. Abbiamo delle direttive da parte dell’allenatore, con cui siamo sempre in contatto, e cerchiamo di andargli incontro. Puntiamo molto sulla qualità”.
E se si parla di qualità, non si può non parlare di Adrian Mutu:
“Mutu è un ragazzo straordinario, che ha sposato in pieno il progetto del Cesena. Per noi è un calciatore importantissimo, forse il più importante che vestirà e ha vestito questa maglia. Sarà il giocatore simbolo e un grande trascinatore. Lo abbiamo preso perché è un leader, un grande uomo e un grande professionista. Lui ha sposato il nostro progetto. È ovvio che è un giocatore importante e va al di là dei soliti parametri. Però su di lui puntiamo tantissimo. Non dobbiamo comunque perdere le qualità che ci hanno contraddistinto l’anno scorso, ovvero determinazione, umiltà e voglia di lottare”.
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A Firenze si sta per archiviare la prima stagione del dopo Prandelli, Sinisa Mihajlovic non è riuscito a ripetere i successi del suo predecessore e, dopo l’undicesimo posto dello scorso campionato, la Fiorentina si appresta a concludere un’annata avara di soddisfazioni. Per questo la parola d’ordine per l’anno prossimo sembra essere una sola: rivoluzione. Il ds Pantaleo Corvino quest’estate lavorerà alacremente per rifondare una squadra che sembra aver perso nel tempo le motivazioni che l’avevano spinta così in alto negli anni passati.
L’imperativo della società è abbastanza chiaro, si dovrà puntare sui giovani, su giocatori non ancora affermati e con tanta voglia di mettersi in mostra. Ma il mercato dei campioni del futuro non è per niente semplice, anche in questo settore sono cresciuti gli investimenti dei grandi club e per questo, oltre al solito buon fiuto, c’è bisogno anche di una notevole disponibilità economica. Per fare cassa a Firenze verranno messi sul mercato i pezzi più pregiati, i calciatori con l’ingaggio più alto, saranno cessioni dolorose ma necessarie.
In questi giorni il nome più caldo è stato quello di Riccardo Montolivo, sulle tracce del centrocampista ci sono molti grandi club, la Fiorentina però vorrebbe far partire la sua rifondazione proprio dal suo capitano, per questo si farà di tutto per convincerlo a restare in viola. A partire, molto probabilmente, saranno invece Adrian Mutu e Sebastian Frey. Il rumeno ha ancora un anno di contratto, i tifosi lo adorano, ma il suo stipendio è troppo alto, anche rapportato al suo rendimento che quest’anno è stato molto al di sotto delle aspettative, come se non bastasse Jovetic è finalmente pronto a tornare in campo dopo il lungo stop.
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Per Firenze la sfida contro i “gobbi” di Torino ha sempre un valore particolare, la rivalità tra viola e bianconeri non è nemmeno vecchissima ma di sicuro non ha nulla da invidiare a quella che caratterizza le stracittadine. Sinisa Mihajlovic lo sa benissimo e non esita a definire la partita di domani come una specie di derby, il serbo sa che i tre punti conquistati contro la Juve avrebbero una valore superiore agli altri, non fosse altro che per il morale, in una stagione che per la Fiorentina è stata abbastanza deludente.
L’allenatore in conferenza stampa ha sottolineato l’importanza del match, evidenziando anche le difficoltà che possono derivare dall’affrontare la squadra di Delneri che in questa fase della stagione, seppur non brillantissima, appare sicuramente più cattiva nell’approccio alle gare: “Daremo tutto, ci metteremo il cuore, per Firenze questa partita è come un derby, conta più degli altri, ma il calendario conta tanto in gare così: i momenti di forma influiscono su singoli risultati e stagioni intere. Loro ritrovano Buffon e Del Piero, gente che è in grado di fare la differenza nonostante l’età”.
In settimana Mihajlovic aveva dichiarato di voler vincere per evitare “rotture di balle”, oggi ha spiegato il significato di quella sua espressione colorita: “Non mi riferivo ai tifosi, loro possono fare tutto,io mi esprimo sempre così, ma mi riferivo alla squadra: abbiamo sempre fatto bene finora ma non riusciamo a vincere con le grandi. Talvolta qualche giornalista ci fa notare che ci riescono anche squadre più piccole di noi, ma la Fiorentina no, e questo frustra noi per primi. I tifosi non c’entrano”. La sua schiettezza è apparsa particolarmente apprezzata da Mutu, il serbo ha incassato con soddisfazione i complimenti del suo giocatore: “Mi fa piacere io sono così, diretto e sincero. Se non vi piaccio, posso cominciare a fare conferenze stampa piatte, senza esprimere commenti diretti né i miei veri pensieri”.
Proprio il ritorno dalla squalifica dell’attaccante romeno è la buona notizia in vista della Juve, Mutu come al solito sarà schierato in avanti al fianco di Gilardino. In settimana a rovinare i piani viola è arrivato l’infortunio di Santana, al suo posto dal primo minuto partirà Cerci, come confermato dallo stesso tecnico, che però ha aggiunto che lo schiererà in una posizione diversa rispetto a quella abitualmente riservata all’argentino, cioè dietro le punte. Purtroppo Santana dovrà restare fermo ai box per due o tre settimane, questo significa che tornerà a disposizione soltanto per le ultime due partite della stagione.
Dopo i problemi legati al consumo di cocaina e le numerose tensioni con i compagni di squadra e con la società che avevano portato il patron dei viola Della Valle a valutare una possibile rescissione del contratto, sono in arrivo nuovi guai per l’attaccante rumeno della Fiorentina, Adrian Mutu. Il giocatore è infatti stato recentemente intercettato dal Servizio Rumeno di Informazione nell’ambito di un’inchiesta a carico di Nueridin Beinur, noto malavitoso della città di Costanza.
Nelle registrazioni sarebbe infatti emerso che Beinur sarebbe solito pagare i conti del ristorante del giocatore in cambio di uno sfruttamento della sua immagine per alcuni suoi affari in patria e all’estero. Dal tono delle conversazioni, definite dagli inquirenti come piuttosto “colorite”, emergerebbe inoltre uno stretto rapporto di amicizia tra i due, cosa che potrebbe procurare ulteriori guai a Mutu, vista la recente incriminazione del pregiudicato per diversi reati legati a corruzione e tangenti e per alcuni atti di violenza.