
“Ho visto solo un pezzo della partita inaugurale e anche dalla tv ho notato, io come i miei compagni, il suono assordante delle vuvuzelas. Sarà un problema in campo. I miei compagni me lo avevano raccontato. E a dire il vero io me ne sono accorto anche solo nella partitella di ieri contro una rappresentativa locale. Erano solo tre trombette, ma che casino!”, dice Giampaolo Pazzini. Un fastidio che si prova da casa, figuriamoci per chi scende in campo e per gli allenatori che devono impartire ordini tattici alla propria squadra. “Non riuscivo nemmeno a farmi sentire dai miei calciatori, è stata una sessione di allenamento pressochè inutile“, riferisce Marwijk, ct dell’Olanda che ha deciso di vietare le trombette agli allenamenti dei tulipani.
“Ho problemi di udito, se allo stadio mi dovessero dare fastidio, toglierò l’apparecchio acustico“, commenta con un pizzico di preoccupazione Olsen, ct della Danimarca. La Fifa è di tutt’altro parere e difende un “simbolo della cultura africana”. Le parole di Blatter: “Le vuvuzelas fanno parte della cultura e della tradizione africana. Siamo in Africa, che i tifosi suonino le loro vuvuzelas finchè vogliono”. Un po’ come la ola a Messico ‘86, con l’unica, sostanziale e importante differenza uditiva…Intanto crescono i gruppi su Facebook contrari alle trombette: Fatele sparire prima del mondiale (richiesta caduta nel vuoto) e FIFA- BAN THE ANNOYING VUVUZELA (HORN) FROM THE SOUTH AFRICA WORLD CUP ! i più cliccati.


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Circa 650mila biglietti dei quasi 3 millioni disponibili sono ancora invenduti e l’organizzazione del mondiale suadafricano, in programma tra poco più di due mesi, continua a far acqua un po’ ovunque. E’ l’allarme lanciato dal Daily Mirror che pone l’accento anche sull’ingente quantitativo di biglietti desitinati ai supporters inglesi e rispediti al mittente. Spostamenti interni difficoltosi, lontananza geografica, scarso interesse per un torneo giocato a troppa distanza, poca chiarezza degli organizzatori e paura per timore di attentati e per questioni di sicurezza di un paese in via di sviluppo.
Sono il mix di ingredienti che scoraggia gli appassionati intenzionati a sorvolare l’Africa per assistere al primo mondiale della storia organizzato nel vecchissimo continente. Impietoso appare il confronto con l’ultima edizione tedesca della competizione: tutti i biglietti, in quel frangente, furono venduti in anticipo con un totale di 15 milioni di richieste per 3,4 milioni di posti disponibili. Ma c’è di più: i prezzi dei biglietti di Sudafrica 2010, a dir la verità, non sono elevatissimi e rientrano negli standard europei di una partita del campionato di serie A: per quanto riguarda la fase a gironi vanno dai 10-15 dollari circa fino alla tribuna d’onore da 100 dollari.



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Eto’o, Keita, Essien, Drogba, Tourè, Adebayor, Sissoko. A questi si aggiungeranno altri giocatori meno famosi, come ad esempio Diamoutene del Bari e Meghni della Lazio, e quei calciatori semisconosciuti che avranno l’opportunità di mettersi in mostra in mondovisione dal 10 al 31 gennaio (l’evento, in Italia, sarà seguito come di consueto da Eurosport). La manifestazione è stata preceduta da un drammatico agguato alla nazionale togolese che ha minacciato di lasciare la competizione. Il sito ufficiale della competizione, consultabile in inglese, francese e portoghese: www.can-angola2010.com/index.htm.
(Composizione Gironi - Calendario)
Si parte domani: alle ore 20 a Luanda, esordiranno i padroni di casa contro il Mali. Le sedici partecipanti sono divise in quattro gruppi da quattro squadre. Il girone B, a prima vista, sembra il raggruppamento più interessante: Costa d’Avorio, Ghana, Togo e la squadra che sulla carta dovrebbe rappresentare la cenerentola del gruppo, il Burkina Faso. Quote Better per la vincente della coppa d’Africa: Costa D’Avorio 3.50, Camerun 5.50, Nigeria 10.00, Egitto 10.00,Tunisia 15.00, Angola 18.00.

Tutto è avvenuto poco prima del fischio d’inizio di Costa d’Avorio-Malawi (valida per le qualificazioni mondiali), all’esterno dello stadio Houphouët-Boigny di Abidjan, il luogo dove stasera si è verificata una una tragedia di dimensioni importanti. Stando a quanto riferito attraverso i canali della tv di Stato da Deside Tagro, Ministro dell’Interno della Costa d’Avorio, le persone morte in seguito alla ressa e al fuggi fuggi generale sarebbero almeno 22, mentre il numero dei feriti arriverebbe a 132. Secondo le prime informazioni, il crollo di un muro ha provocato un repentino spostamento di un folto gruppo di spettatori.
Il caos sarebbe stata generato dalla reazione della polizia locale che avrebbe sparato gas lacrimogeni per disperdere un folto gruppo di tifosi muniti di biglietto che tentavano di forzare un passaggio per accedere allo stadio. Altri organi di stampa danno per certa, invece, l’improvvisa caduta di un muro e il conseguente spostamento di una massa di tifosi. Anche Afrik.com, sito d’informazione in francese del continente africano, non è chiaro sulla dinamica dell’accaduto. Per la cronaca la partita è stata vinta dalla Costa d’Avorio per 5-0 con doppietta di Drogba.