Dopo una stagione sportiva deludente culminata con la retrocessione in Serie B nell’anno del ritorno nella massima serie, il futuro del Livorno è molto incerto. Il presidente Aldo Spinelli è ancora intenzionato a vendere la squadra come annunciato nell’inverno scorso ed anche se non si sono fatti vivi pretendenti, nessuno sta lavorando nella prospettiva di dover affrontare il prossimo campionato. A Livorno è tutto fermo, si va avanti solo per inerzia: “Non ho avuto contatti con potenziali acquirenti ma non ho cambiato idea, voglio chiudere con il Livorno e con il calcio. Programmi alternativi? Non ce ne sono“.
Nove tifosi coraggiosi hanno deciso così di reagire a questa situazione lanciando un azionariato popolare con l’obiettivo di raggiungere il 10% delle quote della società e portare nel consiglio di amministrazione un loro rappresentante. Il fine ultimo è quello di creare una cooperativa: ognuno dovrà versare 50 euro di quota per far nascere l’Associazione Azionariato popolare Livorno. Non si tratta di facoltosi imprenditori livornesi, ma bensì di semplici tifosi appassionati alla propria squadra; Fra i nove ci sono anche una casalinga, un cassintegrato e un insegnante di musica.
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Capita che una partita di fine stagione tra una squadra agonizzante, il Livorno, e una relativamente tranquilla, il Catania, abbia una coda inaspettata e abbastanza sui generis: i labronici vincono 3-1 ma nonostante questo vengono retrocessi in Serie B, gli etnei rimandano la festa salvezza e, facendo due conti, si accorgono di aver “regalato” sei punti alla compagine toscana (più quattro al Siena, altra squadra ormai spacciata). L’amarezza per la retrocessione rende Aldo Spinelli irrequieto e annuncia di voler quanto prima vendere il club livornese, il presidente del Catania Antonio Pulvirenti, dal canto suo, ha preso malissimo la sconfitta al Picchi e contro ogni pronostico si è infuriato indicendo il silenzio stampa e ordinando un ritiro di quattro giorni in vista della prossima partita contro la Juve.
Queste le dichiarazioni del patron amaranto, ormai ex, Aldo Spinelli: “Aspetto l’offerta giusta, ma se non arriverà voglio dire chiaro e tondo che la mia esperienza con il Livorno è finita lo stesso. Ho già parlato con due intermediari di altrettanti imprenditori interessati, ma se l’affare non si dovesse concretizzare io comunque a Livorno non torno“. Dopo undici anni, è ora di passare mano: “Neppure i tifosi mi vogliono più e hanno ragione. Vogliono cambiare. Una stagione sportiva si comincia a programmare da giugno e dunque c’è ancora qualche settimana di tempo. Anche perché la società è proprietaria di 24 giocatori e dunque chi subentra non deve partire da zero. Ma se non ci fossero le condizioni per definire la cessione, allora saremmo costretti ad agire diversamente. Ma io e la mia famiglia a Livorno comunque non torneremo più“.
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Gennaro Ruotolo pare abbia portato un pizzico di ottimismo all’interno dello spogliatoio del fanalino di coda Livorno, atteso a quelle che in gergo si chiamano “sei finali”. Sarà dura per la squadra di Aldo Spinelli ottenere la salvezza: il presidente ligure dei labronici ha già annunciato che le sue intenzioni sono quelle di uscire dal mondo del calcio e che, Serie B o meno, è disposto a vendere. Acque agitate dunque, rese ancor più ispide dalla polemica a distanza che ha coinvolto Fabio Galante, ormai una bandiera degli amaranto, e Serse Cosmi, il deposto mister umbro accusato dal difensore di Montecatini di non avergli fornito spiegazioni in merito alla sua esclusione dalla rosa livornese.
“Ho avuto 28 allenatori nella mia carriera, ma quello che mi è successo quest’anno con Cosmi non mi era mai accaduto. Peccato, perché credo che avrei potuto dare il mio contributo. L’esclusione patita da me e altri tre importanti giocatori della rosa (Marchini, Mozart e De Lucia, ndr), alla vigilia della trasferta di Bergamo è ancora incomprensibile. Cosmi mi ha detto che doveva dare un segnale, ma non capisco quale. Visto che io e i miei compagni ci siamo sempre allenati con impegno e professionalità” ha spiegato ai microfoni Galante, ora pronto per tornare in campo con l’arrivo, anzi col ritorno, di Ruotolo.
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Non è bastato il pareggio contro il Genoa, il Livorno è ancora ultimo in classifica e la salvezza ormai sembra irraggiungibile. Per questo la società, o meglio il suo presidente Aldo Spinelli, ha deciso di tentare un’ultima mossa disperata esonerando per la seconda volta Serse Cosmi e richiamando sulla panchina degli amaranto Gennaro Ruotolo. L’allenatore artefice della promozione in Serie A avrà a disposizione sei giornate per provare a fare il miracolo.
L’esperienza di Cosmi in Toscana è stata a dir poco tormentata, l’allenatore perugino era arrivato a Livorno in ottobre sostituendo proprio il collega Ruotolo. Lo scorso 24 gennaio aveva presentato le sue dimissioni in seguito alla sconfitta casalinga contro il Napoli, la decisione era stata presa a causa delle molte incomprensioni con il presidente, le due parti però poi si sono parlate e si è giunti ad un accordo che ha permesso alla squadra di godere di una certa stabilità fino ad oggi. Ora è davvero finita, si torna alle origini sperando di infilare il filotto giusto verso la salvezza.
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Una trentina di ultrà del Livorno ha fatto irruzione oggi pomeriggio al centro Coni di Tirrenia interrompendo l’allenamento degli amaranto per contestare giocatori e tecnico. Per almeno una decina di minuti i tifosi hanno avuto un vivace incontro con la squadra e non sono mancati i momenti di tensione. Le accuse erano rivolte per lo più al comportamento tenuto dai giocatori in questo finale di stagione anche fuori dal campo. È stato Ciccio Tavano il principale bersaglio della contestazione. L’attaccante è stato accusato di atteggiamenti poco professionali fuori al campo e sarebbe stato anche spintonato da un tifoso.
L’ira degli ultras però si è riversata anche sull’ allenatore Serse Cosmi, finora risparmiato dalle ripetute contestazioni dei supporters amaranto. Il tecnico è stato accusato dagli ultrà di aver ritirato le dimissioni e di aver supinamente accettato la politica del presidente Aldo Spinelli, nel corso del mercato di gennaio, che, a loro dire, non ha rafforzato adeguatamente una squadra indebolita dalla cessione di Candreva, arrivata dopo quella di Diamanti in estate. Gli ultrà hanno chiesto infine ai giocatori di dimostrare carattere già a partire dalla partita di sabato contro il Genoa per cercare di invertire la rotta. ”Se ciò non dovesse avvenire - hanno ribadito gli ultra’ - la contestazione diventerà ancora più dura“.
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Dal possibile sorpasso milanista all’allungo che potrebbe rivelarsi decisivo: l’Inter approfitta del passo falso del Milan in quel di Parma e porta nuovamente a quattro le lunghezze di distanza dalle inseguitrici; probabilmente la sfida di sabato prossimo contro la Roma all’Olimpico riaprirà il campionato o ne metterà definitivamente la parola fine. Contro il Livorno è apparso tutto facile: risultato rotondo, classico testacoda finito come da pronostico e tre punti messi in saccoccia senza troppi complimenti. In rete un redivivo Samuel Eto’o, finalmente in doppia cifra in Serie A, e ciliegina sulla torta per Maicon, autore di una prestazione più che sufficiente dopo varie prove opache.
Fa turn-over Mourinho che schiera una coppia difensiva quasi inedita con Materazzi e Cordoba, ridà fiducia a un Chivu munito di casco e a gran sorpresa piazza Quaresma in avanti; Cosmi se la gioca ma mette Lucarelli in panca dando una chance a Danilevicius supportato da Di Gennaro e facendo esordire l’austriaco Prutsch. Non un gran match al Meazza nelle prime battute, l’Inter è svogliata e il Livorno non pare approfittarne; Julio Cesar ha il suo da fare per sventare i ficcanti assalti ospiti, ma il brasiliano se la cava con la classe usuale che lo contraddistingue. Anche Quaresma è caldo, ma Rubinho non si lascia intimorire e risponde al portoghese con un volo sul suo palo. Poi accende la luce Thiago Motta, Eto’o è vigile e per i labronici è notte fonda.
Le Foto di Inter - Livorno 3-0
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Mancano ancora un paio di ore alla chiusura della finestra invernale di calciomercato: non c’erano in canna botti clamorosi, eppure il Milan ha piazzato un colpo controverso che farà discutere. Dall’Inter arriva in prestito, con diritto di riscatto della comproprietà fissato a 6 milioni di euro, il brasiliano Amantino Mancini. L’ex romanista non ha mai convinto con la casacca nerazzurra, vedremo cosa combinerà da quest’altra parte dei Navigli. Rifiuta il passaggio ai cugini Marek Jankulovski: chiamato ieri anche da Mourinho, il laterale ceco non se l’è sentito di tradire i tifosi. Lotito cerca di accontentare mister Ballardini: dopo i colpi di ieri, alla Lazio arriva Biava dal Genoa. Il difensore inspiegabilmente non rientrava più nei piani della società ligure.
Saluta l’Italia Martin Jorgensen, la Fiorentina accontenta il danese che da qualche giorno chiedeva di tornare in patria. S’accasa all’Aarhus, club da cui fu acquistato dall’Udinese: in Serie A ben 44 marcature. Sfumato Ledesma, l’Inter sembra sia alle strette finali per McDonald Mariga, centrocampista del Parma che sembrava promesso sposo del Manchester City. I ducali, dal canto loro, dopo Valiani sono a un passo da Jimenez, ex interista già ai ferri corti col West Ham. Come confermato in diretta tv ieri pomeriggio da Spinelli, scambio di portieri tra Livorno e Palermo: in Sicilia se ne va Benussi, Rubinho invece vestirà amaranto. Il portiere brasiliano ha voluto ringraziare comunque Palermo e i suoi tifosi.

Il sodalizio sportivo tra il Livorno e Serse Cosmi continua, lo ha annunciato il presidente Aldo Spinelli ai microfoni di Sky Sport 24 dopo un incontro tenutosi questa mattina a Genova e durato oltre tre ore. Il riavvicinamento, che fino a ieri sembrava un percorso impraticabile, alla fine si è realizzato anche grazie alla pressione di tifosi e giocatori sul patron amaranto. L’allenatore umbro, dopo le sue dimissioni, aveva infatti ottenuto la solidarietà in blocco di tutto l’ambiente livornese con la sola eccezione del presidente che alla fine si è visto costretto a tornare sui suoi passi e a respingere le sue dimissioni.
Il motivo della rottura era stata una critica del patron ai metodi di lavoro del tecnico, in particolare Spinelli non aveva gradito i due giorni di riposo concessi alla squadra dopo la sconfitta contro il Cagliari, arrivando ad accusare il suo allenatore di essere anche solito a questo tipo di decisioni avendo spesso agito allo stesso modo anche a Brescia. Cosmi sentendosi minacciato in quella che era la sua zona operativa non ci ha pensato più di tanto e, dopo il fischio finale della partita del Picchi contro il Napoli, aveva salutato tutti e presentato le dimissioni.
Il Napoli non si ferma più e a Livorno fa 14, tanti sono i risultati utili consecutivi, l’ultima sconfitta è ormai un ricordo sbiadito e risale al 4 ottobre quando gli azzurri persero a Roma contro i giallorossi, fu l’ultima partita di Roberto Donadoni che due giorni dopo sarà sostituito da Walter Mazzarri. I campani, seppur in emergenza per alcune assenze importanti riesce a ottenere il massimo on Toscana grazie ad un gol meraviglioso di Christian Maggio e al raddoppio di Luca Cigarini. Sul risultato finale c’è però anche la firma di Morgan De Sanctis, decisivo il rigore parato a Cristiano Lucarelli quando la sua squadra ancora era avanti di un solo gol. La sconfitta ha portato in dote un grande sconvolgimento negli amaranto: a fine partita infatti Serse Cosmi ha rassegnato le sue dimissioni (Il Tabellino di Livorno - Napoli 0-2 - Il Video di Livorno - Napoli 0-2).
Senza i pezzi pregiati in attacco, sono indisponibili infatti Quagliarella e Lavezzi, il peso del reparto azzurro offensivo è sulle spalle di German Denis. Cosmi risponde con Cristiano Lucarelli affiancato dal neo arrivato Claudio Bellucci. La prima frazione di gioco non è stata molto emozionante. I padroni di casa hanno proposto come unica soluzione quella di mandare palle in avanti sperando nell’invenzione del capitano. Il Napoli versione operaia è manovriero a centrocampo e attento a non lasciare spazio agli attacchi livornesi. La svolta della partita arriva però allo scadere quando Aronica lascia partire un cross sulla sinistra, la palla arriva a Maggio che con un destro al volo indirizza la palla all’incrocio dei pali opposto. La marcatura, meravigliosa, ricorda molto quella che Marco Van Basten mise a segno nel 1988 contro la Russia, durante gli Europei che poi avrebbero visto l’Olanda trionfare.





Antonio Candreva è a tutti gli effetti un giocatore della Juventus: questo pomeriggio in presenza di Bettega e Secco per la Juve, Gasparin per l’Udinese e Spinelli per il Livorno, col giocatore e il suo procuratore presenti, si sono consumati gli ultimi dettagli di una trattativa abbastanza veloce che il ds dei labronici Nelso Ricci dava per conclusa positivamente già ieri sera. Solo Spinelli ha avuto qualche perplessità, considerando il giocatore importante per lo scacchiere dell’undici di Cosmi e pretendendo in cambio una valida contropartita tecnica: da Giovinco a De Ceglie, da Zalayeta a Ekdal, picche su più fronti, alla fine sembra che il patron dei toscani abbia accettato 500mila euro. Prestito dunque dall’Udinese, ma con diritto di riscatto per la Juve fissato a 7 milioni.
Domani deposito del contratto in Lega e già il primo allenamento, disponibilità per sabato contro la Roma con un centrocampo bianconero a questo punto rivoluzionato: squalificato Felipe Melo e col ritorno di Sissoko, il maliano, Candreva e Marchisio formeranno il trio alle spalle di Diego. “La trattativa si è sviluppata la settimana scorsa, ma ha avuto un’impennata nella serata di ieri (dopo il summit Juve con Ferrara ndr). Il giocatore è già con la testa a Torino, ed è convintissimo di fare bene in bianconero, già a partire da sabato. Segnalato da Lippi alla dirigenza bianconera? Non posso essere io a saperlo. Dico solo che la Juventus ha una grande dirigenza che con noi si è comportata alla grande” le parole dell’agente del ragazzo che, ricordiamolo, è un classe ‘87 e ha un gran tiro.