
“L’anno prossimo giocherò sicuramente a calcio, non ho precluso nessuna strada. Penso a fare quella che sarà una scelta ottimale sotto tutti gli aspetti dove poter esprimere me stesso. Non potrei mai giocare in Italia con una maglia diversa da quella bianconera, sarebbe una cosa che andrebbe contro la mia morale“. Parole da vero capitano. La notizia è vecchia, ma oggi Del Piero ha parlato forse per l’ultima volta da tesserato della Juventus. Il suo contratto scade a fine giugno, ma l’ormai ex capitano dei bianconeri adesso andrà in vacanza lasciando mandato al suo manager, il fratello Stefano, di trovare la soluzione migliore per il suo futuro da calciatore.
Larghissima parte del tifo bianconera è al suo fianco, ed avrebbe preferito averlo ancora in squadra in questo ruolo da jolly per le grandi occasioni, che Conte ha ritagliato per lui; la società invece non è stata dello stesso avviso ed ha preferito chiudere qui il rapporto con il numero 10. Nonostante il divorzio unilaterale, anche oggi Del Piero si è concentrato solo sugli aspetti positivi del suo addio, come il saluto dei tifosi nell’ultima partita casalinga contro l’Atalanta:
“E’ stato un anno faticoso, difficile ma tremendamente bello. E vale anche per i tifosi che sono qua fuori, quello che abbiamo vissuto. Con l’Atalanta ho festeggiato due scudetti, quello vinto e quello ricevuto in campo come tributo per quello che ho fatto con questa maglia. Ora andiamo avanti e affrontiamo il mondo di oggi, portando sempre dentro di me tutto il loro affetto. Quando ero bambino non sognavo di finire la carriera nella Juventus, sognavo di vincere con la Juventus e con la Nazionale, non sognavo finali, sognavo traguardi”.
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Andrea Agnelli torna a parlare dopo l’unica sconfitta della Juventus in questa stagione subita contro il Napoli, in finale di Coppa Italia. Intervistato dalla CNN a Londra il presidente bianconero ha voluto ribadire il sentimento condiviso dal popolo juventino sul numero degli scudetti conquistati dal club:
“Per i documenti ufficiali è il 28esimo. Ma per ogni singolo juventino nel mondo è il 30esimo. È una questione molto delicata. Noi viviamo con i sentimenti, quando dico che uno dei privilegi nel gestire la Juventus sta nel fatto che si gestiscono anche i sogni e le emozioni della gente. Nelle nostre emozioni e nei nostri sentimenti ne abbiamo 30″.
L’Agnelli pensiero su Alessandro Del Piero:
“Penso che Alessandro, come ho già detto molte volte, rappresenterà per sempre la Juventus. Ho sempre ricordato Platini e Boniperti pensando alla Serie A, come dei giocatori della Juventus per sempre. Alessandro è stato il nostro capitano per dieci anni e con che finale: ha lasciato sollevando un trofeo… Che storia incredibile. Ha avuto una standing-ovation di 15 minuti quando ha lasciato lo stadio, e penso che dobbiamo essergli sempre grati perchè ci ha dato tante gioie”.
Il bilancio stagionale:
“Se a settembre mi avessero detto “Alla fine dell’anno vincerai lo scudetto, ma perderai la finale di Coppa Italia”, avrei firmato un centinaio di volte. Non ci sono dubbi su questo, e siamo estremamente orgogliosi di quello che abbiamo ottenuto. Penso che sia un risultato straordinario, diciamo solo che abbiamo appena perso la ciliegina sulla torta, ma possiamo lasciarla per il prossimo anno”.
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Archiviata la stagione italiana e non solo (in Europa a parte la finale di Coppa del Re in Spagna tutto è già materia degli almanacchi), il mondo del calcio è ora proiettato sugli Europei che si disputeranno in Polonia ed Ucraina: il prossimo 10 giugno a Danzica l’Italia di Cesare Prandelli debutterà contro la Spagna campione in carica, subito un test probante per capire quante possibilità avranno gli azzurri di essere protagonisti nella competizione continentale. Difficile prevedere ad oggi il ruolo che riusciranno a ritagliarsi i nostri calciatori nella manifestazione, di sicuro il condottiero della truppa è ben motivato a fare bene e già da oggi ha diretto con lena e concentrazione l’allenamento a Coverciano con un gruppo di 32 elementi, a cui se ne “scarteranno” 9 (”Ho in testa i 23, ma sono pronto in questi giorni a rivedere le mie idee“), anche se in realtà mancavano i giocatori di Juve, Napoli, Psg, Torino e Pescara. Si può dire che è stato il primo giorno di scuola prima della spedizione continentale, ovvio quindi che il commissario tecnico si sia concesso ai giornalisti in una lunga conferenza stampa:
“Vogliamo creare un clima di grande entusiasmo. Strutturalmente non partiamo per vincere l’Europeo, ma noi italiani sappiamo sempre sorprendere. Cercheremo di lavorare sulla qualità del gioco per valorizzare i nostri attaccanti, è importante che tutti abbiano voglia di fare bene: sarà importante mettersi a disposizione della squadra ed essere generosi, è il modo migliore per affrontare questa spedizione con grande attenzione”.
Fari puntati sull’attacco azzurro, su coloro che dovranno trascinarsi a suon di assist e di gol:
“La qualità del gioco servirà a valorizzare i nostri attaccanti. Finalmente ci sono sia Cassano che Balotelli? Vero, magari però giocheranno altri (ride ndr.). Con Mario ho già parlato tante volte, sa che questa è un’occasione straordinaria per lui come per noi, può far parlare di sé solo sul campo. La differenza, anche quando c’è organizzazione, è sempre nelle qualità. Dalle giocate delle punte, a quelle di Pirlo, passando per le parate di Buffon, è chiaro che ogni gesto tecnico può decidere una gara. Cassano? Antonio continua a ripetermi di voler essere assolutamente nei 23, non è sicuro del posto. Il fatto che si senta sotto esame per me è una cosa nuova e bella. Sa di voler vivere al 100% la sua professione e sta curando meglio la propria preparazione fisica rispetto a qualche tempo fa. Insigne? Ho pensato di chiamarlo, poi ho preferito puntare su chi ha conosciuto meglio la Serie A”.
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Alessandro Del Piero ha giocato la sua ultima partita con la maglia della Juventus, qualcosa che si potrebbe considerare normale vista la sua età (a novembre saranno 38), meno “normale” risulta essere tenendo conto che il numero 10 bianconero ha ancora la voglia (e le potenzialità) per continuare a giocare a calcio ad un ottimo livello, almeno come “rincalzo di lusso”. Le cose non sono andate così, colpa della testardaggine di un presidente, Andrea Agnelli, che ha una fretta di chiudere con “il passato” molto sospetta, che puzza di dimostrazione di forza e potere.
Purtroppo per Del Piero l’ultima gara è una sconfitta, in finale di Coppa Italia, contro il Napoli di Cavani, Hamsik e Lavezzi (anche lui in procinto di cambiare aria, ma in modo decisamente prematuro rispetto ad Alex). A fine gara in una telefonata a Sky Sport 24 Del Piero ha concesso l’ultima intervista “post gara” della sua carriera bianconera, con una voce che tradiva una certa emozione e commozione.
Queste alcune delle sue parole:
Come sto? Devo essere sincero? Non bene, ma queste sono le finali. La sconfitta sicuramente la fa da padrona, il resto sono sensazione ed emozioni anche troppo grandi da metabolizzare, avrò tempo in vacanza di farlo. Quello che è accaduto con la vittoria dello Scudetto e una settimana fa fanno passare la tristezza. L’ho detto anche ai miei compagni non era questa la serata delle celebrazioni, l’abbiamo fatto due settimana fa e per quanto mi riguarda una settimana fa, stasera era una gara secca, una finale e l’obiettivo doveva essere cercare di vincerla.
Il futuro? Dove finirà il Del Piero calciatore? Alex dribbla la domanda:
Non ho la più pallida idea di quanto tempo mi serva per decidere il mio futuro, sono un po’ fuori dal giro per quanto riguarda i trasferimenti. Io vado in vacanza, ci penserà mio fratello. Domattina? Di sicuro mi sveglierò con mio figlio che gioca con la macchinina e mi farà passare tante cose, poi bisogna vivere il momento, cercare di viverlo in pieno con tutte le cose belle e brutte che capitano nello sport, sono cose che capitano nella vita che continua e mi auguro che vada sempre meglio. Le cose che cambiano nella vita bisogna a volte anche assecondarle, non forzarle. Mi porterò via uno scudetto e il tributo dei tifosi nei miei confronti, voglio ricordare solo queste cose, non ho repliche particolari da fare rispetto al resto. La vittoria dello scudetto e quello che è capitato settimana scorsa in casa con l’Atalanta è andato ben oltre le mie aspettative, ne vado orgoglioso, ne sono felicissimo. Sono felice di tutto quello che ho dato, ho dato davvero tutto. Sono felice di aver vinto, ahimè, solo uno Scudetto, è stato un anno fantastico.
Non ci sono parole per un giocatore così. Negli occhi rimarrà l’immagine della sua ultima uscita dal campo, sostituito quando la sua Juventus era in svantaggio: la corsa verso bordo campo, nessun momento di celebrazione, soltanto la determinazione negli occhi e l’incitamento per il compagno che entrava per sostituirlo. Come fosse un cambio normale, come non stesse succedendo nulla, con i tifosi sugli spalti in tv più emozionati di lui che non ha mai ceduto davvero alla commozione. Stasera si è concesso solo quella mascella serrata tipica di chi le lacrime non le vuole mostrare, non davanti alle telecamere.
Juventus - Napoli 0-2 | Le foto della vittoria azzurra




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Video | Il Napoli alza la Coppa Italia, i festeggiamenti
La carriera di Alessandro Del Piero con la Juventus si chiude con questa premiazione, una premiazione che lascia al capitano della squadra avversaria, Paolo Cannavaro, l’onore di alzare il trofeo, la Coppa Italia. Del Piero ha giocato 19 stagioni in bianconero, una vita, eppure quando fece il suo esordio con la Juventus il Napoli non vinceva nulla già da 3 anni. Questo dà l’idea della carriera incredibile di Del Piero, ma fornisce anche la giustificazione per l’incontenibile gioia dei tifosi partenopei che possono finalmente tornare a festeggiare un trofeo dopo tantissimi anni di digiuno. 5 anni fa entrambe le squadre tornavano in Serie A (dopo retrocessioni dolorose, anche se arrivate per ragioni differenti), oggi si sono divise i successi che il nostro calcio può riservare: lo Scudetto e la Coppa Italia. Ad agosto sarà proprio un altro Juventus - Napoli, con la Supercoppa Italiana, a dire il via alla nuova stagione.

Strano vedere un Antonio Conte che a fine partita alza bandiera bianca, con la voce intatta, e commenta lucidamente una sconfitta: dopo 42 partite, in altre parole tutte, la sua Juve scivola sulla buccia di banana dell’ultimo metro, la finale di Coppa Italia contro il coriaceo Napoli. All’Olimpico di Roma i bianconeri sono apparsi meno brillanti del solito, pur tenendo abbastanza agevolmente in mano la gara; è servito un episodio, rimessa laterale lunga di Campagnaro per Lavezzi che in area è stato atterrato da Storari, per sbloccare la gara. Gol di Cavani, assalto Juve, ripartenze partenopee e due a zero proprio con un contropiede mortifero concretizzato alla perfezione da Hamsik. Come detto a fine gara Conte non si nasconde e ai microfoni della Rai analizza la gara:
“Sconfitta? Non deve mai far piacere perdere, soprattutto una finale quindi siamo molto arrabbiati. Questa è una partita che ci deve far crescere però perché ci deve far capire che si deve avere sempre tantissima fame, il Napoli ne aveva più di noi, oggi il Napoli aveva più fame di noi. Scudetto? Questo è un gruppo giovane quindi vincendo il campionato abbiamo fatto qualcosa di straordinario, a questa partita siamo arrivati con dei giocatori non al massimo ma la partita di stasera non influisce sulla stagione che è stata a dir poco fantastica”.
Nella serata in cui Alessandro Del Piero ha indossato per l’ultima volta la casacca a strisce bianche e nere, il tecnico salentino non ha risparmiato l’eterno fuoriclasse della Vecchia Signora all’usuale sostituzione: senza guardare in faccia alla passerella dell’ultimo atto, lo ha sostituito quando la squadra era sotto di un gol con Vucinic. Poi Pepe, quindi Quagliarella: le ha tentate tutte l’allenatore juventino, alla fine però ha prevalso la banda di Mazzarri. Complice, a detta del condottiero della Juve, anche della condizione non ottimale di alcuni dei suoi:
“Questo è un gruppo giovane fiorito da due settimi posti, abbiamo vinto in modo straordinario il campionato e dobbiamo tenere a mente il modo in cui abbiamo fatto per vincerlo, ovvero usando cattiveria e motivazioni. Avevamo gente non in grande condizione, specie Vidal e Lichtsteiner e Chiellini era infortunato. Dispiace perdere così”.
Juventus - Napoli 0-2 | Le foto della vittoria azzurra




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Domenica prossima in occasione della finale di Coppa Italia tra Juventus e Napoli, Alessandro Del Piero giocherà la sua ultima partita con la maglia bianconera prima di trasferirsi presumibilmente all’estero in una nuova squadra. Nonostante la notizia del suo addio sia stata comunicata da Andrea Agnelli nel mese di ottobre scorso, i tifosi della Juve sono ancora sotto shock per l’addio del capitano. Nell’ultima partita in casa contro l’Atalanta tutto lo stadio ha pianto quando Del Piero è stato sostituito ad Antonio Conte, costringendo il numero 10 ad effettuare un giro di campo nonostante nel frattempo si stesse disputando la partita.
Molti tifosi hanno lasciato il proprio messaggio di ringraziamento sulla pagina Facebook e sul canale Twitter del giocatore che ha anche scritto una lettera di addio dedicata ai suoi ammiratori. Un tifoso in particolare però si è distinto realizzando un filmato tutto dedicato al suo campione preferito. In un misto di ironia e reale dispiacere, questo ragazzo di nome ‘Michelangelo’ ha caricato sul proprio canale di Youtube il divertentissimo filmato invitando Del Piero ad andare da lui per farsi “coccolare”. L’ambizione di Michelangelo è quella di far arrivare il messaggio ad Alex, con questo articolo abbiamo cercato di dargli una piccola mano premiando la sua originalità.

La Juventus ha vinto, ma per festeggiare c’è pochissimo tempo perché i ragazzi sotto la guida di Antonio Conte sono già tornati in campo per preparare la finale di Coppa Italia che andrà in scena domenica sera all’Olimpico di Roma, avversario il Napoli. Come per tutto il resto della stagione il ritornello non cambia nemmeno in questa occasione, la squadra è contenta ma è già concentrata per la prossima sfida. Lo sa bene Andrea Pirlo, intervistato da Sky Sport, che di questa squadra è stata una delle pedine fondamentali, l’ex rossonero si gode la gioia del trionfo ma guarda già al futuro e lo fa con ottimismo. Pensa al prossimo trofeo che si potrebbe conquistare ma anche a tutte le soddisfazioni che potranno arrivare nelle stagioni a venire:
“Ho provato una grande gioia per aver fatto qualcosa di importante, di indescrivibile. La festa con il pullman di domenica è stata davvero impressionante, c’era tanta gente ed è stato veramente bello. Oggi è iniziata una settimana di lavoro importante, arriveremo a domenica con la giusta voglia e con la giusta concentrazione per poter vincere questo trofeo. Il Napoli è una grande squadra e l’ha dimostrato in questi ultimi anni che ha fatto molto bene. Anche loro hanno l’obiettivo di vincere quindi sarà una partita difficile. Abbiamo messo le basi per poter fare qualcosa di importante perché quando inizi a vincere ti viene sempre più voglia di poterlo fare ancora. Adesso ti si aprono altri trofei, altre finali da giocare quindi si può iniziare a vincere veramente“.
Il centrocampista della Juventus e della nazionale è poi è stato interrogato sulla questione della maglia numero 10 di Del Piero, sull’argomento è già stato molto chiaro il capitano bianconero dicendo che non è giusto che venga ritirata, sulla stessa lunghezza d’onda anche il suo compagno che smentisce anche l’eventualità che tale maglia possa finire sulle sue spalle:
“Prendere la sua eredità è impensabile in questo momento. Sicuramente qualcuno vorrà prendere la sua maglia numero 10, però c’è da apprezzare il gesto di Alessandro di metterla ancora a disposizione. Ha detto una cosa giusta e cioè che tutti devono poter sognare di indossare la maglia numero dieci della Juventus, che è una bella cosa. Prenderla io? No, ho sempre portato il 21 e me la tengo”.
La pensano così anche i tifosi della Vecchia Signora, anche il sondaggio da noi proposto ha visto prevalere coloro i quali sono d’accordo con le parole del loro capitano. Non una maggioranza schiacciante, ma almeno i due terzi dei votanti hanno le idee chiare: la maglia numero 10 della Juventus non può essere ritirata perché è giusto che con quella maglia in futuro si continui a scrivere la storia del club. Tornando a Pirlo, al centrocampista è stato chiesto un giudizio su Marco Verratti, il giovane che tutti indicano come suo erede tanto in bianconero quanto in azzurro, complimenti a parte l’ex milanista chiarisce che è ancora presto per parlare della sua successione: “L’ho visto poco, ma ne parlano tutti bene. Dagli spezzoni è molto bravo. Mio erede? Ho 33 anni, finché mi diverto penso che non smetterò”.
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La Juventus sarebbe pronta a ritirare la maglia numero 10 dalla prossima stagione, l’ultimo omaggio ad Alessandro Del Piero. L’ufficialità potrebbe arrivare nei prossimi giorni, secondo quanto trapelato nel pomeriggio, ma è un’idea che non piace a molti, a cominciare proprio dal diretto interessato. L’ormai ex capitano dei bianconeri non ha nascosto il proprio disaccordo verso questa probabile iniziativa e a questo punto la Juve ci penserà due volte prima di renderla ufficiale. “Non ritirate la maglia numero 10, è giusto che altri possano sognare di indossarla“, ha detto Pinturicchio al Salone Internazionale di Torino in occasione della presentazione del libro “Giochiamo ancora”. Del Piero ha anche accennato all’ultima partita della stagione, la finale di Coppa Italia:
“Ieri è stata una giornata incredibilmente bella, intensa, triste, storica. Per noi è stato uno scudetto particolare per tutto quello che è avvenuto dal 2006 a oggi. Adesso dobbiamo pensare a un appuntamento importante come quello di domenica prossima (la finale di Coppa Italia, ndr). Da martedì prepareremo questa finale, ci teniamo tutti quanti. L’emozione di ieri, però, devo ancora metabolizzarla”.
Ecco le immagini della premiazione della Juventus campione d’Italia 2011/2012. Giornata molto emozionante per il popolo bianconero che è accorso allo stadio, comprando anche i biglietti del settore ospiti dell’Atalanta, per assistere alla premiazione della propria squadra, ma anche per salutare Alessandro Del Piero alla sua ultima gara con la maglia della Juventus davanti al pubblico di casa. Tantissima commozione sugli spalti quando il numero 10 è stato sostituito da Antonio Conte, ma anche quando sempre Del Piero ha alzato al cielo la Coppa dello Scudetto.
Anche se non è stata una stagione da protagonista assoluto in campo, Del Piero è stato comunque determinante per la vittoria di questo titolo non solo per il supporto dato all’allenatore nella gestione dello spogliatoio ma anche per i gol decisivi, in particolare quello su punizione contro la Lazio. Stagione esaltante per la Juventus che è tornata alla vittoria senza perdere neanche una partita di questo campionato, stabilendo un primato unico in un campionato a 20 squadre. Record anche di migliore difesa di sempre in 38 giornate con appena 20 gol subiti. Domenica prossima tutto il gruppo Juve sogna di conquistare anche la Coppa Italia, concludendo l’intera stagione senza sconfitte.