Una formazione composta da vecchie glorie del Milan ha battuto per 5-1 la selezione indonesiana di All Star Legends in una partita a scopo benefico tenuta al Bung Karno Stadium di Jakarta. Nelson Dida si è cimentato nel ruolo di centravanti segnando anche un gol e fornendo un assist a Serginho.
La squadra che ha partecipato all’evento:
Portieri: Nelson Dida, Massimo Taibi. Difensori Franco Baresi, Alessandro Costacurta, Roberto Mussi, Stefano Nava, Roque Junior. Centrocampisti: Stefano Eranio, Gianluigi Lentini, Diego Fuser, Angelo Carbone, Mario Bortolazzi, Christian Lantignotti, Roberto Lorenzini, Federico Giunti, Serginho. Attaccanti: Daniele Massaro, Jean Pierre Papin.




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In Via Turati si sta progettando il Milan del futuro, dopo l’addio di Leonardo la società rossonera è alla ricerca della persona più adatta a sostituirlo. In queste settimane si sono fatti tantissimi nomi, si è parlato della coppia composta da Filippo Galli e Mauro Tassotti, ma anche di Alessandro Costacurta. Oggi però potrebbe esserci una svolta decisiva, si sta tenendo infatti ad Arcore un vertice tra Silvio Berlusconi, Adriano Galliani e Ariedo Briaida. La novità significativa è però la presunta, non confermata, presenza di Massimiliano Allegri, invitato a pranzo dallo stesso premier desideroso di conoscerlo per capire se potrebbe essere l’uomo giusto per guidare la sua creatura.
Quando Galliani è arrivato a Villa San Martino i cronisti appostati non hanno potuto capire se l’ex Cagliari fosse in macchina del dirigente a causa dei vetri oscuranti della vettura. Ma a quanto pare questo è solo un dettaglio perché ormai il Milan ha quasi deciso in favore del livornese che tanto bene ha fatto a Cagliari. Berlusconi si sarebbe convinto delle doti di Allegri e apprezzerebbe molto il suo modo di far giocare le squadre, sempre capaci di esprimere un calcio spettacolare e offensivo, proprio come piace al patron milanista.
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Contestato e col dito indice puntato contro, Silvio Berlusconi non è tipo che si lascia intimorire dai malumori dei tifosi milanisti; al contempo il Premier sa benissimo che il Diavolo è materia da non sottovalutare e non ha nessuna intenzione di lasciare o di trascurare eccessivamente la squadra. All’epoca della “presunta” cessione di Kakà al Manchester City scese in campo in prima persona per trattenere il brasiliano in rossonero, abile mossa da uomo immagine qual è, così come la vendita dello stesso al Real Madrid gli fece perdere 4 punti percentuali alle Elezioni Europee (sue parole). Insomma, per la sua fama in campo politico e non solo, il “giocattolo Milan” serve eccome a Berlusconi che dunque ha deciso di intervenire per scegliere il prossimo allenatore.
Appurato l’addio di Leonardo, col quale il numero uno milanista non ha mai legato (e famosi anche gli screzi tra i due, con “Araujo” che non le ha mai mandate a dire), l’ad rossonero Adriano Galliani ha lavorato non poco nei giorni scorsi per fare una lista di nomi plausibili: il compito, affidare la panchina del Milan a una persona seria, brava e “milanista“. Ecco però l’intervento del Primo Ministro che ieri in una cena a Villa Gernetto ha dimostrato di gradire poco il duo, dato per super accreditato, formato da Filippo Galli e Mauro Tassotti. Non è convinto Berlusconi dall’inesperienza dei due, così come ha tenuto ad evidenziare lo scarso entusiasmo nei confronti di Massimiliano Allegri, un personaggio che il Premier non conosce di persona. Lui vuole gente fidata.
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Bella serata quella di ieri per i giovani milanisti: le future leve rossonere si sono infatti aggiudicati la Coppa Italia Primavera, un titolo che al Diavolo formato bebé mancava da 25 anni. All’epoca sulla panchina sedeva un giovane Fabio Capello e i protagonisti del successo furono gli imberbi Maldini, Costacurta e Giunta. Ma anche Giovanni Stroppa, un 17enne che ora a 42 anni ha rivinto la competizione ma da allenatore. Grande soddisfazione per lui e per i suoi ragazzi, anche se non soprattutto perché la partita, e conseguente festa, si è svolta al San Siro, nello stadio dei grandi.
Non solo, sulle tribune erano presenti anche Adriano Galliani e mister Leonardo, e prima del match molti giocatori della prima squadra si sono recati negli spogliatoi a fare il sentito “in bocca al lupo” ai loro giovani colleghi. Dopo l’1-1 dell’andata, giocata al Barbera di Palermo, la finale di ritorno si è giocata a Milano; Rosario Pergolizzi, mister dei rosanero, ha dovuto subito ingoiare amaro quando dopo appena quattro giri di orologio l’attaccante Simone Verdi ha trovato il gol su assistenza del compagno di reparto, Gianmarco Zigoni per altro già esordiente in prima squadra contro la Lazio poche settimane fa.
Le foto della finale di Coppa Italia Primavera tra Milan e Palermo





Questa estate, quando fu data la benedizione all’esordiente Leonardo, i tifosi milanisti non avrebbero mai immaginato che al principio di ottobre il brasiliano fosse già sulla graticola: dallo 0-4 sonoro nel derby, allo 0-1 interno contro lo Zurigo, l’ex fuoriclasse verdeoro non immaginava che questo Milan fosse così brutto, capace di farsi schiaffeggiare in casa dal Bari o in trasferta in quel di Udine. La stagione, tuttavia, è appena cominciata e sia in Champions che in campionato nulla è perduto: bisogna cambiare rotta drasticamente e per farlo, forse, occorre partire dall’allenatore. Almeno così la pensa la maggior parte della tifoseria del Diavolo, che in fondo ancora crede nelle qualità di Pirlo e Pato, di Thiago Silva e Flamini.
La partita di Bergamo contro l’Atalanta sarà la cortina di tornasole: non dovessero arrivare i tre punti, il giù precario equilibrio di Leonardo potrebbe definitivamente andare a farsi benedire, checché ne dica Galliani, strenuo nel ribadire ogni giorno la fiducia incondizionata al giovane trainer. Ma chi al suo posto su una panchina che mai come in questo periodo appare cocente e tutto sommato scomoda? Sono voci e rumors, ma comunque importanti: come ovvio si predilige (che sia un vizio?) la soluzione interna, con vecchi idoli accostati sistematicamente sulla panca rossonera. C’è chi vedrebbe bene io duo Galli (attuale allenatore della Primavera) - Tassotti (vice di Leonardo), chi addirittura ha fatto il nome di Alessandro Costacurta.
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In principio fu Berlusconi, interista accanito che cercò di comprare il club nerazzurro: a picche ricevute virò sul Milan. Ma anche Bergomi, il nonno nerazzurro che prima di diventare una bandiera del club di via Durini era legato ai colori dell’altra sponda di Milano. Liverani un anno prima festeggiava come uno scalmanato per le vie di Roma lo scudetto giallorosso, l’anno dopo difendeva i colori della Lazio, e Molinaro esultava come un pazzo in un bar di Siena al gol di Samuel in un Inter-Juve 1-2 di 3 anni fa, per poi passare proprio ai bianconeri due anni dopo.
O ancora Achille Costacurta, il figlio di 5 anni di Billy che è interista sfegatato, o anche Emilio Fede, juventino doc fino all’invaghimento totale per Silvio e il suo Milan. Ma Balotelli no, non ce l’aspettavamo. In tenerissima età fu affascinato dal Milan, anni dopo fu anche invitato dalla società rossonera a vedere un derby Primavera, ma anche oggi che è un idolo dell’Inter pare non abbia perso il vizietto: nei giorni scorsi il Corriere dello Sport lo ha immortalato al centro di Milano entrare in uno store del Milan, in barba alle male lingue.
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Per la prima volta la nostra “rubrica degli auguri” celebra il compleanno di un ex calciatore: oggi Alessandro Costacurta compie 43 anni e non potevamo non parlare di lui. Perché Billy, così è stato sempre soprannominato, vanta diversi record con la maglia del Milan e non solo: più di 650 partite ufficiali con i rossoneri, nonché il più “anziano” giocatore di movimento (esclusi quindi i portieri) a disputare un match di Serie A (41 anni e 25 giorni contro l’Udinese con tanto di gol su rigore) e uno in Champions (40 anni e 211 giorni contro l’AEK Atene). Insomma, una istituzione del calcio italiano che non potevamo non menzionare sulle colonne di questo blog.
Nato nel varesotto, cresce proprio nelle giovanili del Milan; dopo un anno di apprendistato al Monza (30 partite senza gol), nell’87 approda definitivamente in rossonero e ivi resterà per 20 anni. Esordisce una domenica di ottobre a Verona nella prima stagione milanista di Sacchi e con la squadra lombarda vincerà decine di trofei, nazionali e internazionali. Spesso “accusato” di essere l’anello debole dell’invincibile difesa del Milan, in realtà Costacurta era uno stopper solido ed elegante quasi quanto Baresi; eppure nel 2002 la società di via Turati non gli rinnova il contratto e lui, un po’ deluso, se ne vola negli Stati Uniti.
Non era iniziata male l’avventura di Alessandro “Billy” Costacurta sulla panchina del Mantova: all’esordio come allenatore professionista, l’ex difensore del Milan dopo una sconfitta a Rimini aveva infilato tre vittorie consecutive. Da allora però il giocattolo si è inceppato e i virgiliani si sono fatti pericolosamente risucchiare in classifica; una vittoria (a Frosinone), quattro pareggi e cinque sconfitte che piazzano la squadra lombarda a soli 4 punti dalla zona play-out, a ben 9 dai playoff.
Non abbastanza per il presidente Fabrizio Lori che tre mesi e mezzo fa aveva già dato il benservito a Giuseppe Brucato all’indomani della sconfitta casalinga contro il Parma. Costacurta, pare, sia stato indotto alle dimissioni facendo leva sulle sue dichiarazioni di un paio di settimane fa (dopo il pesante 2-5 al Martelli contro il Livorno): “Avevo pensato di lasciare ma poi ho scelto di rimanere. Questa squadra è attrezzata per fare bene e quello del Mantova è l’ambiente migliore per fare l’allenatore“. Dopo il ko di Vicenza, però, i suoi pensieri sono stati messi in atto, stamani le dimissioni.
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“Ti piacerebbe allenare un giorno?” “Sì, ma solo il Brasile o il Milan” ha risposto Leonardo, l’ex fantasista verdeoro negli ultimi anni consulente di calciomercato e direttore delle operazioni dell’area tecnica del Milan, artefice dell’arrivo in via Turati di giocatori come Kakà o Pato, fino all’ultimo giunto e cioè il difensore Thiago Silva. Brillante sul rettangolo verde, spigliato con le scarpette appese al chiodo, parla sei lingue (anche il giapponese) ed è notoriamente un uomo Milan; benché Ancelotti abbia un contratto che scade nel 2010 l’ipotesi di un avvicendamento tra i due non è cosa fantascientifica.
La batosta di ieri ha lasciato più di qualche ferita dalle parti di Milanello; i vertici del club (cioè Galliani) hanno cercato di analizzare lucidamente la situazione: in fondo è solo una sconfitta e già nella prossima partita contro l’Udinese a San Siro l’opportunità di riscatto è a portata di mano; aggiungasi l’infermeria piena (ma Milan Lab?), l’avvio ad handicap e l’età media troppo poco verde, ed ecco che forse il tecnico di Reggiolo non ha tutte queste colpe. Ma è risaputo che dopo anni di successi (in Europa più che in Italia, solo uno scudetto in 8 anni) le motivazioni possono venire meno, la soluzione Leonardo è quella che stuzzica di più.

In estate aveva rifiutato la panchina del Pisa per imprecisati “motivi personali“: questa volta Alessandro Costacurta non ha saputo dire di no all’esuberante presidente del Mantova, Fabrizio Lori, e ha accettato la panchina dell’ambiziosa compagine lombarda. Non è bastata a Giuseppe Brucato, tecnico 48enne ex Pro Vercelli, la vittoria corsara a Sassuolo di due turni fa, mentre fatale è stato il ko interno di sabato scorso contro il redivivo Parma di Guidolin.
“La società A.C. Mantova comunica di avere sollevato il signor Giuseppe Brucato dall’incarico di allenatore e di avere affidato la conduzione tecnica della prima squadra al signor Alessandro Costacurta. La società ringrazia Giuseppe Brucato per l’impegno profuso e gli augura le migliori fortune professionali e personali” è il comunicato ufficiale del Mantova, che dunque si affida al “Billy nazionale“, alla sua prima esperienza da allenatore di calcio.
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