Una trentina di ultrà del Livorno ha fatto irruzione oggi pomeriggio al centro Coni di Tirrenia interrompendo l’allenamento degli amaranto per contestare giocatori e tecnico. Per almeno una decina di minuti i tifosi hanno avuto un vivace incontro con la squadra e non sono mancati i momenti di tensione. Le accuse erano rivolte per lo più al comportamento tenuto dai giocatori in questo finale di stagione anche fuori dal campo. È stato Ciccio Tavano il principale bersaglio della contestazione. L’attaccante è stato accusato di atteggiamenti poco professionali fuori al campo e sarebbe stato anche spintonato da un tifoso.
L’ira degli ultras però si è riversata anche sull’ allenatore Serse Cosmi, finora risparmiato dalle ripetute contestazioni dei supporters amaranto. Il tecnico è stato accusato dagli ultrà di aver ritirato le dimissioni e di aver supinamente accettato la politica del presidente Aldo Spinelli, nel corso del mercato di gennaio, che, a loro dire, non ha rafforzato adeguatamente una squadra indebolita dalla cessione di Candreva, arrivata dopo quella di Diamanti in estate. Gli ultrà hanno chiesto infine ai giocatori di dimostrare carattere già a partire dalla partita di sabato contro il Genoa per cercare di invertire la rotta. ”Se ciò non dovesse avvenire - hanno ribadito gli ultra’ - la contestazione diventerà ancora più dura“.
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Ma non erano gli allenatori tatticamente più preparati, quelli che tutti volevano, capaci di conquistare con un sopracciglio alzato e una sciarpetta ben annodata i sudditi di Sua Maestà? Sì, lo erano, ma fino a pochi mesi fa: Roberto Mancini, Carlo Ancelotti e Gianfranco Zola hanno perso non pochi punti nell’indice di gradimento dei calciofili inglesi e le società che li hanno a libro paga stanno già pensando di dargli il ben servito. A parte Di Matteo, rimarrebbe in auge solo Fabio Capello che al contrario dei colleghi e connazionali gode di stima illimitata: di recente è stato reputato dal Times l’uomo più potente dello sport britannico. L’ex tennista Boris Becker dopo una cena con lui ha dichiarato: “Capisco perché nessuno osi contraddirlo e avrei pagato per averlo come tecnico. Se uno così mette le redini al talento lo porta dove vuole“.
Ma il ct dell’Inghilterra poco ha a che vedere con le sabbie mobili della Premier League: il generale di Pieris è proiettato verso il Sud Africa e un’eventuale, e non impossibile, successo non servirebbe ad altro se non a farlo diventare più potente della Regina Elisabetta. I problemi veri, quelli li hanno i tre moschettieri sopra citati: c’è Gianfranco Zola, sardo sanguigno che all’Upton Park non ha mai vissuto sabati spensierati. Niente da fare, il suo West Ham non carbura e salvarsi non è scontato, se ci si mette anche Diamanti a sbagliar rigori. La nuova proprietà è ambiziosa e non vuole stagioni limbo, con navigazione pericolosa a riva; così Zola ha già pensato di preparare le valigie, giusto per non trovarsi impreparato quando dovrà salutare il West End londinese.

Non conferma né smentisce, raggiunto telefonicamente da un giornalista dell’ANSA a Londra, il presidente del Cagliari e imprenditore nel settore alimentare Massimo Cellino, si limita a rispondere: “Non posso dire niente“. Qual’era la domanda? Semplice, se fosse vero che si trova nella capitale inglese per rilevare il West Ham United, secolare squadra dell’est londinese che da un po’ di tempo si trova in acque non proprie limpide. Gli Hammers, allenati da Gianfranco Zola (sardo e bandiera del Cagliari prima di chiudere la carriera), sono in zona retrocessione ma ai mezzi disastri sportivi si aggiunge anche una situazione finanziara non proprio rosea.
Bjorgolfur Gudmundsson, pelato patron islandese travolto dalla crisi dell’isola nel 2008, è da un po’ di tempo che non ce la fa più e dopo aver temporeggiato pare vicino a cedere la società in mani economicamente più stabili: possibile che Massimo Cellino ha i 70 milioni di euro (questa la cifra dell’investimento) per dare al West Ham sicurezza con annesso futuro? Evidentemente sì, stando anche alle voci che da ieri si rincorrono e che vogliono l’imprenditore sardo davvero vicino a chiudere l’affare: è in pole-position sugli altri pretendenti, David Gold e David Sullivan (ex proprietari del Birmingham City) della società finanziaria InterMarket e Tony Fernandes, imprenditore malesiano.
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Il 25 agosto scorso Alessandro Diamanti è diventato un giocatore del West Ham; il presidente del Livorno Aldo Spinelli per settimane aveva dichiarato che non avrebbe venduto il giocatore a meno di 10 milioni, ma di fatto alla fine è partito per 6,2 milioni di euro più eventuali bonus legati ai risultati del giocatore e della squadra (arrivando, così, al massimo a 8 milioni). Pagamento in tre rate, alla società amaranto spettavano due milioni sin da subito ma da Londra ancora nessun bonifico e il Livorno pare stia stancandosi. Sul sito dei labronici benché Diamanti non faccia più parte della rosa, non è mai stata l’ufficialità della cessione proprio per questo motivo.
Gli Hammers economicamente non se la passano benissimo a causa della famigerata crisi mondiale che mise a sedere il proprietario islandese della squadra e al contemporaneo fallimento dello sponsor, la XL. Tuttavia la Sbob, nuovo main sponsor del club, pare affidabile e anzi proprio pochi giorni fa ha effettuato un pagamento di 4 milioni di sterline al West Ham, senza contare i 3 milioni provenienti da Firenze nell’affare Savio - Da Costa. Nonostante queste liquidità, però, di pagare il Livorno la squadra dell’est londinese ancora non ci pensa; e così Spinelli minaccia di far saltare tutto.
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Giornata frenetica quella di oggi nel calciomercato italiano. Alessandro Diamanti è stato ufficializzato al West Ham di Gianfranco Zola, indosserà la maglia numero 32 ed è pronto a formare con Carlton Cole e Luis Jimenez il nuovo tridente offensivo degli Hammers. Per lui è un occasione unica e si è così presentato ai suoi nuovi tifosi: “Sono molto felice di essere al West Ham e di avere la possibilità di imparare da un allenatore del calibro di Zola. Questo è un grande club e voglio dare tutto ai tifosi“. Per un giocatore che va a giocare in Gran Bretagna dal campionato italiano, uno ne arriva e si tratta di Massimo Donati che passa dal Celtic al Bari per 1,3 milioni di euro.
Un altro ottimo colpo di mercato l’ha messo a segno l’Udinese acquistando dall’Empoli il trequartista Francesco Lodi, che avrà così la possibilità di misurarsi da protagonista nel campionato di Serie A, dopo aver fatto molto bene in B con il Frosinone e con l’Empoli. Nicola Amoruso passa al Parma a titolo definito, mentre al Torino arriveranno dalla squadra emiliana il centrocampista Manuel Coppola e l’attaccante Leon, entrambi in prestito. Tornando all’estero, Eidur Gudjohnsen sta per lasciare il Barcellona campione d’Europa per accasarsi ai francesi del Monaco dopo aver perso la chance di andare al West Ham che gli ha preferito Diamanti.
Il Milan ha rescisso il contratto dei due uruguayani Cardacio e di Viudez che saranno liberi di accordarsi con altri club, e molto probabilmente torneranno a giocare in patria. I due sudamericani erano arrivati nella squadra rossonera lo scorso anno, ma non hanno mai convinto l’ex tecnico Ancelotti che non li ha mai presi seriamente in considerazione. Così recita il comunicato dei rossoneri: «L’A.C. Milan comunica di aver risolto consensualmente il rapporto di lavoro con i calciatori Mathias Cardacio e Tabarè Viudez. Nel ringraziarli per quanto hanno dimostrato nel corso della loro esperienza in rossonero, il Milan formula ai due giovani calciatori i migliori auguri per il loro futuro».

Manca davvero poco alla conclusione della trattativa che porterà l’attaccante del Livorno Alessandro Diamanti alla corte di Gianfranco Zola, nelle prossime ore il club londinese potrebbe annunciare l’acquisto del talentuoso italiano. Questo è il frutto della lunga riunione tenutasi ieri a Genova a cui hanno partecipato il presidente amaranto Aldo Spinelli e il vicepresidente Roberto Spinelli, oltre ai due dirigenti Nelso Ricci e Elio Signorelli; a rappresentare gli Hammers erano invece arrivati da Londra il direttore tecnico, l’italiano Gianluca Nani, e il direttore finanziario Nick Igoe.
A quanto pare l’offerta degli inglesi è troppo importante per essere rifiutata e non è servito a nulla il tentativo di Spinelli nel provare a trattenere il giocatore in Toscana proponendogli un adeguamento contrattuale, Diamanti lo ha rifiutato. L’offerta del West Ham si dovrebbe aggirare intorno ai 9 milioni di euro, mentre al giocatore verrà proposto un contratto milionario, un bel salto in avanti visto che ora a Livorno guadagna “solo” 350.000 euro a stagione. In caso di cessione gli amaranto tornerebbero sul mercato, sono due i candidati più accreditati a sostituire il pratese, si tratta di Ighli Vannucchi dell’Empoli e di Daniele Franceschini della Sampdoria.
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Questione di ore, poi Cristiano Lucarelli sarà ufficialmente un giocatore del Livorno: si tratta di un ritorno, dopo il burrascoso addio di due anni fa. Era il 2007 quando questo attaccante 34enne se ne andò fino in Ucraina, allo Shakhtar Donetsk, per poi far ritorno in Italia accasandosi al Parma; dopo 24 mesi però pare sia tempo per un inatteso ritorno nella “sua” Livorno, ad indossare quella maglia amaranto col quale in quattro anni mise a segno 101 gol in poco più di 150 partite: “Credo che siamo al 99% in dirittura d’arrivo, stiamo facendo gli sforzi necessari insieme al Parma; per noi è un giocatore importante, quello che veramente ci è mancato quest’anno, uno bravo e con personalità. La prossima settimana può essere decisiva” ha affermato il presidente Aldo Spinelli.
Il Livorno, in ogni modo, è attivo anche su altri versanti; manca l’allenatore ad esempio e la riconferma di Gennaro Ruotolo appare sempre più improbabile, sempre a sentire il numero uno dei labronici: “Per ora non abbiamo preso alcuna decisione, Ruotolo ha il grande merito di aver riportato il Livorno in A, ma questa diventa il paradiso del calcio e quindi stiamo valutando. Ci piace molto Beretta ma dobbiamo ancora prendere delle decisioni: per un palcoscenico così importante bisogna avere preparazione ma anche una certa mentalità“. E poi c’è da vedere che fine faranno i gemelli del gol, Francesco Tavano e Alessandro Diamanti: richiestissimi entrambi, ma probabilmente ancora insieme l’anno venturo.
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“A chi dedico questa promozione? La dedico ai miei familiari, a mia moglie Silvia e a mia figlia Aileen. Ma soprattutto la voglio dedicare a me stesso, e il motivo è molto semplice, visto che prima di oggi non avevo vinto un c…” parole fresche di promozione in Serie A di Alessandro Diamanti che con 16 gol ha guidato insieme al gemello del gol Ciccio Tavano il Livorno di nuovo nella massima serie, a un solo anno dalla retrocessione in cadetteria. Via i rasta, via le serate in discoteca e le presenze alla spicciolata con Florentia Viola e Albinoleffe, Diamanti ha trovato stabilità, voglia di mettercela tutta, una moglie e una figlia. E gol da favola.
Ora è tempo di fare sul serio, a 26 anni la carriera è ancora lì lì per poter decollare; lui è bravo e lo sa, anche la gente di Livorno e dell’Italia intera. E allora il suo nome circola sui taccuini degli agenti di mercato: “Sappiamo che Inter e Milan cercano giocatori stranieri e non italiani. Sicuramente non mi metto in questi grandi club, nemmeno ci faccio la bocca. Sono nelle mani del presidente, ma sono anche molto ambizioso. Ho perso del tempo e voglio arrivare al massimo, nel Livorno o altrove” ha detto a caldo qualche giorno fa. Il suo sinistro da favola, le sue traiettorie da artista, i suoi dribbling: questo è quello che offre il menu di Diamanti.
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Come da pronostico il Livorno batte il Brescia nel ritorno della finale dei playoff del torneo cadetto e torna in serie A dopo un solo anno di purgatorio. Dopo il 2-2 dell’andata, ai toscani bastava un pari per garantirsi la promozione, vista la peggiore posizione di classifica ottenuta dagli avversari al termine della stagione regolare. Gli uomini di Ruotolo si sono però aggiudicati l’incontro con un rotondo 3-0, grazie soprattutto ad un grande secondo tempo nel quale hanno imperversato il talentuoso fantasista Diamanti e il capocannoniere Tavano. Già nella prima frazione, i padroni di casa avrebbero comunque potuto chiudere il discorso e solo una prestazione super dell’estremo difensore Viviano, decisivo in almeno tre occasioni, aveva tenuto in corsa la squadra di Cavasin. (Fotogallery - Video)
Nella ripresa bastano cinque minuti per vedere la prima rete degli amaranto: splendido cross dalla sinistra di Diamanti e preciso colpo di testa del bomber Tavano che porta in vantaggio i suoi. Passano solo dieci minuti e il giocatore ex Prato mette il sigillo sulla sua prestazione maiuscola, siglando una splendida rete con un destro al volo su assist di Bergvold. Lo stesso centrocampista danese mette poi a segno la marcatura che chiude definitivamente un incontro dominato dai labronici oltre ogni più rosea previsione. Al termine di una stagione come sempre combattutissima, il Livorno si conquista dunque meritatamente la qualificazione nella massima serie, nella quale andrà a fare compagnia a Bari e Parma, piazzatesi ai primi due posti della classifica al termine della regular season.
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