Fiorentina - Roma 3-0 | Video Gol e Highlights Serie A
4 Dicembre 2011 - Brutto stop della Roma contro la Fiorentina che non solo ha perso 3-0, ma ha anche perso Juan, Gago e Bojan in vista della partita con la Juventus della prossima settimana. Anche questa volta Luis Enrique ha rivoluzionato l’11 titolare schierando al tredicesima formazione diversa su altrettante partite giocate. La partita è iniziata subito in salita per i giallorossi che sono passati in svantaggio al 16′ minuto con un calcio di rigore segnato da Jovetic, fischiato per una trattenuta di Juan su Vargas che è valsa anche il cartellino rosso per il brasiliano. Nonostante l’inferiorità numerica i giallorosso hanno cercato di fare la partita ma sono parsi piuttosto includenti dalla trequarti in avanti.
Al 44′ Alessandro Gamberini ha staccato benissimo su azione di calcio d’angolo ed ha segnato il suo personale terzo gol consecutivo alla Roma. Nel secondo tempo è andato in scena lo stesso copione, con i giallorossi che hanno gestito il pallone, sempre senza riuscire a rendersi pericolosi in avanti. Come se non bastasse la sterilità in fase offensiva, Gago ha pensato bene di farsi espellere per due falli ingenui a centrocampo lasciando così la Roma in nove. Al 41′ la Fiorentina ha segnato ancora su calcio di rigore con Jovetic, fischiato per una parata a due mani di Bojan, che è stato espulso, su un tiro di Nastasic.
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Piove a Firenze e piove sulla Roma: la gara del Franchi di questo pomeriggio è un macigno pesantissimo sulla squadra di Luis Enrique, battuta per 3-0 da una Fiorentina che dopo aver bloccato il Milan tra le mura amiche e aver vinto, sempre a casa propria, contro l’Empoli in Coppa Italia, trova anche il primo successo in campionato da quando la guida della squadra è stata affidata a Delio Rossi (che la scorsa settimana aveva subito il primo stop da tecnico viola contro il Palermo). Lo fa contro una squadra, quella giallorossa, che ha finito la partita in otto uomini per le espulsioni di Juan (fallo da ultimo uomo su Jovetic e rigore realizzato dal montenegrino), Gago (doppio giallo) e Brkic (rosso diretto per fallo di mani sulla linea di porta, ancora penalty e gol di Santiago Silva). Tra le due reti dal dischetto, il gol del 2-0 di Gamberini che su 6 gol in Serie A ne ha rifilati ben 3 alla Roma. Quella di Firenze per Luis Enrique è stata una trasferta da dimenticare:
“Non credo sia la giornata giusta per trarre indicazioni positive dopo una sconfitta di tre gol e tre calciatori espulsi. Dopo il primo rigore è stata una partita diversa, abbiamo provato a giocare col 4-3-2 per riequilibrare la gara ma non ci siamo riusciti”.
Sconsolato ma comunque ancora combattivo, l’allenatore spagnolo oltre al danno del ko deve subire anche la beffa delle tre espulsioni, il tutto alla vigilia della partita di lunedì 12 dicembre in casa contro la lanciatissima Juve. Dopo sei battute d’arresto in 13 partite, si sente ancora al sicuro sulla panchina dei capitolini?
“Preferisco parlare della partita, mi dispiace tanto per lo spettacolo messo in mostra. Il lavoro deve continuare. Dopo la seconda e la terza espulsione la partita è finita. Ora bisogna lavorare poco e parlare di più, i commenti li faremo a mente fredda. Cosa mi preoccupa? Un po’ tutto, c’è una evolversi di risultati poco positivi e ho paura che i calciatori non credano più in questo tipo di calcio. Ho paura che possano perdere la fiducia in quello che stiamo facendo. I ragazzi stanno mantenendo sempre una grande professionalità, le qualità il mio gruppo sicuramente le ha. Totti? Non ha giocato perché non credo fosse al 100%, ha fatto un paio di allenamenti poi ha continuato ad avere un fastidio alla caviglia. Lui è un bravissimo ragazzo ed è a disposizione del gruppo”.
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Domenica sera, a poche ore dalla fine di Chievo - Fiorentina, sul web è partita la campagna denigratoria nei confronti di Alessandro Gamberini e Riccardo Montolivo, rei di aver sorriso durante il minuto di silenzio commemorativo nei confronti delle vittime dell’alluvione di Genova. Ma come, durante un momento così toccante i due giocatori più rappresentativi dei viola pensano bene di sghignazzare? Chiaro che già in serata fossero arrivate le scuse pubbliche dei due; così Montolivo:
“Mi sono totalmente vergognato dopo aver visto la foto del mio sorriso durante il minuto di silenzio. Non riesco nemmeno a ricordare di aver fatto quel gesto, totalmente insignificante e inopportuno. Purtroppo non mi ero accorto che il minuto di raccoglimento fosse iniziato, a volte la tensione delle partite gioca scherzi non felici. Con questo però non voglio giustificarmi, perciò porgo le mie scuse a tutti coloro che si sono sentiti offesi e mi stringo alle famiglie delle vittime, e non, dell’alluvione di Genova”.
Queste invece le parole di Gamberini:
“Assumo che una mia smorfia durante il minuto di raccoglimento abbia fatto pensare ad una mia mancanza di rispetto nei confronti delle vittime dell’alluvione in Liguria. Per questa ragione chiedo umilmente scusa e colgo l’occasione per ribadire la vicinanza mia e della squadra alle famiglie genovesi coinvolte nel disastro”.
Pareva impossibile che fosse accaduta una cosa del genere, perciò in molti hanno fatto le più svariate supposizioni sui motivi che hanno spinto i due a ridacchiare tra i denti. E ci ha pensato Cesare Prandelli, ct della Nazionale in conferenza stampa a Coverciano, a svelare le reali cause dello scivolone dei suoi ex giocatori:
“Montolivo era imbarazzato, aveva “mal di pancia” e penso che il caso possa chiudersi qui. E’ stato un sorriso imbarazzato e istintivo, siamo tutti imbarazzati e in questi casi bisogna dire la verità. Sfido chiunque a credere che durante un minuto di silenzio un giocatore non sia concentrato”.

Che succede alla Fiorentina? Gli elogi a Pantaleo Corvino e al suo mercato futuristico hanno fatto perdere di vista quelli che poi sono gli obiettivi quotidiani: vincere le partite, oggi, non fra tre anni. Perso Mutu, non uno a caso ma il più talentuoso tra i viola, hanno arruolato un manipolo di giovanotti stranieri che fra qualche anno magari serviranno per succulente plus-valenze. Ma allo stato attuale delle cose neanche Jovetic appare abbastanza maturo per prendere questa squadra sulle spalle. E se Gilardino, spremuto fino all’osso, non segna da quasi 800 minuti (l’ultimo squillo nel derby contro il Siena, più di un mese fa), se anche ieri si sono rotti due soldatini (leggi Gamberini e Santana, ne avranno per un po’), se accade questo e altro ancora, beh, perdere in casa col Bologna non è così difficile.
Nel girone di ritorno la miseria di un punto, un 2-2 rocambolesco contro il Cagliari arrivato per lo più grazie alla sciagurata espulsione di Cossu. E anche una sconfitta in Coppa Italia, nell’andata delle semifinali contro l’Inter. Appena tre gol fatti in sei partite, e mercoledì si vola a Monaco di Baviera per sfidare la storia. Anche sfortunata questa Fiorentina: primo posto nel girone di Champions e sorteggio malefico, contro una squadra, quella di Van Gaal, che ha ritrovato smalto. E che ha intatto il blasone e la tradizione. Una partita, quella di mercoledì sera, che Montolivo, il nuovo capitano viola, ha definito la più importante nei suoi cinque anni a Firenze. Si vorrebbe essere euforici, sognare e invadere Marienplatz, ma il 2-0 patito a Marassi contro la Sampdoria degli ex (in gol proprio due vecchie conoscenze gigliate) induce riflessione e una venatura di tristezza.
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Il Palermo non si ferma più: rifila tre sberle alla miglior difesa del campionato e conferma un momento più che positivo, sette partite senza sconfitte e quarta vittoria consecutiva al Barbera. Oggi la vittima sacrificale si è chiamata Fiorentina, mai con un passivo così pesante contro i rosanero, squadra che in campionato dimostra andamento altalenante e che in Sicilia, oggi, non ha mai davvero impensierito gli avversari. Almeno non nel primo tempo, quando i padroni di casa hanno costruito la vittoria grazie alla doppietta di Abel Hernandez, classe ‘90 dall’Uruguay, che già quest’anno aveva segnato a San Siro contro l’Inter. Sostituito da Igor Budan nella ripresa, è stato proprio il croato ad arrotondare il punteggio che fa gongolare Delio Rossi, ora quinto in solitaria con i suoi ragazzi (Tabellino di Palermo-Fiorentina 3-0 - Foto di Palermo-Fiorentina 3-0 - Video di Palermo-Fiorentina 3-0).
Senza Cavani e Simplicio, il Palermo si affida ad Hernandez, supportato dal genio di Miccoli e Pastore; i viola hanno gli uomini di maggior importanza in campo, da Mutu a Gilardino, ma nonostante la buona volontà, soprattutto nella prima frazione non ne azzeccano una. Merito, c’è da dirlo, degli avversari, pimpanti e in buona condizione fisica, supportati dalla freschezza atletica dei tre attaccanti e da un Liverani, ex di turno, solito geometra di centrocampo. Dopo un avvio di studio in cui però i rosanero guadagnano inesorabilmente metri, arriva il gol che spezza l’equilibrio: tiro da cineteca di Miccoli dal limite, traversa e tuffo di testa di Hernandez sulla ribattuta. Gol. E ne arriva un altro a ridosso del riposo: stavolta è Pastore ad accendere la lampadina, lancio filtrante e ancora rete del giovane uruguaiano con Frey in uscita.





Giorgio Chiellini non è il prototipo di difensore elegante: quando serve scaraventa con forza la palla in tribuna, il punto forte non è certo l’anticipo e punta molto, moltissimo, sulla imponente stazza fisica che si ritrova. E’ un giocatore fisico e tignoso, non cattivo. Il livornese tuttavia si è reso protagonista sabato scorso di un tackle abbastanza (troppo?) vigoroso nei confronti di Robin Van Persie, un intervento che sebbene mirato alla palla alla fine ha colpito anche l’avversario olandese: legamenti della caviglia lesionati, bye bye 2009 per la punta dell’Arsenal.
Dirk Kuyt, generoso cursore offensivo del Liverpool e della Nazionale tulipana, oggi ha parlato circa l’amichevole di Pescara di qualche giorno fa, lo ha fatto ai microfoni di Sky: “Sono molto deluso. Abbiamo giocato un’amichevole contro una grande nazionale ma se andiamo a vedere il modo in cui ci hanno preso a calci è molto triste, per noi e soprattutto per Robin, che era in grande forma“. Non le ha mandate a dire il nazionale olandese, che più in particolare ha parlato dello scontro tra Chiellini e il suo compagno di squadra: “E’ stato un tackle cattivo. Quando si gioca un’amichevole si dice che bisognerebbe avere più rispetto. Spero che questo ci sarà in futuro“.
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La Fiorentina paga a caro prezzo l’importantissima la vittoria per 5-2 contro il Debrecen. Con la qualificazione agli ottavi di Champions molto vicina, Cesare Prandelli dovrà far fronte ad una forte emergenza in vista della partita di domenica pomeriggio contro l’Udinese. Durante la partita Gamberini e Zanetti hanno dovuto lasciare il terreno di gioco anzi tempo; il primo per un infortunio muscolore e il secondo per una brutta contusione conseguente ad un’entrata scellerata di un avversario. Per Gamberini i tempi non saranno brevissimi, gli accertamenti hanno evidenziato una lesione da strappamento di II grado della giunzione miotendinea del bicipite femorale, con una prognosi prevista di circa 3 settimane. (La Galleria Fotografica di Adrian Mutu)
Il centrocampista ex-Juventus invece è stato più fortunato visto che sono stati esclusi lesioni legamentose, e probabilmente tornerà ad allenarsi non appena sarà passato il dolore. Oltre ai due giocatori sostituiti mercoledì sera, è arrivato un brutto fuori programma per i viola perché Adrian Mutu sarà costretto ad operarsi a causa di una lesione del menisco mediale. Questo il comunicato della società viola: «Il calciatore Adrian Mutu ha subito una Lesione del menisco mediale, al ginocchio opposto a quello precedentemente operato, nel corso della gara di ieri sera. L’atleta sarà sottoposto ad intervento di regolarizzazione chiururgica nei prossimi giorni».
La Fiorentina torna al successo dopo due battute a vuoto, e lo fa grazie alle grandi prestazioni di Marchionni e Vargas che hanno trascinato i viola. Altro protagonista del match, ma questa volta in negativo, è stato l’arbitro Tagliavento di Terni che si è distinto per le sua mediocre direzione arbitrale. Sempre più in crisi invece il Catania che colleziona la terza sconfitta consecutiva in appena una settimana, e ha ben 11 punti in meno rispetto alla stessa giornata del campionato scorso. Gli elefanti vanno subito sotto al quarto minuto di gioco, quando Marchionni addomestica un cross potente e preciso di Vargas, si accentra e con un tiro in diagonale di sinistro batte Andujar. (Le Foto della partita - Il Video)
A metà del primo tempo il Catania avrebbe l’occasione buona per pareggiare i conti ma Plasmati, ben servito da Llama, non inquadra lo specchio della porta da buona posizione. Prima della fine primo tempo, Tagliavento espelle Dainelli per un fallo sull’argentino Llama e si prende una bordata di fischi dagli spalti che contestano questa e anche altre decisioni prese dall’arbitro durante il match. Inizia la ripresa e il pubblico viola si arrabbia ancora di più con il direttore di gara che non estrae il secondo cartellino giallo per Carboni, autore di un fallo di mano piuttosto plateale. Il Catania raccoglie i frutti della superiorità numerica e al terzo minuto va in gol con il capitano Mascara, che batte Frey con un bel tiro potente all’incrocio dei pali.
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Cronaca Fiorentina - Catania 3-1. Foto Fiorentina - Catania 3-1.
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