
Spesso ci ritroviamo a raccontare di giocatori perennemente con la valigia in mano; oggi invece facciamo gli auguri di buon compleanno a un attaccante che compie la bellezza di 34 anni ma che in carriera ha indossato le maglie di appena cinque squadre. E’ il caso di Claudio Bellucci, ragazzo romano che da giovane pareva dovesse diventare un crack ma che non è mai esploso per davvero, salvo trovare la giusta maturità sulla trentina: nelle ultime stagioni ha fatto vedere ottimo calcio, anche se da quando è tornato alla Sampdoria la sfortuna lo ha accompagnato in maniera implacabile.
Abbiamo usato il verbo “tornare” perché Bellucci è cresciuto proprio alla Samp e coi blucerchiati ha esordito in Serie A a soli 18 anni, mentre non ancora 20enne già segnava reti in Coppa delle Coppe. La squadra ligure lo mandò in prestito al Fiorenzuola per fargli fare le ossa ma la sua esperienza in C durò poco perché dovette tornare a Genova a causa di vari infortuni nella rosa doriana: nell’estate ‘96 lasciò definitivamente la squadra che lo aveva lanciato per cercare fortuna in Serie B, al Venezia. E la trovò: 20 gol in una sola stagione, si rivelò un attaccante implacabile sotto rete che richiamò l’interesse del Napoli, la tappa successiva della sua carriera.

Va in archivio con un lampo del brasiliano Amauri il derby della Mole numero 179, vinto dalla Juventus con uno stretto quanto prezioso 1-0. Non una partita esaltante, ma comunque carica di significati sia per la situazione di classifica di entrambe le formazioni che per il significato della stracittadina in sé: il Torino non ha mollato mai la presa ma alla lunga si è inchinato alla stanca superiorità dei bianconeri, ormai a un passo dall’essere definitivamente fuori dalla crisi benché ancora falcidiati dagli infortuni. (Video)
A corto di fiato ma non di idee, gli undici di Ranieri partono subito forte con la speranza di indirizzare subito il match; Giovinco ancora in panchina, a sinistra De Ceglie corre bene mentre al centro Nedved e Sissoko recuperano più palloni possibili. Bravo Marchionni che svaria per tutto il campo, mentre Legrottaglie al centro della difesa dà sicurezza a tutto il reparto, compreso un Molinaro che si è ritrovato insieme alla Juve. Il Torino tutto italiano, con Bianchi e Rosina in avanti e il rientrante Barone al centro del campo, la mette sull’intensità, soffrendo un po’ in difesa.
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