Il quotidiano catalano “Sport” ha pubblicato una presunta indiscrezione di calciomercato che coinvolgerebbe Milan e Barcellona. Secondo gli spagnoli le due squadre avrebbero intavolato una trattativa per arrivare a scambiarsi Zlatan Ibrahimovic, sempre più separato in casa con i blaugrana, ed il brasiliano Pato. Riuscire a “liberarsi” dello svedese non sarà un compito facile per i dirigenti del Barça considerato l’enorme investimento fatto per acquistarlo dall’Inter l’estate scorsa.
Intervistato a caldo alla fine del campionato Pato aveva dichiarato apertamente che sarebbe rimasto al Milan, ma adesso questa notizia potrebbe dare un significato concreto alle parole pronunciate dallo stesso brasiliano appena una settimana fa: “Adesso è presto per dire se resto al Milan. Di queste cose voglio parlare solo dopo il 20 luglio , della mia squadra non sto seguendo neppure il mercato. L’importante è che rimanga Ronaldinho. Ora, però, non è il momento di parlare di acquisti e cessioni“.




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Dov’è finito il Bari? D’accordo, il meraviglioso undici di Ventura deve salvarsi e l’obiettivo è praticamente a un passo, ma stasera si è vista un’involuzione di gioco preoccupante: terza sconfitta di fila, un gol fatto in 270 minuti e di nuovo ko casalingo dopo l’unico patito alla quinta di campionato contro il Cagliari (0-1, gol di Nené). Preambolo necessario per mettere in evidenza i meriti del Milan: contro una squadra, quella pugliese, che al San Nicola si trasforma in macchina macina-calcio di mirabile fattura, i rossoneri hanno giocato una partita gagliarda, grande agonismo figlio della beffa di martedì scorso. Il terzo passo falso di fila dell’Inter ha infuso alla squadra di Leonardo una grinta su cui nulla ha potuto la generosa squadra di casa, ha vinto la classe dei vari Ronaldinho e Borriello, ancora una piccola boccata d’ossigeno per questo campionato (Il tabellino di Bari - Milan 0-2 - Le foto di Bari - Milan 0-2 - Il video di Bari - Milan 0-2).
Mercoledì prossimo il Diavolo sarà di scena a Firenze, ore 18.30, a poco più di due ore dal calcio d’inizio di Inter-Chelsea: un’altra vittoria in trasferta di Pato e compagni significherebbe -4 dall’Inter, un vantaggio che ritorna ad essere se non proprio minimo, quanto meno interessante. In Puglia il Milan ha giocato con la cattiveria giusta, compatto e concentrato, cercando di limitare al massimo i guizzi sulle corsie esterne di Rivas e Alvarez, ripartendo con la classe di Ronaldinho. Il dentone brasiliano è in un ottimo momento, contro i Red Devils o contro i galletti non importa: quando prende palla Belmonte si deve fare puntualmente il segno della croce, alla fine i gol degli ospiti nasceranno entrambi da sue intuizioni. Prima però il brivido è per Abbiati: Barreto è atterrato in area da Bonera, Gava decide per non fischiare il penalty.




Il Milan continua a macinare punti e dopo il pareggio di Napoli batte il Parma a San Siro. Il mattatore della serata è il redivivo Marco Borriello, autore di una doppietta rigenerante per la squadra e per la sua autostima. Con questi tre punti i rossoneri toccano quota diciannove punti in classifica, ovvero quarto posto alle spalle di Sampdoria, Juventus e Inter. Scavalcati in un colpo solo il Napoli, vittorioso nell’avvincente anticipo preserale, e lo stesso Parma, fermi entrambi a 17 punti. (Le Foto di Milan - Parma 2-0)
Ma i gialloblù non hanno demeritato, tenendo in bilico il risultato fino agli ultimi istanti di partita. Da annotare, nel Milan, il rientro di Gattuso, l’impiego di Kaladze al posto dell’acciaccato Nesta e la scelta di Leonardo che preferisce Antonini a Zambrotta. E’ il Parma di Guidolin a rendersi per primo pericoloso con un tiro di Dzemaili, al decimo minuto, deviato provvidenzialmente sulla traversa da Dida. Passa qualche istante e il Milan trova il vantaggio con Ronaldinho che ispira Borriello a due passi da Mirante. Il Parma non demorde e con Bojinov mette i brividi alla difesa rossonera al 23esimo e al 29esimo.
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Nella prima puntata de “Il processo di Biscardi“, è stato invitato un ospite d’eccezione del calibro di Silvio Berlusconi. Il presidente del consiglio ha parlato del suo Milan e ha di nuovo rinnovato la fiducia che tutto l’ambiente rossonero depone in Ronaldinho. Berlusconi e Leonardo, dopo la partenza di Kakà, sperano che sappia trascinare la squadra verso la vittoria diventandone il nuovo leader. Questa aspettativa potrà essere soddisfatta a patto che il calciatore si comporti da professionista e che quindi torni ad incantare il pubblico come faceva ai tempi del Barcellona. Queste le parole di Berlusconi (Gallery Ronaldinho):
«Quando nel 2008 mi chiesero di liberarci dei comunisti e di comprare Ronaldinho, io ho fatto entrambe le cose. Sono così contento di Ronaldinho, e non lo cambierei mai con nessuno perché dovunque sia in campo due o tre cose straordinarie le fa sempre. Credo che debba giocare al limite dell’area di rigore, anche come seconda punta o come trequartista Ronaldinho per me è un giocatore sostituibile a centrocampo, ma se gioca nel vivo dell’azione finale, in area di rigore, fa la differenza. Leonardo condivide di utilizzarlo in questo modo. Quest’anno sarà probabilmente uno dei protagonisti del campionato».
Con questa dichiarazione Berlusconi dimostra di essere in forte sintonia con l’allenatore Leonardo, che ha dichiarato ieri di essere soddisfatto del trequartista brasiliano e di contare molto su di lui: «È un talento incredibile, uno dei migliori al mondo. Lo conosco molto bene, l’anno scorso non è riuscito a dare il massimo ma quest’anno può migliorare. Sono ottimista sul suo futuro al Milan». Tra i due pare esserci intesa anche sul modo in cui deve giocare la squadra, perché adesso Berlusconi si sente ascoltato dall’allenatore a differenza di quello che accadeva, almeno negli ultimi tempi, con Carlo Ancelotti.
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Assente la fantasia (fuori Ronaldinho, ma anche Pirlo e Seedorf), il Milan doveva calarsi nei panni operai di Gattuso: per avere la meglio di un coriaceo Catania, i rossoneri hanno perciò dovuto soffrire fino al 90° e alla fine portano a casa 3 punti d’oro. Episodio principe del match il gol della vittoria firmato da Kakà ma con la coabitazione di Stovini che ha beffato un Bizzarri fino ad allora bravissimo; porta evidentemente sfortuna il San Siro ai ragazzi di Zenga già autori di due sfortunati autogol nella seconda giornata in casa dell’Inter. Finale col giallo: Gervasoni non se la sente di punire col calcio di rigore un presunto fallo di mani di Kaladze (Fotogallery - Video).
Ancelotti fa l’alchimista e disegna una formazione inedita con Emerson e Flamini a centrocampo, tandem d’attacco formato da Sheva e Pato. Zenga, dalla tribuna per squalifca, osa le due punte (Paolucci e Mascara), affidandosi all’ordine e all’ottima vena del suo portiere argentino. Nella prima frazione, infatti, Bizzarri effettua un paio di miracoli, ma è anche il Milan a complicarsi la vita con errori grossolani sotto porta come quello di Shevchenko al 37°. E il Catania? Si difende e riparte, ma lo fa con raziocinio e sfiora addirittura il vantaggio con un fendente dai 30 metri di Mascara che incoccia sul palo interno.