
Kevin Prince Boateng, intuizione folle di Adriano Galliani che lo ha voluto al Milan via Genoa dopo una stagione al Portsmouth in odore di fallimento, è diventato calciatore di fama internazionale, e non solo perché indossa la maglia a strisce rosse e nere del Diavolo: corre come un forsennato, tatticamente è una pedina fondamentale nello scacchiere tattico di Allegri, segna con puntualità inusuale per un centrocampista, ha dalla sua l’età e, insomma, è diventato in poco più di un anno un uomo calcisticamente da copertina. E non solo. Prima ci ha pensato Vanity Fair ha regalargli le luci della ribalta con un’intervista inerente la sua vita privata (la separazione dalla storica compagna, l’amore per il figlio Jermaine di tre anni, lontano come può esserlo la distanza Milano-Berlino, il rapporto ora ricucito col fratello in forza attualmente al City), poi lui stesso.
E sì, perché non potrebbe essere altrimenti se il tatuassimo centrocampista con licenza di offendere ha messo a segno uno dei gol più importanti della sua carriera (non ce ne voglia, quello col Barcellona rimane una perla): pare che si sia unito alla bellissima Melissa Satta, show-girl dal taglio internazionale che nel curriculum ha la storia ufficiale con Christian Vieri, oltre ai flirt con Matteo Ferrari e Kobe Bryant. Illazioni o verità? Non ci sono dubbi, i due stanno insieme tanto che la Satta ha confidato ad Alfonso Signorini tramite la rivista Chi: “Boateng mi piace molto e mi fa stare bene”. Parole inequivocabili, rilasciate tra l’altro al prossimo collega di lavoro dell’ex velina che con Signorini condurrà Kalìspera. Una notizia che alimenta il gossip milanista dopo le tresche Pato - Barbara Berlusconi e Allegri - Barbara D’Urso (smentita dal tecnico neo-papà).

Il Milan non ha ancora trovato la prima vittoria in campionato, ma nessuno dalle parti di Milanello sembra essere preoccupato. La squadra di Allegri è priva di moltissimi titolari fermi per infortunio e per ora questo alibi sembra reggere. Proprio dall’infermeria però continuano ad arrivare notizie negative, la lista degli acciaccati si allunga con il nome di Alexandre Pato, il brasiliano che ha lasciato il campo dopo appena venti minuti della partita pareggiata ieri dai rossoneri in casa con l’Udinese.
Il giocatore si è sottoposto questa mattina agli esami strumentali che hanno evidenziato una distrazione muscolare al bicipite della coscia destra, la prognosi provvisoria è di circa un mese se non ci saranno complicazioni. Il Milan sembra però essere preoccupato dalla fragilità muscolare di Pato, alle prese con l’ottavo infortunio di questo tipo negli ultimi due anni. Per questo, ha spiegato Adriano Galliani, c’è stata una riunione tecnica questa mattina che ha visto Allegri confrontarsi con lo staff sanitario milanista. L’amministratore delegato milanista si dice comunque tranquillo ed è sicuro che con il recupero degli infortunati il Milan tornerà a vincere.
Nel frattempo torna utile stilare un piccolo promemoria con i giocatori attualmente fermi ai box e i relativi tempi di recupero previsti. Quello più lontano dal ritornare in campo è il francese Flamini che tornerà a disposizione dell’allenatore fra non meno di cinque mesi, mentre Pato, come già detto, ne avrà per un mese. Sono vicini al rientro Antonini e Bonera, mentre ci sarà da aspettare la sesta giornata per rivedere Ibrahimovic, Boateng e Robinho. Nella tabella dei rientri troviamo poi Ambrosini, sarà pronto in una quindicina di giorni, mentre Gattuso, ultimo della lista, non sarà disponibile prima della decima giornata. Nove infortunati sono sicuramente molti, un po’ alla volta Allegri però recupererà gli uomini migliori e allora potremo valutare il Milan, poi non ci sarà più nessun alibi.
Grande entusiasmo in casa Milan per un pareggio agguantato nei minuti di recupero contro il Barcellona. Grazie a questo punto ottenuto in trasferta, i rossoneri potranno concretamente competere per il primo posto nel girone con i blaugrana avendo il vantaggio di giocare la gara “di ritorno” a San Siro nella penultima giornata dal girone. Massimiliano Allegri ha molto apprezzato la prestazione dei proprio ragazzi che non si sono ‘disuniti’ dopo essere passati in svantaggio al quinto minuto della ripresa. Il tecnico toscano a fine partita ha sottolineato i meriti della propria squadra:
“Credo che la squadra abbia fatto, soprattutto all’inizio, molto bene. Poi, ci siamo un po’ abbassati, anche per merito del Barcellona, perché sul piano del palleggio era difficile andarli a prendere molto alti. Potevamo sfruttare un po’ meglio alcune ripartenze e la gestione della palla, ma non era assolutamente facile. Però, grandi occasioni non ne abbiamo concesse, abbiamo fatto, credo, un’ottima fase difensiva, potevamo andare sul 2-0, subito dopo il vantaggio. Sono stati bravi i ragazzi a non disunirsi dopo il 2-1 e tenere la partita in equilibrio. Poi, il calcio è bello per questo e sono stati premiati per quello che hanno fatto, per il sacrificio che hanno messo in campo per tutti i 95 minuti.”
La squadra aveva preparato la partita in un certo modo, ma il gol dopo 26′ secondi di Pato ha cambiato i programmi anche degli avversari, costringendoli a stancarsi di più nell’ossessiva ricerca del gol:
“Erano due situazioni da fare, una quando la palla l’aveva il portiere, di alzarci il più velocemente possibile, l’altra di commettere pochi falli, di non farsi saltare, di non creare per loro la superiorità numerica e i ragazzi lo hanno fatto molto bene. A volte, soprattutto nel secondo tempo, siamo riusciti a prenderli anche un pochino più alti, ma non è facile, sicuramente, anche perché dopo che corri tanto in campo, perdi anche di lucidità. Questo fa si che, magari, sei costretto ad abbassarti, ma i ragazzi vicino all’area hanno difeso molto bene. Alla fine del primo tempo ho chiesto ai ragazzi di essere più lucidi quando avevamo la palla nei piedi e quando la riconquistavamo, cosa che abbiamo fatto benissimo nell’occasione del gol e anche in due o tre situazioni dopo il gol. Invece, c’è stato un momento in cui abbiamo concesso loro un po’ di palle troppo gratuite.”




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Pato era poco più di un ragazzino quando con il suo gesto del cuore dedicava ogni gol alla sua amata Sthefany Brito. Il matrimonio tra i due sembrava il lieto fine di una favola: lui un giovane calciatore, lei un’attrice altrettanto giovane e tanto bella, finalmente si erano uniti nell’amore. Peccato che la loro storia dopo il fatidico sì è durata pochissimo, nemmeno un anno, si sono sposati nel luglio del 2009 per lasciarsi ad aprile dell’anno dopo. Come ogni divorzio ovviamente non poteva fare a meno delle beghe legali, così il milanista fino alla fine del 2010 ha corrisposto all’ex moglie un assegno mensile di circa 2200 euro, poi pensava di potersi considerare libero da impegni.
Peccato che la Brito non la pensa allo stesso modo e insieme al suo legale, Gisela Pazini, starebbe studiando il modo di ottenere un bel risarcimento, pena la denuncia per inadempienza che in Brasile può significare il carcere. L’avvocato ha spiegato a Folha le motivazioni della sua assistita: “Quando si sono sposati, nel luglio del 2009, lui le ha detto che avrebbe dovuto smettere di lavorare e in cambio lui avrebbe depositato 50 mila reais (22 mila euro ndr.) ogni mese sul suo conto corrente. Il pagamento è andato avanti fin quando i due sono rimasti sposati, poi si è interrotto. Dopo il divorzio, lui le ha offerto 5 mila reais al mese (2200 euro ndr.) fino alla fine dell’anno, somma ritenuta insufficiente dalla mia cliente, che a causa del matrimonio si è dovuta trasferire in un altro paese perdendo la possibilità di lavorare come attrice”.
Le migliori foto di Sthefany Brito




Di tutt’altro avviso sono gli avvocati del Papero che confermano il pagamento degli assegni fino alla fine del 2010 e mettono in chiaro che l’attaccante brasiliano non ha nessuna intenzione di mettere nuovamente mano al portafogli: “La donna non ha figli, questo pagamento sarebbe una sorta di pensione surreale. Si potrebbe corrispondere solo in caso di sopravvivenza. Il problema è che la Brito ha vissuto in Italia per sette mesi con lui. Questo è uno scambio quasi equo. È il tempo in cui solitamente un attore si prende una vacanza. Chi ha detto che ha perso il lavoro per il suo trasferimento in Italia di qualche mese?“. Se la coppia avesse avuto dei figli, probabilmente adesso Pato dormirebbe sonni agitatissimi, ma dal momento che non è accaduto sembra proprio che le richieste della Brito siano destinate a cadere nel vuoto.

E’ noto quanto siano maliziose le interviste de Le Iene, che diventano più che succulenti quando i personaggi che tartassano di domande a bruciapelo risultano disponibili e ironici. E’ il caso di Massimiliano Allegri che non si tira indietro e dà una serie di risposte sullo scibile calcistico molto molto a tono. Si parla soprattutto di personaggi del mondo del calcio, come ad esempio i colleghi allenatori:
“Mazzarri, Giampaolo, Conte…più bravi di me ce ne sono, più simpatici no. Leonardo? Più bello di me, il suo punto debole è essere troppo gentiluomo. Del Neri? Integralista. Spalletti? Pelato. Prandelli? Diplomatico. Mazzarri? Incazzoso. Mourinho? Patetico, ripete sempre le stesse cose. Credo che sia molto bravo ma dietro la sua arroganza nasconde delle insicurezze”.
Quando il discorso verte sul Milan, il copione non cambia:
“I ragazzi sono stati eccezionali, non ho mai pensato che non ce l’avremmo fatta. Io ho solo fatto meno danni del solito, il mio è solo un 5% del merito. Agli interisti direi che sono stati bravi, ma noi lo siamo stati di più. Robinho è buffo e furbo, Cassano è simpatico a modo suo, Nesta è molto ironico…Il più figo? Ambrosini. Flamini è il più birichino con le ragazze, Pato è il più viziato ma da quando sta con Barbara lo vedo molto più sereno. Ibra? Si incazza troppo con sé stesso e ogni tanto si incazza anche con gli altri…”.
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Se l’Inter oggi non vince a Cesena, il Milan domani avrà il primo “match point” della stagione: una vittoria col Bologna e sarà scudetto matematico. Comunque vada il tricolore è ormai rossonero e così Thiago Silva, che ha rilasciato una bella intervista alla Gazzetta dello Sport, parla già da campione d’Italia. Così, quando gli viene chiesto qual è stata la scintilla, all’inizio della stagione, per interrompere l’egemonia interista, il brasiliano non ha dubbi: “Zlatan è un grande, se arriverà lo scudetto sarà grazie a lui. La cosa più importante che ci ha trasmesso è la mentalità vincente, fin dal primo momento. Scese negli spogliatoi prima di Milan-Lecce, a settembre, e ci disse “ragazzi si va a vincere tutto”. Contagioso, no? Però il Milan ha dimostrato di poter fare molto bene anche senza: un altro merito di Allegri“.
Ma il difensore ha parole al miele un po’ per tutti, compreso il compagno di reparto, Alessandro Nesta, col quale forma una delle coppie difensive più forti al mondo: “Lui è unico. E poi ormai ho imparato a sopportarlo (ride, ndr). In campo parla tanto, troppo. E’ una macchinetta. Io non sono uno che sta zitto, fa parte del ruolo, ma lui va a ciclo continuo. Mi ricordo ancora la prima partita che ho giocato col Milan: era un’amichevole col Varese e mi fece una testa così. Dopo un pò mi arrabbiai e gli dissi di tacere perché mi stava facendo venire il mal di testa. Ora sono abituato“. Ma come ogni buon brasiliano non dimentica le proprie radici ed è quando si parla di connazionali che Thiago Silva si illumina e inizia ad elargire elogi.
Sentite per esempio cosa ne pensa di Pato: “Non gli manca più nulla, adesso è completo al cento per cento. Può diventare un fenomeno come Ronaldo e poi ha imparato a marcare pure lui“. Mentre quando si parla di futuro, il discorso verte su Ganso: “L’ho sentito due giorni fa e gli ho ribadito che deve venire da noi, ma lui sa perfettamente qual è la scelta giusta. Ganso e Neymar sono i brasiliani più forti in circolazione in questo momento. Ganso può diventare il nuovo Zidane“. Chiusura sul suo, di futuro, con ennesima sviolinata: “Rimanere a vita al Milan è un concetto che mi piace. Ma soprattutto mi piacerebbe ripercorrere al Milan la sua carriera, diventando un’icona come lui. Vi dirò: mi basterebbe anche vincere la metà di quanto ha vinto Paolo!“.

Contro la Sampdoria il Milan ha pigiato, in maniera decisa e forse “decisiva“, il piede sull’acceleratore, un 3-0 senza storie in contemporanea coi capitomboli di Inter prima e di Napoli poi. Scudetto a tinte rossonere? Così pare, eppure il sabato sera del Meazza è riuscito a regalare anche il suo attimo di apprensione: nel corso del primo tempo Alexandre Pato, il giocatore più in forma del Diavolo nell’ultimo periodo, si è fermato toccandosi la solita coscia destra. Ennesimo acciacco muscolare, con la contemporanea squalifica di Ibrahimovic il popolo milanista ha fibrillato.
Poi la partita è stata vinta, sugli altri campi Parma e Udinese hanno fatto il gioco del Milan, facendo due semplici conti mancano alla bandiera a scacchi appena sei partite di campionato e due di Coppa Italia e, bene o male, l’infortunio di Pato era andato a finire all’improvviso nel dimenticatoio. Il Papero brasiliano oggi però si è sottoposto ad ulteriori accertamenti diagnostici, i quali hanno evidenziato uno stiramento per il quale il giocatore salterà almeno tre partite:
“Il Responsabile sanitario dell’A.C. Milan dottor Gianluca Melegati comunica che oggi il calciatore Alexandre Pato è stato sottoposto a esami medici che hanno evidenziato uno stiramento ai flessori della coscia destra. Si prevede un periodo di circa 2 o 3 settimane per il completo recupero del calciatore”.
Questo è quanto comunicato dal club di Via Turati: spulciando il calendario si capisce che contro Brescia e Bologna il Milan giocherà con un attacco senza Ibra e Pato (e teoricamente Inzaghi), anche in Coppa contro il Palermo il 21enne centravanti non sarà della partita. Una scusa in più per godersi Barbara Berlusconi e, per il Milan, per legittimare la buona stagione usando tutti gli interpreti possibili…

Dopo la prestigiosa vittoria nel derby contro l’Inter che ha consegnato nelle mani del Milan un pezzetto dello scudetto 2010/2011, Adriano Galliani non si rilassa e pensa già alla partita di domenica sera contro la Fiorentina: «Ho visto la squadra e mi sembra che sia carica. Quello che posso dire è che siamo in testa da 21 giornate e che lo saremo in ogni caso anche dopo la ventiduesima avendo fatto 12 punti in quattro partite con le due concorrenti principali. Insomma a questo punto abbiamo il dovere di provare a vincere questo scudetto».
Domenica tornerà in campo anche Zlatan Ibrahimovic che ha scontato la squalifica di due turni dopo la manata di frustrazione rifilata a Rossi del Bari tre giornate fa. La squadra non ha sentito molto la sua mancanza nel derby grazie ad un Pato in grande spolvero, ma adesso che saranno entrambi disponibili potrebbe riproporsi ancora un problema di incompatibilità tra i due. Galliani è sereno: «Ma no, non c’è nessun problema di convivenza secondo me ora non so quali attaccanti Allegri deciderà di far giocare domenica ma quello che posso dire è che Pato ha avuto un anno con molti problemi fisici dal quale, toccando ferro, adesso è uscito e sta bene. Il brasiliano ha un rapporto tra minuti giocati e gol straordinari e i gol li faceva, quando è stato bene, anche con gli altri attaccanti».
Un pensiero anche per l’ex Leonardo che è stato messo sul banco degli imputati dopo le sconfitte nel derby ed in Champions contro la Schalke: «Non dite che sono tifoso dell’Inter ma 13 anni vicino a lui non si cancellano e ho tanto affetto per lui E’ equilibrato, saprà reagire. Come erano eccessivi i complimenti fatti in precedenza, ora sono eccessive le critiche. E’ il calcio che è terribile, Leonardo non sta passando nessun momento difficile. Fino alle 20.45 di sabato scorso era definito come un grande allenatore e il più grande motivatore per aver fatto un filotto straordinario. In realtà è il calcio che è uno sport terribile».

Ormai è chiaro che Ganso è l’oggetto del desiderio delle milanesi, i brasiliani di Milan e Inter fanno a gara per convincerlo a scegliere l’una o l’altra maglia. Pato si dice convinto che alla fine sceglierà il rossonero, dalla Pinetina gli fa eco Julio Cesar che sostiene l’esatto contrario. Il derby della Madonnina si giocherà quindi anche fuori dal campo nei prossimi mesi, si preannuncia quindi un mercato estivo bollente e senza esclusioni di colpi con Galliani vorrebbe vendicare lo sgarbo Leonardo.
Da Londra, sede del ritiro del Brasile che sta preparando la partita amichevole contro la Scozia, sono arrivate voci che però sembrano favorire l’altra sponda dei navigli, quella nerazzurra. A parlare è stato Rodrigo Paiva, portavoce della Seleçao, che si è lasciato sfuggire una frase per niente equivocabile. Secondo l’uomo il giovane centrocampista offensivo del Santos ha già scelto quella che sarà la sua prossima destinazione e tale scelta è ricaduta sull’Inter, fondamentale in questa decisione sarebbe risultata la presenza sulla panchina dei campioni d’Europa di Leonardo.
Sarà quindi probabilmente Ganso il primo rinforzo che Massimo Moratti regalerà al suo allenatore, con buona pace di Pato e di tutti i milanisti. L’affare non è certo accessibile a tutti, il Santos ha vincolato il suo gioiellino con una clausola rescissoria di circa 54 milioni di euro, tanto dovrà uscire dalle casse di Via Durini per mettere le mani sul talento verdeoro, il cui cartellino è di proprietà del club paulista, di una società che ne cura gli interessi e dello stesso giocatore che ne possiede il 10%. Secondo gli addetti ai lavori però il prezzo sebbene alto valga per intero il prezzo di questo ragazzo.
Ganso è nato nel 1989, entrato nel settore giovanile del Santos a 14 anni ha fatto tutta la trafila con la maglia che fu di Pelè. Approdato in prima squadra nel 2008 è stato confermato anche l’anno successivo, i suoi gol gli hanno fatto conquistare a fine 2009 il premio come miglior esordiente del Campeonato Brasileiro Serie A. A livello di nazionale ha conquistato il secondo posto, siglando anche un gol, nel campionato mondiale Under 20, ha esordito anche in nazionale maggiore scendendo in campo in amichevole contro gli Stati Uniti. L’unica perplessità riguarda la sua tenuta fisica, nonostante la giovane età ha subito già alcuni seri infortuni, l’ultimo l’anno scorso che lo ha portato in sala operatoria e poi ad uno stop di sei mesi. Il talento però non si discute e l’Inter sembra ormai essersi convinta a investire su di lui.

Dopo un mese di febbraio scoppiettante, il Milan ha improvvisamente tirato il freno a mano: ingoiato a fatica l’amarissimo boccone del White Hart Lane contro il Tottenham in Champions, i rossoneri hanno racimolato la miseria di un punto contro due squadre in crisi nera, il Bari e il Palermo. E fra due settimane, di sabato sera, il derby: senza lo squalificato Ibrahimovic, col fiato sul collo per l’inseguimento ormai ravvicinato di Inter, Napoli e, perché no, Udinese, con Pato acciaccato.
Il Papero milanista sabato scorso è uscito malconcio dal Barbera, eppure lo staff medico di Milanello profonde ottimismo nel suo comunicato di rito: lieve distorsione alla caviglia sinistra, prognosi di 10 giorni. E consola, anche se relativamente, lo sciocco giallo rimediato ieri dal difensore brasiliano dell’Inter Lucio, ammonito contro il Lecce e diffidato, da cui l’ovvia squalifica per il big match di inizio aprile. E se i bookmaker ormai hanno equiparato le quote di Milan e Inter per quanto concerne la corsa al titolo, i numeri dicono che il Diavolo è ancora avanti al Biscione.
Due punti, una miseria rispetto al vantaggio natalizio. Ma comunque un vantaggio. E allora cerca di smuovere l’ambiente Rino Gattuso, moderatamente fiducioso:
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