
L’Argentina non molla un centimetro e fa tris. Grecia eliminata, passa la Corea del Sud insieme ai sudamericani. L’Argentina affronterà negli ottavi di finale il Messico, mentre la Corea del Sud dovrà vedersela con l’Uruguay. Le reti della nazionale di Maradona sono state segnate nella ripresa (Demichelis al 32′ e Palermo al 44′). La formazione albiceleste mandata in campo in questa partita mancava di alcuni elementi lasciati a riposo, ma Messi ha giocato ugualmente tutta la gara tirando più volte in porta, regalando numeri di alta scuola, ma non riuscendo nuovamente a segnare il suo primo goal del mondiale.
Gli “altri” calciatori della seleccion che hanno assaggiato la gioia del campo in questa partita: Milito, Aguero, Burdisso, Otamendi, Bolatti, Rodriguez, Palermo, Di Maria, Pastore. Sono giocatori che sicuramente farebbero comodo a qualsiasi squadra…Nel primo tempo i sudamericani si limitano a controllare il gioco, mentre la Grecia non punge più di tanto. Notevole risulta la differenza di valori in campo e non basta il mini turn over di Maradona a far pendere l’ago della bilancia verso gli ellenici. Aguero, Veron, Maxi Rodriguez e Messi vanno vicini al goal in scioltezza, Tzorvas blinda la sua porta. Milito sembra un po’ più avulso dalla manovra argentina, ma è solo la sua prima uscita da titolare in questo mondiale. 



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Se l’Italia è considerata squadra catenaccio dagli storici del pallone, allora la Grecia dovrebbe venir additata come squadra “cassaforte al titanio“: è su queste incontrovertibile rinuncia ad attaccare che la scalcagnata banda di Otto Rehhagel ha vinto uno storico Europeo nel 2004, facendo fuori una ad una tutte le squadre più accreditate per il successo finale. Un exploit che ha sempre assomigliato a una specie di cattedrale nel deserto: prima di quell’incredibile vittoria, una sola partecipazione ai campionati del mondo con tre sconfitte su tre, zero gol fatti e dieci subiti. Nel curriculum anche altre due apparizioni agli Europei (5 ko su 6 nel ‘80 e nel 2008) e una Confederations Cup nel 2005 con… zero gol segnati ed eliminazione al primo turno.
Ma insomma, che razza di squadra è la Grecia? Appena sei anni fa salirono incredibilmente sul tetto d’Europa, due anni dopo schiantarono e furono assenti in Germania. Quest’anno però sono di nuovo nel lotto delle 32 e non hanno nessuna intenzione di fare ulteriori brutte figure: lo sa bene Otto Rehhagel che da 9 anni è di stanza ad Atene e che tra alti e bassi è comunque venerato in terra ellenica. Il ct tedesco applica un calcio arcigno e pragmatico, poco spettacolare ma talvolta fruttuoso e nonostante in più di un lustro alcuni giocatori della storica squadra campione d’Europa hanno passato mano, ha saputo aggiornarsi andando a pescare soprattutto nel campionato greco.
Analizzando la rosa, però, la sensazione è che questa formazione non sia malaccio: in attacco Gekas arriva in Sudafrica fregiandosi del titolo di capocannoniere delle qualificazioni nella zona Europea (10 gol per lui), e poi Samaras e Charisteas suoi compagni di reparto, due ragazzi che hanno esperienza internazionale e riescono a buttarla dentro nei momenti importanti. A centrocampo mostri sacri del calcio greco come Karagounis e Katsouranis, in difesa Seitaridis e il giocatore del Liverpool Kyrgiakos, insomma gente che la palla comunque sa giocarla. E poi i tre “italiani“: Moras del Bologna, Tziolis del Siena e Sokratis del Genoa. Unica incognita il portiere: Chalkias del Paok, chi è?
Le Foto di Tutte le Maglie del Mondiale 2010 in Sudafrica




Difficile parlare di questo 3-3 casalingo della Juve, strepitosa nei primi dieci minuti e poi misteriosamente non pervenuta: protagonista di certo il Siena di Malesani, capace di non fasciarsi la testa dopo le sberle iniziali e abile a recuperare un match che pareva ampiamente compromesso. E’ il primo pari tra queste due squadre (aveva sempre vinto la Juve a parte un 1-0 ininfluente nel maggio 2008 firmato Kharja), un 3-3 casalingo che rimanda a quello della scorsa stagione dove a fare la voce grossa all’Olimpico fu il Chievo con l’incredibile tripletta di Pellissier; e sempre in tema di curiosità una rimonta del genere subita in casa i bianconeri non la subivano da quello storico derby contro il Torino in cui Ferrante riacciuffò i rivali che erano avanti di tre lunghezze. Insomma, il quarto posto per la squadra di Zaccheroni sarà estremamente difficile da raggiungere (Tabellino e pagelle Juve - Siena 3-3 - Foto di Juve - Siena 3-3).
La Juve è in emergenza, out anche Manninger il portiere titolare diventa Chimenti; turno di riposo a Diego, Legrottaglie stringe i denti e si piazza accanto a Cannavaro. Il Siena risponde con l’acciaccato Ekdal avanti alla difesa, Maccarone unica punta sebbene coadiuvato da giocatori offensivi come Reginaldo e Ghezzal. I primi minuti sono annichilenti per gli ospiti: è show di Candreva che scardina la difesa avversaria, irrompe Sissoko ma Curci è bravissimo a parare; sul tap-in, però, Del Piero è il più veloce di tutti. Trecentesimo gol in carriera. E poi diventano 301 quando batte ancora Curci con un bel tiro al volo di destro. Un altro paio di minuti ed arriva addirittura il tris: corona l’avvio super Antonio Candreva che scaglia un destro violentissimo dai 30 metri che si deposita sotto la traversa. Malesani si gratta la testa, subito dentro l’attaccante Larrondo per Ekdal. Obiettivo: crederci.
Le migliori foto di Juve-Siena 3-3




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Come ovvio, gli ultimi giorni della finestra di mercato invernale sono pieni di colpi di scena. All’Ata Quark Hotel di Milano anche oggi roventi trattative, colpi di scena e transazioni andate in porto. Una delle più clamorose riguarda Hernan Crespo che dopo solo sei mesi lascia il Genoa e si accasa al Parma, squadra e città che lo videro protagonisti per quattro anni sul finire del millennio; Ghirardi piazza sicuramente un colpo niente male, ma rinuncia a Nicola Amoruso che invece passa all’Atalanta. Gli orobici sono molto attivi: vicini Marc André Zoro dal Benfica (molto gradito da Mutti che lo ebbe alle sue dipendenze a Messina) e Sergio Volpi dalla Reggina, a questo punto pare molto probabile un addio di Robert Acquafresca, infelice fino ad ora la sua esperienza a Bergamo.
La Fiorentina scandaglia il mercato delle punte, ha chiesto Rocchi alla Lazio e Tavano al Livorno. I labronici dal canto loro, pur non intenzionati a cedere il loro fantasista, si assicurano le prestazioni di Davide Di Gennaro in prestito dal Milan. E’ vivo anche il Siena del presidente Mezzaroma: dal Panathinaikos giunge nella città del Palio il greco Alexandros Tziolis, già difensore della Nazionale ellenica. Di contro ceduto in prestito Gael Genevier al Torino (e si tratta per Reginaldo). Attaccanti che fanno le valigie: Stefano Okaka lascia la Roma e si accasa al Fulham, anche se domenica farà la sua ultima apparizione in giallorosso (per questa stagione). E ancora il Bari, che manda in Serie B due sue punte: Rej Volpato va a finire al Gallipoli, Giuseppe Greco al Cesena.
Video e Foto della partita di andata. La Cronaca degli spareggi.




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Si tratta probabilmente di un caso unico, come unico fu il successo di Euro 2004, ma alla vigilia di questo Europeo di Austria e Svizzera di una squadra si parla davvero poco: la nazionale campione in carica. Stiamo parlando, ovviamente, della Grecia guidata dal tedesco Otto Rehhagel, l’eccentrico CT tedesco che 4 anni fa in Portogallo portò i suoi poco quotati 23 giocatori allo storico trionfo nella finale giocata allo Estádio da Luz di Lisbona contro i padroni di casa, organizzatori del torneo.
L’effetto dirompente di quel successo, arrivato dopo sole tre partecipazioni all’Europeo ed una sola (ad USA 94) ai Mondiali, fece parlare di “Miracolo Grecia”: una squadra composta esclusivamente da “gregari” che arrivò sul tetto d’Europa applicando con ferrea determinazione il gioco tutto organizzazione tattica e corsa imposto da Rehhagel. Inutile negarlo, soprattutto a distanza di tempo, un pizzico di fortuna aiutò quella squadra, ma il vincere (seppur sempre con l’identico risultato di 1 a 0) contro avversari come Francia, Repubblica Ceca e il già citato Portogallo in finale non può essere considerato del tutto casuale.
L’entusiasmo della vittoria in Portogallo non portò i frutti sperati quando la Grecia fallì la qualificazione, a suo modo ritenuta scontata dalla appasionati ellenici, ai Mondiali di Germania 2006. La Federcalcio Greca non ha comunque voluto esonerare Rehhagel ed è stata ricompensata con una folgorante qualificazione per gli Europei del 2008 ottenuta da prima classificata nel suo Girone (composto fra le altre da Turchia, Norvegia e Bosnia-Erzegovina) con 31 punti sui 36 disponibili. (Fotogallery)