
Il calcio rifilato a Yepes nel finale del primo tempo di Chievo-Juve non è costato niente, in termini disciplinari, a Mohamed Sissoko. Il giudice sportivo Tosel non ha nemmeno preso in considerazione l’eventualità di dover ricorrere alla prova tv. I motivi sono sostanzialmente due: a fine primo tempo l’arbitro aveva riferito al team manager clivense Pacione di invitare Yepes a non fare scena e in secondo luogo nel gesto non è stata ravvisata violenza. In effetti l’episodio ha innalzato di molto il livello di nervosismo della partita ma si è trattato di uno sgambetto innocuo e per lo più ingenuo.
Comunque il maliano ha pagato la sua intemperanza già domenica, durante l’intervallo negli spogliatoi si è preso la strigliata di Ranieri che lo ha poi sostituito con Ekdal. Ora i rimproveri sono anche arrivati dalla società tramite Blanc, l’atteggiamento del giocatore non è piaciuto anche perché non è la prima volta che si lascia andare in questo senso. Contro il Palermo la Juventus dovette rimanere in inferiorità numerica per tutta la ripresa sempre a causa sua e alla fine i rosanero si aggiudicarono il match.
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Strana la vita, tanto più quella di un allenatore di calcio: la settimana prima sei un mago, quella dopo un brocco. Non è andata esattamente così a Diego Pablo Simeone ma comunque di montagne russe si tratta; la sua carriera in panchina è stata subito brillantissima con la vittoria del campionato prima con l’Estudiantes e poi col River Plate, salvo poi precipitare in un buco nero che i tifosi dei Millionarios non pensavano di conoscere. E così ieri, tra le lacrime e il dispiacere di società e giocatori, non se l’è sentita di continuare e ha rassegnato le dimissioni: la goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata l’eliminazione del River dalla Copa Sudamericana per opera dei messicani del Chivas.
Sommando i nove miseri punti in 13 giornate che è stato capace di racimolare, si vede come al Monumental sia effettivamente buio pesto. Eppure i suoi ragazzi lo volevano ancora con sé: Abreu e Tiuzzo sono stati i due che hanno tentato in tutti i modi di farlo ritornare sui propri passi, ma anche il presidente José Maria Aguilar non aveva intenzione di esonerarlo e in qualche modo credeva in lui. Tanto che ora non si sa chi mettere in panchina: “Non abbiamo pensato all’eventuale successore perchè eravamo convinti che avrebbe proseguito. Lunedì nomineremo un allenatore pro tempore perché è la soluzione più pratica” ha dichiarato Rodolfo Cuina, dirigente del club.
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La notizia era già nell’aria ieri, l’impressione che all’esonero di Arrigoni sarebbe seguito quello di Iachini era forte e infatti questa mattina l’allenatore del Chievo è stato rimosso dal suo incarico come si evince dal comunicato stampa apparso sul sito ufficiale della società veronese. Anche in questo caso l’allenatore esonerato era stato l’artefice della promozione in massima serie dello scorso anno, ma evidentemente dieci giornate sono state sufficienti a spingere la società ad un cambiamento.
Il Chievo è penultimo in classifica con 6 punti frutto di una vittoria nella gara d’esordio contro la Reggina e di tre pareggi con Sampdoria, Torino e Atalanta. L’ormai ex allenatore ha manifestato il suo rammarico per la fine di questa avventura, sottolineando come a suo giudizio la classifica della sua squadra era frutto di alcuni episodi sfortunati e dei molti infortuni, nonostante ciò vedeva dei progressi e non ha mai smesso di credere nella salvezza, obiettivo che augura di centrare al suo successore.
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Dieci giornate e due sole vittorie seppur importanti, quella all’esordio con il Milan a San Siro e quello con l’allora capolista Lazio, non sono bastate a Daniele Arrigoni per mantenere il suo posto sulla panchina del Bologna. Evidentemente la sconfitta per 5-1 a Cagliari è stata decisiva affinché la dirigenza felsinea arrivasse a questa conclusione. La notizia è stata ufficializzata dalla stessa società attraverso un comunicato stampa diffuso attraverso le pagine del sito ufficiale.
“Il Bologna FC 1909 comunica di aver sollevato dall’incarico il tecnico Daniele Arrigoni. La società intende ribadire anche in questo momento la massima stima professionale e umana per Arrigoni e per il suo staff, sottolineando, aldilà degli straordinari risultati ottenuti nella scorsa stagione, un impegno, una competenza e una dedizione che non sono mai venuti meno e che meritano un sentito ringraziamento“. Questo è quanto si può leggere in homepage, il comunicato si conclude poi con l’annuncio del nuovo tecnico. Sarà Sinisa Mihajlovic, ex vice di Mancini, alla sua prima esperienza su una panchina.
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Lo scorso giugno Diego Pablo Simeone festeggiava con il suo River Plate il trentatreesimo titolo della storia dei Millionarios, sono passati pochi mesi e la situazione in classifica è cambiata totalmente. Dopo12 giornate del campionato d’Apertura la sua squadra è ultima in classifica con soli 9 punti frutto di una vittoria e sei pareggi, il resto sono sconfitte. Per capire la gravità del momento basti pensare che il River mai era sceso così in basso in tutta la sua storia.
Questi numeri certo non fanno felice Simeone che alla fine della partita contro il Colon Santa Fe, conclusasi con l’ennesimo pareggio, ha sfogato tutta la sua rabbia. L’allenatore, ex centrocampista di Inter e Lazio, in preda ad una vera e propria crisi di nervi, ha colpito ripetutamente e violentemente con un pugno una porta negli spogliatoi ferendosi la mano. La notizia è finita su tutti i giornali argentini mentre il buon Diego è fino all’ospedale per curarsi una ferita che i medici hanno definito “piuttosto seria“.
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La notizia dell’arrivo di David Beckham in prestito al Milan per qualche mese ha fatto discutere molto, a Milanello si sono comunque detti tutti felici e pronti ad accogliere l’inglese. In occasione della conferenza stampa prima dell’importante impegno del Milan contro l’Atalanta l’argomento è stato di nuovo tirato in ballo dai giornalisti. Ma Ancelotti uno come Beckham lo vorrebbe anche a titolo definitivo? Questa la domanda e la risposta del tecnico è stata chiara e decisa: “Certamente si“.
Si era comunque parlato del giocatore attualmente in forza ai Los Angeles Galaxy anche precedentemente nel corso della conferenza stampa, in particolare Ancelotti aveva riservato parole di stima per il giocatore: “Beckham è un grande campione, il fatto di averlo a disposizione per due o tre mesi è positivo. Ci potrà dare una mano e certamente non sgretolerà il gruppo. Porta entusiasmo. Tatticamente, poi, può giocare a destra o al centro. Potrebbe essere utile in certe circostanze. Nessun problema di lingua, io l’inglese lo so e poi credo che anche con lo spagnolo lui non abbia problemi“. Lo Spice Boy potrebbe unirsi al gruppo rossonero già durante le vacanze natalizie in occasione del tour a Dubai del Milan, questa possibilità è stata confermata anche dall’allenatore.
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Sono tempi duri per Joachim Löw, il commissario tecnico della Germania deve affrontare un caso dopo l’altro. La prima lite l’ha avuta con Kuranyi, il giocatore era stato spedito in tribuna in occasione della partita contro la Russia e aveva pensato bene di abbandonare lo stadio a fine primo tempo: a causa di questo comportamento non sarà convocato mai più. Poi è stata la volta di Frings, spedito in panchina in entrambe le partite di qualificazione ai mondiali sempre contro la Russia e poi contro il Galles. Adesso è il turno del capitano, Michael Ballack attraverso le pagine del quotidiano “Frankfurter Allgemeine Zeitung” rivolge parole molto dure al suo allenatore affrontando proprio la questione riguardante Frings.
Il centrocampista del Werder Brema non ha apprezzato particolarmente la decisione di Löw e sta meditando di abbandonare la nazionale, per questo Ballack è esploso: “Forse Torsten non è al meglio della forma in questo momento, ma rimane un giocatore di altissimo livello. Sarebbe un peccato se decidesse di lasciare la nazionale perché ha la sensazione che non lo si consideri più necessario“. Il capitano della Germania ha inoltre rimproverato all’allenatore di non essersi interessato alle sue condizioni fisiche dopo la doppia operazione al piede subita venerdì scorso.
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Fra una settimana esatta, il 30 ottobre, Diego Armando Maradona compirà 48 anni e ha già deciso quale sarebbe il regalo più gradito: la panchina della selección argentina. L’attuale commissario tecnico, Alfio Basile, dopo la sconfitta contro il Cile lo scorso 16 ottobre ha presentato le sue dimissioni, ma quella debacle è stata solo la goccia che ha fatto traboccare un vaso già stracolmo, la sua squadra aveva infatti ottenuto soltanto 16 punti in 10 partite.
Si è aperto quindi il totoallenatore e tanti sono i nomi che in questi ultimi giorni sono circolati. Per il momento il più accreditato è quello di Carlos Bianchi, l’ex allenatore di Roma e Boca Juniors è indicato come favorito anche dai sondaggi, insomma i tifosi preferirebbero lui. Diego Maradona ha però lanciato chiaramente la sua candidatura, le sue parole sono inequivocabili: “So di poter dare alla nazionale quello che non ha ancora trovato. So che ci sono tecnici con molta esperienza, che forse hanno più possibilità di me, ma non perderò la speranza fino all’ultimo momento“.
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Singolare iniziativa di Harry Redknapp, manager del Portsmouth, che ha deciso di far tornare tra i banchi di scuola sedici suoi giocatori stranieri per aiutarli a perfezionare il loro inglese. In particolare l’allenatore lamenta la scarsa comprensione da parte dei suoi ragazzi del suo slang cockney, il dialetto dei londinesi. In questo particolare idioma c’è un fenomeno in particolare che mette in difficoltà chi non ha dimestichezza con esso, il cosiddetto “rhyming slang” o slang per rime.
Il rhyming slang altro non è che il sostituire parole dell’inglese comune con altre che hanno assonanza ma nessuna attinenza con la parola originale. Per fare un esempio “gol” viene sostituito con “sausage roll” oppure “Bobby Moore” è sinonimo di “score“, esistono anche intere frasi o modi di dire: ad esempio per dire che è andato tutto male l’inglese “it’s all gone wrong” diventa “it’s all gone Pete Tong“, un motto talmente diffuso da diventare anche titolo di un film. Questi sono solo alcuni esempi ma rendono bene l’idea di come un non londinese e magari neanche inglese possa trovarsi leggermente disorientato, a maggior ragione se il suo vocabolario non è ricchissimo.
Continua a leggere: Harry Redknapp rimanda a scuola i suoi ragazzi

Il pallone d’oro Lothar Matthaeus, campione del mondo con la Germania e ora allenatore in Israele del Maccabi Netanya, venerdì scorso ha vissuto delle brutte ore nell’aeroporto di Tel Aviv. L’allenatore è stato infatti arrestato perché sprovvisto del regolare permesso di lavoro obbligatorio e il suo visto da turista era ormai scaduto. L’episodio è avvenuto nell’aeroporto “Ben Gurion” ed è stato raccontato direttamente dall’ex giocatore al magazine tedesco “Kicker“.
Per la sua liberazione sono servite molte telefonate. A interessarsi del caso c’è stata ovviamente la società che lo ha messo sotto contratto tre mesi fa. Decisivo però è stato l’intervento di alcune personalità locali, tra cui importanti uomini politici, che hanno fatto in modo che le procedure burocratiche si snellissero notevolmente. Alla fine Mattahaeus è stato liberato e ha visto la validità del suo visto turistico prolungata di un’ulteriore settimana.
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