Il brasiliano ex di Roma, Inter e Milan, attualmente all’Atletico Mineiro, Amantino Mancini, è stato condannato oggi a due anni e otto mesi di reclusione per lo stupro di una giovane modella brasiliana. L’accusa aveva chiesto tre anni e otto mesi, ridotti di un terzo dal gup Laura Marchiondelli per la scelta del rito abbreviato. Condannato a dieci mesi per favoreggiamento anche l’amico Gerardo Eugenio do Nascimento, che nei giorni successivi all’accaduto aveva insistentemente cercato di convincere la vittima a ritirare la querela.
La vicenda risale alla notte tra l’8 e il 9 dicembre 2010, quando, al termine di una festa organizzata dall’ex compagno di squadra Ronaldinho, Mancini si era offerto di riaccompagnare a casa la ragazza, visibilmente ubriaca. Secondo quanto ricostruito dall’accusa, il giocatore avrebbe invece portato la giovane nel suo appartamento, dove, approfittando dello stato della vittima, sarebbe avvenuta la violenza. La donna aveva poi denunciato l’accaduto il giorno successivo presso il Servizio Violenza Sessuale della Clinica Mangiagalli.
Ogni tanto è cosa buona e giusta riconciliarsi col calcio, la cui essenza indubbiamente è il gol; per questo motivo vi proponiamo la rete del brasiliano Bruno Mezenga della Stella Rossa di Belgrado, andato a rete con un pregevole tacco al volo nella gara vinta dalla squadra della capitale serba contro i malcapitati giocatori dello Smederevo (la partita è finita 4-0). Ci sono tanti modi per segnare di tacco: il più spettacolare è indubbiamente il colpo dello scorpione, mentre a nostro avviso al secondo posto c’è l’interno tacco al volo (più facili i gol alla Crespo o i gol di tacco come quelli di Roberto Mancini contro il Parma o Alessandro Del Piero contro il Torino). In questo senso il gol di Mezenga richiama alla mente la grande realizzazione di Amantino Mancini in un derby vinto dalla Roma nella stagione 2003-2004 (dopo il salto potrete ammirare anche la prodezza dell’ex romanista), ma anche quella di Gianfranco Zola (anche questo da gustarsi sotto) quando giocava nel Chelsea. Elevatissimo coefficiente di difficoltà, con necessità di coordinazione estrema.
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La Procura di Milano ha chiesto una condanna di 3 anni e 8 mesi per il tornante brasiliano ex Roma e Inter. I fatti risalgono allo scorso dicembre quando Amantino Mancini aveva conosciuto una ragazza ad una festa organizzata dal suo connazionale Ronaldinho. I due erano poi andati a casa del calciatore che, approfittando dello stato di semi-incoscienza della ragazza, aveva approfittato fisicamente di lei costringendola ad avere più di un rapporto sessuale. La vittima, una giovane brasiliana nota nel mondo della musica e in quello della tv del suo paese, la mattina dopo si era recata in caserma a Milano per denunciare l’accaduto.
Nel frattempo Mancini ha lasciato l’Italia trasferendosi dall’Inter all’Atletico Mineiro ma le indagini della Procura sono andate avanti. A nulla è servito che la ragazza abbia ritirato la sua denuncia pochi giorni fa, il procedimento va avanti e il calciatore sarà processato con rito abbreviato dal gup di Milano Laura Marchiondelli. Insieme a lui sarà giudicato anche il 56enne Geraldo Eugenio Do Nascimento, per lui la richiesta è di 10 mesi di carcere per favoreggiamento e per aver cercato di depistare le indagini.
L’uomo, considerato il factotum del calciatore, aveva minacciato più volte la ragazza dicendole che le avrebbe rovinato la vita se non avesse ritirato la denuncia, si era inoltre intrufolato illegalmente nella banca dati della polizia per ottenere informazioni sul conto della vittima. La difesa di Mancini continuerà a respingere l’accusa puntando sul fatto che la ragazza era consenziente e quindi non avrebbe subito nessuna violenza dal brasiliano. La sentenza è attesa per il prossimo 28 novembre.

L’ex calciatore dell’Inter e della Roma Amantino Mancini è indagato dalla Procura di Milano per violenza sessuale e lesioni personali nei confronti di una brasiliana, nota nel mondo della musica e della tv del suo Paese. Secondo l’accusa, la notte tra l’8 e il 9 dicembre scorso (qualche giorno prima che il giocatore partisse per Abu Dhabi con l’Inter impegnata nel Mondiale per club) Mancini, approfittando dello stato di semi-incoscienza della ragazza, che era ubriaca, l’ha costretta a subire rapporti sessuali ripetuti, provocandole anche escoriazioni. I due si erano conosciuti ad una festa organizzata da Ronaldinho.
La trentenne la mattina seguente si è recata al Servizio Violenza Sessuale della Mangiagalli per una visita e poi ha sporto denuncia. Ora sono state chiuse le indagini, in vista della richiesta di rinvio a giudizio del centrocampista, da gennaio passato all’Atletico Mineiro di Belo Horizonte. Dal canto suo Mancini ha respinto le accuse dicendo che la donna era consenziente. Oltre a lui risulta indagato per favoreggiamento anche il suo ‘factotum’, Geraldo Eugenio Do Nascimento, 56 anni, accusato di aver cercato di depistare le indagini.
Secondo la ricostruzione del pm Elio Ramondini che ha coordinato le indagini condotte dai carabinieri della compagnia Duomo, Mancini e la giovane si erano conosciuti quella sera durante un party dato da Ronaldinho in un locale milanese: tra un ballo e qualche drink, la donna, che non regge l’alcool, non si è sentita bene e ha chiesto di essere accompagnata a casa. L’ex calciatore nerazzurro si è offerto ma l’ha portata nel suo appartamento.
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Mercoledì di gennaio, ovvio che si parli di mercato e quest’anno ci pare che questa finestra invernale sia più calda che mai; niente fuochi d’artificio quest’oggi, ma comunque un gran chiacchiericcio e pure qualche operazione andata in porto. Dopo otto anni d’Italia Amantino Mancini torna in patria, per vestire la maglia dell’Atletico Mineiro (a titolo definitivo): è un tuffo nel passato per lui dato che è cresciuto proprio in quel club e da lì lo prelevò nel 2003 la Roma. Dopo un prestito mediocre a Venezia, fu nel 2003 che esplose coi giallorossi giocando poi decine di partite condite da ben 40 gol. Incredibilmente il suo passaggio all’Inter, con breve parentesi l’anno passato al Milan, lo ha reso un altro giocatore: mai è andato a segno con le maglie delle squadre della città lombarda.
In bocca al lupo a lui e anche a Guido Marilungo che da oggi è un giocatore dell’Atalanta; i bergamaschi hanno insistito fino all’ultimo per avere Gonzalez del Novara (cinque milioni cash erano già pronti, rispediti come ovvio al mittente), poi hanno virato decisi sul sampdoriano che non ha esitato ad accettare la proposta della società orobica. Strana mossa quella della Sampdoria che dopo Cassano si priva anche di Marilungo, 21 anni e cessione a titolo definitivo; di certo Tosi e Garrone ora dovranno comprare un quarto centravanti, con Pozzi che dunque rimarrà sicuramente sotto la Lanterna e Macheda che avrà molto spazio. Infine il Genoa il quale ha perfezionato l’acquisto di Mauro Boselli dal Wigan.
In realtà è un prestito, ma potrà rivelarsi utile come sostituto di Toni, a patto che l’argentino mostri al Marassi quanto fatto con l’Estudiantes e non quello degli ultimi sei mesi al Wigan. Boselli ha già parlato da genoano: “Sono molto contento di fare questa esperienza: il Genoa è una squadra importante, che mi sta offrendo una grande opportunità. Spero di essere utile alla squadra. E’ importante è importante che ci sia Palacio in squadra. Siamo amici dai tempi del Boca e saremo una buona coppia d’attaccanti. Proverò a fare bene come Milito. Cercherò in questi mesi di dimostrare di poter giocare nel calcio italiano. In Inghilterra non ho reso al meglio, sono qui per riscattarmi: fare del mio meglio e segnare tanti gol“.
Riportiamo, infine, le parole molto molto interessanti di Enrico Preziosi; in un’intervista rilasciata a Sky Sport24 il ciclonico presidente del Genoa ha confermato quanto attivo sia lui e il mai domo ds Capozucca. Il Grifone è da qualche anno la squadra più “calda” quando si tratta di parlare di mercato:
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Continua l’emergenza in casa Inter che si ritrova col nono e decimo infortunio contemporaneo alla vigilia della delicata trasferta di Verona contro il Chievo: prima Cristian Chivu, che si è fermato con la Nazionale rumena, quindi oggi è toccato a Coutinho, che ha sentito un fastidio alla coscia durante l’allenamento. Si tratta, come di consueto, di infortuni muscolari, tutte beghe che tengono la rosa nerazzurra sulle spine; a parte Samuel, i cui legamenti del ginocchio hanno fatto crack (stagione dunque finita), tutti i giocatori nerazzurri ai box sono lì lì per fare il loro rientro ma ogni settimana che passa Rafa Benitez invece di recuperare preziose pedine da far scendere in campo ne perde con cadenza preoccupante qualcuna.
Per il difensore rumeno si tratta di uno stiramento all’adduttore della gamba destra, la prognosi azzarda due settimane di stop per lui, comunque da valutare. Per il giovane brasiliano invece stiramento al bicipite femorale della gamba destra, con rientro al massimo fra un mese, abbastanza per far temere un suo forfait per la Coppa del Mondo per club che si svolgerà fra meno di un mese. Grattacapi non da poco per Benitez che dunque per la sfida del Bentegodi ha come di consueto gli uomini contati: in difesa dovrebbe giocare di nuovo Materazzi, che ha recuperato dopo la botta subita da Ibra nel derby, al centro insieme con Lucio, con le fasce occupate da Santon e Cordoba.
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I gemelli del gol Cassano e Pazzini fanno volare la Sampdoria, i blucerchiati sono quarti in classifica e hanno staccato anche il Palermo bloccato a Cagliari sul pareggio. Il Milan ancora una volta ha dimostrato di non avere la fibra giusta per questa volata finale, i rossoneri sono passati in vantaggio grazie ad un gol di testa di Marco Borriello. Nella ripresa però hanno subito il pareggio di rigore di Cassano e contemporaneamente sono rimasti in dieci per l’espulsione di Bonera. I ragazzi di Del Neri hanno visto premiato il loro sforzo nel finale quando un imperioso Pazzini ha infilato per la seconda volta l’incolpevole Dida (Tabellino - Video).
Delneri come al suo solito ordina ai suoi di sfruttare le fasce per attaccare l’avversario, nei primi minuti della gara i doriani mettono molta pressione alla difesa rossonera pur non riuscendo a creare pericoli. Un po’ a sorpresa gli ospiti riescono a sbloccare il risultato al primo tentativo, è sontuoso il colpo di testa di Marco Borriello pescato bene da Mancini da tiro d’angolo. Il gol carica la squadra di Leonardo che potrebbe raddoppiare in un paio di occasione, ma sia Mancini che Seedorf sbagliano clamorosamente. L’assedio dei blucerchiati non ottiene risultati, Dida para tutto e si va negli spogliatoi sul risultato di 0-1.
Le migliori immagini di Sampdoria - Milan 2-1




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Il Milan non sa più vincere in casa, contro il Catania raccoglie il terzo pareggio consecutivo dopo quelli contro Napoli e Lazio e probabilmente dice addio ai sogni scudetti. La squadra di Leonardo rischia addirittura di perdere dopo che il primo tempo si è chiuso con i siciliani in vantaggio per 2-0 grazie alle reti di Maxi Lopez e Adrian Ricchiuti. Nella ripresa i rossoneri si svegliano e con una doppietta di Marco Borriello riportano il risultato in parità. L’assedio finale non porta i frutti sperati, la difesa catanese regge e il risultato resta fermo sul 2-2. Nella giornata del sorpasso romanista il Milan vede ora allontanarsi il primo posto in classifica, sono quattro i punti dalla testa. (Tabellino - Video)
Il primo tempo dei rossoneri è assolutamente da dimenticare, la squadra di casa soffre per tutto l’arco dei 45 minuti, gli etnei mettono in mostra un calcio veloce, semplice ed efficace. Il vantaggio arriva dopo soli 12 minuti, la firma è sempre di Maxi Lopez, l’argentino è già a quota sette reti, non male se pensiamo che è arrivato a gennaio. Il Milan subisce il colpo e non riesce a reagire, il Catania invece non si ferma e continua a macinare gioco. Il gol del 2-0 non sorprende, Maxi Lopez ricambia il favore a Ricchiuti fornendogli l’assist del raddoppio.
Le migliori immagini di Milan - Catania 2-2 dell’11 aprile 2010




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Attesa e fibrillazione, il pubblico delle grandi occasioni e il sogno di tornare di nuovo in vetta alla Serie A un campionato (e qualche giornata in più) dopo; niente da fare per i tifosi di fede rossonera, il Milan non va oltre l’1-1 contro il Napoli e vede invariato il suo distacco dalla capolista Inter. Bella partita quella del San Siro, due squadre ben messe in campo e che hanno commesso pochi errori: ne è venuto fuori uno spettacolo più che buono, con gli ospiti che hanno creduto addirittura nel colpaccio. In vantaggio con Campagnaro dopo pochi minuti dal fischio di inizio di Bergonzi, i padroni di casa hanno rimesso le cose a posto sempre nel corso della prima frazione con Inzaghi, di nuovo titolare un girone dopo e di nuovo in gol contro gli azzurri di Mazzarri (già, era sceso in campo dal primo minuto e aveva segnato proprio contro il Napoli). Nella ripresa emozioni ed occasioni, ma i portieri assolvono alla grande al loro lavoro: il big-match pomeridiano termina 1-1 (Il tabellino e le pagelle di Milan - Napoli 1-1 - Le foto di Milan - Napoli 1-1).
E’ un primo tempo frizzante quello che va in scena al Meazza: da un lato un Milan fantasia che però parte sì con tanta volontà ma senza pungere particolarmente, dall’altro un Napoli che al contrario fa poco possesso palla ma quando decide di affondare il colpo fa male e non poco. Quagliarella è attivo ma al solito impreciso, Hamsik e Lavezzi si intendono poco, in ogni modo nella primissima parte di gara la bilancia pende dalla parte dei partenopei che dunque vanno in vantaggio con merito: Pazienza in profondità per Lavezzi tenuto in gioco da Oddo, cross del Pocho e gol di Campagnaro, che spinge la palla in una porta sguarnita (per via di uno scontro tra Abbiati e Oddo, ancora lui). Mazzata di non poco conto per i ragazzi di Leonardo, che perdono anche Pato per i soliti problemi muscolari: dentro Mancini. Insomma, partita in salita per il Diavolo che però non si demoralizza, anche se lascia spesso scoperto il fianco ai contropiedi azzurri.
Le migliori foto di Milan-Napoli 1-1




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Vittoria che arriva dopo quasi un mese per il Milan: tre punti toccasana per la classifica e per il morale, in vista dell’affascinante incontro di Champions League di martedì contro il Manchester United. Klaas-Jan Huntelaar risponde con una doppietta alla fiducia concessagli dalla società rossonera, in primis da Galliani, che di fatto lo ha blindato nel mercato di gennaio.
L’olandesino timbra subito il cartellino grazie ad un cross al bacio di Ronaldinho sfruttato alla perfezione, di testa, al settimo minuto. Qualche minuto più tardi, Mancini, preferito ancora a Beckham sulla destra, accusa problemi ad una coscia e Leonardo decide di rischiare Pato. Il papero calca nuovamente il campo di San Siro dopo più di due mesi.
Al 38′, con l’Udinese sbilanciatissima in avanti, è ancora Ronaldinho a dare il là all’azione del goal: lancia Pato che raccoglie il pallone, si invola e insacca per il 2-0. Esce anche Tiago Silva (problema all’adduttore) e nel finale di tempo l’Udinese accorcia con un colpo di testa di Floro Flores.Nella ripresa, al 57esimo, Klaas Huntelaar porta a 3 le marcature; Gattuso e Ronaldinho hanno l’occasione del 4-1, ma Handanovic è attento. Arriva, invece, il 2-3 firmato da Di Natale: un goal inutile che non risolleva i friulani dalla pericolosa zona di classifica.







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