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Lippi fischiato a Cesena dai fan di Cassano: "Roba da sobillatori..."

pubblicato da Gabriele Capasso

Lippi fischiato a Cesena dai fan di Cassano: "Roba da sobillatori..."
Non smette di suscitare polemiche il rapporto fra Marcello Lippi, ct della nazionale, ed Antonio Cassano. Dopo i fischi di Parma con il durissimo sfogo del tecnico e l’invasore di campo di Pescara anche a Cesena sugli spalti c’è ancora aria di contestazione per l’allenatore campione del mondo che, far l’altro, può vantare proprio con il cavalluccio un paio di stagioni sulla panchina all’inizio degli anni 90. Lippi non si fa condizionare e stavolta mantiene la calma, ma la sua delusione traspare come la ferma intenzione di non tornare sul capitolo Cassano.

Mi hanno riferito che a Francavilla c’erano due sobillatori, persone che incitavano i bambini che urlavano tanti nomi: dite anche Cassano, era il loro incitamento. Una cosa squallida…La gente può fare quello che vuole. Se c’è qualcuno che si sente di fischiare un allenatore che gli ha regalato la coppa del mondo che devo dire? Che gliene regalerò un altra…In Italia tutto è normale, non c’è da sorprendersi.

La gara contro la Svezia, vinta grazie ad una rete di Chiellini e con una formazione per la prima volta priva nell’11 di titolare dei giocatori che hanno conquistato il Mondiale in Germania, non da grandissime indicazioni al tecnico, ma è comunque una buona sgambata che rafforza la buona opinione sulle secondo linee e sugli esordienti come Candreva e Biondini. La possibilità di un ripensamento su Cassano appare improbabile, mentre la notizia (che Lippi non commenta) su Amauri che diventerà italiano quando sarà tardi per vederlo in campo in amichevole ma in tempo per il Sud Africa ha già raggiunto il gruppo azzurro e rischia di diventare un nuovo fronte pericoloso per il tecnico azzurro.

Le Foto di Italia - Svezia 1-0

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Amauri: "Voglio l'Italia da un anno, Pazzini rispetti la mia scelta"

pubblicato da Panda


Amauri ha risposto a Giampaolo Pazzini che in una dichiarazioni rilasciata ieri dal ritiro azzurro si era detto infastidito dall’ipotesi di una convocazione in nazionale del numero 11 della Juventus. Secondo il doriano, Amauri non avrebbe i sufficienti requisiti per vestire la maglia azzurra e per questo motivo non riesce a sentirsi in competizione con lui. Se Pazzini non sente la concorrenza, Amauri invece è pronto a fargliela: «Voglio la maglia azzurra da un anno. Quando arriverà il passaporto penserò a quello che succederà. Io ho deciso da un anno quello che voglio fare, ma solo quando diventerò italiano, Lippi potrà prendermi in considerazione». (Le Foto di Amauri)

Il giocatore della Juventus chiede rispetto per la sua scelta e anche se non ha ricevuto promesse da nessuno dello staff azzurr, è pronto a rispondere con entusiasmo alla convocazione di Lippi nel caso in cui dovesse arrivargli. «Come io ho sempre rispettato le opinioni di tutti, anche quelle di Pazzini, pretendo che venga rispettata la mia di opinione. Io non mi sento assolutamente in imbarazzo: non ho parlato con il commissario tecnico, né con nessun altro. Quando arriverà il passaporto, e se ci sarà la chiamata di Lippi, risponderò alla convocazione ma fino a quel momento non potrò fare nulla, quindi penserò soltanto alla Juve. Tutti vogliono andare in Sudafrica e anche io voglio andarci. Dipende molto da me, spero di continuare a fare bene con la Juve e se in futuro arriverà la chiamata cercherò di ripagare la fiducia di Lippi».

La Galleria Fotografica dell’attaccante brasiliano Amauri

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Pazzini parla chiaro: "Amauri non dovrebbe giocare con l'Italia"

pubblicato da Gabriele Capasso

Pazzini parla chiaro: "Amauri non dovrebbe giocare con l'Italia"
A Giampaolo Pazzini l’ipotesi di Amauri convocato in Nazionale non piace. Detto chiaro e tondo. L’attaccante della Sampdoria è il primo a prendere aperta posizione, esponendosi non poco, contro la possibilità che Amauri venga chiamato nella nazionale azzurra in virtù della cittadinanza acquisita grazie ai 10 anni e più di residenza nel nostro paese della moglie (anche lei brasiliana come il numero 11 della Juventus). Qualche mese fa ci aveva provato Alberto Gilardino che era stato però decisamente più diplomatico. Queste le parole del Pazzo, che fa riferimento anche al caso Cassano:

Devo dire la verità? Perché allora un po’ di fastidio me lo dà, se un giocatore è per metà italiano non c’è problema, è giusto che giochi (ndr chiaro il riferimento a Camoranesi), ma se un invece italiano non lo è per niente non dovrebbe giocare in azzurro. Cassano? Non so cosa succederà in azzurro e io non voglio neanche entrare in questa storia, per quanto mi riguarda io Antonio me lo tengo stretto alla Samp. Spero solo che questa polemica non nuoccia al suo rendimento in blucerchiato.

Il discorso di Pazzini non fa una piega, Amauri non è un oriundo, è assolutamente brasiliano e per quanto (come ha ricordato il Presidente Federale Abete) il criterio per le convocazioni sia quello della cittadinanza è inevitabile che giocatori italiani siano infastiditi da questa scelta. Chi ha ragione?

Maldini apre ad Amauri in nazionale: "Io non mi scandalizzo"

pubblicato da Gabriele Capasso

Quando a parlare è Paolo Maldini, simbolo del Milan, ma anche giocatore con il maggior numero di presenze con la Nazionale Italiana (126), inevitabilmente stanno tutti a sentire ciò che ha da dire. Stavolta le sue parole servono a raccontare la sua opinione su Amauri, il brasiliano che rischia di diventare il nuovo “oriundo” a disposizione di Lippi. Il suo caso sta agitando, e non poco aldilà delle apparenze, le acque all’interno dell’ambiente azzurro.

Non sono pochi, da Gattuso a Toni, da Quagliarella a Di Natale passando per De Sanctis, quelli che non vedono di buon occhio la sua naturalizzazione. Le ragioni sono principalmente due. Innanzitutto Amauri non ha origini italiane, il passaporto arriverebbe solo grazie agli avi della moglie (brasiliana) e al fatto che la consorte risiede da più di 10 anni nel nostro paese. Cosa ancora più “grave“, almeno per i futuribili compagni azzurri del numero 9 bianconero, è la mancata presa di posizione netta di Amauri che ha dato l’impressione di attendere che fosse Dunga a sbilanciarsi sul suo eventuale ruolo nella nazionale brasiliana.

Dopo il rifiuto del Ct della Seleção l’approdo in maglia azzurra appare a molti un ripiego. Maldini, però, non si scandalizza: “Succede in altri sport e in altre nazionali di altri paesi. E comunque credo che Amauri si sia sentito con Lippi“. Pragmatismo e realismo. Sono tante le nazionali che aprono agli oriundo, ai giocatori naturalizzati, e grazie a loro ottengono risultati importanti. Basti citare l’apporto del brasiliano Marcos Senna nella nazionale spagnola campione d’europa in carica.

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Amauri in Nazionale? Ipotesi molto vicina

pubblicato da Antonio D'Avanzo

Mancherebbero pochissimi giorni all’acquisizione del passaporto italiano. Amauri Carvalho De Oliveira noto come Amauri a breve potrebbe vestire la maglia azzurra, oppure potrebbe rientrare nei piani di Donadoni per un futuro non troppo remoto (dopo gli Europei?). Si profila dunque una durissima concorrenza per la scelta degli ultimi tre attaccanti da convocare per gli europei. Assodato che i tre sicuri siano Toni, Di Natale e Iaquinta l’ardua decisione per Donadoni riguarderebbe la selezione di tre giocatori tra Gilardino, P. Inzaghi, Quagliarella, Del Piero, Cassano e lo stesso Amauri.

Quest’ultimo ha recentemente dichiarato la propria disponibilità a vestire la maglia azzurra in quanto sembra definitivamente tramontata l’ipotesi della nazionale brasiliana (Dunga “non lo vede”). Dopo Camoranesi è giusto che un altro “oriundo” vesta la maglia della nazionale italiana?