Amauri ha risposto a Giampaolo Pazzini che in una dichiarazioni rilasciata ieri dal ritiro azzurro si era detto infastidito dall’ipotesi di una convocazione in nazionale del numero 11 della Juventus. Secondo il doriano, Amauri non avrebbe i sufficienti requisiti per vestire la maglia azzurra e per questo motivo non riesce a sentirsi in competizione con lui. Se Pazzini non sente la concorrenza, Amauri invece è pronto a fargliela: «Voglio la maglia azzurra da un anno. Quando arriverà il passaporto penserò a quello che succederà. Io ho deciso da un anno quello che voglio fare, ma solo quando diventerò italiano, Lippi potrà prendermi in considerazione». (Le Foto di Amauri)
Il giocatore della Juventus chiede rispetto per la sua scelta e anche se non ha ricevuto promesse da nessuno dello staff azzurr, è pronto a rispondere con entusiasmo alla convocazione di Lippi nel caso in cui dovesse arrivargli. «Come io ho sempre rispettato le opinioni di tutti, anche quelle di Pazzini, pretendo che venga rispettata la mia di opinione. Io non mi sento assolutamente in imbarazzo: non ho parlato con il commissario tecnico, né con nessun altro. Quando arriverà il passaporto, e se ci sarà la chiamata di Lippi, risponderò alla convocazione ma fino a quel momento non potrò fare nulla, quindi penserò soltanto alla Juve. Tutti vogliono andare in Sudafrica e anche io voglio andarci. Dipende molto da me, spero di continuare a fare bene con la Juve e se in futuro arriverà la chiamata cercherò di ripagare la fiducia di Lippi».




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A Giampaolo Pazzini l’ipotesi di Amauri convocato in Nazionale non piace. Detto chiaro e tondo. L’attaccante della Sampdoria è il primo a prendere aperta posizione, esponendosi non poco, contro la possibilità che Amauri venga chiamato nella nazionale azzurra in virtù della cittadinanza acquisita grazie ai 10 anni e più di residenza nel nostro paese della moglie (anche lei brasiliana come il numero 11 della Juventus). Qualche mese fa ci aveva provato Alberto Gilardino che era stato però decisamente più diplomatico. Queste le parole del Pazzo, che fa riferimento anche al caso Cassano:
Devo dire la verità? Perché allora un po’ di fastidio me lo dà, se un giocatore è per metà italiano non c’è problema, è giusto che giochi (ndr chiaro il riferimento a Camoranesi), ma se un invece italiano non lo è per niente non dovrebbe giocare in azzurro. Cassano? Non so cosa succederà in azzurro e io non voglio neanche entrare in questa storia, per quanto mi riguarda io Antonio me lo tengo stretto alla Samp. Spero solo che questa polemica non nuoccia al suo rendimento in blucerchiato.
Il discorso di Pazzini non fa una piega, Amauri non è un oriundo, è assolutamente brasiliano e per quanto (come ha ricordato il Presidente Federale Abete) il criterio per le convocazioni sia quello della cittadinanza è inevitabile che giocatori italiani siano infastiditi da questa scelta. Chi ha ragione?