Tutti gli articoli con tag amburgo

Bundesliga: Werder travolto all'esordio, Van Nistelrooy lancia l'Amburgo

pubblicato da Celephais in: Bundesliga


Pessima partenza in Bundesliga per il Werder Brema, in settimana vittorioso sulla Sampdoria nell’andata degli spareggi di Champions League. Gli uomini di Schaaf crollano infatti inaspettatamente, soprattutto per quanto riguarda l’entità del punteggio, sul terreno di un ottimo Hoffenheim, vittorioso per 4-1. L’incontro di cartello della giornata, quello della Nordbank Arena tra Amburgo e Schalke 04 si conclude con il successo per 2-1 dei padroni di casa, trascinati da una doppietta del solito Ruud Van Nistelrooy. Da segnalare anche i larghi successi esterni di due neopromosse, Kaiserslautern e St. Pauli, rispettivamente contro Colonia e Friburgo.


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Video Amichevoli Amburgo-Chelsea 2-1 e Borussia Dortmund-Manchester City 3-1

pubblicato da Antonio D'Avanzo in: Notizie Amichevoli Estate 2010 Video Amichevoli Estate 2010


Due amichevoli di lusso in Germania: il Chelsea perde la terza partita di seguito dopo le sconfitte contro Ajax ed Eintracht Francoforte. Oggi è la volta dell’Amburgo che batte i londinesi 2-1. I goal: Lampard porta in vantaggio, dopo 23 minuti, gli inglesi sfruttando una disattenzione della difesa tedesca, Petric pareggia nella ripresa anticipando il portiere, mentre Son regala la vittoria all’Amburgo al termine di una bella azione personale. Anche nell’altro incrocio amichevole anglo-tedesco è la squadra teutonica ad avere la meglio: il Borussia Dortmund regola con un secco 3-1 il Manchester City. I goal: al nono minuto Barrios porta in vantaggio il Borussia Dortmund, pareggio immediato all’11′ del City con Jo. I tedeschi segnano due volte nella ripresa, prima con Shinji Kagawa e poi con Lewandowski.

Hamburg (4-4-2): Rost; Diekmeier (Benjamin 45), Demel (Rincon 55), Westermann (c), Demel, Ze Roberto, Petric (Choupo-Moting 81), Jarolim, Tesche (Gacar 45), Pitroipa (Elia 67), Guerrero (Castelen 67), Van Nistelrooy (Son 81).
Goals: Petric 71, Son 86

Chelsea (4-3-3): Turnbull, Ferreira (Bruma 67), Ivanovic (Carvalho 53), Terry (c), Cole (Zhirkov 61), Essien, Mikel, Lampard (Benayoun 61), Kalou (Drogba 45), Anelka (Kakuta 67), Malouda.
Goals: Lampard 23
Booked: Terry 41


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Asta tra Amburgo e Wolfsburg per Diego?

pubblicato da Celephais in: Calciomercato Juventus


Nonostante il desiderio espresso dal giocatore di rimanere ancora un anno nel capoluogo piemontese, per provare a riscattare la deludente stagione passata, la Juventus sembra tentata dalla offerte che arrivano dalla Germania per il fantasista brasiliano Diego. Il numero ventotto dei torinesi, sarebbe infatti conteso da due squadre della Bundesliga, Amburgo e Wolfsburg, che potrebbero garantirgli anche il posto da titolare, messo recentemente in dubbio dalle dichiarazioni di Del Neri, che non lo vede molto come spalla di capitan Del Piero. Dall’operazione il club di Corso Galileo Ferraris, si aspetta di incassare una cifra tra i diciotto e i venti milioni di euro, anche se nel caso di passaggio agli anseatici l’affare potrebbe concretizzarsi in uno scambio con giocatori come Aogo e Elia, entrambi seguiti da Marotta nell’ultimo mese.


La Fotogallery di Diego

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Diego non vuole lasciare Torino e ribadisce il suo amore per la Juve

pubblicato da Skalka in: Juve Interviste

diego

Diego e la Juve sono attesi per il riscatto, dopo aver messo in archivio una delle annate peggiori di sempre per i colori bianconeri, è tempo di pensare al futuro. L’arrivo di Luigi Delneri sembra aver dato una scossa all’ambiente e uno dei più positivi in questi primi giorni di ritiro è proprio il brasiliano, dato per sicuro partente all’annuncio dell’ex allenatore della Sampdoria poiché non adatto al 4-4-2 dell’uomo di Aquileia. Oggi però il giocatore ha provato a mettere a tacere una volta per tutte le voci di mercato che lo riguardano, annunciando la sua permanenza a Torino e ribadendo il suo attaccamento alla casacca juventina.

Ai microfoni di Sky sport 24 Diego è apparso determinato e ansioso di ripartire, la società crede in lui e lui crede in questo progetto, questo concetto è stato ripetuto ancora una volta oggi. Dopo aver manifestato un certo fastidio per tutte le voci di mercato intorno al suo nome non ha esitato a sposare senza riserve la causa bianconera:

“Io voglio restare alla Juve, è chiaro. Se sono qui è perché anche la società è del mio stesso pensiero. Prima di andare in vacanza ho parlato con Marotta e con il mister, è sempre stato tutto chiaro. Un anno fa ho scelto la Juve, la Juve ha scelto me, non è dopo un anno storto, dopo una stagione storta che io cambierò il mio pensiero. Io continuo a pensare che la Juve è uno dei club più forti del mondo e che io sono un calciatore della Juve, quindi non cambierei niente, sono felicissimo qui. Spero che quest’anno possiamo fare molto meglio della scorsa stagione”.

Dalle parole del brasiliano si capisce che il rapporto con il nuovo allenatore va benissimo, i due parlano molto durante gli allenamenti e nelle prime partitelle giocate Diego ha mostrato di poter benissimo giocare al fianco di una punta. Lo stesso Delneri ha manifestato soddisfazione per l’inserimento del brasiliano nei suoi schemi ma non si dice sorpreso, in fondo in quella posizione lo aveva visto proprio contro la sua Sampdoria a Torino, in quell’occasione disputò forse una delle migliori partite della stagione.

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Juve ti amo, Juve ti odio: chi vuole restare, chi non vuole tornare

pubblicato da vieni_127 in: Juve Personaggi Calciomercato


C’era una volta la Juventus, punto di arrivo e mai sia dire che fosse invece di partenza, gloriosa casacca a striscie bianco e nere, con l’Avvocato che a Villar Perosa teneva a battesimo i nuovi arrivati con una battuta delle sue, condita dall’inconfondibile erre moscia. Dopo il terremoto del 2006, macerie dappertutto, una difficile ricostruzione e l’appeal scaduto all’improvviso, come se bastasse un sisma per cancellare lo charme di città come Roma o Venezia. Bene, a distanza di quattro anni da quella piccola grande tragedia sportiva a tinte zebrate, lo scenario non è più apocalittico come allora ma siamo comunque in una fase di stallo, con gru e cantieri aperti, con i giocatori che elmetto in testa non mollano e subiscono ancora il fascino della Vecchia Signora e altri che invece le voltano le spalle come fosse la prima arrivata.

C’è chi vuole rimanere e pare la tenga a cuore (i vari Buffon, Del Piero e Trezeguet non fanno testo, loro sono gli eroi, come i pompieri dell’undici settembre che entrarono nelle Torri Gemelle che potevano crollare da un momento all’altro), chi invece la ripudiano; ieri Tiago ha scomodato l’imponderabile andando a segno per ben due volte in una partita dei Mondiali e, raggiante, a fine partita ha ribadito che lui vuole rimanere all’Atletico Madrid: “Voglio restare in Spagna, mi sono trovato benissimo. So che l’Atletico Madrid parla con la Juventus, spero che il mio futuro sia ancora là. In Serie A il mio calcio non funziona. Io gioco per costruire, l’unica preoccupazione in Italia è fermare gli altri per lanciare l’attaccante. Non sono stato bene e non ho avuto il tempo di mostrare il mio valore“.


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Mondiali 2010, tra divieti e ferie: le storie di Nigeria, Olanda e Serbia

pubblicato da vieni_127 in: Olanda Serbia Storie di calcio Mondiali Sudafrica 2010 Nigeria Notizie Mondiale Sudafrica 2010


Storie di calcio, storie di Mondiali, storie che arrivano direttamente dal Sudafrica, una Nazione che mai come in questo mese sembrerà essere il centro del mondo. Dai ritiri delle Selezioni vengon fuori stramberie e vizi di giocatori e non solo, ma anche spulciando le varie testate giornalistiche, insomma cercando notizie a destra e a sinistra emergono aneddoti che non possono non essere raccontati. Partiamo dalla Nigeria, Nazionale che vuole vincere il premio antipatia stando a quanto dicono gli inservienti del Richard Bay ’s Protea Waterfront, struttura dove stanno alloggiando i campioni nigeriani: “Sono scortesi. Si lamentano sempre della pulizia delle toilette e della distanza con il campo di allenamento. Senza considerare che ogni volta che devono dare una mancia o non lo fanno proprio oppure lasciano molto poco, una miseria“.

Ma anche con i tifosi non va meglio; all’arrivo in Sudafrica le Super Aquile non si sono dimostrate particolarmente affabili con la folla che le accoglieva: “Li ho visti con i miei occhi cancellare dai telefonini le fotografie che i fan avevano fatto al loro arrivo” dice ancora lo staff dell’albergo che li ospita. Voci, ma non solo; è ufficiale la presa di posizione della Federazione Nigeriana contro le vuvuzelas, e ha pregato i tifosi di non suonare col tipico strumento sudafricano perché i giocatori possono distrarsi. E, ciliegina sulla torta, anche i cittadini di Durban che non amano il calcio hanno preso in antipatia la Nigeria: anziché il pullman, si spostano con 25 auto al cui seguito c’è scorta, ambulanza, vigili del fuoco e autorità varie, una lunga carovana che ogni giorno sta paralizzando la città sede del ritiro nigeriano.

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Verso Inter - Bayern Monaco: Ivica Olic confessa di esser sempre stato interista

pubblicato da vieni_127 in: Inter Personaggi Champions League 2009/10


La tripletta contro il Lione è stata forse la ciliegina sulla torta, vero è che Ivica Olic, lungo attaccante croato in forza al Bayern Monaco, può considerarsi all’apice della sua carriera. D’altra parte a 31 anni, dopo averla messa dentro più o meno sempre, ha raggiunto la completa maturazione e i sette gol in Champions, con annessa presenza nella finalissima di questa sera, rappresentano la conferma che il croato è diventato un centravanti di altissimo lignaggio. Ma in pochi sanno che Olic fu vicinissimo ad essere acquistato dall’Inter sul finire degli anni ‘90, quando da giovincello qual era fece un provino alla Pinetina e lo superò anche: poi però preferì non rischiare con un top team e virò sull’Hertha Berlino.

“Devo ammettere che io dell’Inter sono un grande tifoso. C’è un motivo molto particolare. Io sono stato un giocatore dell’Inter. Quando avevo 17 anni, sono stato in prova per una settimana alla Pinetina, nel ‘98. L’ allenatore era Gigi Simoni e in attacco c’ erano campioni come Ronaldo, il mio idolo, e Recoba. Io ero un ragazzino, giocavo in Croazia in seconda divisione, nel Marsonia. Ma feci bene negli allenamenti. Ho un bellissimo ricordo di quei giorni, una foto con Ronaldo con tanto di dedica e una maglia della partita amichevole che giocai contro l’ Iran, in coppia con Recoba: lui fece gol, io me ne mangiai uno. Simoni diede il via libera al mio acquisto. Mancavano solo alcune formalità, per firmare il contratto “verde”, da giovane di serie. Poi si fece avanti l’Hertha Berlino. Mazzola, che era il direttore sportivo, non voleva lasciarmi andare. Ma io avevo 17 anni e giudicai che fosse più utile e più logico per la mia crescita sportiva andare in un club medio, come l’ Hertha, dove avrei potuto giocare. All’Inter sarei stato chiuso dai tanti campioni. Mazzola fu un signore, un vero gentleman. Mi lasciò partire, ma disse questa frase, che non dimenticherò mai: Vai pure, ma se diventerai qualcuno, non ci dimenticheremo di te”.

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Europa League, la finale: Atletico Madrid - Fulham 2-1: vincono gli spagnoli grazie a un super Forlan

pubblicato da vieni_127 in: Uefa Europa League 2009/10


Quasi 600 gol realizzati, poco meno di 200 squadre, solo a metà maggio la seconda competizione europea mette le parola fine e va in archivio con l’Atletico Madrid che alza la prima Europa League (tecnicamente niente di diverso dalla Coppa Uefa) della storia alla fine di una partita tignosa e sempre in bilico. Vincono i madrileni contro un Fulham che si è dimostrato un osso non duro, di più; Roy Hodgson sperava che il match arrivasse ai calci di rigore finali, e in effetti i novanta minuti regolamentari avevano sancito una perfetta parità tra le due compagini (1-1, prima Forlan, poi Davies). Quindi la ripresa, infine i tempi supplementari; sul filo di lana segna ancora Forlan, uruguagia punta colchonera che regala così il trionfo ai suoi. Peccato per il Fulham, per i londinesi fiume di applausi.

Gli inglesi si schierano con un modulo un “pelino” più prudente rispetto agli avversari, solo Zamora in attacco (per altro acciaccato per via di un fastidio al tendine d’Achille), assistito da Gera. Gli spagnoli sono i favoriti secondo gli addetti ai lavori e i bookmakers inglesi, benché Hodgson (tecnico dei londinesi) sia stato insignito del titolo di manager dell’anno in Inghilterra; e come da pronostico i madrileni partono meglio e fanno paura grazie ai terribili sudamericani. Infatti la prima vera emozione della partita la crea Forlan, che colpisce il palo dopo un passaggio (contropiede per gli spagnoli) del solito Aguero; è solo questione di tempo, gli iberici passano in vantaggio grazie al puntero uruguaiano (si sta parlando di Forlan) che devia in rete un tiro destinato fuori di Aguero.

Le foto del trionfo dell’Atletico Madrid

Le foto del trionfo dell'Atletico MadridLe foto del trionfo dell'Atletico MadridLe foto del trionfo dell'Atletico MadridLe foto del trionfo dell'Atletico Madrid

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La frase che Mourinho sussurra a Guardiola

pubblicato da Antonio D'Avanzo in: Inter Personaggi Notizie Video Video Champions League


Una tv portoghese ha svelato cosa ha detto Josè Mourinho a Pep Guardiola all’orecchio durante Barcellona-Inter ed in particolare qualche secondo dopo l’espulsione di Thiago Motta. Mentre il tecnico blaugrana parlava con Ibrahimovic, Mou si è avvicinato ed avrebbe detto: “En condiciones normales vamos a ser campeones“, cioè “In condizioni normali saremmo noi i campioni”. La notizia, riportata da El Mundo Deportivo.es, sta già facendo il giro dell’intera Spagna e del mondo: la traduzione del labiale fornita dalla tv portoghese sembra realistica ed attendibile. Addirittura, sullo stesso sito del quotidiano spagnolo, c’è una sorta di compilation con la ripetizione della frase di Mourinho all’orecchio di Guardiola. Resta qualche dubbio perché la frase sembra essere più corta, come ad esempio “Adesso è più facile per voi…”. Ma è un dilemma che ci farà sicuramente dormire la notte…

Le Foto di Barcellona-Inter 1-0
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Coefficiente e Ranking Uefa: Italia nelle mani dell'Inter

pubblicato da Antonio D'Avanzo in: Inter Notizie Coppe Europee Champions League 2009/10


Tra calcoli cervellotici e semplici analisi sulla situazione del calcio italiano siamo quasi giunti alla resa dei conti. La roboante affermazione del Bayern Monaco a Lione ha permesso alla Germania di mettere la freccia e sorpassare l’Italia nell’apposito ranking Uefa che stabilisce il numero di squadre che ogni nazione potrà iscrivere alle coppe europee. L’Inter, pur raggiungendo uno storico traguardo, ha perso a Barcellona impedendo di risorpassare temporanemente la Germania nel ranking (le vittorie, in questo tipo di classifica, sono fondamentali come e forse più delle qualificazioni). Qualche ora dopo è arrivata la sconfitta in Europa League dell’Amburgo a rendere la situazione ancor più incerta e a consentire all’Italia calcistica di sperare ancora in un sorpasso al fotofinish.

Anche un solo pareggio e la qualificazione dell’Amburgo avrebbe infatti condannato l’Italia al quarto posto nel ranking e alla rinuncia della quarta squadra in Champions League dalla stagione 2011/2012. Nel caso si avverasse questa eventualità, a solamente tre squadre del prossimo campionato di Serie A sarà consentito l’accesso alla massima competizione europea. Adesso tutte le speranze sono riposte nell’Inter. Se i nerazzurri batteranno il Bayern Monaco in finale l’Italia conserverà la possibilità di contare su quattro squadre in Champions League. Viceversa, anche un pareggio nei tempi regolamentari risulterebbe fatale e assegnerebbe gli stessi punti ad entrambe le nazioni, vanificando il controsorpasso italiano e favorendo definitivamente i tedeschi.

Le Foto di Barcellona-Inter 1-0
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