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Kjaer: "Due giorni duri" - Intanto Dias ha chiesto la maglia ad Osvaldo

pubblicato da Antonio D'Avanzo


Simon Kjaer, dai microfoni di Sky Sport 24 è tornato sugli attimi che hanno facilitato il compito alla Lazio, nel derby giocato domenica sera.

Il danese, autore del fallo su Brocchi che è costato un calcio di rigore e la conseguente espulsione, non nega di aver sentito il peso di due giorni difficili, di essersi sentito il maggior responsabile della sconfitta giallorossa:

“Il fallo ci può stare, non è un gran fallo ma ho allungato il braccio sinistro, e lui è stato bravo, appena ha sentito il contatto sul suo braccio sinistro però si è buttato verso destra, ma l’arbitro ha fischiato il rigore e mi ha dato il cartellino rosso che di fatto ha chiuso la partita. Non è stato bello per me, sono stati due giorni duri. Per fortuna c’è la mia famiglia qui che mi ha aiutato. Mi è dispiaciuto tantissimo soprattutto per i tifosi che ci tenevano tanto a questa partita importantissima, ma ora sto meglio. In tanti mi sono venuti a rincuorare, a dire che devo guardare avanti e che non ci devo pensare e che è solo una partita nonostante sia una gara molto importante per i tifosi. Ora dobbiamo guardare avanti e vincere contro il Palermo. Poi c’è un’altra partita molto importante per me, il prossimo derby, lo voglio vincere per tutti i tifosi romanisti”.

Foto sfottò del giorno dopo in rete | Lazio-Roma 2-1

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Lazio-Roma 2-1 | Foto della partita, gli striscioni, gli sfottò

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Le Foto di Lazio-Roma 2-1

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Lazio, Zarate da top a flop: anche Dias lo striglia

pubblicato da vieni_127


Correva la stagione 2008/09, dal Birmingham City via Al Sadd arrivava alla Lazio un giovanotto con la faccia da guascone, un curriculum importante (suo il gol vittoria per l’Argentina nella finale Under 20 dei Mondiali 2007), Lotito cercò con questo colpo di creare l’anti-Totti sull’altra sponda del Tevere, un numero 10 capace di infiammare i tifosi biancocelesti con dribbling, assist e gol. E così fu: nel settembre del 2008 nella Capitale non si parlava che di Maurito Zarate, delle sue prestazione strabilianti, quell’anno tra Coppa e Campionato giocò ben 41 partite, condite da 16 gol.

Nel 2009 lo sparagnino Lotito non poté che riscattarlo dagli arabi: sganciò la bellezza di 20 milioni di euro, eppure si iniziavano ad intravedere dei segni di cedimento. Zarate non rendeva come l’anno prima, la Lazio sprofondava giù in classifica, Ballardini veniva esonerato e con Reja l’argentino non faceva meglio. Brutta grana. Tre gol in campionato, uno in Coppa Italia, quattro in Europa League, bottino ancora accettabile per uno che in fondo non è una prima punta. Va bene, egoista e dribblomane, ma pur sempre un ragazzo dell’87. Fiducia a credito, stagione 2010/11: quella decisiva.

Ma Maurito non cambia, e Reja è friulano di quelli tosti: o fai come dico io, o prego, la panchina è da questa parte. E’ un circolo vizioso, un feedback negativo, meno riescono le cose più non riusciranno, Zarate si intestardisce con la palla tra i piedi, i compagni la reclamano a vuoto. E’ nervoso, in campo. E’ svogliato, negli allenamenti. Reja lo sbatte in panca. E il suo compagno André Dias ieri gli ha lanciato un messaggio sibillino: “Giocano quelli che si allenano meglio. Se io mi alleno male durante la settimana, la domenica non scendo in campo. Credo sia giusto così, e così la pensa anche Reja. Per questo stanno giocando Sculli e Kozak, perchè durante le sedute si applicano di più“.

Colpito, ancora non affondato. Ventiquattro presenze, quattro reti: questo il bottino di quest’anno del numero 10 laziale. Zarate a 24 anni si trova a un bivio: o rimboccarsi le maniche e riconquistarsi la fiducia dell’allenatore biancoceleste e dell’ambiente in generale, o cercarsi una nuova squadra. Ma si sa, Lotito è osso duro quando si tratta di cedere, mette in campo i tribunali e spedisce fuori rosa: come si fa a far svestire il biancoceleste a un giocatore costato 20 milioni di euro al buon Claudio? Dura, durissima, l’unica via di uscita per Zarate pare la prima opzione. Per il suo bene, e della Lazio. Anche perché: chi crede, a oggi, in Maurito?

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Hernanes, il nuovo idolo della Lazio: "Il sogno? Lo scudetto"

pubblicato da vieni_127


Chiaro che quando si tratta di sognare, allora si punta in alto: non si nasconde il neo acquisto della Lazio, il centrocampista brasiliano Hernanes. Alla fatidica domanda, inerente alla massima aspirazione con la sua nuova maglia biancoceleste, lui non ha esitato e ha risposto: “Sogno di vincere lo scudetto“. Più realisticamente ha però poi sottolineato: “La competizione sarà agguerrita, ma noi lotteremo per avvicinarci il più possibile alle prime. Ancora non sono in grado d’individuare quali saranno i nostri obiettivi, ma nella mia testa voglio arrivare il più vicino possibile a qualificarci per la Champions“. Insomma, è già alle spalle il ko laziale contro la Samp, come confermano le parole di Ledesma e Zarate che contro il Bologna sono convinti di un pronto riscatto.

Già, c’è ottimismo a Formello: Lotito e Tare plaudono al mercato, si curano poco delle solite beghe “epurati” (anche quest’anno diversi, da Meghni a Manfredini, da Bonetto a Firmani) e già pianificano il prossimo colpo in difesa, che porta al nome dell’uruguaiano Lugano, attualmente al Fenerbahce, ma che potrebbe arrivare a Roma a gennaio. Ma ritorniamo ad Hernanes, in patria soprannominato “O’ Profeta” e che sulla sponda laziale del tifo caldo della capitale si sente già a suo agio: “Sono felice a Roma e già la mia famiglia si sta trovando molto bene. Ogni cosa qui è confortevole e questo rende ancora più agevole disputare una buona stagione con la Lazio. Le premesse sono ottime e io sono pronto“.

Rispondendo alle domande di globoesporte, l’ex San Paolo si è mostrato sorpreso per l’accoglienza dedicatagli: “Il calcio brasiliano è molto seguito in Italia, i tifosi sapevano già tutta la mia storia, cosa avevo fatto, vinto… conoscevano tutto di me. Ma la cosa che più mi ha colpito è quanto il tifo italiano possa essere sfegatato. I tifosi della Lazio, poi, sono proprio unici, fanatici. L’ho capito quando sono arrivato. Ti fermano per le strade, ti scattano foto, sono sempre pieni di tatuaggi sul corpo con i simboli o i colori biancocelesti, esprimono in ogni forma la loro autentica passione“. E ancora sul suo ambientamento ci tiene a ringraziare il suo “sponsor” Dias, il connazionale Matulazem e gli insegnanti di italiano, per entrare subito nel vivo dello spogliatoio.

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Lazio - Udinese 3-1: i biancocelesti chiudono con un successo un'annata sfortunata

pubblicato da Skalka


La Lazio conclude con un successo una delle stagioni più tormentate della sua storia recente, sicuramente la peggiore da quando il presidente è Claudio Lotito. I tre punti contro l’Udinese, un’altra delusa di questo 2009/2010, servono a poco ma almeno la squadra ha potuto salutare il suo pubblico in maniera decente. La squadra allenata da Edy Reja ha battuto i friulani per 3-1 grazie alle reti di Hitzlsperger, Floccari e Brocchi, utile solo per le statistiche la ventinovesima rete di Antonio Di Natale che porta provvisoriamente il risultato sull’1-1 (Tabellino - Video).

La mancanza di motivazioni in entrambe le squadre e le tante assenze hanno sicuramente influenzato la partita, tutto sommato il pubblico dell’Olimpico, circa 10.000 le presenze, ha potuto godere di una partita abbastanza divertente. Il risultato si sblocca dopo soli quindici minuti, l’1-0 è del tedesco Hitzlsperger: la sua conclusione dalla distanza trova la deviazione fortuita di Domizzi e beffa il giovane Romo, diciannovenne venezuelano all’esordio tra i pali. Il solito Di Natale pareggia il contro alla mezz’ora e si conferma capocannoniere della Serie A, la sua stagione è stata sicuramente da incorniciare.

Le Foto di Lazio - Udinese 3-1

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Domenica c'è Lazio - Bari: si prevedono 50mila all'Olimpico e Zarate in curva

pubblicato da vieni_127


Edy Reja non era partito male: colpo esterno al Tardini di Parma per la sua Lazio e boccata d’ossigeno in vista della salvezza. Poi però un punto in tre partite, a giocare col fuoco spesso poi ci si scotta; per cui niente più alibi, non si può rimandare l’appuntamento con la vittoria, i biancocelesti domenica devono cercare in tutti i modi i tre punti per cacciarsi fuori da una situazione molto molto pericolosa. All’Olimpico di Roma arriva il Bari di Ventura, squadra abbastanza tranquilla e che lontana dal San Nicola fatica e non poco a fare punti: quale migliore occasione per i capitolini per tornare a vincere e fare un passo in avanti piccolo ma estramemente importante in classifica?

Niente è scontato, per aggiudicarsi l’intera posta in palio ci vorrà concentrazione, cattiveria, agonismo… e un pubblico speciale. Lotito ha fatto un passo verso i tifosi abbassando i prezzi dei tagliandi, questi hanno risposto per il bene della Lazio e così domenica pomeriggio si prospetta molto traffico dalle parti dello Stadio Olimpico. Ad oggi sono 13500 i biglietti venduti, a cui si aggiungono i 28mila abbonati; le previsioni neanche poi tanto ottimiste parlano di 50mila unità sugli spalti. In più è prevista una coreografia dell’intero stadio per celebrare i centodieci anni di storia delle Aquile, con la ciliegina sulla torta di un Mauro Zarate nella Nord, in mezzo ai tifosi che lo hanno spesso idolatrato.

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Calciomercato: Dias alla Lazio, Jorgensen all'Aarhus, Dalla Bona al Verona, Pratali al Siena, Gucher al Genoa

pubblicato da Antonio D'Avanzo


La Lazio deposita in extremis il contratto di Andrè Dias, difensore 31enne brasiliano del San Paolo, con cui ha vinto tre campionati brasiliani. Il costo dell’operazione si aggirerebbe intorno ai due milioni e mezzo di euro. Gilmar Rinaldi, manager del calciatore, afferma che il contratto firmato con il club del presidente Lotito è di tre anni e mezzo. Dias è nato a Sao Bernardo do Campo, in provincia di San Paolo, è alto 1,84 per un peso di 80 chili.

Fronte Fiorentina, comunicato ufficiale: “L’ACF Fiorentina comunica di aver ceduto a titolo definitivo le prestazioni sportive del centrocampista Martin Jorgensen alla società AGF Aarhus (Danimarca). Il Presidente, la proprietà e tutta l’ACF Fiorentina lo salutano con affetto, lo ringraziano per la professionalità dimostrata in questi cinque anni in viola e per i traguardi raggiunti insieme; un grosso “in bocca al lupo” a Martin per la sua nuova avventura”.

Fronte Verona, comunicato ufficiale: “Hellas Verona Football Club rende noto che nella giornata di lunedì è avvenuto il perfezionamento del trasferimento in gialloblù dal Napoli del calciatore Samuele Dalla Bona. Il centrocampista classe ‘81, che negli ultimi mesi ha militato nell’Iraklis (campionato greco), passa al club di Via Torricelli in prestito con diritto di riscatto”.

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