
Il Milan ha perso 2-0 l’amichevole di esordio stagionale contro il Varese che quest’anno giocherà la serie B. I due gol sono stati segnati nel primo tempo. Padroni di casa in vantaggio al 6′ con il gol di Buzzegoli, raddoppio al 30′ con Cellini. Allegri ha schierato un 4-3-1-2 con Seedorf trequartista e la coppia Pato-Borriello in attacco. In porta Abbiati, mentre nella linea difensiva c’erano Bonera e Kaladze centrali con Oddo e Jankulovski sulle fasce. A centrocampo, oltre a Flamini e Abate, al posto di Andrea Pirlo, Ambrosini. La ripresa vede la consueta girandola di cambi, con l’ingresso di Inzaghi davanti, dei neo acquisti Yepes e Amelia e di alcuni giovani.





Marcello Lippi, ct della nazionale azzurra, predica calma e profonde sicurezza: in cuor suo però sa che l’ennesimo flop, questa volta contro gli esordienti della Slovacchia, vorrebbe dire salutare anzitempo (troppo anzitempo) il Sudafrica e chiudere così il suo mandato bis con una figuraccia in grado (quasi) di oscurare l’eroicità delle notti tedesche. “Che non si ripeta l’errore di Bearzot nell’86” dicevano da più parti gli addetti ai lavoro, ecco, appello che pare caduto nel vuoto. Ma nulla è perso, anzi, una risalita impetuosa dell’Italia potrebbe ridare quel morale tipico per andare avanti mixando fortuna e tecnica, due qualità che per fortuna agli italiani spesso non mancano. Per non cannare anche l’ostacolo Slovacchia, bisogna scegliere bene l’undici di partenza.
Contro la Nuova Zelanda l’allenatore viareggino ha riproposto la stessa formazione titolare che era scesa in campo qualche sera prima contro il Paraguay: qualcosa di meglio, ma forse solo dopo i cambi. E poi le avversarie erano troppo diverse, coi sudamericani tutt’altra pasta rispetto ai pur modesti neozelandesi. Contro gli slovacchi è ora di cambiare, e dal primo minuto (non a partita in corso), per garantire freschezza, imprevedibilità e verve, il tutto commisto alla tecnica che pur non dovrebbe mancare tra i 23 presenti nella rosa. Oddio, non è il caso di Gennaro Gattuso, ma il Ringhio milanista in campo si fa sentire come un mastino e seppur le primavere ormai sono 32 un buon supporto nella zona nevralgica del campo potrà sicuramente darlo.
Le Foto di Italia - Nuova Zelanda 1-1



Le Foto di Italia - Paraguay 1-1



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La lista degli infortunati eccellenti si fa sempre più larga e questo sicuramente non è un bene per gli imminenti Mondiali sudafricani: dopo le defezioni di lungo corso inerenti i vari Ballack, Essien e Beckham, durante la preparazione per la rassegna iridata anche Ferdinand, Drogba, Pirlo e Mikel hanno alzato bandiera bianca, sebbene alcuni di loro cercheranno di recuperare almeno per la terza partita del girone (al pari del bomber cileno Humberto Suazo). Bene, oggi nuova tegola, questa volta per il Portogallo che perde la stella del Manchester United Nani, attaccante versatile che si è infortunato in allenamento.
Il suo acciacco alla clavicola non è notizia da ultima ora, se l’era procurato qualche giorno fa, ma la prognosi era incerta e i sanitari lusitani avevano chiesto tempo per cercare di recuperare il talentuoso giocatore; oggi però l’ultimo test prima dell’ok definitivo ha dato esiti negativi e il ct del Portogallo Carlos Queiroz si è visto costretto a salutare la punta. Al suo posto un debuttante assoluto, il centrocampista 25enne del Benfica Ruben Amorim, fresco di titolo nel campionato portoghese. Simile a Tiago per caratteristiche tecniche, ma forse ancor più versatile, di certo non è un giocatore che assomiglia a Nani la cui perdita è dunque molto grave.
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Dopo l’infortunio di Camoranesi arriva un’altra tegola per l’Italia di Marcello Lippi. Andrea Pirlo ha riportato una distrazione di secondo grado al polpaccio sinistro in allenamento ed adesso la sua presenza al mondiale è in forte rischio. Il giocatore ha già lasciato il ritiro ed è tornato a casa visto che non potrà prendere parte all’amichevole a Ginevra contro la Svizzera di domani sera, ma partirà ugualmente con la squadra per il Sudafrica dove verranno valutati i tempi di recupero dal suo infortunio.
L’ultimo termine per effettuare una sostituzione è fissato per il 13 giugno e l’Italia vede la partecipazione di Camoranesi e Pirlo in forte dubbio. Il cagliaritano Cossu, tenuto in considerazione da Lippi per l’eventuale sostituzione di Camoranesi, a questo punto potrebbe tornare molto utile anche per sostituire eventualmente Pirlo.
Il parere sull’Infortunio di Pirlo del Dott. Castellacci è stato chiaro quanto duro:
«Quello di Pirlo è un infortunio che mi preoccupa, ma per fortuna c’è tempo. Il tempo medio per una lesione del genere è di 15-20 giorni, ma ogni fisico reagisce in maniera diversa, e Pirlo sarà monitorato giorno per giorno».








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Dei 23 convocati da Marcello Lippi per la spedizione azzurra in terra sudafricana ci saranno solo nove atleti a difendere il titolo di campioni del mondo; gli altri 14 in Germania non c’erano segno che in quattro anni qualcosina in Italia è cambiata. E non poteva essere altrimenti, non solo perché il tempo passa inesorabile e molti protagonisti dello scorso Mondiale hanno quattro anni in più sul groppone: quel 2006 il terremoto del calcio italico mutò inesorabile alcuni scenari, come sottolineato ieri da Claudio Marchisio. Lui quattro anni fa era un perfetto sconosciuto quando Cannavaro alzò la Coppa del Mondo al cielo di Berlino, ora è un titolare inamovibile della Nazionale: “Io devo ‘ringraziare’ Calciopoli, perché mi ha permesso di essere lanciato in prima squadra da Deschamps, io come altri giocatori della Primavera bianconera. Poi credo di aver saputo sfruttare le mie occasioni, e ora sono qui. Calciopoli ha permesso a tanti ragazzi di parecchie società di giocare da protagonisti. I club hanno imparato a rischiare un po’ di più, scommettendo suoi giovani“.
Difficile dare torto al giovane centrocampista della Juve, che però come lui ha ammesso è stato bravo a cogliere le occasioni: questo grazie alla serietà mista a determinazione, alla duttilità tattica, alle indubbie qualità tecniche e alla stabilità familiare, con una moglie e un figlio in giovanissima età. Ma indubbiamente l’estrema facilità ad adattarsi in molteplici ruoli sul terreno di gioco è stata arma determinante al suo exploit: “Non mi considero una mezzapunta, ma un centrocampista in più, copro gli esterni d’attacco, mi inserisco negli spazi. Quest’anno ho cambiato tanti ruoli nella Juventus. Cerco di adattarmi sempre, come fece Perrotta in passato in Nazionale. Perché a me piace giocare, e non ho paura di bruciarmi interpretando diverse posizioni. Io come Totti o Del Piero? No, perché non somiglio loro per niente, come caratteristiche. Piuttosto sono un incursore. E comunque abbiamo altri giocatori che possono suggerire l’ultimo passaggio, come Pirlo - lui sì che è un 10 per qualità tecnica - De Rossi e Di Natale. Ci sono tanti giocatori duttili, molti ruoli sono interscambiabili. Dove mi vedo nel 4-4-2 di Delneri? In mezzo, poi giocherò dove serve” ammettendo che da piccolo era una punta.
Le foto più belle di Claudio Marchisio




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Si spengono i riflettori a San Siro: ultima partita stagionale nell’impianto milanese, il Milan ha battuto la Juve con lo stesso risultato dell’andata e cioè un implacabile 3-0. Nella sera degli addii, il pubblico di fede rossonera ha omaggiato il partente Leonardo con cori, striscioni e applausi, ma tributo anche per Favalli e Dida, entrambi sostituiti nella ripresa tra l’ovazione dei supporters. Per la Juve, invece, ultima apparizione in maglia bianconera per molti, ma nessuno (a parte Zaccheroni) in maniera ufficiale: Buffon, Grosso, Cannavaro, Camoranesi, tutti giocatori che probabilmente salutano stasera la Vecchia Signora. Per la mera cronaca, gol di Antonini nel primo tempo e doppietta di Ronaldinho, un gol per tempo per il brasiliano (Tabellino di Milan - Juve 3-0 - Video di Milan-Juve 3-0).
Ci si aspetterebbe un briciolo di orgoglio dagli ospiti, che effettivamente partono bene e molto volenterosi; Candreva al centro del campo appare ispirato, Iaquinta è affamato di gol e Salihamidizic una spina nel fianco non di poco conto. Ma vige l’imprecisione, quindi a un palleggio sufficiente non corrisponde una concretizzazione adeguata, con Iaquinta che si divora un gol a tu per tu con Dida e i suoi compagni, incluso Del Piero, che arrivano al tiro anche con facilità, ma non inquadrando mai lo specchio. E il Milan? I padroni di casa ci sono, sanno che la retroguardia avversaria ha limiti notevoli (a proposito 56 gol subiti, record negativo come nella disastrosa stagione del 61/62) e quando mettono il naso nella tre quarti bianconera sono più che temibili.
57 giorni ci separano dall’inizio del mondiale in Sudafrica e la Panini, come consuetudine vuole, pubblica in anticipo su licenza Fifa, l’album composto da un buon numero di quelli che saranno i calciatori protagonisti. Per l’azienda modenese si tratta dell’undicesima edizione visto che la prima uscita arrivò in concomitanza coi Campionati del 1970. L’album è in vendita in tutte le edicole al prezzo di 2 euro, mentre una bustina contenente 5 figurine costa 0,60 euro. La collezione “2010 FIFA World Cup South Africa™” è articolata in ben 640 figurine adesive, di cui 40 stampate su speciale materiale olografico, da raccogliere in un album da 72 pagine. Ad ognuna delle 32 nazionali partecipanti ai Mondiali FIFA è riservata una doppia pagina con le figurine singole di 17 calciatori, oltre alla squadra schierata e al logo; per ogni rappresentativa è inoltre riportato il cammino che l’ha portata alla fase finale, così come il programma delle 3 partite della fase a gironi. (Foto dell’Album - Foto Stadi Sudafrica - Elenco Giocatori Italiani Convocati dalla Panini)
La prima pagina dell’album è invece dedicata alla storia dei Mondiali FIFA, con l’albo d’oro delle squadre finaliste e le vincitrici delle 18 edizioni sin qui disputate; qui trovano spazio le figurine del trofeo, del pallone e dei loghi ufficiali dell’evento; in seconda di copertina, spazio alla legenda multilingua – per la prima volta in ben 8 lingue: inglese, tedesco, francese, italiano, olandese, spagnolo, portoghese e turco – e alle 2 figurine speciali 00 e 000 dedicate rispettivamente all’immagine del francobollo celebrativo di Panini emesso dalle Poste Italiane e al logo FIFA Fair Play. Vi è poi la sezione dedicata ai 10 stadi: vi trovano spazio le doppie figurine sugli impianti e quelle relative al manifesto e allo slogan ufficiale, oltre che alla mascotte Zakumi. L’album si chiude infine con il programma dettagliato della manifestazione.
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Il Milan non sa più vincere in casa, contro il Catania raccoglie il terzo pareggio consecutivo dopo quelli contro Napoli e Lazio e probabilmente dice addio ai sogni scudetti. La squadra di Leonardo rischia addirittura di perdere dopo che il primo tempo si è chiuso con i siciliani in vantaggio per 2-0 grazie alle reti di Maxi Lopez e Adrian Ricchiuti. Nella ripresa i rossoneri si svegliano e con una doppietta di Marco Borriello riportano il risultato in parità. L’assedio finale non porta i frutti sperati, la difesa catanese regge e il risultato resta fermo sul 2-2. Nella giornata del sorpasso romanista il Milan vede ora allontanarsi il primo posto in classifica, sono quattro i punti dalla testa. (Tabellino - Video)
Il primo tempo dei rossoneri è assolutamente da dimenticare, la squadra di casa soffre per tutto l’arco dei 45 minuti, gli etnei mettono in mostra un calcio veloce, semplice ed efficace. Il vantaggio arriva dopo soli 12 minuti, la firma è sempre di Maxi Lopez, l’argentino è già a quota sette reti, non male se pensiamo che è arrivato a gennaio. Il Milan subisce il colpo e non riesce a reagire, il Catania invece non si ferma e continua a macinare gioco. Il gol del 2-0 non sorprende, Maxi Lopez ricambia il favore a Ricchiuti fornendogli l’assist del raddoppio.
Le migliori immagini di Milan - Catania 2-2 dell’11 aprile 2010




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Nuove inquietanti rivelazioni, anche oggi il nuovo enigmatico filone di calciopoli si arricchisce di intercettazioni e personaggi che parevano messi in soffita da quasi un lustro. In attesa della campale udienza del 13 aprile prossimo, ormai quotidianamente si scoprono nuovi altarini, come ad esempio la passione della famiglia Bergamo, all’epoca designatore arbitrale, per il rossonero milanista. Ecco ciò che evince da una chiacchierata con Galliani a poco più di una settimana di Milan-Juve 0-1 (sfida scudetto del 2005) e all’indomani di Lecce-Milan 2-2.
Bergamo: «Pronto?».
Galliani: «Sono Galliani, buongiorno».
Bergamo: «Buongiorno dottore come va?».
Galliani: «L’ho cercata molte volte ieri sera ma era sempre occupato».
Bergamo: «Non mi sono ancora ripreso dall’altra domenica (8 maggio 2005 Milan-Juventus 0-1, gol di Trezeguet). E questo purtroppo è stato un trauma che in famiglia ha lasciato il segno. Pensavamo tutto…».
Galliani: «Anche noi, anche noi».
Bergamo: «Pensavamo tutto fuori che quello, se andava male, male, male potevamo pareggiare ma insomma».
Galliani: «E pareggiando avremmo vinto anche a Lecce (finì 2 a 2) perché non avremmo mollato, perché se avessimo pareggiato con la Juve rimanevamo in testa alla classifica e a Lecce vincevamo di sicuro perché la partita era abbordabile».
Bergamo: «Ma può darsi che Ancelotti si sia fidato troppo dei suoi uomini non ha considerato che Seedorf e Pirlo non stavano troppo bene».
Galliani: «Da oggi parte l’operazione Istanbul… domenica brutto».
Bergamo: «Ecco, Lecce. Quando un presidente di una società (Semeraro ndr) si permette di dare una responsabilità ad un arbitro per le intemperanze dei tifosi e le reazioni dei giocatori».
Galliani: «Ma poi urla e grida negli spogliatoio, nell’intervallo una vergogna (nell’intervallo padre e figlio vengono aggrediti con insulti ndr)».
Bergamo: «Sì, Trefoloni me ne ha parlato ma poi la Domenica Sportiva dove si è detto di tutto e di più».
Fabio Capello, interpellato da Simona Ventura per “Ventura Football Club”, trasmissione in onda domani su Radio 1, dispensa consigli per Mario Balotelli, ultimamente in conflitto aperto con l’Inter e nuovamente non convocato per l’imminente trasferta decisiva di Roma. “Dovrei consigliare a Balotelli di andare al Milan? Beh, quando Pirlo e Seedorf passarono ai rossoneri dall’Inter era il periodo in cui all’Inter capivano poco di calcio…“. Il commissario tecnico dell’Inghilterra ha provato a mettere a confronto con una battuta due giovani, Balotelli e Wayne Rooney. “Balotelli è giovane, come è giovane anche Rooney. Solo che Rooney è già sposato…”. (Le Foto della Carriera di Capello)
Capello ha parlato del suo rapporto con i giocatori inglesi: “Mi sento un papà, vista l’età, e vista anche quella dei giocatori, che sono molto giovani”. E la nostalgia per l’Italia? “Dell’Italia ho sempre nostalgia, ma mi sento un uomo del mondo e indosso la casacca del Paese in cui lavoro.La parte dell’italiano che porta qualcosa di positivo mi piace“. Don Fabio vorrebbe portare l’Inghilterra sul tetto del mondo: “Il terzo posto ai mondiali? No, io non mi soddisfo mai. Tornare in Spagna ad allenare? Il Real Madrid è una di quelle squadre che ti rimangono dentro. Ma allenare l’Inghilterra è sempre stato uno dei miei sogni e quindi, anche per l’età che ho, voglio chiudere la carriera nell’Inghilterra“. Infine un pronostico sul match clou tra Roma e Inter: “Sarà un big fight”.



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