
Una delle incomprensibili stranezze del bislacco incontro, il tentativo di raggiungere un punto di incontro tra le società coinvolte in Calciopoli organizzato da Gianni Petrucci, Abete, Pagnozzi e Valentini, era la presenza di Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli, società estranea ai fatti risalenti al 2006. Forse si è trattato di un goffo modo per “far numero” dal momento che Claudio Lotito, patron della Lazio coinvolta insieme a Juventus, Milan, Fiorentina, Reggina ed Arezzo, non è stato invitato al Tavolo della Pace (oppure ha declinato l’invito a causa dei pessimi rapporti con il presidente del Coni, Gianni Petrucci?).
La strana tavola rotonda si è conclusa con un prevedibile nulla di fatto. Del resto sarebbe stato utopistico pensare che dopo anni di battaglie legali e veleni, intraprese in questi ultimi tempi soprattutto dalla Juventus, una stretta di mano avrebbe sancito un nuovo corso, una sorta di Pax del calcio italiano dalla durata indefinita. “Devo essero onesto e sincero, non sono stati fatti passi avanti. Le scorie di Calciopoli restano scottanti, ognuno è rimasto sulle proprie posizioni. Quando ci sono processi così importanti che toccano le persone posso capire che non è facile riattaccare tutti i quadratini che si hanno nel cervello. Mi auguro che mondo del calcio possa avviare quelle riforme che sarà poi mia cura portare all’attenzione del governo. C’è stata la buona volontà ma non si sono ottenuti risultati“, ammette desolato Petrucci.
Il dirigente del Coni alza praticamente bandiera bianca: “Ci penserò molto bene prima di fare altre riunioni, ma ce la metterò tutta. E non si dica che sono caduto in un ‘trappolone’ del mondo del calcio. Sono deluso ma sereno perché ce l’abbiamo messa tutta e dormirò tranquillo la notte. Non è arrivato un risultato ma non è stato un fallimento e non accuserò i presidenti del calcio. E’ un tentativo non riuscito e basta“. Diego Della Valle, come tutte le società coinvolte in Calciopoli, resta sulle proprie posizioni:
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Alla fine il cerchio si è chiuso. Anche Massimo Moratti ha commentato le parole di questa mattina di Gianni Petrucci ed ha accettato di buon grado l’idea di sedersi ad un tavolo per affrontare il discorso Calciopoli con la mediazione dello stesso Petrucci. Il presidente nerazzurro invece non ha commentato le parole di Andrea Agnelli perché, secondo quanto ha riferito, non aveva avuto ancora modo di ascoltarle:
“Sono perfettamente d’accordo con il presidente del CONI Gianni Petrucci. Sono al suo fianco e condivido lo spirito e il senso di responsabilità con cui ha affrontato questo particolare momento del calcio italiano, che ci auguriamo possa tornare a essere soprattutto uno sport e meno un problema di tribunali… Un tavolo con Petrucci? Sarebbe un invito del presidente del Coni, che è una persona perbene ed è una istituzione importante. Non mi posso sottrarre e mi farebbe piacere”.
Si tratta sicuramente di un grande passo in avanti rispetto a qualche mese fa, ma certamente nessuno si potrà illudere che la situazione si risolverà in tempi brevi e semplicemente sedendosi ad un tavolo tutti insieme. Molto difficilmente la Juventus o l’Inter, nelle persone di Andrea Agnelli e Massimo Moratti, potranno trovare un punto di incontro sull’assegnazione dello scudetto del 2006. Molto probabilmente questo incontro, se ci sarà come sembra, porterà all’ennesimo “nulla di fatto” come avvenuto nel consiglio federale ed al tribunale del Tnas che hanno preferito sfilarsi dalla responsabilità di prendere una decisione in merito.
E’ guerra aperta tra la Juventus e le istituzioni sportive italiane. Dopo che il club bianconero ha annunciato l’ennesimo ricorso alla giustizia amministrativa, precisamente al Tar del Lazio, questa volta con la richiesta di 443,7 milioni di euro di risarcimento danni dalla Figc dopo che il tribunale di Napoli ha escluso responsabilità della società torinese. Oggi poi dovrebbe essere notificato un nuovo ricorso anche alla Corte dei Conti, per trovare un valido alleato in questa richiesta di risarcimento; il tutto sulla base del fatto che se la Juventus avesse incassato questi 443,7 milioni nel corso degli ultimi 5 anni ne avrebbe giovato parecchio anche l’erario.
Oggi è intervenuto in prima persona il presidente del Coni Gianni Petrucci che ha fatto riferimento alla “non decisione” presa ieri dal tribunale del Tnas (Tribunale nazionale di arbitrato per lo sport) che si è dichiarato incompetente circa il ricorso fatto dalla Juventus per togliere lo Scudetto del 2006 all’Inter. Petrucci è stato molto duro ed ha parlato di “doping legale” organizzato da “arroganti” che se continuerà sarà “commissariato dall’opinione pubblica” in risposta anche all’altro ricorso della Juventus al prefetto di Roma nel quale ha chiesto il commissariamento della Figc. Ecco un estratto delle dichiarazioni di Petrucci:
“Non ci posso stare a quello che sta accadendo, non ne posso più. Oggi le pagine giornali sono piene di aspetti legali, il calcio di vertice è malato di doping legale. C’è un’assenza di rispetto per le regole, di etica, oggi chi grida di più pensa di vincere ma non vincerà perché finché c’è questa struttura gli arroganti non prevarranno. La prima giornata di campionato non è stata giocata, manca ancora la firma sul contratto collettivo, a marzo si è dimesso il presidente di A (Beretta, ndr) e, poiché non c’è un vice-presidente, non si è convocata un’assemblea elettiva. Ma si può andare avanti così? Abete, che difendo fino in fondo, viene criticato perché non aggredisce.”
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“Ridicola”, così valuta la nuova mossa legale della Juventus il presidente dell’Inter Massimo Moratti. Il numero uno nerazzurro è stato intercettato ieri dalle telecamere di Tele Lombardia ed era inevitabile non chiedergli un’opinione a proposito del ricorso al Tar del Lazio presentato dai bianconeri al fine di ottenere un risarcimento dalla Figc e dal suo club per i fatti accaduti tra il 2006 e il 2011, il danno è stato quantificato in oltre 400 milioni di euro. Moratti è apparso abbastanza infastidito, ha ribadito la sua volontà di tenersi ben stretto l’ormai famoso scudetto del 2006, bocciando l’iniziativa juventina di cui si è dato notizia ieri:
“Cedere lo scudetto? Non mi passa neanche per la testa. Hanno chiesto 443 milioni di danni? Sono tanti, ma non entro in questa cosa perché se devo essere sincero la trovo anche ridicola”.
Ma il presidente dell’Inter si era già espresso a proposito di questo argomento quando era stato fermato dai cronisti a margine di un evento che si è tenuto ieri a Milano. La notizia era arrivata durante la cerimonia per l’assegnazione del premio “Il bello del Calcio”, dedicato alla memoria di Giacinto Facchetti, che quest’anno è andato al presidente Uefa Michel Platini. A caldo il patron nerazzurro aveva espresso un primo pensiero, rifiutando tra l’altro di credere che la Juve abbia scelto il giorno per muoversi proprio in funzione di quello che stava succedendo nel capoluogo lombardo:
” Inostri legali capiranno di più questo desiderio della Juve di attaccare. Non credo che il cattivo gusto arrivi fino a questo punto”.
Dopo le anticipazioni diffuse ieri dalla redazione di Striscia la notizia, oggi è stato mandato in onda il filmato della consegna del Tapiro d’Oro ad Alessandro Del Piero. Per la prima volta il capitano della Juventus ha parlato delle dichiarazioni di Andrea Agnelli che tre giorni or sono ha annunciato alla platea degli azionisti della società bianconera che a fine anno non verrà rinnovato il contratto del numero 10. Del Piero ha risposto alle domande di Staffelli non nascondendo una certa amarezza per il trattamento ricevuto dal suo presidente.
Eloquente il suo commento quando gli è stato chiesto se ci era rimasto male per le parole di Agnelli: “Si, di solito si fa in maniera diversa, si è vero“. Per il futuro Del Piero non ha ancora nessuna idea, anche perché probabilmente non si aspettava di dover affrontare il problema tanto presto. Per adesso Pinturicchio ha preferito parlare solo del futuro prossimo, promettendo ai tifosi della Juve che resterà concentrato solo sulla stagione in corso.
Alessandro Del Piero per la prima volta da quando Andrea Agnelli lo ha “scaricato” pubblicamente, annunciando che questa in corso sarà la sua ultima stagione con la maglia della Juve, ha commentato le dichiarazioni del presidente bianconero. Il numero 10 ha parlato al microfono di Valerio Staffelli di Striscia la notizia che gli ha consegnato il celebre Tapiro d’Oro ideato per i personaggi pubblici che vivono un momento difficile. Secondo quanto anticipato dalla redazione del programma di Antonio Ricci, il capitano della Juve ha cercato di non stigmatizzare l’annuncio di Agnelli:
“Diciamo che il presidente mi ha ricordato in anticipo la scadenza del mio contratto….”.
Dalle parole del capitano bianconero però, si evince chiaramente come la separazione a fine anno non fosse stata concordata con la società nel maggio scorso quando venne ufficializzato il rinnovo per una stagione. Probabilmente Del Piero si aspettava un confronto in primavera per capire di comune accordo se c’erano ancora i margini per firmare un nuovo accordo. Il presidente Andrea Agnelli ha preferito invece salutarlo pubblicamente, e con largo anticipo, prima ancora di aver parlato con il diretto interessato mettendolo così di fronte ad una decisione già presa.

Aggiornamento: la conferma a proposito del regolare svolgimento delle prossime gare casalinghe della Juventus arriva ora anche dal sito ufficiale del club attraverso un comunicato ufficiale attraverso il quale la società ribadisce l’assoluta certezza nella sicurezza strutturale dell’impianto.
Clamorosa notizia da Torino, la Procura del capoluogo piemontese ha aperto un’inchiesta guidata dal pm Gabriella Viglione sul nuovo stadio della Juventus. C’è da chiarire subito che la società bianconera non è indagata ma fa parte del procedimento in qualità di parte lesa, alcune fonti sostengono che la denuncia che ha fatto scattare l’indagine sia partita proprio dagli uffici di Corso Galileo Ferraris, per il momento non ci sono conferme né è stato emesso nessun comunicato ufficiale dal club. Nel corso del pomeriggio si è tenuta un riunione presso il Tribunale di Torino alla quale hanno preso parte Andrea Agnelli, il prefetto Alberto Di Pace e il sindaco della città Piero Fassino: si è discussa l’ipotesi del sequestro preventivo, l’impianto è stato dichiarato agibile e Juventus - Genoa si giocherà regolarmente sabato sera.
L’inchiesta indaga sulla fornitura di acciaio non conforme nel corso della realizzazione dell’impianto, nella giornata di oggi sono state effettuate perquisizioni nelle province di Torino, Padova e Udine. Al momento sono tre gli indagati, si tratta di Giambattista Quirico, dirigente dell’ufficio tecnico del Comune, Francesco Ossola e Paolo Erbetta, chiamati rispettivamente in causa come responsabile dei collaudi e come direttore dei lavori. I reati ipotizzati al momento sono tre: il delitto colposo di danno in relazione al crollo di costruzioni, il falso ideologico e la frode in commercio. La squadra che si sta occupando dell’indagine è invece composta dal procuratore capo Gian Carlo Caselli e dai pm Andrea Beconi, Raffaele Guariniello e la già citata Gabriella Viglione.
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Alessandro Del Piero è stato “omaggiato” dal presidente Andrea Agnelli nel corso dell’assemblea degli azionisti; lo ha ringraziato per il suo lavoro ed ha annunciato che questa sarà la sua ultima stagione in bianconero. Ma si trattava realmente di un omaggio, oppure il presidente della Juventus ha soltanto colto l’occasione per scaricare il numero 10? Molto difficilmente Del Piero si sarà sentito omaggiato dalle parole di Agnelli, anche perché se fosse vero che questa definitiva conclusione della sua carriera in bianconero fosse stata concordata effettivamente nel maggio scorso, le parti in causa allora avrebbero potuto annunciarlo insieme.
Invece in quell’occasione si parlò soltanto dell’ennesimo rinnovo, sottolineando come Del Piero avesse ancora tanta voglia di aiutare la squadra a tornare al vertice, il tutto senza porsi alcun limite temporale. Una conferma? Proprio Del Piero aveva fatto capire fra le righe in un’intervista a Sky di qualche settimana fa di non sapere quale sarebbe stato il suo futuro.
Evidentemente i patti non erano questi, ed anche Del Piero è stato colto di sorpresa preferendo addirittura non rispondere (non senza un pizzico di nervosismo) alle domande di un giornalista presente ad una cena dove era stato invitato come ospite d’onore, come potrete vedere e sentire nel video inserito in fondo al post. E’ chiaro che Agnelli avesse in mente di non rinnovare ulteriormente l’accordo, altrimenti non si spiegherebbe come dopo solo 6 partite di campionato sia giunto alla conclusione che quella attuale sarebbe dovuta diventare l’ultima di Del Piero giocatore e capitano. Cosa è successo allora? Semplicemente questa volta Agnelli ha preferito agire in anticipo, per usare un’espressione calcistica, in contropiede.
Dopo l’annucio a sorpresa di Andrea Agnelli, che ha comunicato ieri l’addio del capitano juventino Alessandro Del Piero al termine di questa stagione, iniziano a circolare le prime voci di mercato sul fantasista. Secondo la stampa svizzera, il giocatore avrebbe ricevuto un’offerta dal Sion, club del vulcanico patron Christian Costantin, recentemente salito alla ribalta delle cronache per aver portato davanti ad un tribunale ordinario la Uefa, in seguito all’estromissione della sua squadra dall’Europa League per aver schierato giocatori tesserati fuori tempo massimo.
A quanto pare un primo contatto con il giocatore era già avvenuto durante la scorsa stagione, quando il numero dieci bianconero era indeciso se rinnovare per un altro anno il suo contratto con la Juventus. Le trattative non sono ancora state avviate, ma Costantin, il cui patrimonio personale si aggira intorno ai due miliardi e mezzo di euro, sarebbe disposto a fare follie, offrendo a Del Piero un ingaggio molto consistente.

Giornata importante per la Juventus, in agenda c’era infatti l’assemblea degli azionisti presso il Centro Congressi del Lingotto a Torino. L’argomento caldo all’ordine del giorno è stato ovviamente l’approvazione del bilancio del passato esercizio che si è chiuso con un rosso di quasi 100 milioni di euro, il peggior risultato sportivo della storia bianconera. Ma a rubare la scena è stato l’annuncio a sorpresa del presidente Andrea Agnelli che parlando dello stadio ha voluto ringraziare Alessandro Del Piero, tratto d’unione delle varie case juventine al suo ultimo anno in bianconero:
“Lo stadio rappresenta inoltre una fortissima discontinuità col passato: siamo la prima Società in Italia che è riuscita a portare a termine questo progetto e siamo la prima Società che è riuscita a raggiungere i suoi principali competitor europei. Credo che questo segni, appunto, una profonda discontinuità; l’unico legame con le recenti case della Juventus, il Comunale, il Delle Alpi, lo Stadio Olimpico e lo Juventus Stadium, è il nostro capitano Alessandro Del Piero, a cui io dedicherei un applauso in quanto ha fortemente voluto rimanere qui con noi ancora per un anno, il suo ultimo in bianconero“.
Che Del Piero potesse appendere gli scarpini al chiodo alla fine di questa stagione era preventivabile, quello che stupisce è però il tempismo dell’annuncio: siamo ancora a inizio stagione, era proprio necessario? Il capitano della Juventus in questi anni ha sempre mostrato il suo profondissimo legame con la maglia, lo ha dimostrato accettando la Serie B e più di recente concludendo la querelle relativa al suo rinnovo contrattuale con un video attraverso il quale annunciava di aver firmato in bianco. La tanto attesa firma era poi arrivata con una giornata simbolica nel cantiere del nuovo stadio in costruzione. Del Piero è un giocatore sempre alla ricerca di nuove sfide, l’età sulla carta d’identità non è più quella di un ragazzino, ma perché annunciare il suo addio nel corso dell’assemblea degli azionisti?