A conferma del clima di tensione che si respira nella società toscana in seguito al pessimo inizio di stagione della squadra, il patron della Fiorentina Diego Della Valle, attacca duramente il suo ex allenatore ed attuale commissario tecnico della Nazionale, Cesare Prandelli, accusandolo di aver preso accordi con gli arcirivali della Juventus prima del suo addio ai viola. L’imprenditore toscano ha infatti dichiarato ieri in un incontro con la stampa:
Questa società, fino a pochi mesi fa, era legata ad un motto: tutti per uno, uno per tutti. Poi è venuto a mancare un tassello la situazione è cambiata ed ha destabilizzato. Quando ho avuto la certezza che Prandelli stava tentando di andare alla Juve immaginatevi come mi sono sentito. La presi come una chiacchiera. Ma quando il proprietario della Juve mi ha chiamato dicendomi che Prandelli parlava con Bettega e che per rispetto nei miei confronti non lo avrebbe mai preso avendo anche un’altra idea, capii che era vera. Certi pensieri fanno male quando si sono fatte tante cose assieme. Gli ho impedito di fare un grande errore, come l’avrebbe presa la tifoseria? Prandelli può raccontare la sua verità. Mi piaceva di più il Prandelli di Orzinuovi, attorniato dai suoi familiari, meno quello di oggi. Non doveva chiamare i giocatori viziati, io e loro gli facciamo gli auguri. La Fiorentina è comunque casa sua, a patto che si comporti con lealtà.
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Lunedì scorso, nel corso della presentazione del nuovo acquisto del Napoli Cristiano Lucarelli, il patron azzurro Aurelio De Laurentiis aveva spiegato “perché” l’attaccante livornese aveva alla fine scelto la società la campana e non la Fiorentina: “Ha capito che i colori azzurri erano più adatti a vincere, si sa che il viola non porta bene“. Una battuta, ma che ha fatto risentire la città di Firenze tutta, con i dirigenti della squadra gigliata che hanno prontamente ripreso il magnate cinematografico, non lesinando frecciatine anche piuttosto velenose. Se l’ad Sandro Mencucci si è limitato a dire: “Noi non facciamo teatro, a noi il colore viola piace tantissimo“, molto più piccata la risposta di Andrea Della Valle.
“Vorrei ricordare che piuttosto che mancare di rispetto alla Squadra intera e a tutta la città di Firenze con le Sue ironiche affermazioni, il Presidente De Laurentiis si dovrebbe preoccupare di far sentire molto presto l’inno della Champions League al bel popolo di Napoli che tanto merita, cosa peraltro ripetutamente già accaduta in questi anni a Firenze. Cominci piuttosto ad impegnarsi per dare con i fatti e non con battute da quattro soldi a Napoli ed ai napoletani le soddisfazioni che ampiamente meritano. Mai a noi della Fiorentina sarebbe venuto in mente di mancare di rispetto ad una gloriosa società come il Napoli ed ai suoi tifosi” le parole del massimo dirigente viola. La risposta di De Laurentiis non si è fatta attendere.
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Ci siamo quasi, il puzzle è quasi completo: l’ultimo pezzo di quel rompicapo chiamato toto-allenatore risponde al nome di Sinisa Mihajlovic che oggi si è presentato alla stampa e ai tifosi della Fiorentina. Già, perché Pantaleo Corvino e Andrea Della Valle hanno scelto il serbo per sostituire il neo-ct dell’Italia Cesare Prandelli; reduce da un’esperienza a Catania più che buona, sfumato l’Inter e anche la Sampdoria, l’ex difensore di Roma, Lazio, Samp e Inter è carico più che mai per prendere in mano i viola, l’anno prossimo senza coppe europee: “E’ un onore per me allenare la Fiorentina, so cosa mi aspetta, le responsabilità, so bene che i toscani sono tosti, anch’io lo sono, andremo d’accordo. Spero di continuare la strada tracciata da Prandelli. Ringrazio la società siciliana che mi ha lasciato libero. Ora punto su questa avventura; Firenze ha perso un grande allenatore ma lo ha conquistato l’Italia. Da parte mia cercherò di riportare la Fiorentina in Champions League, sono certo che ce la faremo. L’Inter e la Sampdoria? Ho scelto la Fiorentina perché c’è Corvino, un dirigente che ho sempre stimato“.
Poi passa a parlare dei singoli: “In questi giorni parlerò con tutti i giocatori, sono convinto che Gilardino resterà a Firenze, è un giocatore importante, il mio modo di giocare lo esalterà. E poi, se Alberto ha qualche dubbio, glielo tolgo io. Stimo molto anche Adrian Mutu, è vero che in passato, da giocatori, ci sono stati degli screzi ma chiarimmo tutto a suo tempo. Fra l’altro, in quella occasione sbagliai io. Adrian comunque mi piace, ha un carattere focoso, quasi come il mio. A me piace la gente con gli attributi. Sul suo futuro non abbiamo ancora parlato, io mi fido della mia società. Mancini? Ci sentiamo quasi tutti i giorni, abbiamo parlato anche di Firenze, come amico è contento della mia scelta, mi ha parlato bene di questa città al di là di come è finita per lui” ha chiosato infine Mihajlovic. E rimanendo in tema di panchine, oggi sono arrivate altre due ufficialità: il Livorno ripartirà con Bepi Pillon, mentre per il dopo Zola al West Ham è ufficialmente pronto l’israeliano Avram Grant, ex Chelsea e la scorsa stagione al Portsmouth.

I fratelli Della Valle hanno riversato milioni e passione nel progetto Fiorentina, dando tanto sia al club gigliato che alla città stessa, non ultimo col progetto della Cittadella che purtroppo è ancora in alto mare. Ripescati dal fango, ripuliti e sistemati su un piedistallo placcato in ora, i viola hanno vissuto in questi otto anni sotto la presidenza dei due fratelli marchigiani antichi fasti cecchigoriani, pur vedendo la bacheca intonsa per zero trofei vinti. La gente fiorentina è passionale e a volte un po’ troppo esigente, servitogli l’antipasto e il primo piatto ha, forse giustamente, ancora voglia di banchettare.
Ma il mondo del calcio non è redditizio come avere un marchio calzaturiero e soprattutto non è riconoscente, al primo titolo sui quotidiani o a una striscia di qualche sconfitta consecutiva s’alzano i mugugni, le scritte sui muri e le contestazioni più o meno velate a mezzo web. Di certo la goccia che ha fatto traboccare il vaso è da considerarsi la stagione attuale: iniziata con la cessione di Felipe Melo agli odiati juventini (scelta che poi ha dato ragione a Corvino), proseguita con un cammino balbuziente in campionato e non fallimentare solo per i fasti europei.
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E’ tumulto in quel di Firenze: ieri la Fiorentina ha perso contro il Milan, una sconfitta beffarda dacché l’arbitro Rosetti sul finale di gara non ha assegnato un netto calcio di rigore per fallo di Thiago Silva ai danni di Montolivo. Di lì a poco la doccia fredda del sorpasso milanista col gol di Pato. A una settimana dalla beffa in Baviera in cui l’esecutore delle malefatte ai danni della viola aveva la faccia e il nome di Ovrebo, ecco che i toscani ricascano in errori arbitrali sfavorevoli. E l’imputato si chiama ancora Roberto Rosetti: quello che non vide “la parata” di Zauri in una gara contro la Lazio, lo stesso che aveva negato un penalty sempre a Montolivo per un fallo di Favalli in un precedente scontro tra rossoneri e viola.
E c’è anche una curiosità: per il Milan era lo stesso arbitro di tre giorni prima, quando nella trasferta a Bari l’arbitro torinese negò il tiro dagli undici metri ai pugliesi per netta “cintura” di Bonera ai danni di Barreto. Premesse frizzanti, finale di partita infuocato: anche il mite Prandelli ha perso le staffe, il pubblico esasperato (oggi al Franchi sono stati esposti diversi striscioni e cartelli contro gli arbitri e Rosetti in particolare) e anche il primo cittadino, il sindaco di Firenze Matteo Renzi, ieri si è lasciato andare in dichiarazioni ironiche e deluse: “Ma come fanno a farlo arbitrare ancora? La nuova regola inventata da Rosetti è che se Montolivo viene tirato giù non è rigore“.

Che succede alla Fiorentina? Gli elogi a Pantaleo Corvino e al suo mercato futuristico hanno fatto perdere di vista quelli che poi sono gli obiettivi quotidiani: vincere le partite, oggi, non fra tre anni. Perso Mutu, non uno a caso ma il più talentuoso tra i viola, hanno arruolato un manipolo di giovanotti stranieri che fra qualche anno magari serviranno per succulente plus-valenze. Ma allo stato attuale delle cose neanche Jovetic appare abbastanza maturo per prendere questa squadra sulle spalle. E se Gilardino, spremuto fino all’osso, non segna da quasi 800 minuti (l’ultimo squillo nel derby contro il Siena, più di un mese fa), se anche ieri si sono rotti due soldatini (leggi Gamberini e Santana, ne avranno per un po’), se accade questo e altro ancora, beh, perdere in casa col Bologna non è così difficile.
Nel girone di ritorno la miseria di un punto, un 2-2 rocambolesco contro il Cagliari arrivato per lo più grazie alla sciagurata espulsione di Cossu. E anche una sconfitta in Coppa Italia, nell’andata delle semifinali contro l’Inter. Appena tre gol fatti in sei partite, e mercoledì si vola a Monaco di Baviera per sfidare la storia. Anche sfortunata questa Fiorentina: primo posto nel girone di Champions e sorteggio malefico, contro una squadra, quella di Van Gaal, che ha ritrovato smalto. E che ha intatto il blasone e la tradizione. Una partita, quella di mercoledì sera, che Montolivo, il nuovo capitano viola, ha definito la più importante nei suoi cinque anni a Firenze. Si vorrebbe essere euforici, sognare e invadere Marienplatz, ma il 2-0 patito a Marassi contro la Sampdoria degli ex (in gol proprio due vecchie conoscenze gigliate) induce riflessione e una venatura di tristezza.
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La Lazio deposita in extremis il contratto di Andrè Dias, difensore 31enne brasiliano del San Paolo, con cui ha vinto tre campionati brasiliani. Il costo dell’operazione si aggirerebbe intorno ai due milioni e mezzo di euro. Gilmar Rinaldi, manager del calciatore, afferma che il contratto firmato con il club del presidente Lotito è di tre anni e mezzo. Dias è nato a Sao Bernardo do Campo, in provincia di San Paolo, è alto 1,84 per un peso di 80 chili.
Fronte Fiorentina, comunicato ufficiale: “L’ACF Fiorentina comunica di aver ceduto a titolo definitivo le prestazioni sportive del centrocampista Martin Jorgensen alla società AGF Aarhus (Danimarca). Il Presidente, la proprietà e tutta l’ACF Fiorentina lo salutano con affetto, lo ringraziano per la professionalità dimostrata in questi cinque anni in viola e per i traguardi raggiunti insieme; un grosso “in bocca al lupo” a Martin per la sua nuova avventura”.
Fronte Verona, comunicato ufficiale: “Hellas Verona Football Club rende noto che nella giornata di lunedì è avvenuto il perfezionamento del trasferimento in gialloblù dal Napoli del calciatore Samuele Dalla Bona. Il centrocampista classe ‘81, che negli ultimi mesi ha militato nell’Iraklis (campionato greco), passa al club di Via Torricelli in prestito con diritto di riscatto”.
“L’ACF Fiorentina comunica di aver definito l’accordo con il Porto per l’acquisizione a titolo definitivo del centrocampista Mario Ariel Bolatti, classe 1985. Tale accordo è stato raggiunto anche con il suddetto calciatore. L’acquisizione verrà formalizzata dopo l’esito delle visite mediche”. E’ il comunicato, apparso nel pomeriggio, sul sito ufficiale della Fiorentina. Mario Bolatti, 25 anni, (Scheda Biografica) centrocampista in forza all’Huracan ma di proprietà del Porto (è stato ceduto nel 2009, prima in prestito e poi a titolo di compartecipazione) passa alla corte dei Della Valle. I viola concludono il terzo affare di gennaio, dopo l’acquisto di Felipe e la cessione di Dainelli.
E’ un’operazione a lungo rincorsa dal ds viola Pantaleo Corvino: la società viola ci stava lavorando da tempo, poi in questi giorni l’accelerata con la presenza a Firenze del giocatore e del suo procuratore Simonian. Bolatti debutta nella Nazionale argentina nel 2007; il 14 ottobre 2009, alla sua terza presenza, mette a segno il gol che consente alla Seleccion di Maradona di vincere 1-0 in Uruguay e di qualificarsi così alla fase finale dei Mondiali 2010 in Sudafrica.
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Otto anni in Italia, tutti in Friuli con l’Udinese, 175 presenze nel massimo campionato, la Serie A, condite da 10 reti e tanto di gol anche in Champions League: a Firenze arriva un brasiliano che si chiama Felipe, colonna dell’Udinese fino a ieri. Oggi infatti il centrale di difesa ormai ex bianconero ha sostenuto le visite mediche nel capoluogo toscano, tutto come preventivato è andato bene e ora si attende di depositare il contratto (ufficialmente si potrà fare quando riaprirà il mercato a gennaio). All’Udinese quasi 10 milioni di euro, un investimento importante dei Della Valle che evidentemente si fidano del loro direttore sportivo, Pantaleo Corvino, che crede ciecamente nel brasiliano 25enne.
“È un ottimo giocatore, tecnicamente bravo nonostante sia un difensore, il colpo di testa la sua maggior qualità. La coppia Zapata-Felipe per me è una delle più forti del campionato italiano” ha spiegato uno dei suoi ex allenatori a Udine, il decano Giovanni Galeone. “Io l’ho sempre usato come difensore centrale, mi ha sempre confermato di prediligere quella posizione. Ad esempio, qualche volta ho visto che è stato impiegato anche come terzino sinistro: lui non dà il meglio in quel ruolo. Se può migliorare? Certo, deve stare attento quando subisce un attacco da parte dell’avversario: solitamente entra pulito sul pallone, ma qualche volta commette fallo. Ama anticipare ma come sapete un anticipo sbagliato da parte di un difensore centrale, può causare notevoli problemi” ha continuato il mister, dicendosi però sicuro che a Firenze farà bene.
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L’Inter e la Fiorentina si rituffano in campionato dopo il turno di Champion League che ha mostrato due volti opposti delle suddette squadre. I nerazzurri sono usciti un po’ ridimensionati dalla sfida di Barcellona, tanto da far svegliare la vena critica di Massimo Moratti, di solito sempre abbastanza bonario con i suoi tesserati e anche quando si perde. Di diversa natura l’atmosfera in casa Fiorentina, unica squadra italiana a raggiungere con un turno di anticipo gli ottavi di Champions League grazie alla vittoria ottenuta contro il Lione.
(Probabili formazioni - Precedenti - Video di Inter-Fiorentina del 15 marzo 2009)
I viola hanno raggiunto una storica qualificazione alla fase ad eliminazione diretta a soli tre giorni dalla sconfitta casalinga in campionato, contro il Parma. Inter e Fiorentina sono distanziate da undici punti (32 per i nerazzurri, 21 per i viola), ma per la squadra di Mourinho sarebbe rischioso perdere punti per strada in vista dell’imminente scontro diretto contro la Juventus. L’ultimo confronto al Meazza tra le due formazioni terminò 2-0 per l’Inter (doppietta di Ibrahimovic).
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