
Il coro anti Salernitana intonato e diretto da Andrea Mandorlini in occasione della presentazione del suo Verona rischia di costargli molto caro. La Figc ha fatto sapere di aver aperto un procedimento disciplinare contro l’allenatore dei veneti che ora rischia fino a due mesi di squalifica. La Federazione questa mattina ha acquisito agli atti il filmato che documenta l’episodio, nel pomeriggio un suo delegato raggiungerà Castelrotto, sede del ritiro dell’Hellas, per interrogare il tecnico e raccogliere gli elementi utili a prendere le conseguenti decisioni.
Intanto Mandorlini dal ritiro si è difeso dall’accusa che gli è stata mossa in questi giorni e cioè quella di razzismo, minimizzando l’accaduto:
“È pazzesco solo in Italia può succedere una cosa così… Era una cosa ironica… Ho cantato una canzone degli Skiantos, era un modo simpatico di rendere anche omaggio ai nostri avversari… Ma non mi stupisco. Ormai non si può più dire nulla. Tutto viene girato contro… Cosa volete che vi dica? Non mi sento neanche di commentare… È evidente che ogni volta che esce il nome di Verona si vuole strumentalizzare. C’erano Maietta ed Esposito che ridevano perché avevano capito che era uno scherzo… Ma quale razzismo, dai, siamo seri!”.
In suo soccorso sono arrivate anche le parole di Maietta che, da meridionale, ha difeso il suo allenatore sostenendo che in fondo si trattava di un gioco, trasformato abilmente dai media in un vero e proprio caso. Vedremo quali saranno le decisioni della commissione disciplinare della federazione.
Una bruttissima caduta di stile. Andrea Mandorlini, tecnico del Verona, durante la presentazione della squadra ritornata in Serie B dopo quattro stagioni passate in terza serie, ha “suggerito” un coro ai tifosi presenti improvvisandosi direttore d’orchestra.
Il coro in questione era rivolto alla Salernitana e ai suoi tifosi, avversaria del Verona nella finale play off vinta dagli scaligeri, una partita contraddistinta dalle polemiche.“Ti amo terrone” è stato cantato dai tifosi presenti sotto lo sguardo divertito del sindaco Tosi e di altre “autorità” cittadine.
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Duro colpo per Andrea Mandorlini: l’allenatore italiano questa mattina è stato esonerato dal Cluj, club campione di Romania che è prossimo a fare la seconda apparizione in Champions League, come due anni fa inserito nel girone con la Roma. Il tecnico italiano paga l’avvio balbettante in campionato: sette partite e otto punti, con 2 successi, 2 pari e 3 ko, ultimo dei quali ieri contro la Dinamo Bucarest. Troppo per il patron Arpad Paszkanyi che ha così chiamato al posto dell’ex giocatore dell’Inter il “sergente di ferro” Sorin Cartu, 54enne.
Il Cluj aveva dato molto ascolto ai consigli di Mandorlini, che aveva così costruito una squadra a forti tinte italiane: da Ferdinando Sforzini a Roberto De Zerbi (numero 10), da Felice Piccolo al croato Saša Bjelanović, vecchia conoscenza del nostro campionato. Ma è nota l’impazienza dei presidente rumeni, che non esitano a dare il benservito agli allenatori al primo tentennamento: ne sa qualcosa Cristiano Bergodi, ex difensore della Lazio e ora tecnico del Modena, che fu esonerato da Becali in diretta tv l’anno scorso, quando guidava lo Steaua.
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Dopo Carlo Ancelotti, ecco altri allenatori italiani che vincono all’estero nel week-end: stiamo parlando di Andrea Mandorlini e Luciano Spalletti, due vecchie (ma neanche tanto) conoscenze del nostro calcio che si sono messi alla prova in terre lontane, rispettivamente a Cluj (Transilvania) e San Pietroburgo (la Russia di Dostojevski). Partiamo col primo che sabato si è laureato campione di Romania dopo aver rilevato la squadra a metà del novembre scorso: successore del portoghese Antonio Oliveira, il tecnico ex Siena e Atalanta aveva comunque preso in mano una squadra prima in classifica (il suo predecessore aveva rescisso per divergenze con la società), ma è stato abile a non abbassare la guardia e a laurearsi campione con due giornate di anticipo.
Ieri la vittoria contro l’Internaţional Curtea de Argeş, un 2-1 comunque sofferto: in vantaggio con Bud, pareggio al 18° della ripresa degli ospiti con Apostu; gol vittoria di Ciprian Deac e Unirea Urziceni distaccata di sei punti. Ora per il Cluj la possibilità di vincere anche la Coppa di Romania, con la sfida del 26 maggio all’SC Vaslui, un double che bisserebbe quello del 2008 quando la società conquistò entrambi i titoli e partecipò poi alla Champions. Ottimo connubio per la società transilvana quello con gli italiani (ricordiamo Bergodi e Trombetta e la vittoria all’Olimpico di Roma contro i giallorossi in Coppa Campioni): oltre a Mandorlini e al suo staff, anche se non titolari giocano nei granata il difensore Felice Piccolo e i centrocampisti Roberto De Zerbi e Davide Bottone.

Il Cluj, squadra rumena che l’anno scorso fece anche il suo esordio in Champions League (battendo tra l’altro la Roma all’Olimpico), nonostante sia prima in classifica nel campionato nazionale con 25 punti in 13 incontri, ha deciso di sollevare dall’incarico il proprio allenatore, il portoghese Antonio Oliveira. Domani alle 12 e 30 verrà presentato, nella città della Transilvania, il suo sostituto che il presidente del club ha assicurato avere un nome italiano: è Andrea Mandorlini, ex giocatore dell’Inter che da allenatore ha fatto esperienza in Serie A con Atalanta e Siena e che l’anno passato ha ben condotto il Sassuolo nel suo primo campionato di Serie B.
Manca l’ufficialità circa il suo nome, ma Iuliu Muresan ha confermato che a guidare la sua squadra sarà l’italiano. D’altra parte il connubio tra tecnici del nostro Paese e il Cluj è qualcosa di consolidato: prima di Mandorlini, i granata sono stati allenati da Cristiano Bergodi e Maurizio Trombetta. L’ormai ex allenatore della squadra, Oliveira per l’appunto, era arrivato ad aprile e dopo poco più di sei mesi ha rescisso consensualmente il contratto per divergenze con i dirigenti. Ora tocca a Mandorlini che esordirà già mercoledì in una gara di coppa di Lega, mentre domani dovrebbe conoscere i suoi giocatori e dirigere il primo allenamento.
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A volte ritornano: il calcio e i suoi presidenti ci hanno insegnato che per un allenatore non è finita fino a che non è davvero finita. In altre parole: fino a che hanno un contratto con una squadra sono sempre i privilegiati a far ritorno su una panchina che gli era stata scippata. Di solito capita nella stessa stagione, questa volta a cavallo tra due; Mario Beretta è il nuovo allenatore del Siena e prenderà il posto dello sfortunato Andrea Mandorlini.
L’amministratore delegato dei toscani, Giovanni Lombardi Stronati, aveva dichiarato nel dopo partita di domenica (ricordiamo che il Siena aveva perso in casa contro il Livorno ed è attualmente ultimo in classifica con 9 punti) che se se la sentiva il tecnico ravennate sarebbe rimasto al suo posto; lunedì tuttavia nel città del Palio circolavano voci di un possibile esonero e si facevano i nomi di Malesani o addirittura Zeman. In serata l’annuncio del ritorno di Mario Beretta.