
La squadra di Giampiero Ventura si sbarazza del Livorno senza troppa fatica e centra la qualificazione agli ottavi di Coppa Italia. In un pomeriggio non freddissimo i pochi spettatori presenti al San Nicola hanno potuto godere di un Bari finalmente spettacolare e arrembante. È vero che tra le due squadre c’è una categoria di differenza, i pugliesi però possono almeno rintuzzare il proprio morale prima di rituffarsi nel campionato che li vede ultimi in classifica.
Il primo tempo si chiude sul risultato di 1-0, la rete è di Rana, barese purosangue, che trasforma un calcio di rigore che lui stesso si era guadagnato subendo fallo da Salviato. Nel corso dei primi quarantacinque minuti si registra un’altra bella conclusione dell’attaccante che ha aperto le danze, il suo tiro in corsa non coglie il bersaglio grosso. Il Livorno approccia meglio la ripresa, nonostante la buona volontà però i toscani non riescono a creare occasioni da gol pericolosi, in campo ci sono solo tre titolari e si vede, non basta la buona volontà.
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L’Inter caccia fuori gli artigli, lo fa nel turno infrasettimanale ospitando a San Siro il Bari, strapazza i galletti e conquista il primo posto in solitario: dopo 360 minuti, il campionato torna a parlare nerazzurro, lo fa grazie ai due suoi attaccanti regali, ossia il redivivo Milito e l’onnipresente Eto’o, una doppietta a testa che proietta la squadra di Benitez a quota dieci punti in classifica. Eppure il pubblico di fede interista dopo 22 secondi aveva dovuto subito tirare un sospirone di sollievo, per via di un clamoroso palo colpito da Almiron; si esaurisce praticamente dopo un giro di lancette la verve dei pugliesi, che poi devono guardarsi dalle folate dei padroni di casa.
Chiave della partita l’improvviso forfait di Raggi, rimasto in albergo con l’influenza; al suo posto Pulzetti, chiaramente fuori ruolo. Così Eto’o sulla sinistra fa quello che vuole e proprio su uno spunto del camerunense arriva il gol del Principe che si sblocca dopo le reti di Siena e Madrid (gol scudetto e Champions): Milito impatta la sfera di testa e batte per la prima volta Gillet. L’Inter spinge e rischia il raddoppio in più di un’occasione (con Pandev, Maicon e Chivu), poi nella ripresa l’exploit; merito di due rigori: il primo per netto fallo di mano si Ghezzal, il secondo per fallo dubbio di Masiello su Lucio. Batte due volte Eto’o ed è doppietta; ciliegina sulla torta il gol al 90° di Milito, in contropiede. La più bella Inter della stagione.
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Si fa sempre più trafficata la tratta Torino-Genova per quanto riguarda il prossimo calciomercato. I neodirigenti della Juventus, i transfughi doriani Giuseppe Marotta e Fabio Paratici, avrebbero infatti nel mirino, oltre a numerosi pezzi pregiati della loro ex squadra, anche i due giocatori in comproprietà tra i torinesi e l’altro club della citta ligure, il Genoa: il jolly difensivo Domenico Criscito e il fantasista Raffaele Palladino.
Ai due, che non erano riusciti a sfondare nella loro precedente esperienza in maglia bianconera, potrebbe essere data infatti un’altra chance, in particolare al difensore, considerato dal nuovo tecnico Gigi Del Neri una pedina ideale da inserire nel suo tradizionale 4-4-2. Sperano di avere un’altra possibilità a Torino, anche altri ex gioiellini della Primavera di Chiarenza come Davide Lanzafame e Michele Paolucci, anch’essi in comproprietà, rispettivamente con Parma e Siena.
La Roma dopo la vittoria nello scontro diretto ha l’obbligo morale di continuare l’inseguimento alla capolista Inter. Il Bari non è certo l’avversario più abbordabile, i pugliesi in casa hanno sempre sfoderato ottime prestazioni. I giallorossi partono bene, si fanno vedere dalla parti di Gillet fin dai primi minuti e al 19′ passano con Vucinic. L’azione che porta al gol il montenegrino è di fattura pregevolissima, gli interpreti sono De Rossi, Totti e Toni. Il Bari prova a riagguantare il pareggio, soprattutto nelle ultime fasi della gara ma la difesa romanista regge, missione compiuta e l’inseguimento continua. (Tabellino - Video)
Finalmente la Roma ritrova il capitano Francesco Totti fin dal primo minuto, la sua presenza potrà essere di grande importanza in queste ultime fasi del campionato. La squadra allenata da Claudio Ranieri parte a testa bassa, il peso offensivo dei giallorossi è notevole. Ci provano Luca Toni di testa e Daniele De Rossi della distanza senza fortuna, i pugliesi rispondono con Barreto e Alvarez stoppati dai difensori avversari. La Roma è padrona del centrocampo e forte di questa superiorità territoriale trova il vantaggio grazie ad una verticalizzazione che vede come suo terminale Vucinic, abile ad insaccare alle spalle di Gillet.
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Dov’è finito il Bari? D’accordo, il meraviglioso undici di Ventura deve salvarsi e l’obiettivo è praticamente a un passo, ma stasera si è vista un’involuzione di gioco preoccupante: terza sconfitta di fila, un gol fatto in 270 minuti e di nuovo ko casalingo dopo l’unico patito alla quinta di campionato contro il Cagliari (0-1, gol di Nené). Preambolo necessario per mettere in evidenza i meriti del Milan: contro una squadra, quella pugliese, che al San Nicola si trasforma in macchina macina-calcio di mirabile fattura, i rossoneri hanno giocato una partita gagliarda, grande agonismo figlio della beffa di martedì scorso. Il terzo passo falso di fila dell’Inter ha infuso alla squadra di Leonardo una grinta su cui nulla ha potuto la generosa squadra di casa, ha vinto la classe dei vari Ronaldinho e Borriello, ancora una piccola boccata d’ossigeno per questo campionato (Il tabellino di Bari - Milan 0-2 - Le foto di Bari - Milan 0-2 - Il video di Bari - Milan 0-2).
Mercoledì prossimo il Diavolo sarà di scena a Firenze, ore 18.30, a poco più di due ore dal calcio d’inizio di Inter-Chelsea: un’altra vittoria in trasferta di Pato e compagni significherebbe -4 dall’Inter, un vantaggio che ritorna ad essere se non proprio minimo, quanto meno interessante. In Puglia il Milan ha giocato con la cattiveria giusta, compatto e concentrato, cercando di limitare al massimo i guizzi sulle corsie esterne di Rivas e Alvarez, ripartendo con la classe di Ronaldinho. Il dentone brasiliano è in un ottimo momento, contro i Red Devils o contro i galletti non importa: quando prende palla Belmonte si deve fare puntualmente il segno della croce, alla fine i gol degli ospiti nasceranno entrambi da sue intuizioni. Prima però il brivido è per Abbiati: Barreto è atterrato in area da Bonera, Gava decide per non fischiare il penalty.








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Partita più che interessante quella andata in scena nel tardo pomeriggio di questa sera al San Nicola di Bari, un match giocato a viso aperto tra il Bari padrone di casa e il Palermo spumeggiante di Delio Rossi. D’altra parte alla vigilia c’era da aspettarsi spettacolo, premesse che non si sono fatte attendere coi biancorossi a mille sin dai primi secondi di gioco; in dieci minuti doppio vantaggio dei pugliesi, con gli ospiti rimasti inspiegabilmente negli spogliatoi. Ma poi i rosanero si riorganizzano, prima accorciano le distanze sul finire di primo tempo, quindi pareggiano nella ripresa con un gol fantastico di Pastore. Partita viva, ma condizionata dal doppio giallo a Liverani: con un uomo in più (forse due data la presenza in campo dello sciagurato Melinte), il Bari torna avanti con un rigore di Barreto, fissa il risultato l’ungherese Koman. (Il Tabellino di Bari - Palermo 4-2 - Le Foto di Bari - Palermo 4-2 - Il Video di Bari - Palermo 4-2)
Le soluzioni a disposizione di Ventura paiono infinite: pesca dal dimenticatoio Allegretti e l’esperto centrocampista non delude le aspettative. Piazzatosi a sinistra, l’ex triestino è stato il principale fautore dell’avvio sprint del Bari. Da un suo cross nasce il primo gol in Serie A di Leonardo Bonucci, una volé da attaccante; il Palermo è in bambola, Liverani si addormenta e Allegretti, ancora lui, da il là all’azione del 2-0: ruba palla all’avversario e lancia il velocissimo Alvarez che a tu per tu con Sirigu non sbaglia. Finalmente esce dal torpore la truppa di Delio Rossi: prima sfiora il pari col fischiatissimo Miccoli, sulla traversa la sua punizione potente, quindi accorcia le distanze con Cavani che corregge in rete un cross di Balzaretti. Il biondo laterale però si fa male, entra Melinte, cambio che peserà nell’economia del match.




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Alla fine l’ha spuntata la Fiorentina, ma ancora una volta il Bari ha dimostrato di essere una delle sorprese più belle di questa serie A. La squadra di Ventura ha messo sotto i viola per lunghi tratti della partita, Sebastian Frey ha dovuto fare gli straordinari anche oggi. I padroni di casa, passati in svantaggio grazie ad un gol di Barreto, sono stati bravi a rimontare con Adrian Mutu e capitalizzare la superiorità numerica in seguito all’espulsione di Sergio Almiron. Prandelli lancia nella mischia José Ignacio Castillo e l’argentino lo ricompensa con il gol vittoria, poi arriva anche per lui l’espulsione ma il risultato non cambia (Il Tabellino di Fiorentina - Bari 2-1 - Il Video di Fiorentina - Bari 2-1).
La Fiorentina parte bene, manovra con ordine e amministra il gioco, il Bari si preoccupa di respingere gli assalti e prova a far male in contropiede. La partita è vivace e divertente, il primo sussulto arriva dopo 11 minuti quando Gillet è strepitoso su un tocco di Felipe da pochi metri. Bonucci per poco non regala il vantaggio ai padroni di casa con un’autorete e Gilardino da pochi metri manda alto, sull’altro fronte una conclusione di Rivas non trova la porta di pochissimo. A passare per primi sono però gli ospiti su azione di calcio d’angolo, Ranocchia trova Barreto sul secondo palo che non ha difficoltà a spingerla dentro. La squadra di Prandelli non si perde d’animo e prova a reagire, la palla buona per il pareggio capita sui piedi di Mutu che però sbaglia clamorosamente. Il rumeno si fa perdonare qualche attimo dopo mettendo alle spalle di Gillet una palla che Pasqual dalla sinistra aveva messo bene in area.




Antonio Cassano è furioso con i suoi tifosi e non ci sta ad essere fischiato dopo un avvio di stagione esaltante della sua Sampdoria. I tifosi forse non hanno digerito la sconfitta pesante di mercoledì sera sul campo della Juventus (Foto - Video), e neanche il pareggio casalingo di oggi contro il Bari. Cassano ha perso le staffe e manda un ultimatum ai suoi tifosi: «Qui si sono abituati bene, forse troppo. Forse si sono abituati a mangiare troppa nutella, quando invece per una volta mangiano merda. Ho sentito fischi e mugugni, se a qualcuno non vado bene posso andare a casa senza problemi: l’ho fatto a Roma, l’ho fatto anche a Madrid, se è il caso faccio le valigie e me ne vado anche da qui». (Le Foto di Samp - Bari 0-0 - Le Foto di Antonio Cassano)
Oggettivamente la partita odierna della Sampdoria non è stata in linea con il campionato giocato fin ad esso, ma secondo Cassano, quello dei fischi, non è un problema che si è presentato solamente oggi: «Nei miei confronti, da tre-quattro partite sento fischi e una parte del pubblico mi massacra già da qualche tempo. La Sampdoria è seconda in classifica, sta facendo benissimo e non deve certo inseguire l’Inter che fa un altro campionato». Probabilmente qualche tifoso doriano ha perso di vista la realtà e invece di ringraziare questa squadra per i risultati ottenuti fino ad adesso, in modo inaspettato e assolutamente spettacolare, ha iniziato a pretendere troppo.
L’Inter stecca la prima. I nerazzurri orfani di Ibrahimovic non hanno ancora trovato il “gioco” che gli servirà per sopperire all’assenza dello svedese, ma passano ugualmente in vantaggio nella ripresa grazie ad un rigore di Eto’o al primo gol in Italia. Il Bari non si arrende e in una classica azione di rimessa mette in mostra i limiti della difesa di Mourinho arrivando al gol con Vitali Kutuzov. Nel finale i pugliesi avrebbero addirittura la possibilità di fare bottino pieno a San Siro.