
E’ successo durante una partita tra la Dinamo Kiev e il Gent. Con l’abilità del borseggiatore navigato, l’ex milanista Andry Shevchenko ha sfilato dalla tasca posteriore del giornalista il portafogli. Un abbraccio affettuoso per distrarre l’attenzione e un saluto fin troppo caloroso e ingannatore. Sono le tattiche utilizzate da Shevchenko per portare a segno il finto e malandrino colpo.
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La paura e la tensione provata fino a cinque minuti dal termine, poi la gioia sfociata in una corsa verso Julio Cesar, avvolto in un abbraccio. José Mourinho ha vissuto così il test fondamentale della sua Inter contro la Dinamo Kiev; un match che i nerazzurri, con caparbietà e coraggio, nonostante gli episodi avversi, sono riusciti a vincere ribaltando una situazione complicatissima. E soprattutto sfatando, finalmente, il tabù Champions League. (Cronaca della partita - Foto - Video) Ora l’Inter è prima nel suo equilibratissimo raggruppamento ed è attesa, tra due settimane, dall’infuocato scontro a Barcellona. Per Mourinho questa vittoria potrebbe diventare un buon viatico per il futuro:
“Il messaggio nell’intervallo è arrivato: fin lì non avevamo dato tutto quello che potevamo. Ho detto ai ragazzi che bisogna piangere in campo e non dopo la partita. Non si poteva fallire. I ragazzi mi hanno ascoltato, evidentemente. Con accanto Motta, Stankovic ha migliorato, e anche Sneijder è stato straordinario. Il suo recupero fisico è stato incredibile. Un pareggio o una sconfitta qui sarebbe stato uguale: dovevamo vincere e ci siamo riusciti. La nostra Champions riparte da qui. Ci giochiamo la qualificazione in Spagna. Abbiamo un girone difficilissimo, ma un punto a nostro vantaggio sarà la sfida al Rubin in casa all’ultima giornata”.
Fotogallery Dinamo Kiev - Inter 1-2. Cronaca Dinamo Kiev - Inter 1-2.
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“Spacciata”, questo l’oggettivo usato per l’Inter a 5 minuti dalla fine della partita di Kiev da ogni telecronista. L’Inter si trovava all’ultimo posto nel girone con la Dinamo Kiev con 3 punti di vantaggio e la trasferta al Camp Nou di Barcellona (che deve vincere) ancora da giocare. La sconfitta ucraina che stava maturando grazie al tiro, deviato, di Andry Shevchenko capace di regalare il gol del vantaggio ai padroni di casa sarebbe stata un’autentica mazzata per le ambizioni europee dei nerazzurri. Nel finale arriva la rimonta, dopo un secondo tempo giocato tutto all’attacco, firmata da Diego Milito e dal recuperato Wesley Sneijder dopo papera di Bogush, l’estremo difensore della Dinamo. (Video Dinamo Kiev - Inter 1-2 - Foto Dinamo Kiev - Inter 1-2)
Ora i nerazzurri sono primi nel girone e posso giocare “in difesa” gli ultimi due turni del girone di Champions. Mourinho l’aveva detto, con la sua consueta spavalderia, “vinciamo noi” e sembrava essere un’autentica maledizione per i nerazzurri. Dopo 45 minuti di nulla, intervallati dal gol del vantaggio firmato da Shevchenko (una traiettoria beffarda su un tiro dal limite impattato da Cambiasso), nonostante in campo fosse teoricamente la miglior Inter possibile era arrivato un secondo tempo tutto all’attacco contrassegnato da una certa morbidezza della Dinamo in fase difensiva.
La maledizione stava tutta nell’imprecisione degli attaccanti nerazzurri capaci di sbagliare occasioni in serie di fronte ad un Bogush più spettatore che protagonista. Ai nerazzurri, che hanno sempre avuto in testa l’idea di fissa di portare i tre punti a casa, è bastato sostanzialmente iniziare a tirare nello specchio della porta per consentire proprio a Bogush di diventare protagonista, ma in negativo.
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Manca ancora un’ora all’inizio dei sorteggi per gli accoppiamenti della Champions League 2009/10 ma filtrano già le notizie su due esclusioni dalle liste che le società dovranno presentare entro martedì prossimo alla Uefa. Sia Nelson Dida per il Milan, sia l’ex rossonero Shevchenko ritornato al Chelsea, sono seri candidati per rimanere fuori dalla lista. Il portiere brasiliano, ormai un equivoco la sua presenza nella rosa rossonera, non è considerato abile e arruolato. Subisce peraltro la concorrenza dei tanti portieri ingaggiati.
Il Milan sono al momento 4 i portieri: Flavio Roma, Marco Storari, Christian Abbiati e il già citato Dida. L’impressione è che il terzo portiere nella lista Uefa sarà l’infortunato, sulla via del recupero, Abbiati. Questa circostanza potrebbe determinare l’accelerazione del deterioramento nei rapporti fra Dida e il Milan, con l’ipotesi dietro l’angolo di una rescissione del contratto che non potrebbe che far piacere ad Adriano Galliani.
Un altro che rischia di rimanere fuori è Shevchenko dopo il ritorno al Chelsea coinciso con l’arrivo di Carlo Ancelotti. L’allenatore italiano l’aveva già impiegato pochissimo nella scorsa stagione quando l’ucraino era tornato nella sua Milano in prestito, ora pare che, nonostante la squalifica di Drogba per le prime giornate di Champions, Carletto sia intenzionato ad inserire il 19enne Daniel Sturridge al posto di Sheva. A quel punto l’ormai ex campione potrebbe chiedere nuovamente la cessione in prestito, pronte ad accoglierlo nonostante gli ultimi anni bui lo Zenit St Pietroburgo e la Dinamo Kiev.

Si sbilancia Andrea Pirlo dal ritiro degli azzurri impegnati in Sud Africa nella Confederations Cup, parole talmente pesanti sfuggite al centrocampista rossonero quando ad intervistarlo sono arrivati gli inviati di due quotidiani inglesi, che di lì a poco è arrivata la smentita affidata ad una nota del suo procuratore Tullio Tinti. La realtà è che Pirlo certe cose le pensa e sta lavorando perché vada in porto il trasferimento al seguito di Carlo Ancelotti al Chelsea. Via da Milanello, via dall’Italia per dare una svolta alla sua carriera.
Penserò al mio futuro solo a fine stagione, però non so se continuerò con il Milan. E’ possibile che possa lavorare ancora con Ancelotti a Londra. E’ un grande allenatore, forse posso giocare di nuovo per lui. Sono stato al Milan per tanti anni e forse è tempo, per me, di voltare pagina ed affrontare un nuovo capitolo della mia carriera
Il Milan, che fino ad ora ha sempre mostrato di non temere gli avvicinamenti (presunti) dei suoi campioni da parte dell’ex Ancelotti sarebbe vittima consapevole di una sorta di accerchiamento. Carletto vuole con sé Pato, Gattuso e Pirlo? Impossibile riesca a portarli via tutti, probabile che il regista che ha segnato le fortune tattiche della sua gestione in rossonero sia l’altra pedina “sacrificabile” dopo la partenza di Kakà. Il Chelsea lo pagherebbe bene, il Milan non avrebbe più il peso dell’ingaggio (pesante) di Pirlo proseguendo nella politica di razionalizzazione già avviata con le partenze di Shevchenko ed Emerson.