
È stato ufficializzato oggi il campo di proprietà del Liverpool F.C.: la New England Sports Ventures, società americana che possiede già i Boston Red Sox, storica franchigia del baseball a stelle e strisce, è subentrata alla coppia formata da Gillett e Hicks, inutile il loro tentativo di bloccarne l’acquisizione. L’operazione è costata circa 300 milioni di sterline, adesso però inizierà la parte del lavoro più difficile per John W. Henry che dovrà confrontarsi con le disastrate finanze del club.
I Reds saranno impegnati domenica nel derby contro l’Everton, il nuovo patron ha già fatto sapere che non sarà presente in tribuna al Goddison Park preferendo avere il primo rapporto con i propri tifosi tra le mura di casa. La nuova proprietà ha però le idee abbastanza chiara, l’obbiettivo è uno soltanto: tornare alla vittoria, vedremo se Henry riuscirà a vincere questa scommessa come ha fatto con i Red Sox che, sotto la sua gestione, sono ritornati a vincere le World Series dopo 86 anni di digiuno.

Il Liverpool è ufficialmente in vendita dallo scorso aprile, quando i due soci americani, Tom Hicks e George Gillet, hanno ammesso di non essere più economicamente in grado di mantenere il club. Durante gli anni della loro gestione sono stati accumulati debiti per 237 milioni di sterline nei confronti della Royal Bank of Scotland, in queste condizioni è a rischio l’esistenza del club stesso se non arrivano al più presto nuovi capitali.
Ecco allora che compare il magnate Kerry Huang, uomo d’affari a capo della QSL Sports Ltd, una società d’investimento con sede ad Hong Kong. Il cinese si è detto disposto a saldare l’intero debito nei confronti della Royal Bank of Scotland e a fornire a Roy Hodgson i fondi necessari per imbastire la squadra della prossima stagione e per convincere i giocatori più rappresentativi a sposare il suo progetto, per un investimento totale di oltre 300 milioni di sterline. Huang ha anche dato un ultimatum agli americani, aspetterà al massimo dieci giorni passati i quali considererà rifiutata la sua offerta.
Continua a leggere: Un magnate cinese pronto a comprare il Liverpool

Risale alla scorsa settimana l’ultimo assalto del Chelsea a Fernando Torres, la società di Roman Abramovich ha messo sul piatto 40 milioni di sterline per l’attaccante spagnolo, il Liverpool ha rispedito l’offerta al mittente e ha ribadito per l’ennesima volta che i pezzi pregiati non si muovono da Anfield Road. A Londra però non sembrano volersi arrendere e molto probabilmente nei prossimi giorni rilanceranno, convinti che prima o poi riusciranno a convincere i Reds a privarsi del loro attaccante.
Secondo una fonte interna alla società londinese, racconta il Sun, prima o poi il Liverpool sarà costretto ad accettare: nei prossimi giorni sulla scrivania di Christian Purslow, direttore sportivo dei Reds, arriverà un offerta di 50 milioni che di sicuro lo porterà a vacillare. In particolare pare che i Blues vogliano fare leva sulla precaria situazione finanziaria del club che soltanto quest’anno ha fatto registrare un deficit di oltre 50 milioni di sterline, perdite che hanno portato ad un debito complessivo di circa 350 milioni. Appare abbastanza chiaro quindi che di fronte ad offerte importanti potrebbero essere costretti a cedere.
Continua a leggere: Il Liverpool dichiara Torres incedibile, ma il Chelsea non si arrende
Ad Anfield Road il Chelsea vince in scioltezza la temuta sfida contro il Liverpool, scavalcando brillantemente il penultimo ostacolo che si frapponeva tra sè nella e il titolo della Premier League. Gli uomini di Ancelotti, a segno con Drogba e Lampard, conservano infatti un punto di vantaggio sugli inseguitori del Manchester United, anch’essi vittoriosi con un gol di Nani sul terreno del Sunderland, e potranno chiudere il conto nella sfida interna di domenica prossima contro il già salvo Wigan.
A causa di questa sconfitta i Reds, tra i quali si respirava già aria di smobilitazione, dicono invece definitivamente addio alle residue speranze di conquistare un posto in Champions League. L’accesso nella massima competizione continentale se lo giocheranno nell’ultima giornata Tottenham e Manchester City, con gli Spurs in vantaggio di un punto sui ragazzi di Mancini, vittoriosi con autorità nello scontro diretto contro l’Aston Villa.
La gallery della penultima giornata di Premier
Continua a leggere: Premier League: il Chelsea supera lo scoglio Liverpool e ipoteca il titolo

Soltanto un punto divide il Chelsea, capolista della Premier League, dall’inseguitore Manchester United, quando alla fine del torneo mancano ormai soltanto tre giornate. L’ultimo turno è stato favorevole ai Red Devils che, battendo nel derby il Manchester City, hanno avvicinato pericolosamente i Blues sconfitti in un altro derby, quello di Londra contro il Tottenham. Nonostante ciò Carlo Ancelotti ha fiducia nella sua squadra e crede che alla fine i suoi ragazzi riusciranno a portare a casa il terzo campionato degli ultimi sei anni, l’italiano spende poi anche qualche parola dolce per il suo capitano, protagonista contro gli Spurs di un’ingenua espulsione.
L’ex allenatore del Milan si è dimostrato comprensivo nei confronti di John Terry pur ammettendo che il giocatore nella circostanza si è reso protagonista di una sciocchezza, tali sono da definirsi due gialli nel giro di pochi minuti con la squadra in svantaggio. Ma nel corso di una partita, per di più complicata, e a questo punto della stagione, cose del genere possono capitare:
“Sono stato un calciatore e so che a volte non si riesce ad essere razionali, si perde parte del proprio autocontrollo. Ma credo che tutti stiano ponendo troppa attenzione alle sue prestazioni, il quale sta facendo molto bene ed è stato protagonista di una stagione fantastica. Magari qualche volta ha avuto dei problemi e non ha giocato così bene, forse contro gli Spurs non ha giocato bene. Ma dobbiamo guardare all’intera stagione di John Terry, è stato assolutamente eccezionale.”
Continua a leggere: Carlo Ancelotti difende Terry e crede ancora nel titolo

Il 6 febbraio del 2007 due industriali delle telecomunicazioni e già proprietari di franchigie di hockey sul ghiaccio e di baseball in Canada e negli Stati Uniti annunciano di aver comprato il Liverpool, sfilandolo di mano a David Moores: si tratta di Tom Hicks (suoi i Texas Rangers militanti in MLB) e George Gillet (che ha invece i Montreal Canadiens in NHL), due magnati capaci di sganciare insieme 720 milioni di euro per rendere ancora più glorioso il già leggendario Liverpool. Lo scudetto manca da troppi, troppi anni ad Anfield Road e per riuscire a rivivere vecchi fasti anche in Inghilterra il duo yankee decide di fare una grande campagna acquisti nell’estate del 2007: tutti i big rimangono, a loro si aggiungono Fernando Torres (36 milioni di euro) e Ryan Babel (17 milioni di euro). Reds eliminati nelle semifinali di Champions e quarto posto in campionato.
Nuovo anno, nuova storia: acquisti e cessioni, proclami e delusioni. Liverpool secondo in Premier, fuori ai quarti in Coppa Campioni. Estate 2009, via pezzi pregiati, pochi gli innesti, out al primo turno di Champions (ma ancora in lizza in Europa League), in Premier disastro totale e distacco siderale dal Chelsea capolista. In più 270 milioni di euro di debito, la discussa coppia americana (spesso in disaccordo) decide di alzare bandiera bianca: il Liverpool è in vendita. Al momento il neo presidente è Martin Broughton della British Airways, che con l’aiuto della Barclays Bank e della Royal Bank of Scotland tenterà di rinforzare la società e di ripianare il debito. Ma il tifosissimo Broughton darà semplicemente una mano, in attesa che i compratori arrivino e acquisiscano il club; e in effetti già si fanno nomi, piuttosto esotici, e che non rendono felicissimi i tifosi dei Reds.
Continua a leggere: Liverpool, il club è in vendita e dall'Inghilterra insistono: Benitez alla Juve

Dieci giorni di tempo per decidere, secondo il Times questo è l’ultimatum dato dalla Juventus a Rafa Benitez, attuale allenatore del Liverpool. Il corteggiamento dei bianconeri nei suoi confronti è iniziato molti mesi fa, quando sulla panchina sedeva ancora Ciro Ferrara. In questi giorni però si è fatto più serrato tanto che il presidente Jean Claude Blanc ha incontrato a Milano l’agente del tecnico spagnolo Manuel Garcia Quilon, al meeting ha partecipato anche Carlo Sant’Albano, uomo di fiducia di John Elkann nonché membro del cda juventino.
Rafa Benitez è ancora legato al Liverpool da quattro anni di contratto, la Juventus però vuole provare a sfruttare il malcontento del tecnico per convincerlo a sposare il progetto bianconero. Ad Anfield Road c’era aria di smobilitazione, i due proprietari americani vogliono vendere ed è quasi sicuro che non metteranno a disposizione grandi cifre per la campagna acquisti della prossima stagione. Come se non bastasse i Reds rischiano di non riuscire a classificarsi tra le prime quattro perdendo così anche la possibilità di disputare la prossima Champions League, un vero e proprio naufragio al quale Benitez vorrebbe provare a scampare.
Continua a leggere: Juventus - Benitez: dieci giorni per decidere

Gli acciacchi di cui ha sofferto in questa stagione Fernando Torres, attaccante del Liverpool, non gli hanno impedito di mettere a segno ad oggi comunque 20 gol stagionali. Sono 70 le volte che il Niño ha gonfiato la rete con indosso la maglia dei Reds, in tre anni un bottino niente male e che, con la ciliegina di quell’Europeo in cui la sua Spagna vinse e lui ne fu protagonista col gol decisivo in finale, lo ha consacrato uno dei centravanti più forti del mondo. L’ex enfant prodige del calcio iberico ora però ha 26 anni e dopo aver indossato la fascia da capitano dell’Atletico Madrid a soli 19 anni, anche in Inghilterra si erge a leader dello spogliatoio.
Si sa, il capo indiscusso, per così dire, è Steven Gerrard, ma il biondo numero 9 non le manda comunque a dire e la stagione con più ombre che luci che il Liverpool sta vivendo quest’anno (a 4 punti dalla zona Champions ma con una partita in più rispetto al City, stasera ritorno dei quarti di finale di Europa League) non è andata più di tanto giù al ragazzo di Fuenlabrada: “Ci sono stati diversi fattori importanti come esser rimsti indietro così presto in campionato. Ci ha ucciso psicologicamente. Dopodiché, gli infortuni ci hanno abbattuto ed abbiamo sofferto molto” ha analizzato, non riuscendo però a soprassedere sul mercato della sua società, che ha venduto giocatori importanti non rimpiazzati adeguatamente.

È certamente surreale l’atmosfera in casa Juve in queste ultime ore, o meglio in questi ultimi giorni. La squadra continua ad allenarsi in vista della sfida di Coppa Italia con l’Inter guidata da un Ciro Ferrara che sembra ormai virtualmente esonerato. Come se non bastasse i bollettini provenienti dall’infermeria sono sempre farciti di cattive notizie, tra il nuovo stop che ha costretto Claudio Marchisio ai box e il virus che sembra affliggere almeno cinque bianconeri, in questo senso però l’emergenza sembra essere rientrata. Ma è la questione allenatore in questo momento quella che preoccupa di più i tifosi.
In questi giorni successivi all’ennesimo scivolone interno della stagione la dirigenza e la proprietà stanno lavorando febbrilmente alla ricerca di una via d’uscita, divisi tra l’ipotesi di trovare un traghettatore che possa condurre la squadra fino a giugno e quella di intraprendere una strada più lungimirante. La prima è di più semplice attuazione della seconda, entrambe però presentano fattori di rischio enormi. La lista di nomi delle papabili soluzioni d’emergenza ha ormai raggiunto dimensioni imbarazzanti, a dimostrazione dell’enorme stato di confusione in cui è piombata la società. C’è un nome però che in queste ultime ore sta rimbalzando con frequenza, un tecnico che potrebbe essere utile già da ora ma al quale si potrebbe pensare anche per il futuro, è quello dello spagnolo Rafa Benitez, attualmente sulla panchina del Liverpool.

Se Juve e Milan ieri hanno potuto “festeggiare” l’approdo al turno successivo, i quarti di finale, della Coppa Italia, in altre lande europee ha fatto notizia l’eliminazione eccellente di due super big del calcio continentale: il Barcellona è stato eliminato agli ottavi di finale dalla Coppa del Re (ne era detentore), il Liverpool fuori dalla FA Cup al terzo turno (come per altro accaduto al Manchester United pochi giorni prima contro il derelitto Leeds). Fatali sconfitte interne nei leggendari Camp Nou e Anfiel Road: per i blaugrana di Guardiola l’1-2 casalingo ad opera del Siviglia s’è rivelato decisivo ai fini dell’eliminazione, stesso risultato, 1-2, ai tempi supplementari del Reading nel Merseyside.
Partiamo dai catalani che ieri sera in terra andalusa dovevano ribaltare la sconfitta patita nel match d’andata: vincere 0-2, questo l’obiettivo minimo per andare avanti nella competizione e non subire così il primo smacco (o eliminazione che dir si voglia) della gestione Guardiola, che di fatto fino ad ora aveva vinto tutti i trofei disputati. Ebbene, non è bastato lo 0-1 finale, frutto di un bel gol nella ripresa di Xavi su assist di Iniesta; i due centrocampisti hanno fatto del loro meglio, Messi e Henry ci hanno provato senza lesinare impegno e Palop, portiere del Siviglia, è stato alla fine migliore in campo. Ma gli errori di Ibrahimovic sotto porta (due, uno dei quali clamoroso) e un po’ di sfortuna hanno fermato la corsa di Puyol e soci (anche se il Siviglia ha recriminato per due gol annullati a Jesus Navas, entrambi forse buoni).
Continua a leggere: Tempo di Coppe Nazionali: Barcellona e Liverpool fuori