
Scoring Summary
Australia New Zealand 2-1: Dario Vidosic (57) Christopher Killen (16) Brett Holman (90)
Stadium: Melbourne Cricket Ground
Attendance: 55,659
Match Time: 10:30 UK
Official(s):
Ricardo Salazar (Referee)
Australia - New Zealand
Adam Federici Mark Paston
Lucas Neill Ryan Nelsen
Craig Moore Ben Sigmund
David Carney Tony Lochhead
Mark Milligan Leo Bertos
Tim Cahill Ivan Vicelich
Jason Culina Tim Brown
Vincenzo Grella Simon Elliott
Marco Bresciano Rory Fallon
Dario Vidosic Christopher Killen
Scott McDonald Shane Smeltz
Substitutes
Brad Jones Glen Moss
Eugene Galekovic James Bannatyne
Michael Beauchamp Dave Mulligan
Shane Lowry Winston Reid
Nick Carle Andrew Boyens
Carl Valeri Jeremy Christie
Mile Jedinak Michael McGlinchey
James Holland Andrew Barron
Brett Holman Aaron Clapham
Nikita Rukavytsya Jeremy Brockie
Tommy Oar Chris Woods




Ficha de jogo: Complexo Desportivo de Covilhã - Árbitro: Carlos Gomez (Espanha)
Equipas:
PORTUGAL - Eduardo; Paulo Ferreira (Miguel, 68m), Ricardo Carvalho (Ricardo Costa, 46m), Bruno Alves e Fábio Coentrão; Pedro Mendes (Tiago, 58m), Miguel Veloso (Raul Meireles, 46m) e Deco (Danny, 58m); Nani, Liedson (Hugo Almeida, 46m) e Cristiano Ronaldo.
Suplentes – Beto, Daniel Fernandes, Rolando, Miguel, Ricardo Costa e Duda, José Castro, Tiago, Raul Meireles, Danny, Simão e Hugo Almeida.
CABO VERDE - Fock; Stopira, Varela, Ricardo e Nando; Marco Soares, Babanco (Heldon, 58m) e Valter Borges (Vítor Moreno, 68m), Dário; Lito e Dady (Semedo, 24m (José Luís, 93m).
Suplentes - Veiga, Guy Ramos, Zé Luís, Ton, Vitor Moreno, Heldon, Nhambu, Tony Varela, Jerson, e Semedo.
Ao intervalo: 0-0
Acção disciplinar: Cartão amarelo a Nando, Pedro Mendes, Nani e Cristiano Ronaldo.
Fim da partida: 0-0




L’Inghilterra di Fabio Capello batte il Messico per 3-1 in un match amichevole di preparazione ai Mondiali giocato a Wembley. In rete per la squadra di Capello King al 17′, raddoppia Crouch al 34′. Il Messico accorcia nel recupero della prima frazione con Franco ma al 47′ Johnson ristabilisce le distanze. Domani per i nazionali inglesi ritorno in Austria, domenica prossima amichevole contro il Giappone, ultimo impegno dopo il quale Capello scegliera’ i 23 per il Mondiale. Tutto facile anche per l’Argentina che ha sconfitto a Buenos Aires il Canada per 5-0. Apre le marcature una doppietta di Maxi Rodriguez al 16′ e al 32′, al 37′ va in gol Di Maria. Il primo tempo termina 3-0. Nella ripresa i gol di Tevez al 64′ e di Aguero al 72′. (Risultati)
Non va oltre lo 0-0 il Portogallo contro il modesto Capo Verde. A Melbourne, invece, l’Australia ha sconfitto la Nuova Zelanda in un’amichevole di preparazione ai mondiali disputata a Melbourne. Gli All Whites - inseriti in Sudafrica nel gruppo F, lo stesso dell’Italia - erano passati in vantaggio al 16′ con Killen. Nella ripresa la rimonta dei padroni di casa con Vidosic (57′) e Holman (74′). L’Australia giochera’ nel gruppo D con Germania, Serbia e Ghana. All’Orlando Stadium di Soweto Sudafrica e Bulgaria hanno pareggiato per 1-1. Reti di Siyabonga Sangweni al 20’ per i sudafricani e di ValeriBojinov al 31’ per i bulgari. A Saitama Corea del Sud batte Giappone 2-0: il vantaggio dei coreani è arrivato dopo appena 6 minuti ad opera dell’esterno del Manchester United, Park Ji Sung, stella della sua Nazionale. Nei minuti di recupero della ripresa, Park Chu Young, bomber del Monaco, ha raddoppiato su rigore.




Il ct dell’Argentina ha aspettato fino all’ultimo istante disponibile prima di comunicare la lista dei 30 pre-convocati in vista di Sudafrica 2010. Diego Armando Maradona aveva dei dubbi da sciogliere, non a caso nel suo periodo da selezionatore ha convocato ben 108 giocatori diversi, e ha preferito prendersela comoda. Nella lista ufficiale non ci sono grandi sorprese, mancano alcuni nomi che forse avrebbero meritato maggior attenzione ma in fondo si tratta di esclusioni preventivate. Su tutte colpisce quella del capitano dell’Inter Javier Zanetti.
Oltre a Zanetti non è presente anche un altro dei giocatori simbolo per i nerazzurri e cioè Esteban Cambiasso, quest’ultimo però non era nell’orbita della nazionale da un po’ e non stupisce quindi la sua assenza. Riguardo al capitano interista invece nelle ultime ore erano circolate voci a proposito di una sua convocazione in extremis, stesso destino sarebbe toccato al blaugrana Gabriel Milito, entrambi però guarderanno il mondiale da casa. Tra gli attaccanti invece c’è Diego Milito, la sua stagione sensazionale ha convinto Maradona a concedergli una chance, anche se non è affatto sicuro che alla fine sarà tra i 23.
Continua a leggere: Ecco i 30 dell'Argentina: Maradona rinuncia a Cambiasso e Zanetti

Ebbene sì, l’attuale ct dell’Argentina, probabilmente il giocatore più forte di tutti i tempi, Diego Armando Maradona è a un passo dal Napoli: non come successore di Walter Mazzarri, no, il tecnico di San Vincenzo non si tocca, ma come direttore generale del club partenopeo con un importante voce per quanto riguarda il capitolo calciomercato. Trattativa segreta quella portata avanti dal patron degli azzurri Aurelio De Laurentiis, volato personalmente a Buenos Aires nei giorni scorsi ufficialmente per trattare in prima persona il rinnovo contrattuale del Pocho Ezequiel Lavezzi. Ma nella capitale argentina il magnate cinematografico ha incontrato il Pibe de Oro e oltre ai primi colloqui tra i due, ci sarebbe stata anche una firma in calce come impegno per il prossimo futuro.
Certo, Maradona al momento ha in testa ben altro: c’è un Mondiale da riportare in patria dopo 24 lunghi anni di digiuno, una ferita al volto per morsi del suo cane e l’opinione pubblica da tenere buona. Così non ha voluto che trapelasse alcunché di questa segreta trattativa, anche perché la strada è ancora irta e lunga. Infatti De Laurentiis ha dovuto anche intrattenere fitti dialoghi col ministro dell’Economia Giulio Tremonti, perché sono note le pendenze dell’ex fantasista del Napoli col fisco italiano: praticamente il Napoli si è fatto garante della situazione dell’argentino, assicurando che verrà saldato ogni debito nel caso di un trasferimento in Italia di Maradona. In cambio, De Laurentiis si assicurerà anche i suoi diritti d’immagine.




Continua a leggere: Clamoroso Napoli: il prossimo dg potrebbe essere Diego Armando Maradona

Quando lo dice prima Maurizio Mosca a Guida al Campionato e poi lo conferma Tuttosport, c’è quasi la certezza che la cosa non si farà: no, Fabio Capello bis alla Juve è la classica boutade su cui sarebbe difficile ricamare un post. Da verificare anche le voci che vogliono Adriano, sì proprio lui, l’Imperatore, obiettivo juventino per il dopo-Trezeguet: il valore del giocatore non si discute, ma quanto c’è di vero dietro questa indiscrezione? Chissà, forse di più di quanto non si immagini, ma sembra comunque qualcosa di inverosimile. L’accostamento invece di Kevin Kuranyi alla Vecchia Signora pare qualcosa di tangibile, per vari motivi: è un giocatore relativamente giovane (è un classe ‘82), che si libera a parametro zero dopo 4 stagioni a Gelsenkirchen e che guadagna al netto due milioni di euro.
In pianta stabile nella Germania di Joachim Low, è stato per tre anni il capocannoniere dello Schalke 04, ma anche allo Stoccarda fece un bel numero di gol. Padre tedesco-ungherese, madre panamense, è nato in Brasile e poteva “scegliere” fra ben 4 nazionali, avendo una miriade di passaporti; alla fine ha scelto per la selezione tedesca, risultando comunque un prolifico cannoniere. Abile nel gioco aereo, potente senza lesinare classe, potrebbe essere un affare; non un top-class ma comunque un giocatore dal gol facile che assomiglia per caratteristiche ad Amauri e Iaquinta, mixati (ma non per questo più forte dei due). E secondo più di una fonte, non solo italiana, la trattativa per vederlo col bianconero la prossima stagione sarebbe avviata, con l’indizio del contratto non rinnovato che pare quasi una prova (è stato accostato anche alla Roma).
Continua a leggere: Juve, è già mercato: vicinissimo Kuranyi, nel mirino anche Di Maria
Piangono di gioia gli argentini dopo aver vissuto settimane di inferno. Piange come un bambino Diego Armando Maradona, abbracciato a Carlos Bilardo, il suo collaboratore mai troppo sopportato. Piange prima di insultare, per “vendetta” e senza badare alla forma, tutti i giornalisti che hanno osato criticarlo. E’ l’epilogo di Uruguay-Argentina, partita povera e noiosa dal punto di vista strettamente tecnico-tattico, ma intensa per emozioni e pathos, generate dall’altissima posta in palio. (Foto) (Il Video) (Lo sfogo di Maradona)
La notizia del vantaggio cileno (il Cile è allenato dall’ex ct argentino Bielsa) ha fatto esplodere di gioia entrambe le tifoserie, perché, con la sconfitta dell’Ecuador, l’Uruguay si sarebbe assicurato almeno lo spareggio anche perdendo il match con l’Argentina, mentre agli uomini di Maradona sarebbe bastato il pareggio per la qualificazione diretta. Muslera e Romero non hanno dovuto compiere grossissime parate; il predominio territoriale è stato appannaggio degli argentini. Dall’altra parte l’Uruguay si è reso pericoloso solo in un paio di occasioni (in una di esse Lugano ha sprecato malamente).

Dieci e quattordici ottobre, Perù e Uruguay: l’Argentina fra due settimane si troverà a giocarsi la qualificazione al Mondiale, due match cruciali in cui la Seleccion non potrà permettersi errori. Diego Armando Maradona, ct della selezione albiceleste, criticato da più parti ma orgoglioso e testardo, per battere gli avversari ha scelto 18 giocatori, alcuni noti, altri nuovi, lasciando a casa nomi illustri. Insomma, nel momento più critico ha adottato una mezza rivoluzione.
Gli “italiani” sono solo tre: il portiere Mariano Andujar del Catania e gli attaccanti Diego Milito e Ezequiel Lavezzi. Tutti gli altri a casa: ha sorpreso l’esclusione di Javier Zanetti, ma anche quella di Jesus Datolo (uno dei pochi a salvarsi contro il Brasile), di Nicolas Burdisso e di Juan Pablo Carrizo. Tra gli epurati altri nomi eccellenti: Fernando Gago, Sebastian Veron, Maxi Rodriguez e Lisandro Lopez. Anche volti nuovi: quelli di Emiliano Insua del Liverpool e di Gonzalo Higuain del Real Madrid. Di seguito la lista completa.
Continua a leggere: Argentina, Maradona dirama le convocazioni e fa una mezza rivoluzione

L’Argentina è riuscita a confermare l’oro di quattro anni fa ad Atene ed è ancora sul gradino più alto del podio dopo aver battuto in finale la Nigeria grazie ad un gol del promettente esterno del Benfica Di Maria, nella precedente edizione era stato invece di Tevez il gol partita. La vittoria serve anche da rivincita per la sconfitta subita alle olimpiadi di Atlanta sempre contro gli africani che in quella occasione si imposero per 3-2.
Lo stadio di Pechino per l’occasione è una fornace, si segnalano 32 gradi con il 35% di umidità, ma all’interno dell’impianto probabilmente la temperatura è ancora più elevata. Forse è per questo che la partita fin dall’inizio non ha offerto ritmi indiavolati. La Nigeria sembra sopportare meglio il calore è attacca con più continuità ma i sudamericani riescono ad opporsi bene grazie ad un’attenta tattica del fuorigioco.
Continua a leggere: L'Argentina è di nuovo d'oro: è lei la regina delle olimpiadi