
Se guardiamo le convocazioni fatte da Prandelli nell’ultimo anno ci accorgiamo che il nome di Di Natale non compare mai, per questo può anche sembrare che il bomber dell’Udinese sia una sorpresa. Chi però segue il campionato italiano sa benissimo che il napoletano ha meritato la chiamata e se fino ad ora è stato ai margini è solo per la voglia del ct di sperimentare per la ricostruzione, nei momenti che contano è però difficile fare a meno di una punta che nelle ultime tre stagioni ha realizzato 80 gol contando il solo campionato. Ma Totò, 35 anni da compiere, non è più giovanissimo e confessa di fare fatica a reggere tutti gli impegni richiesti ad un calciatore professionista, per questo sempre più spesso si trova a pensare al suo ritiro:
“Dopo l’Europeo? Possibile anche che smetta. Ho un anno di contratto con l’Udinese, vediamo cosa decido. Per giocare bisogna avere voglia di giocare. La scelta non dipende dall’esito dell’Europeo. Comunque la decisione sarebbe per il 2013, al termine del mio contratto con l’Udinese. Era un pensiero che avevo già fatto, negli ultimi 20 giorni di campionato ho giocato cinque partite. È un ritmo troppo alto. Non c’entra la morte di Morosini: ho due bambini e vorrei stargli vicino. Rimarrò comunque a vivere a Udine. Ora giochiamo l’Europeo, poi ci pensiamo”.
Le parole dell’attaccante seguono a quelle di Francesco Guidolin che, dopo la conquista di un posto in Champions League, ugualmente aveva paventato un addio, anche temporaneo, al calcio. Tornando a Di Natale, il capitano dell’Udinese sa di non essere al primo posto nelle gerarchie di Cesare Prandelli, davanti a lui ci sono Cassano e Balotelli, ma promette comunque il massimo impegno quando sarà chiamato in causa, magari giocando da prima punta, ruolo a lui più congeniale:
“Torno in Nazionale dopo due anni in cui questo gruppo si è formato e ha lavorato bene. Sono a disposizione del mister, sono convinto si possa fare bene. C’è Cassano che è un fenomeno. Possiamo dimostrare il nostro valore. Io chioccia dell’attacco? Chioccia no, ma ho tanta esperienza che può essere utile. Sono più forte e voglio dare il 100%. Per la Nazionale darò sempre il massimo. Insieme con Cassano e Balotelli? Può essere anche se non abbiamo mai giocato insieme, ma con Balotelli secondo me possiamo fare bene. Siamo a disposizione di Prandelli. Ovviamente mi piacerebbe giocare il più possibile. A 34 anni è questo che importa. A Udine gioco primo attaccante e la squadra gioca per me, e dimostra di fare gol, mi piacerebbe giocare prima punta, è il mio ruolo e so che lì posso dare il massimo, posso giocare a sinistra, lo facevo da più giovane, difficile che mi metta lì, ma sono sicuro che farò bene”.
Continua a leggere: Italia, Di Natale spiazza tutti: "Sto pensando di smettere"

L’Udinese per il secondo anno consecutivo centra l’obbiettivo dei preliminari di Champions League, un risultato importantissimo per una società abilissima a scovare giovani talenti in giro per il mondo che poi puntualmente diventano pezzi pregiati del mercato continentale. Come al solito nelle vicende friulane c’è sempre la firma gigante di Totò Di Natale, l’attaccante campano ha trascinato la squadra a suon di gol, abitudine che ormai ha da molti anni. Ma sicuramente molti meriti vanno riconosciuti anche a Francesco Guidolin, l’allenatore sta scrivendo pagine bellissime della sua storia e di quella dei bianconeri. Il tecnico dopo la partita era visibilmente soddisfatto del risultato, nelle sue parole la sua solita modestia e il ringraziamento a tutti i suoi ragazzi:
“Sono molto felice perché abbiamo raggiunto un traguardo storico alla fine di un campionato straordinario. Faccio i complimenti a tutti i nostri antagonisti e ringrazio i miei giocatori e la mia società. Nessuno se l’aspettava e forse è stato più bello rispetto allo scorso anno. I meriti sono tutti dei miei giocatori che hanno superato anche i momenti difficili”.
Ma all’improvviso il fulmine a ciel sereno: Guidolin annuncia all’incredula platea che potrebbe anche non essere alla guida dell’Udinese l’anno prossimo. L’allenatore ha detto di essere seriamente provato dallo stress accumulato nel corso della stagione e che potrebbe non essere pronto a rimettersi alla guida della squadra in occasione del ritiro di luglio:
“Sono molto stanco e ora devo riposarmi e penso che avrei bisogno di un riposo lungo. Nei prossimi giorni parlerò coi miei dirigenti, mi sento molto provato e non so se la mia salute possa reggere un’altra stagione di questo genere con oltre 50 gare. Sento il bisogno di staccare e fermarmi un po’ e non so se sarò pronto per l’inizio di luglio. Io direttore tecnico con un giovane allenatore? Io sarei pronto per un ruolo del genere”.
Non è la prima volta che ascoltiamo parole di questo tenore da un allenatore, ricordiamo tutti l’addio alla panchina di Arrigo Sacchi, o più di recente quelle di Guardiola e Luis Enrique, entrambi bisognosi di riposo lontano dal terreno di gioco. Indubbiamente il lavoro di allenatore non è semplice, le pressioni da sostenere sono molte e a fine stagione è normale avvertire il bisogno di staccare. A Guidolin auguriamo di riuscire a recuperare le energie in tempo per tornare in panchina la prossima stagione, per guidare la sua Udinese nell’assalto alla Champions League, un sogno che è diventato realtà grazie anche, o forse soprattutto, al suo difficilissimo ma splendido lavoro.
Highlights Udinese - Genoa 2-0 | Video Gol Serie A
L’Udinese è ancora una volta vicinissima al traguardo del preliminare di Champions League. Come l’anno scorso i friulani dovranno aspettare l’ultima giornata per festeggiare e il destino è nelle loro mani: basterà un pareggio a Catania perché il terzo posto sfumerà solo in caso di sconfitta e di contemporanea vittoria della Lazio contro l’Inter (o del Napoli contro il Siena, ma i partenopei hanno due squadre davanti ed è più remota la possibilità di aggancio). Per il Genoa, invece, sarà un’altra settimana di sofferenza: la salvezza non è ancora acquisita.
La partita dura praticamente meno di un tempo, quando i liguri restano in dieci per l’espulsione di Kucka al 29′ (fallo su Fabbrini lanciato a rete) e un minuto dopo Di Natale trasforma la punizione che porta in vantaggio i bianconeri. Al 38′ una probabile topica di Tagliavento lascia il Genoa in nove uomini: Palacio insulta Moretti, un suo compagno di squadra, ma l’arbitro, convinto che l’epiteto sia indirizzato a lui, lo espelle nell’incredulità generale. Al 21′ della ripresa arriva il facile raddoppio: cross di Basta e Floro Flores appoggia in rete in tranquillità.
Highlights Udinese - Lazio 2-0 | Video Gol Serie A
29 Aprile 2012 - E’ successo l’incredibile. A tre giornate dal termine della stagione non c’è più solo la lotta per lo Scudetto tra Milan e Juventus ad appassionare i tifosi. Adesso ci sono anche quattro squadre a quota 55 punti in classifica (Lazio, Inter, Napoli ed Udinese) che potranno lottare alla pari per qualificarsi per la prossima Champions League. Uno scenario che senz’altro non farà piacere ai tifosi della Lazio, saldamente terza fino a poco tempo fa, che hanno visto esaurirsi le energie della propria squadra negli ultimi due mesi. Reja è stato messo in grossa difficoltà dai moltissimi infortuni, in particolare da quello di Klose, che hanno fatto perdere davvero tanti punti ai capitolini.
In questo momento sono rientrate in gioco anche Inter e Napoli che fino ad un paio di settimane fa sembravano spacciate. Questa sera la Lazio ha perso un importantissimo scontro diretto con l’Udinese, anch’essa in crisi nelle ultime partite. La gara, piuttosto brutta da un punto di vista di estetica calcistica, è stata vinta dai padroni di casa grazie al solito Totò di Di Natale che dopo il gol ha sfogato un po’ di rabbia per qualche mugugno di troppo udito dalle tribune nelle ultime settimane. A fine partita Pereyra ha segnato il suo primo gol in Serie A, ed il secondo della partita, sfruttando un ‘qui pro quo’ mai visto prima. In campo si è sentito indistintamente un triplice fischio che ha indotto i difensori biancocelesti a pensare che la partita fosse finita.
In realtà il suono proveniva dagli spalti ed il giovane argentino ne ha approfittato per siglare il gol del definitivo 2-0. Per questo episodio c’è stato qualche minuto di tensione in campo con i giocatori della Lazio molto nervosi perché convinti che il finto fischio fosse arrivato da qualche componente della panchina bianconera. La partita non è più ripresa nonostante i tentativi di Bergonzi che ha espulso Dias per proteste e che probabilmente segnalerà nel proprio referto qualche altro giocatore e dirigente al giudice sportivo considerate le intemperanze che ci sono state in campo.
Continua a leggere: Highlights Udinese - Lazio 2-0 | Video Gol Serie A

Intervenuto a Radio Monte Carlo, Antonio Di Natale ha espresso tutto il suo dispiacere per la prematura scomparsa dell’ex compagno di squadra Morosini; nell’occasione ne ha approfittato per svelare un’inquietante retroscena, quello cioè che l’anno scorso aveva pensato di ritirarsi dal mondo del calcio perché oberato dai troppi impegni. Una squadra di vertice, ma anche un’Udinese impegnata in Europa League, ogni anno disputa 50-55 partite, a cui vanno aggiunti gli allenamenti pressoché quotidiani, le tournée estive e le amichevoli, per un totale di circa 250 giorni di lavoro fisico-agonistico l’anno, esclusi gli impegni con le Nazionali. Proprio un mese fa Gabriel Omar Batistuta aveva rilasciato una dichiarazione shock che è bene riportare nuovamente:
“Non posso più giocare a pallone perché non posso più correre, ma almeno adesso cammino abbastanza bene. Di infiltrazioni non ho fatte tantissime. Però giocavo sempre. Su una stagione da 70 partite, ne facevo 65. E davo sempre tutto. Avevo difficoltà ad accettare di stare fermo per un infortunio. Se tornassi indietro, forse starei più attento a me stesso, ma alla fine neppure troppo”.
Alla luce di quanto svelato da Totò Di Natale, le parole dell’argentino tornano d’attualità; il capitano dell’Udinese si è infatti sfogato:
“Io parlo di me perché ormai sono più di 18 anni che gioco a calcio. Giocare ogni 3 giorni è molto difficile, il calcio italiano va troppo veloce. Io già l’anno scorso avevo pensato di ritirarmi perché non riesco più a dormire, faccio fatica ad andare a letto; giocando ogni tre giorni è difficile”.
Se Antonino Pulvirenti, presidente del Catania, ha laconicamente replicato con un “effettivamente si gioca troppo ma i calciatori da queste gare ravvicinate comunque ne traggono beneficio, e credo che le frasi dette a caldo da Di Natale lasciano il tempo che trovano“, il giornalista della Gazzetta dello Sport Nicola Cecere, su Sportitalia, ha dato ragione all’attaccante dei friulani:
“Bisogna riscrivere le regole. Un campionato di venti squadre è eccessivo. Bisogna ripensare ai campionati, devono esserci diciotto squadre con quattro retrocessione. Il calcio è cambiato. Si corre tantissimo, i giocatori sono “gonfiati” a livello fisico per poter tenere questi ritmi. Abbiamo visto tutti fisicamente come è maturato Pato, e ricordiamo tutti com’era Del Piero ad inizio carriera. Bisogna giocare di meno, non c’è soluzione”.
Insomma, il dibattito è aperto e mai come ora torna d’attualità.
Foto | © TMNews
“Mario era come un fratello per me, ci tenevo particolarmente. Era un ragazzo stupendo che aveva sofferto tanto e viveva per la sorella gravemente malata, era tutto per lui. Ho chiesto a tutti i capitani della serie A di starle vicino, aiutandola. Ieri era impossibile giocare, è stata una giornata tragica. Complimenti all’Inter, all’Udinese e al presidente federale Abete che hanno compreso la situazione. Era giusto fermarsi“, ha affermato Antonio Di Natale dai microfoni di Sky Sport all’indomani della tragica morte di Piermario Morosini.
Tutto il calcio si mobilita per il sostegno alla sorella dello sfortunato atleta, Maria Carla Morosini, nata con gravi problemi psichici e rimasta praticamente sola dopo le morti premature degli altri componenti familiari, in particolare l’Udinese, il club che deteneva da anni il cartellino del giocatore: il club friulano, “profondamente addolorato per la prematura scomparsa di Piermario Morosini“, annuncia che attraverso la onlus “Udinese per la Vita” si attiverà per garantire assistenza alla sorella dello sfortunato calciatore.
“Udinese per la Vita’ - fa sapere il club friulano - garantirà un primo immediato intervento e si attiverà al fine di fornire, insieme a tutti i club di serie A e serie B, l’assistenza e le cure in modo continuativo e duraturo. Un appello ed un messaggio che ci auspichiamo vengano raccolti da tutti i club di serie A e B“.
Continua a leggere: Di Natale e l'Udinese: "Ora dobbiamo aiutare la sorella di Morosini"

Fra due mesi prenderanno il via gli Europei di Calcio 2012 che quest’anno si giocheranno tra Polonia e Ucraina; come di consueto, dunque, la Panini ha lanciato la raccolta di figurine per celebrare l’attesa competizione continentale, una collezione di 540 figurine adesive (di cui 40 speciali olografiche), da raccogliere in un album da 64 pagine. E come sempre avviene prima di Mondiali e Europei, la celebre casa di figurine di Modena ha dovuto anticipare il lavoro dei commissari tecnici, diramando una lista di possibili convocati:
“I tempi tecnici di realizzazione della collezione ci obbligano ad anticipare le scelte del ct Cesare Prandelli e degli allenatori delle altre Nazionali del torneo europeo. Una collezione veramente speciale poiché, grazie alla sua grande diffusione, rappresenta idealmente il concetto di ‘unione’ contenuto nella Costituzione europea: fin dalle prime edizioni, questa raccolta ha infatti permesso ai collezionisti di tutta Europa di condividere la stessa passione, riconoscendo nella figurina uno strumento di scambio che ha anticipato di diversi anni la moneta unica europea”.
Questo quanto spiegato da Antonio Allegra, direttore Mercato Italia Figurine e Card di Panini. Perciò andiamo a vedere i “convocati” dell’album di figurine della Panini per quanto concerne l’Italia:
Portieri: Gianluigi Buffon, Morgan De Sanctis. Difensori: Giorgio Chiellini, Andrea Barzagli, Andrea Ranocchia, Federico Balzaretti, Domenico Criscito, Christian Maggio. Centrocampisti: Daniele De Rossi, Andrea Pirlo, Thiago Motta, Claudio Marchisio, Riccardo Montolivo, Alberto Aquilani, Simone Pepe. Attaccanti: Sebastian Giovinco, Pablo Daniel Osvaldo, Antonio Di Natale, Giampaolo Pazzini, Mario Balotelli.
Questa lista di 20 giocatori (in realtà dovranno essere 23) suggerisce un dibattito sugli attaccanti che Prandelli porterà in Polonia ed Ucraina: secondo la Panini non ci saranno Alessandro Matri e Antonio Cassano, appannaggio di Giampaolo Pazzini e Pablo Daniel Osvaldo. L’inserimento di Di Natale e Balotelli appare scontato, ma una loro eventuale convocazione farebbe comunque notizia: il primo, nonostante la caterva di gol segnati nelle ultime tre stagioni, non è mai stato “visto” abbastanza da Prandelli, il secondo, coi suoi comportamenti un po’ “birichini“, rischia di non essere escluso secondo il famoso codice etico di prandelliana istituzione.
Considerato che agli Europei i selezionatori convocano sei attaccanti, chi secondo voi dovrebbe essere scelto dal nostro commissario tecnico? Secondi chi scrive, il sestetto più logico sarebbe: Antonio Cassano, Alessandro Matri, Giampaolo Pazzini, Sebastian Giovinco, Antonio Di Natale e Mario Balotelli. Con Giuseppe Rossi ormai definitivamente fuori dai giochi, chi potrebbe inserirsi all’ultimo come possibile outsider? Si fanno i nomi del già citato Osvaldo, di Borini, di Quagliarella e addirittura di Del Piero: il toto-attaccante è più che mai cominciato.
Foto | © TMNews

Chi vinceva balzava al terzo posto, alla fine esulta (per così dire) la Lazio che rimane in zona Champions League dato che la gara del Friuli tra Udinese e Napoli finisce in parità: 2-2 dopo 90 minuti intensissimi, partita a tratti spettacolare in cui si è visto tutto e il contrario di tutto. Innanzitutto ottimi i bianconeri di casa che sono riusciti ad andare sul doppio vantaggio (Pinzi e poi il solito Di Natale al nono gol in carriera contro il Napoli) nonostante la gara per niente cattiva degli ospiti; quindi l’espulsione per doppio ingenuo giallo di Fabbrini (e quella di Guidolin per proteste) e l’impetuoso ritorno di un Napoli che sbaglia prima un penalty con Cavani che si lascia ipnotizzare dal para-rigori Handanovic, quindi il Matador partenopeo si fa perdonare pareggiando i conti con un uno-due terrificante. Finisce col paratone di Handanovic che nega a Zuniga il gol che avrebbe consegnato ai campani una rimonta pazzesca. A fine gara su Sky Walter Mazzarri si rammarica per i due punti persi:
“Nel primo tempo abbiamo giocato meglio dell’Udinese, abbiamo creato di più sbagliando due/tre occasioni importanti. Abbiamo preso un gol beffa al primo passaggio verso la nostra porta. La prestazione della mia squadra è stata ottima anche nella prima frazione. Con un uomo in più ci chiudevano ancora di più gli spazi, qualche vantaggio l’abbiamo avuto. Se non fossimo stati anche oggi disattenti in fase difensiva, soprattutto in occasione del secondo gol, credo che dal punto di vista della prestazione abbiamo giocato meglio di loro. Terzo posto? Non ho mai detto dove deve arrivare il Napoli, dico solo che oggi meritavamo la vittoria”.
Interessante la risposta dell’allenatore livornese quando gli si chiede del mancato turn-over della difesa che ormai da mesi gioca sempre con gli stessi tre uomini (Campagnaro, Cannavaro e Aronica):
“Fernandez è giovane e questo per lui è un anno di maturazione. Cannavaro e Campagnaro sono più affidabili e a Napoli non puoi fare troppi esperimenti. Britos invece è venuto per fare il titolare, ma non è stato molto bene. Nel frattempo Aronica ha cominciato a giocare, l’ha fatto bene ed è normale che un allenatore guarda la continuità. E’ importante anche la conoscenza reciproca e questo trio difensivo gioca insieme da tempo”.
Dal fronte udinese è dispiaciuto Francesco Guidolin che cercava di tornare al successo casalingo dopo più di un mese e mezzo (tre pareggi e un ko dopo la vittoria di inizio febbraio contro il Lecce) per di più durante la sua 100esima panchina da allenatore dei friulani:
“Ci ho messo un poco per calmare i ragazzi, penso di esserci riuscito e ora si riprende il cammino, giochiamo sabato in anticipo. Sono stato espulso ed essere allontanato dal campo non è una bella cosa, proprio oggi che era la mia 100esima gara sulla panchina dell’Udinese. Non ho altro da aggiungere sugli episodi. Ribadisco comunque che l’espulsione è stata giusta. C’è molta amarezza in me, è una vita che non vinciamo una partita in casa mentre prima eravamo un rullo compressore. La classifica è bellissima, ma poteva essere splendida. Noi speravamo di vincere, ma il pareggio è giusto”.
Continua a leggere: Udinese - Napoli 2-2: le parole di Mazzarri e Guidolin, entrambi rammaricati
Highlights Bologna - Udinese 1-3 | Video Gol Serie A
26 Febbraio 2012 - Dopo due sconfitte ed un pareggio nelle ultime tre giornate, l’Udinese è tornata a vincere in trasferta contro il Bologna. Questa sera è rientrato dall’infortunio Antonio Di Natale, capitano e uomo simbolo dei bianconeri, che aveva saltato per un problema fisico le due partite di Europa League contro il Paok ed il pareggio casalingo 0-0 contro il Cagliari della scorsa settimana. L’importanza del numero 10 napoletano è assoluta nell’attacco friulano che infatti questa sera è tornato a brillare. La partita è stata sbloccata al 37′ minuto su calcio di rigore proprio segnato da Di Natale.
L’arbitro Mazzoleni ha assegnato un tiro dal dischetto per un fallo di Perez sullo stesso Di Natale che però forse era avvenuto fuori dall’area di rigore. All’11 minuto della ripresa Dušan Basta ha chiuso l’incontro segnando un gol splendido dopo una serpentina tra i difensori rossoblu. Al 36′ minuto il greco Kone ha accorciato la distanze, ma tre minuti dopo Floro Flores ha archiviato nuovamente la pratica segnando il gol dell’1-3. La lotta per il terzo posto diventa sempre più avvincente con la Lazio e l’Udinese che sono ancora appaiate a quota 45 punti.
Continua a leggere: Highlights Bologna - Udinese 1-3 | Video Gol Serie A

Dopo lo 0-0 interno contro il Paok Salonicco nell’andata dei sedicesimi di Europa League, si fa sentire l’Udinese e non contro gli avversari, gli arbitri o chicchessia. Lo sfogo del club friulano è indirizzato contro i propri tifosi e contro la nota Agenzia di Comunicazione Ansa che questo pomeriggio ha pubblicato un articolo quantomeno controverso. Ma partiamo dalla polemica che Gianpaolo Pozzo, settantenne patron del club udinese, ha imbastito contro i supporters locali, dichiarazioni riportate proprio dall’Ansa; a Pozzo non è piaciuto il Friuli semi-deserto con seimila tifosi di casa e altrettanto giunti dalla Grecia ammonendo la gente del posto che “continuando in questa maniera, si corre il serio rischio di andare incontro allo stesso declino visto a Trieste“.
Certo il clima e i prezzi, associati a stadi non proprio confortevoli (il Friuli non lo è) non consentono una presa di posizione a favore del dirigente dei bianconeri (in altre parole, alle 21 di un giovedì sera contro avversari sconosciuti e con la diretta tv in chiaro è plausibile disertare lo stadio se questo non è propriamente confortevole e accedervi non costa poi così poco). Ma a tenere molto più banco quest’oggi è stato il comunicato apparso sul sito della società friulana che ha risposto, secondo il nostro modo di vedere a ragione, all’Ansa che nel primo pomeriggio aveva pubblicato un articolo molto sorprendente. Il corrispondente da Udine dell’Agenzia aveva commentato il pari a reti bianche della squadra di Guidolin contro il Paok con toni alquanto gratuiti. Eccone alcuni stralci:
“Senza Totò Di Natale e Isla l’Udinese è un’ altra squadra. Una formazione assolutamente normale, da metà classifica. Lo si è concretamente visto nella gara di andata dei sedicesimi di Europa League, ieri sera, contro il modesto Paok di Salonicco. Floro Flores impreciso ed evanescente, Armero senza le caratteristiche del trequartista, Abdi sfortunato ma leggero, Fabbrini ancora ‘mezzo giocatore’: si è concretizzato, insomma, il problema della formazione di Guidolin, che è, principalmente, l’assenza di rincalzi di qualità. Che purtroppo il mercato di gennaio non ha sanato, a causa di una scelta societaria troppo concentrata sul business e troppo poco incline alle ‘passioni’ dei tifosi, che avrebbero voluto maggiore convinzione da parte dei Pozzo nel recitare finalmente un ruolo di primissimo piano nel panorama calcistico nazionale e internazionale. […] Va tuttavia ammesso che in questi mesi questa Udinese ha fatto cose straordinarie. Nessuno alla vigilia del torneo avrebbe scommesso su tale rendimento. Ma proprio per questo i deboli investimenti di quest’anno della società fanno ancora più rabbia”.
L’Udinese Calcio si è sentita in dovere di diramare un comunicato di risposta che, ripetiamo, a nostro avviso è risultato provvidenziale e lecito. Di seguito il testo completo:
Continua a leggere: Udinese: Pozzo richiama il pubblico e la società l'Ansa