Ricordate l’altissima dissertazione sull’omosessualità tenuta da Antonio Cassano durante il campionato europeo di calcio? La discutibile uscita del giocatore barese durante una conferenza stampa della nazionale (”I fr.ci? Se ci sono problemi loro!“), tra il burlesco e il sessista, fece scalpore tanto da far reagire duramente la comunità gay italiana e tutte le persone di buonsenso sensibili al tema. In molti, però, hanno liquidato il fatto ricordando che l’autore delle parole fosse un ragazzo semplice e poco dotato culturalmente, altri hanno giustificato la frase riconducendo tutto ad una recondita vicinanza di pensiero con Cassano (”Si pensa, ma non si dice e Cassano lo ha detto“).
Le parole di Cassano furono “provocate” dalle dichiarazioni di Cecchi Paone sul tema dei calciatori gay in nazionale. Cassano, qualche giorno dopo, si scusò per la battuta indelicata, ma ormai la frittata mediatica era fatta. Cecchi Paone, invece, dopo l’uscita infelice di Cassano, ha continuato dicendo che nella nazionale italiana ci sono due gay e un bisessuale fino a metterci il carico da 90 con una presunta relazione tra lui e un calciatore azzurro.
Il conduttore e giornalista è stato vittima di uno scherzo telefonico di Chiambretti su Radio2. Il comico, non contento di aver preso in giro Del Neri e Vialli nelle scorse settimane, ha centrato un altro obiettivo e anche Cecchi Paone ci è cascato. “Tutti i circoli gay mi hanno assediato, tutte le telefonate dei gruppi. Ma io non ce l’avevo né con loro né con te”, si giustificato il Cassano imitato come al solito alla perfezione da Gianfranco Butinar. La telefonata si conclude con una promessa: la stretta di mano avverrà alla presenza di fotografi e giornalisti. “Scegli tu un giornalista di cui ti fidi e una troupe e facciamo un bell’incontro pubblico” propone Cecchi Paone. “Organizziamo per cena così magari ce ne andiamo a mangiare una cosa! Però ti porto un’amica eh? Non ti porto un amico!”, ironizza il giornalista.
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Più che soldatini…professionisti!
— Leonardo Bonucci (@bonucci_leo19) Ottobre 16, 2012
L’uscita di Antonio Cassano durante il programma presentato da Fabio Fazio “Che tempo che fa” non poteva non essere seguita da una risposta della fazione bianconera. “La Juventus l’ho rifiutata tre volte. Lì vogliono solo soldatini, che vanno sempre dritti. Io sono uno che spesso esco dai binari“, ha detto l’attaccante barese nel corso della lunga intervista su Rai 3. La parola “soldatino” usata da Cassano ricorda il soprannome affibbiato ad Angelo Di Livio durante i suoi anni di permanenza alla Juventus.
Lo stesso Di Livio, raggiunto da Tuttomercatoweb.com, ha commentato la frase di Cassano: “Io sono orgoglioso di essere stato un soldatino e di aver giocato in un grande club come la Juventus, un club glorioso che ha vinto davvero tanto - dice l’ex bianconero - Non voglio fare polemica perché non mi interessa, ma un giocatore dovrebbe far parlare di sé quando è in campo e non fuori. Bisognerebbe chiedere a Cassano a cosa si devono queste dichiarazioni”.
Più stizzita la reazione di Leonardo Bonucci, evidentemente risentito nei confronti dell’attaccante dell’Inter per quest’uscita che tira in ballo tutti i giocatori juventini del passato e del presente. Così, tramite Twitter, Bonucci replica in maniera eloquente Cassano: “Più che soldatini…professionisti!“.
Antonio Cassano protagonista assoluto anche contro la Fiorentina con il gol del 2-0 e tante giocate sublimi, l’inizio di stagione del barese è stato fino ad ora assolutamente eccezionale. In sei apparizioni ha già messo a segno 4 gol, in pratica è rimasto a secco soltanto all’esordio contro il Pescara, in cui comunque sfornò l’assist per il secondo gol interista, e contro il Siena, quando nemmeno lui riuscì ad impedire il naufragio dei nerazzurri. Con la maglia del Milan, dal gennaio 2011 fino all’addio consumatosi quest’estate, di gol è riuscito a farne in tutto otto, quattro per stagione, cambiando sponda dei Navigli ci ha messo poco più di un mese a eguagliare i numeri in rossonero. Si fregherà le mani Stramaccioni che fin dal primo giorno ha accolto a braccia aperte l’attaccante che sta ripagando la sua fiducia andando ben oltre ogni più rosea aspettativa.
Quello che più impressiona è il modo di giocare di Fantantonio, il barese è il punto di riferimento più importante nell’attacco interista, riuscendo a essere più decisivo anche di Milito fermo ancora a quota 3 gol, cifra raggiunta stasera grazie al calcio di rigore trasformato contro Viviano. Le sue prestazioni fino ad ora sono state sempre sopra la sufficienza, al di sotto ci è sceso solo contro la Roma, partita in cui comunque non si sottrasse al proprio lavoro mettendo a segno il gol del provvisorio pareggio nerazzurro. Il meglio di sé fino ad ora lo ha dato quando non era in campo Sneijder, come stasera, a sottolineare come potrebbero esserci alcuni problemi di compatibilità con l’olandese, ma di questo se ne occuperà l’allenatore a tempo debito.
Andrea Stramaccioni, complice forse anche l’entusiasmo per i primi tre punti conquistati contro il Pescara all’esoerdio in questa nuova stagione, esce allo scoperto e in diretta su Sky annuncia la liason con il nuovo acquisto dell’Inter Antonio Cassano. L’ex milanista questa sera è stato schierato dal primo minuto e ha ripagato la fiducia dell’allenatore con un assist per Diego Milito, dietro questa intesa che sembra perfetta tra tecnico e giocatore c’è qualcosa di più di un rappoprto professionale come ha ammesso lo stesso Stramaccioni: “Adesso possiamo rivelarlo, stavamo insieme già da due mesi. Non è proprio il mio tipo, esteticamente, però…”.
Forse l’idillio è nato nel tunnel di San Siro in occasione dell’ultimo derby, i due ebbero uno scambio di battute che l’allenatore riferì qualche giorno dopo imitando bonariamente il dialetto barese dell’attaccante, il tempo ha fatto il resto. Alla luce di quanto rivelato da Stramaccioni stridono le tanto discusse dichiarazioni di Cassano sulla questione degli omosessuali in nazionale, rilasciate in conferenza stampa durante gli ultimi Europei, in quell’occasione infatti il giocatore non sembrava essere di vedute molto larghe: “Ci sono gay nello spogliatoio? Sono problemi loro e non mi riguarda”.
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“I gay? Ora ho capito la differenza tra le parole, non volevo offendere nessuno. Quello che ho detto (”I froci? Spero che in nazionale non ce ne siano”, ndr) era in buona fede, in un momento scherzoso. Per me ciascuno è libero di fare quel che vuole. La parola omofobia nella dichiarazione di scuse non l’ho scelta io, ma il concetto è esattamente quello”. Antonio Cassano, a distanza di qualche giorno, è tornato sulla sua caduta di stile che ha scatenato dure reazioni. Una discussione spinosa, a dir la verità, alimentata a dovere dalla dichiarazioni senza peli sulla lingua di Cecchi Paone.
Viene accolta come una boccata di ossigeno, in un ambiente refrattario a qualsiasi tipo di apertura mentale sul tema, la considerazione di Claudio Marchisio, intervistato in esclusiva da L’Uomo Vogue:
“Personalmente, sono d’accordo sui matrimoni tra persone dello stesso sesso. Il nostro ambiente, in effetti, sull’argomento è un po’ ingessato. Se uno esce dal posto di lavoro mano nella mano con il proprio compagno per fortuna non fa più scalpore. All’uscita da un campo di allenamento, invece, la scena non si può immaginare. E non è giusto. Sull’adozione dei figli istintivamente trovo più indicate le figure tradizionali di un uomo e di una donna. Provo a pensare all’equilibrio necessario ai ragazzi, ma è un tema complicato. Non è che si possa sostenere che una coppia eterosessuale sia per forza in grado di dare più amore a un bambino”.
Per i due calciatori arriva un invito: “All’omofobia noi rispondiamo con le nostre campagne. Ringraziamo Marchisio per le dichiarazioni a favore dei matrimoni gay e ringraziamo Cassano per il gol di ieri. Invitiamo la coppia Marchisio-Cassano al Gay village”, ha affermato Imma Battaglia, leader del movimento LGBT. Accetteranno?
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Nessun biscotto, nemmeno un po’ di pan di…Spagna. I giocatori iberici e quelli croati onorano la partita e giocano per la vittoria zittendo le malelingue del partito 2-2, quelli italiani vincono, faticando più del dovuto, contro un’Irlanda piuttosto modesta. I giornalisti spagnoli si tolgono un sassolino dalla scarpa, in particolare Marca che ricorda all’Italia: “Ce ne devi una”. As sottolinea in apertura come “l’uno a uno tra Spagna e Croazia avrebbe eliminato l’Italia: ora gli azzurri ce ne devono una, anzi due. Perché oltre a giocare con fair-play come annunciato dai giocatori della Roja, la Spagna ha continuato a lottare anche dopo il vantaggio, sapendo che con un gol dei croati avrebbe eliminato una rivale diretta come l’Italia. La Spagna non conosce ‘biscottos’“.
“Era una gara a tutto o niente, e a incrociare le dita, e alla fine l’Italia è riuscita a passare il turno”, il commento su El Mundo Deportivo. Più spazio alla prodezza balistica di Mario Balotelli lo troviamo sulle testate giornalistiche d’Oltremanica, con il Guardian in primis. In Irlanda, invece, ci si lecca le ferite, magari consolandosi con l’indescrivibile affetto dimostrato dalla tifoseria verde per la loro nazionale.
Italia - Irlanda 2-0 | I titoli della stampa straniera




Italia - Irlanda 2-0 (Cassano, Balotelli) | Le Foto




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Gli azzurri questa sera hanno vinto contro l’Irlanda ed hanno conquistato la qualificazione ai quarti di finale di Euro 2012. Dopo due pareggi per 1-1, e soprattutto quattro giorni molto intensi nei quali si è parlato soltanto del possibile ‘biscotto’ tra Spagna e Croazia, gli azzurri sono riusciti a vincere la prima partita di questo torneo. L’avversario non era certo dei più ostici, anzi, ma ciononostante gli uomini di Prandelli hanno faticato moltissimo per riuscire a portare a casa questi tre punti. L’Irlanda vista in questo europeo è stata imbarazzante, un vero e proprio miracolo la sola qualificazione alla fase finale ottenuta da Trapattoni.
Sotto il profilo del gioco la nazionale questa sera ha fatto un grosso passo indietro. Nelle due partite precedenti la manovra era sembrata decisamente più convincente, salvo poi trovare qualche difficoltà di troppo nel momento di concludere in porta. Per curare i problemi del reparto offensivo, Cesare Prandelli ha deciso di tornare all’antico, rispolverando il suo 4-3-1-2, a scapito del 3-5-2, facendo esordire in un colpo solo Barzagli, Abate e Balzaretti ed escludendo Bonucci, Giaccherini e Maggio titolari nelle prime due partite. De Rossi è stato ‘alzato’ sulla linea dei centrocampisti e Thiago Motta è stato spostato ancora più avanti nel ruolo di rifinitore.
I primi venti minuti sono stati decisamente deprimenti con la confusione generale che regnava in campo. Dopo, un piccolo miglioramento c’è stato, ma la squadra in generale ha offerto una prestazione più che mediocre. Se ci fossimo trovati davanti un avversario vero, molto difficilmente saremmo riusciti ad avere la meglio. La squadra aveva bisogno di qualche innesto fresco per l’ultima partita, ma allora perché cambiare anche il modulo con il quale abbiamo pareggiato con merito contro la Spagna e pareggiato a causa di un’errore del singolo (Chiellini) contro la Croazia? Ricchissimi di patos gli ultimi minuti di gara nei quali abbiamo fatto tantissima fatica per proteggere l’1-0 prima che fortunatamente Mario Balotelli riuscisse a chiudere l’incontro con una splendida girata su azione d’angolo.
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18 Giugno 2012 - Gli azzurri si qualificano ai quarti di finale degli Europei e attendono l’esito del girone D per conoscere il nome della sfidante, con ogni probabilità la Francia di Ribery. La squadra di Prandelli riesce a battere l’Irlanda, condicio sine qua non per sperare nella qualificazione, ma non riesce a mettersi al sicuro dalla possibilità che l’1-1 fra Spagna e Croazia la elimini in virtù del minor numero di reti segnati nelle tre gare del girone. Roba che non serviva nemmeno “il biscotto”. Una mezza delusione, ma sarebbe potuta andare peggio visto che contro un avversario modesto gli azzurri riescono a segnare soltanto su palla da fermo.
Nel primo tempo grazie al colpo di testa di Cassano che anticipa sul primo palo (la palla entra del tutto prima di essere respinta dal difensore sulla linea) e nel finale con la girata volante di Balotelli, entrato ad un quarto d’ora dal termine per Di Natale. La partita degli azzurri è positiva dal punto di vista della motivazione, ma la difficoltà a costruire gioco contro i disciplinatissimi e volenterosi irlandesi guidati da Trapattoni è evidente. Per evitare brutte figure ai quarti ci vorrà ben altra qualità, qualche giorno per prepararsi c’è, speriamo basti.

Nonostante i due pareggi consecutivi nelle prime due partite che rischiano di compromettere fortemente la qualificazione ai quarti di finale di Euro 2012, Fabio Capello ha fatto i complimenti all’Italia ed a Cesare Prandelli. Effettivamente la formazione azzurra, aldilà dei risultati, ha sorpreso quasi tutti per la qualità proposta nelle prime due gare, e se ieri fosse riuscita a chiudere la partita segnando il secondo gol, oggi l’umore dei tifosi e degli addetti ai lavori sarebbe stato sicuramente molto diverso. Ieri è stato decisivo l’errore del singolo (Chiellini), ma oggettivamente la squadra non ha corso altri pericoli importanti durante il match. Per Capello la prestazione è stata una buona:
“È stata una bella partita, nel primo tempo ha giocato un ottimo calcio, molto buono. Ha pressato un po’ meno rispetto alla partita che le ho visto giocare contro la Spagna, dove ha giocato probabilmente la più bella partita di questi ultimi periodi. Nel secondo tempo è un po’ calata. Secondo me non avevano più la brillantezza della partita che hanno giocato con la Spagna. Abbiamo subito dei contropiedi, la Croazia è cresciuta e il gol purtroppo è venuto da un errore. Un errore probabilmente del giocatore che stava giocando forse meglio, insieme a Pirlo il giocatore più importante di questa Nazionale. Strano che Chiellini si sia fatto sorprendere alle spalle perché normalmente guarda sempre dov’è l’uomo, ma questa volta se l’è perso e purtroppo quando si gioca in Nazionale basta commettere il minimo errore e si è condannati.”
Qualcosa in più avrebbero dovuto darla Balotelli e Cassano che sono stati a lungo invocati da tutti quando Lippi decise di non portarli ai Mondiali in Sudafrica del 2010, ma che fino ad ora non sono riusciti a far fare un salto di qualità alla nazionale. Sono due giocatori con un carattere difficile, ma con un talento tanto grande da poter trasformarsi da ‘croce a delizia’ in qualsiasi momento. Capello si aspetta più cattiveria nella prossima partita da parte della coppia d’attaccanti azzurra, perché l’importante è solo fare gol.
“C’è qualcosa in questi giocatori che mi fa arrabbiare (sorride, ndr). Sono due giocatori straordinari e di grande talento, però usano sempre il fioretto, non usano mai la spada. Quando arrivano vicino alla porta vogliono fare il gol bello e straordinario, senza voler arrivare ad essere molto molto più concreti. E questo, a volte, mi fa arrabbiare. Sono giocatori di talento, giocatori che potrebbero fare la differenza. Per quanto riguarda Cassano mi sembra che sia diventato ormai un giocatore della Nazionale, quindi non c’è bisogno di recuperarlo, si è già recuperato da solo. Probabilmente quello che gli è successo a livello fisico, quando è stato molto male, l’ha fatto maturare. Dovrebbe arrabbiarsi lui stesso, non tanto io che ho fatto di tutto per aiutarlo, dandogli consigli, allenandolo. Ha sprecato degli anni, perché un talento così non lo trovi ogni anno e in ogni generazione. Un talento incredibile che avrebbe potuto fare di più.”
Foto | © TMNews21

Alessandro Cecchi Paone, conduttore televisivo e giornalista, da qualche anno autoproclamatosi icona gay insiste. Lui ha indirettamente provocato lo scivolone di Antonio Cassano sugli omosessuali in nazionale (gaffe della quale il numero 10 è stato costretto a scusarsi, come da rituale) e non ha intenzione di mollare. Ieri aveva detto: “Ci sono due omosessuali in questa nazionale e tre metrosexual” e proprio da queste parole un giornalista era partito per tendere un tranello a Cassano, bravissimo a cascarci con tutte le scarpe.
Il giocatore del Milan ha ironizzato, facendo la classica figura del gretto retrogrado, sulla veridicità delle affermazioni di Cecchi Paone (”che ne sa lui? non l’ho mai visto in nazionale“) e ha fornito la sponda ideale al conduttore che oggi ha voluto spiegare il perché sia così informato sui due presunti gay presenti fra i 23 convocati da Prandelli.
Ho avuto una relazione con uno di questa nazionale, e lui mi ha detto chi è l’altro, per questo so che sono due. Prandelli certo che lo sa chi sono gli omosessuali
Il circo del gossip, quello più infido, appena bisbigliato, può scatenarsi. Cecchi Paone ha avuto una storia con un calciatore della nazionale che in intimità gli ha rivelato anche l’omosessualità di un suo collega. Il giornalista ha approfittato dell’occasione per specificare chi siano i 3 “metrosexual” e lanciare un doppio appello a Cassano e ai due giocatori gay:
I tre metrosexual sono Giovinco, Montolivo e Abate. E’ anche un complimento. Siano orgogliosi di dirlo e tranquillizzino Cassano. Cassano venga a pranzo con me che gli spiego che non c’è nessun danno ad avere un gay in squadra.
Non ci sarebbe nulla di male, se questa storia fosse vera, ma personalmente sono propenso a credere che i 2 (o più) omosessuali in nazionale ci siano, ma che Cecchi Paone non sappia proprio nulla e stia cogliendo l’occasione per fare pubblicità a se stesso e al dibattito sulla chiusura del calcio ai giocatori dichiaratamente gay.